Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Generazione Inutile

di M. Calamari - Automazione, robotica, Intelligenza Artificiale e lavoro: per una volta Cassandra non elargisce solo profezie di sventura, ma anche saggi consigli

Cassandra Crossing/ Generazione InutileRoma - Tranquilli, la "Generazione Inutile", quella per cui non ci saranno più posti di lavoro di cui parla Cassandra, non è una geremiade sulla catastrofica situazione della disoccupazione giovanile (e di tutte le altre fasce di età) in Italia.

La Generazione Inutile non acquisisce questa sua caratteristica solamente dal tasso di disoccupazione che deriva dalla situazione economica, anche se il mercato del lavoro nel suo complesso è nel breve termine sensibile alla situazione economica, e ne segue fedelmente gli alti e bassi.

Infatti il mercato del lavoro è anche molto sensibile alla globalizzazione - "bella scoperta" diranno i 24 indignati lettori" - per cui a parità di situazione economica, la migrazione del lavoro verso altri paesi diminuisce il numero di posti di lavoro in Italia.
Sono posti che non spariscono, ma migrano verso Est; vedremo però che altri problemi del mercato del lavoro colpiranno bruscamente i giovani cinesi ed indiani esattamente come i giovani europei, solo che laggiù il licenziamento in tronco di 50.000 persone è un fatto della vita socialmente accettato (almeno per ora).
Questi "problemi" che colpiscono in maniera più brusca sono l'introduzione di nuove tecnologie che rendono superflui posti di lavoro.
Guardando al passato, possiamo ricordare l'avvento della fotocomposizione computerizzata, che ha prodotto la scomparsa di tutti i posti da linotipisti praticamente da un giorno all'altro. Così pure, in maniera più lenta e diffusa, la sparizione di molti poti di lavoro di segreteria grazie a cellulari, posta elettronica e servizi telematici, che hanno "liberato" la maggioranza dei professionisti dalla necessità di avere una segreteria.
Ed infine, in un processo ormai inarrestabile iniziato più di un decennio fa, l'eliminazione di posti di lavoro in fabbrica, ottenuta tramite l'introduzione di "robot" nelle catene di montaggio e nella produzione meccanica.

Cassandra lavorava a fine anni '80 in una importante industria meccanica italiana. C'erano 2100 operai e 700 impiegati. C'è tornata 20 anni dopo: produzione circa raddoppiata, 400 operai e 3000 impiegati.

È difficile dire se le macchine automatiche e parzialmente autonome che si vedono oggi nell'industria meccanica ed elettronica di consumo siano robot nel senso comune del termine, ma certamente lo sono, in contrapposizione con i lavoratori umani, quando si fanno bilanci di questo tipo.
Ormai non sono tendenze, ma numeri che si possono verificare a consuntivo: nell'industria meccanica l'introduzione di un robot ha provocato la sparizione di un numero di posti di lavoro variabile da 3 a 5,6.

I tre fenomeni elencati dovrebbero già bastare per individuare nella generazione di chi ha terminato gli studi oggi una generazione per cui trovare lavoro non sarà strutturalmente normale ma strutturalmente molto difficile.

Anche se "l'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro", la prossima sarà certamente una generazione in parte esclusa dal mondo del lavoro, una "generazione inutile", appunto, in cui molte persone potranno essere solo "consumatori" fintanto che il capitale accumulato dalla loro famiglia non si sarà esaurito. Dopo saranno semplicemente poveri.

Ipotizziamo che il sistema paese Italia non collassi sostanzialmente da qui ad un paio d'anni, cosa da non escludersi, aggravando ulteriormente il problema, e scremiamo anche la fetta di giovani che sarà assorbita dalla criminalità organizzata.
Avremo comunque una generazione di "nativi digitali" che non sarà destinata (almeno in buona parte) a lavorare, non potendo quindi mantenersi, accumulare per la generazione successiva e fornire risorse per quella precedente.

