Claudio Tamburrino

Facebook, la faccia social dell'orrore

Il famoso social network è di nuovo sotto pressione per un altro episodio di violenza ospitato dal suo servizio di streaming live. Occorrono soluzioni certe per fermare il dilagare di questo preuccupante fenomeno

Roma - Un uomo ha ucciso la figlia di 11 mesi in Tailandia e poi si è tolto la vita: una notizia che per una questione deontologica non dovrebbe trovare posto su Punto Informatico, ma neanche su Facebook. E invece, proprio sul social network il video streaming nel quale il padre compiva l'omicidio è stato disponibile per circa 24 ore.

La scena, oggetto di due differenti video girati sul tetto di un hotel deserto di Phuket da Wuttisan Wongtalay, ventenne padre della bambina di 11 mesi, è andata in diretta streaming su Facebook nella serata di martedì ed è rimasta accessibile per circa 24 ore prima della rimozione. Sembra che sia dovuto intervenire il Ministro dell'Economia Digitale della Tailandia per ottenerne la cancellazione.

Il primo dei due video è stato visto 112mila volte, mentre il secondo 258mila: entrambi sono stati caricati anche su YouTube da altri utenti, da cui tuttavia è stato rimosso dopo circa 15 minuti dalla ricezione delle prime segnalazioni.
Ad appena due settimane dai fatti di Cleveland e dai video di un altro omicida andati in diretta e poi rimasti per diverse ore sul social network, dunque, Facebook si trova al centro delle polemiche per aver ospitato suo malgrado un altro video nel quale viene drammaticamente ripresa la fine violenta di una vita: già in quell'occasione il social network si era ritrovato ad avere a che fare con critiche feroci circa la modalità e la tempistica con cui interviene sui contenuti di odio condivisi sulla piattaforma.

Non è infatti sempre chiaro quale sia il metro di giudizio adottato dal social network per stabilire quali contenuti possano restare sul sito e quali invece non debbano trovarvi spazio. E anche nel caso in cui la necessità di censura sia di tutta evidenza, le tempistiche di risposta da parte di Facebook non sono sempre affidabili.

Nei fatti statunitensi a far divampare le critiche erano bastate le tre ore durante le quali il video dell'omicidio era rimasto disponibile, in quest'ultimo caso il social network dovrà vedersela con accuse ben più gravi: addirittura 24 ore di ritardo per un intervento risolutivo. Ancor più alla luce del fatto che in seguito ai fatti di Cleveland Zuckerberg in persona aveva annunciato di voler rivedere i meccanismi con cui al momento si interviene sui contenuti violenti condivisi sulla piattaforma, sostenendo che non vi fosse posto per queste cose contrarie alla privacy di Facebook e al suo senso di comunità.

Anche in questa occasione un portavoce di Facebook Tailandia ribadisce il pensiero del suo CEO, riferendo "che non c'è assolutamente posto per questo tipo di contenuti su Facebook", oltre naturalmente a professare la propria vicinanza alla famiglia delle vittime.

Si tratta tuttavia solo di parole, che ben poco possono fare davanti al preoccupante proliferare di video violenti (anche se ancora marginali rispetto al numero totale di contenuti ospitati sulla piattaforma) che anche in Europea rappresenta un fenomeno tristemente noto: lo scorso giovedì una corte svedese ha condannato per stupro tre uomini che hanno trasmesso live su Facebook il loro crimine.

Claudio Tamburrino
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36 Commenti alla Notizia Facebook, la faccia social dell'orrore
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  • La violenza, vera o immaginata/vista è un modo eccellente per disperdere le frustrazioni e la rabbia (figlie di una paura nascosta, a sua volta figlia di una sofferenza ancora più nascosta).
    Purtroppo, essendo solo un mero sfogo, con gli anni non riesce più a contenere le emozioni dirompenti, ed ecco apparire malattie fisiche e/o mentali, incidenti e morte, che riequilibrano la persona (nell'ultimo caso definitivamente).

    Nessuno pensa che un essere umano necessiti di una educazione mentale, oltre che fisica, specialmente nei suoi primi cinque anni di vita.
    Per fare bene un qualunque lavoro occorrono anni di studio ed esperienza, per fare un figlio ognuno si inventa la genitorialità, partendo dalle proprie problematiche, aggiunte alle problematiche sociali.
    Le conseguenze sono ovunque, da sempre.
    non+autenticato
  • La mia personale teoria è che per individui sani aver la pancia piena ed esser in genere soddisfatti è un'eccellente antidoto contro tutte queste patologie. Non è un caso che queste sian concentrate i posti dove non si stà poi così bene per un motivo o per l'altro.

    Ah, già da noi si stà ancora bene (rispetto al resto del mondo) ma in regolare peggioramento e l'istruzione che servirebbe a garantire il benessere è sempre più demolita...
    non+autenticato
  • Tutte le persone squilibrate del pianeta vorrebbero un posto al sole, anche se per poco tempo.
    E quando anche la realtà virtuale e aumentata saranno più diffuse, ci sarà una esplosione di tutto questo.
    Mi aspetto anche mondi virtuali dove sia possibile ogni genere di perversione, anche non trasferita nel reale.
    Altro che droga...
    non+autenticato
  • Mh, Second Life? Non è durata molto comunque...

    In genere il problema di questi mondi virtuali è che il corpo/mente dell'utente risiede in quello reale, e questo comporta un po' di problemucci...
    non+autenticato
  • > Mi aspetto anche mondi virtuali dove
    > sia possibile ogni genere di perversione,
    > anche non trasferita nel reale.
    > Altro che droga...

    - Scritto da: xte
    > Mh, Second Life? Non è durata molto comunque...

    Esatto: sembra la descrizione di Second Life, almeno della zona per adulti. Era proprio così, anzi lo è ancora, perché dura ancora adesso, viva e vegeta e aggiornata. L'unica cosa che non è durata è stato l'hype e il tam tam giornalistico. Non è che se di una cosa non se ne parla, allora non esiste più. Non è neanche che Second Life sia solo fantasie perverse: è una piattaforma in cui si può creare qualsiasi cosa.
    non+autenticato
  • Mi scusino: pubblicare film in cui vi son varie scene di violenza, spesso gratuita, spesso "sovrumana" va bene, piace, fa parte dei gusti del momento.
    Se poi qualche bipede cerebrodifettoso pubblica qualche vero crimine non va?

    Ma con la stupidità dilagante non pensate che una bella marea di bovini bipedi non sia in grado di comprendere la differenza tra film e realtà? Io mi aspetto sempre di leggere in qualche cronaca di un pazzoide che spara in pubblico in un centro commerciale e qualche povera vittima che ha cercato rifugio dietro la porta di un frigo o rovesciando un divano giacché in molti film va di moda far così...
    non+autenticato
  • