Gaia Bottà

Cracking, 27 anni di condanna

La giustizia statunitense condanna un cittadino russo a quella che si ritiene la più severa pena per operazioni di cracking: ha costruito un business truffaldino con quasi 3 milioni di carte di credito di cui ha intercettato i dati

Roma - Specializzato nel cracking dei PoS e della relativa tratta delle carte di credito, si ritiene abbia inferto 169 milioni di dollari di danni a banche e istituti finanziari: Roman Seleznev, noto al sottobosco del cracking come Track2, 2pac, bulma e nCuX, figlio di un deputato della Duma russa, è stato condannato negli USA a scontare 27 anni di carcere.

Seleznev, ricorda il dipartimento di Giustizia statunitense, tra il 2009 e il 2013 ha colpito oltre 500 aziende installando malware sui terminali PoS, così da rastrellare e inviare a server sotto il proprio controllo i dati relativi a 2,95 milioni di carte di credito degli acquirenti, dati che ha poi rivenduto sul mercato nero. L'operato del cracker, stando alle prove raccolte dagli inquirenti, si sarebbe ripercosso su 3700 banche e istituti finanziari e avrebbe permesso al cittadino russo di accumulare oltre dieci milioni di dollari in flussi di cassa tracciabili, oltre alle transazioni anonime.

Il cracker era stato fermato nel 2014 alle Maldive, con un laptop che ospitava i dati relativi a oltre 1,7 milioni di carte di credito e le prove della sua attività. Nel 2016, erano state confermate le accuse a suo carico: numerosi capi di imputazione per truffa telematica, per aver arrecato danni e aver sottratto informazioni a macchine protette, per detenzione di dispositivi non autorizzati e furto di identità.
Seleznev rischiava una condanna al carcere per un periodo compreso fra i 4 e i 32 anni: la giustizia statunitense ha fissato la pena a 27 anni di carcere, pena che si ritiene la più severa finora inflitta negli USA per un crimine legato al cracking. Una pena esemplare, secondo le autorità statunitensi, meritata da un "pioniere" che "ha contribuito alla crescita del mercato dei dati della certe di credito rubati con i suoi sistemi di vendita online automatizzati e con i suoi tutorial".
Il cracker, peraltro, è coinvolto in altri due procedimenti negli States per i quali deve ancora essere giudicato, sospettato di truffa, frode informatica e bancaria.

Dalla Russia si promette di ricorrere in appello: il trattamento riservato al cracker figlio del deputato è stato definito un vero e proprio rapimento e la condanna è stata definita infondata. Seleznev, dal canto suo, in una lettera vergata a mano indirizzata alla giustizia statunitense nel corso del processo, ora pubblicata dal New York Times, aveva ammesso i propri reati attribuendoli alle traversie che la vita gli ha riservato e aveva chiesto perdono.

Gaia Bottà
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