Quelli tra i 24 lettori che non siano già annoiati o preoccupati si aspetteranno che ci sia dell'altro. Hanno perfettamente ragione.
Il futuro di oggi e quello prossimo stanno introducendo altre nuove tecnologie che ridurranno moltissimo il numero di posti di lavoro in settori importanti. Anzi, se i progressi di queste tecnologie saranno più rapidi delle attese, forse colpiranno la già malconcia Generazione Inutile attuale.

Le tecnologie di cui accenneremo appena sono sviluppi nel settore dell'Intelligenza Artificiale: Machine Learning e Deep Learning. Sono due nuovi settori della pomposamente battezzata Intelligenza Artificiale, che dagli anni '60 ha promesso rivoluzioni, ma che non ne ha fino ad oggi prodotte.
Una spiegazione più completa su queste tecnologie la trovate in giro per la Rete, o su Wikipedia; se avete poco tempo vi consiglio questo video di Matteo Flora, che come sempre sintetizza molto bene la questione.

Per farla breve, un esempio. Una rete neurale, classico, datato e forse abusato esempio di Intelligenza Artificiale, consiste nel costruire un oggetto informatico "vuoto" di conoscenza, ed "addestrarlo" con un campione più vasto possibile ed accuratamente selezionato di domande e risposte su un dato problema.
L'esperienza ha dimostrato che se l'operazione è stata condotta bene, la rete neurale addestrata sarà in grado, con buona probabilità, di rispondere esattamente ad un'altra domanda che riguardi lo stesso tema. Qui è l'inghippo, il "probabilmente": se la risposta è sbagliata non è possibile ricostruire il perché, non è possibile fare un "debugging" efficace.

Le tecniche di Machine Learning e Deep Learning sono in grado di fare di più e meglio. In breve il Machine Learning è in grado di generare "funzioni matematiche" che realizzano gli stessi scopi di un algoritmo, utilizzando insiemi di dati molto più vasti e destrutturati. Il Deep Learning è il "nipote furbo" delle reti neurali: mentre tipo e forma di una rete neurale sono scelte a priori con considerazioni sciamaniche da chi la vuole addestrare, e con l'addestramento non si modificano, nel Deep Learning il sistema, durante l'addestramento, modifica se stesso in modo da meglio rappresentare il set di dati e risposte con cui viene generato.

"Interessante, somiglia a Skynet e magari diventerà autocosciente, ma cosa c'entra con la Generazione Inutile"? C'entra moltissimo, in due settori del mercato del lavoro per cui rappresenta una vera spada di Damocle, che sono il lavoro di ufficio e lo sviluppo di software; questi due ambiti lavorativi sono estremamente adatti ad essere sostituiti da sistemi costruiti con il Machine ed il Deep Learning.

Forse non ve ne siete ancora accorti, ma dopo 50 anni il termine "intelligenza Artificiale" è improvvisamente diventato ricorrente negli annunci delle megaditte, ed enormi investimenti vi vengono riversati.

Facile profezia: nel giro di 10-15 anni, come le catene di montaggio, anche questi ambiti lavorativi vedranno sparire molti posti di lavoro in favore di sistemi software.
Quindi se voi o i vostri figli e nipoti siete anagraficamente appartenenti alla Generazione Inutile, quella per cui già oggi non ci sono posti di lavoro, ecco due consigli. Se vi sentiste portati al lavori di ufficio ed amministrativi, cercate altri sbocchi perché non saranno mai più sicuri come un tempo; datevi semmai da subito l'obbiettivo di diventare "manager", è un settore feroce, che però in media non conosce crisi. Se invece vi interessasse l'informatica e la vedeste come un desiderabile futuro, smettete di fare i programmatori prima possibile (anche perché cinesi ed indiani lo fanno a molto meno di voi) e preparatevi fin da oggi per lavorare proprio nel Machine Learning e nel Deep Learning.
Cavalcare la tigre dovrebbe essere molto più sicuro che cercare di sfuggirgli, almeno per un po'.
Ah, e buona fortuna!

Marco Calamari - @calamarim

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152 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Generazione Inutile
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  • ...ascolta un consiglio da amico.

    No, non "fatti li c***i tua!" che comunque é universalmente immortale che dovrebbero renderlo obbligatorio nelle scuole (probabilmente, quando verrá applicata la riforma Razzi).

    Se sei donna: rifatti tutta (anche la verginitá) e poi sposa un calciatore.
    Se sei uomo: fai il paparazzo dei VIP*.

    Lavorare (o non lavorare - nel futuro previsto da Cassandra) nell'eletronica e programmazione. Assolutamente no! Servono troppe qualifiche giá ora e poi quello lo fará l'IA di turno, che essendo Intelligenza, mica va a spaparazzare i VIP.

    *dai 40 ai 50.000 euro... a weekend! (secondo un testimone)
    Per far da "comparsa" in locali... che come per magia si riempiono di "pelo" (va ancora di moda, se modellato a dovere) e, di conseguenza, di maschiacci che si inzuppano di sciroppi chimici addizionati di solventi e alcool.

    Poi, per comparse di 5 minuti, c'erano piccoli imprenditori che pagavano dai 3 ai 5.000 euro, sempre "fuori fattura". Li, si capisce meno il motivo, in quanto il pelo manco si vede... ma tant'é!

    A cosa servono competenze? Di sicuro non a diventare ricchi. Qualcuno dirá: a fare una vita onesta... Ahimé no, solo soddisfazione personale nel poter dire: "io so come funzionano le cose elettroniche"... fino a che non arriverá appunto l'IA! A quel punto il passo dal sapere al non poter piú comprendere sará compiuto e gli unici mestieri rimarranno: scrivere articoletti di giornale e/o commentarli... gratuitamente!
    non+autenticato
  • Ripeto il commento simile al precedente:

    Avevo scritto di non avere più l'intezione di scrivere in questo sito, almeno per non fare pubblicità gratis o pubblicità occulta, offendere i suscettibili e per non farmi prendere in giro quando cancellano e deridono i miei commenti.

    Una occupazione redditizia che predenderà piede sarà il ricambio di corpo ovvero si faranno congelare il cervello che poi sarà scongelato e impiantato in un nuovo corpo di un estraneo o in un corpo clonato prodotto in laboratorio: così vinceranno i capricci, la vecchiaia,la malattia e la morte.
    Sarà per tutti?
    non+autenticato
  • ogni volta che in un negozio o su un sito di Ecommerce scegliamo qualcosa e decidiamo per quello che costa meno in assoluto o per quello che costa meno a parità di caratteristiche aggiungiamo un ulteriore spinta alla delocalizzazione delle aziende, alla globalizzazione, alla disoccupazione interna, all'automazione spinta.
    Ogni volta che in banca decidiamo di investire in fondi o derivati dei paesi emergenti (danno più interessi) o anche solo europei (sono più sicuri) aggiungiamo un ulteriore spinta alla delocalizzazione delle aziende, alla globalizzazione, alla disoccupazione interna, all'automazione spinta.
    Le nostre scelte quotidiane hanno conseguenze, sempre.
    non+autenticato
  • Compriamo tutti un iPhone. È il più caro in assoluto, non sarà forse delocalizzato.

    Il prezzo non è dato dalla delocalizzazione, ma da uno studio di marketing.
    Perché hanno tutti delocalizzato.
    Chi non delocalizza è costretto a inflazionare i salari non potendo inflazionare la moneta dato che l'Euro ha un cambio fisso su tutto il mercato europeo.

    Avevamo le PMI che facevano di tutto, l'Europa dell'Euro e della competizione, dei trattati capestro come MES e Fiscal Compact ce le stanno facendo chiudere.

    Stai proponendo la soluzione sbagliata.

    Lascia produrre le merci anche ai cinesi. E focalizzati su tecnologia, creatività innovazione e anche turismo.
    E comunque con la robotizzazione spinta la produzione potrebbe tornare anche qui. Ti basta incentivare e permettere detrazioni sull'automazione, e detassare.
    Ma la cosa non migliorerebbe la condizione del lavoro, dato che non paghi operai e il surplus lo incamera tutto l'imprenditore e chi ha dietro, ossia i suoi fondi di investimenti.
    iRoby
    9522
  • non ho detto che bisogna comperare quello che costa più caro ma che la ricerca del prezzo più basso da parte del mercato comporta la ricerca dei costi più bassi per l'imprenditore, la ricerca del prezzo più basso poi è normale, è la base dell'economia, si chiama appunto "economia" non si chiama "spreco".
    La soluzione invece è giusta bisogna smettere di produrre quello che producono gli altri a prezzi più bassi e iniziare a produrre quello che gli altri (per ora) non sono capaci di produrre.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pietro

    > più bassi e iniziare a produrre quello che gli
    > altri (per ora) non sono capaci di
    > produrre.

    praticamente niente

    proprio ieri la Cina ha varato la sua prima portaerei fatta in casa

    giusto per dire, i "poveracci" imparano alla svelta e riescono a fare meglio di noi

    esistono ancora sacche di eccellenza in Italia, principalmente nell'artigianato, ma li' il problema e' che gli artigiani/piccoli imprenditori sono stati costretti a delocalizzare a causa di:

    1. sindacati sempre tra le OO, a perorare le cause sbagliate
    2. burocratizzazione estrema del processo gestionale di un'azienda
    3. tasse assurde
    4. vincoli di ogni genere
    5. massiccia corruzione nella PA
    non+autenticato
  • Glocalization.
    Se ne parla ovunque. Ma per farlo devi cinesizzare anche le aree locali.

    Se ne parla da quando chi ha delocalizzato in alcuni paesi per esempio Turchia, si è accorto che poi durante il trasporto deve pagare pizzi assurdi alle società naviere, o alle dogane, i banditi e i loro assalti, ecc.

    Per cui quello che vanno a risparmiare viene bruciato in tutte queste spese "impreviste".
    iRoby
    9522
  • - Scritto da: iRoby

    > Per cui quello che vanno a risparmiare viene
    > bruciato in tutte queste spese
    > "impreviste".

    e il resto finisce nelle tasche di manager incompetenti, premiati per aver fatto fallire le aziende http://www.bbc.co.uk/news/business-39705328
    non+autenticato
  • Ma yahoo non produce merci delocalizzando.
    iRoby
    9522
  • - Scritto da: collione
    > proprio ieri la Cina ha varato la sua prima
    > portaerei fatta in
    > casa

    Un modello russo dalla dubbia funzionalità.
    Lanf
    148
  • - Scritto da: Lanf
    > - Scritto da: collione
    > > proprio ieri la Cina ha varato la sua prima
    > > portaerei fatta in
    > > casa
    >
    > Un modello russo dalla dubbia funzionalità.

    no, il modello russo e' la Liaoning, ovvero la prima portaerei cinese

    la seconda e' totalmente made in China

    sul fatto che siano di dubbia funzionalita' ci andrei piano, visto che parliamo di un incrociatore lanciamissili pesante con funzionalita' di trasporto aerei

    cioe' il trasporto di aerei e' giusto un'aggiunta, la vera natura delle navi di class Kuznetsov e' quella di portare in pancia centina di missili

    vantaggio? mentre le portaerei americane sono delle bare naviganti che possono essere affondate con estrema facilita' dai moderni missili di derivazione Sunburn, quella russa e' in grado di difendersi da sola

    e infatti, se ricordi, la Kuznetsov e' stata mandava in Siria da sola, aveva giusto una nave per i rifornimenti come supporto, mentre le portaerei americane vanno scortate da fregate e cacciatorpediniere

    per cui ci andrei piano con le denigrazioni
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pietro
    > La soluzione invece è giusta bisogna smettere di
    > produrre quello che producono gli altri a prezzi
    > più bassi e iniziare a produrre quello che gli
    > altri (per ora) non sono capaci di produrre.

    "per ora", hai scritto bene. Soluzione temporanea perché i cinesi imparano alla svelta.

    La soluzione è molto più profonda e non passa dall'economia di mercato.
    Non puoi risolvere un problema con gli stessi meccanismi che lo hanno creato...
    iRoby
    9522
  • - Scritto da: Pietro
    > non ho detto che bisogna comperare quello che
    > costa più caro ma che la ricerca del prezzo più
    > basso da parte del mercato comporta la ricerca
    > dei costi più bassi per l'imprenditore, la
    > ricerca del prezzo più basso poi è normale, è la
    > base dell'economia, si chiama appunto "economia"
    > non si chiama
    > "spreco".

    Quello che dici tu si verifica in ogni settore,a meno che tu non voglia avere come mercato quello del lusso.

    > La soluzione invece è giusta bisogna smettere di
    > produrre quello che producono gli altri a prezzi
    > più bassi e iniziare a produrre quello che gli
    > altri (per ora) non sono capaci di
    > produrre.

    Credi di avere una scienza tutta tua inarrivabile per gli altri ? Qualunque cosa sai fare tu lo sanno fare anche gli altri.
    non+autenticato
  • Dai non è inutile questa generazione.

    C'è un lavoro splendido in fila all'Apple Store.
    È il lavoro del nuovo millennio.

    Un riccone che vuole in anteprima il nuovo modello da mostrare a quelli come lui al golf club, paga un giovane inutile per fare la fila e dormire in tenda dalla sera prima, al posto suo.

    E poi diciamocelo chiaramente, a questi giovani te li bevi subito. Gli dai smartphone, tablet, convertibili, realtà aumentata e virtuale e gli eviti di pensare troppo alla loro condizione di miseria esistenziale.

    Se non pensano non sale la rabbia, e se non sale la rabbia non catalizzano energie verso una rivoluzione.

    Impediscigli di unirsi e non dargli ideali e sogni di cambiamento da perseguire.

    Sono tutti lì a litigare tra punk, emo, punkabbestia e categorie volute per incanalarli e tenerli separati.
    iRoby
    9522
  • Quanto inutile chiacchiericcio da vecchio alcolizzato al bar sport.
    non+autenticato
  • Inutili commenti di una nullità che dietro una tastiera sa solo sparlare degli altri.
    iRoby
    9522
  • - Scritto da: iRoby
    > Inutili commenti di una nullità che dietro una
    > tastiera sa solo sparlare degli
    > altri.

    Io sparlo di te che hai la faccia tosta di sparlare degli altri. Dovresti solo tacere invece di renderti ridicolo.
    non+autenticato
  • Aphex sei tu, ti riconosco dietro quella tastiera.
    iRoby
    9522
  • - Scritto da: iRoby
    > Aphex sei tu, ti riconosco dietro quella tastiera.

    Aphex o non aphex sei comunque ridicolo.
    non+autenticato
  • Pensavamo che fossi migliorato, invece stai regredendo a livello di bambino dispettoso e persecutorio, perché a tua volta perseguitato nella tua infanzia da mamma e papà che volevano una femmina...
    iRoby
    9522
  • - Scritto da: iRoby
    >
    > E poi diciamocelo chiaramente, a questi giovani
    > te li bevi subito. Gli dai smartphone, tablet,
    > convertibili, realtà aumentata e virtuale e gli
    > eviti di pensare troppo alla loro condizione di
    > miseria esistenziale.

    "Damn kid. All he does is play games. They're all alike.
    [...]
    Damn kid. Tying up the phone line again. They're all alike..."


    guarda un po' chi adesso è diventato il vecchio Rotola dal ridere
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    Modificato dall' autore il 26 aprile 2017 11.00
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  • "La crisi della UE arriva anche al Nord: Petizione popolare in Finlandia per l’uscita dall’euro"

    anche i Finlandesi vogliono uscire


    https://www.sapereeundovere.com/la-crisi-della-ue-.../
    non+autenticato
  • La Finlandia è l'unico paese scandinavo ad aver abbracciato l'europa anima e core.
    E' infatti l'unico paese scandinavo in difficoltà....
    non+autenticato
  • Ma quale festa della liberazione? Oggi siamo più oppressi di prima!


    “Se la libertà significa qualcosa, allora significa il diritto di dire alla gente cose che non vogliono sentire”. Da questo spunto, arrivatomi da George Orwell, mi introduco nel mondo dell’ipocrisia targata 25 aprile. Un sentimento che non si sviluppa soltanto nelle ventiquattro ore dedicate alla Liberazione, ma che permane nella mentalità della sinistra italiana. “È sempre tempo di Resistenza” ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso anno durante i festeggiamenti. “Una festa di speranza ancor di più per i giovani”, l’ha definita invece nel 2015. Speranze di un futuro diverso. Ma quale futuro può nascere con il sostegno inesistente di questa classe politica. Un futuro in cui manca il rispetto per la propria nazione? In cui si canta Bella Ciao ignorando quanti morti, da un fronte all’altro, la storia ci ha portato in dono. Ricordo ancora una frase, di dodici mesi fa, pronunciata dalla più alta carica del nostro Paese: “Battersi per un mondo migliore è possibile e giusto”. Per questo motivo vi dico che serve una nuova giornata della Liberazione. I cittadini italiani si trovano nuovamente ed infinitamente vessati. Serve una nuova Liberazione, ma dall’attuale classe politica. Classe politica egoista ed arrivista capace di riempirci le orecchie con i suoi discorsi composti da bei virtuosismi. Parole che evocano la libertà, la giustizia, l’onestà, ma che nascondo l’orgoglio lugubre di un passato nefasto, lasciando aperto uno spiraglio in direzione del comunismo. Vergognoso. Una bassezza culturale figlia della falsità, incapace di concepire dei limiti.
    Serve un nuovo 25 aprile, una giornata per celebrare la riconquista della dignità dell’Italia. Una giornata non sia tinta di rosso o marchiata da una falce ed un martello, ma che abbia come punti di riferimento l’abbattimento delle tasse, la distruzione della pachidermica burocrazia e ridoni fiducia ad un popolo sull’orlo del suicidio. Una Liberazione da un governo ingiusto capace solamente di spendere i soldi da noi guadagnati con estremo sacrificio. Danaro, regalato, per mantenere i clandestini, che arrivano in numero sempre maggiore sulle nostre coste. Una Liberazione dalle istituzioni che mantengo i rom tutelandoli ben più degli italiani. Permettendogli di non lavorare, di non pagare le imposte e di usufruire di tutti i servizi per i quali paghiamo uno sproposito. Una Liberazione da un sistema vessatorio a dir poco criminale. Sistema che ci obbliga a pagare senza darci nulla in cambio. Una Liberazione da una politica anti-tricolore che vede i nostri connazionali costretti a vivere nelle automobili o sotto i ponti, mentre ai clandestini viene concessa la possibilità di alloggiare in alberghi.
    Abbiamo il dovere di batterci per una nazione in cui le istituzioni non siano nemiche delle imprese. Uno Stato volenteroso di aiutare i suoi cittadini a trovare un lavoro, mantenerlo e costruirsi un percorso. Uno Stato che metta gli italiani al primo posto e chiunque purché non sia nato da Bolzano a Palermo. Quale Liberazione può essere festeggiata sapendo che ogni giorno aumenta la povertà nelle famiglie italiane? Partiti di destra, di sinistra e movimenti vari hanno tradito il proprio popolo. Ci fanno credere che la libertà sia nostra, ora e per sempre, dopo essere stata “conquistata” il 25 aprile 1945. Ci tradiscono parlando di speranza, ma il domani racconta di teste chinate e sguardi persi. Sventolano le loro bandiere, mentre un’altra serranda viene abbassata senza che nessuno dica niente. La sovranità e la dignità ci spettano di diritto, questo dobbiamo rivendicare il 25 aprile. Gridandolo forte, con tutto il fiato che abbiamo in gola. È ora di ricordalo a questi politici. È ora di ricordarlo a noi stessi. Serve una rivoluzione per combattere tutto questo schifo che giorno dopo giorno ci sta distruggendo. La nostra storia è in pericolo, le nostre radici e la nostra dignità vanno al macero. Tutto questo ha un unico mandante ed esecutore il sistema politico-finanziario, le lobby che vogliono renderci schiavi, che vogliono portarci via tutto quello che siamo stati in grado di costruire nel tempo. Il lavoro dei nonni, dei padri, degli avi bruciato nel nulla.
    Noi dobbiamo lottare, non celebrare una festa che non esiste. Quale Liberazione? Quale libertà? Oggi siamo più oppressi e schiavi di prima, ce ne vogliamo rendere conto o no? Vogliamo riprenderci, con coraggio senza avere paura, la nostra vita e la nostra rispettabilità? Perché adesso il problema incombe sulle nostre teste, ma domani a pensarci saranno le nuove generazioni, nonché i nostri figli. Vogliamo costringerli a vivere un’esistenza da vittime? Io no, non ci penso neanche lontanamente. E voglio combattere per riconquistare la vera libertà.
    non+autenticato
  • se mette il link rischia che conoscendo la fonte nessuno lo leggaA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Ma quale festa della liberazione? Oggi siamo
    > più oppressi di
    > prima!


    Se fossimo veramente oppressi tu saresti al confino da un pezzo e non qui a scrivere puttanate dietro una tastiera.
    non+autenticato
  • Il guinzaglio si stringe con calma, sennò il cane si ribella. Chomsky, il principio della rana bollita docet.
    non+autenticato
  • - Scritto da: xte
    > Il guinzaglio si stringe con calma, sennò il cane
    > si ribella.

    Se il cane non si ribella il guinzaglio é largo abbastanza.
    non+autenticato
  • Tu vedi qualche cane che si ribella, in giro?
    Io vedo solo amebe vagolanti che si sfogano parlando male di tutto e di tutti e poi non hanno energia per agire.
    non+autenticato
  • Apparenze per far stare buono il popolino, si spinge sull'unità e vari discorsetti ad effetto perchè non si ha altro. A nessuno importa veramente del 25 aprile, è solo un giorno di vancanza ma i modi per intortare il cittadino sono tanti e subdoli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: F Type
    > A nessuno importa
    > veramente del 25 aprile, è solo un giorno di
    > vancanza ma i modi per intortare il cittadino
    > sono tanti e
    > subdoli.

    É "solo un giorno di vacanza" se sei un bimbominkia di 15 anni o un fascista.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ... ...

    > É "solo un giorno di vacanza" se sei un
    > bimbominkia di 15 anni o un
    > fascista.

    Semplicemente sono discorsetti per intortare il popolo e tenerlo buono con la scusa della "liberazione" senza fargli comprendere che è appena passato ad altra dittatura che si chiama Europa con le sue assurde regole.

    Poi sono fatti avvenuti tantissimi anni fa,non frega più a nessuno, oggi è al pari di una domenica qualunqueOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: F Type
    > - Scritto da: ... ...
    >
    > > É "solo un giorno di vacanza" se sei un
    > > bimbominkia di 15 anni o un
    > > fascista.
    >
    > Semplicemente sono discorsetti per intortare il
    > popolo e tenerlo buono con la scusa della
    > "liberazione" senza fargli comprendere che è
    > appena passato ad altra dittatura che si chiama
    > Europa con le sue assurde
    > regole.
    >
    > Poi sono fatti avvenuti tantissimi anni fa,non
    > frega più a nessuno, oggi è al pari di una
    > domenica qualunque
    >Occhiolino

    Ok sei solo un bimbominkia di 15 anni che resta a casa un giorno in piú da scuola.
    non+autenticato
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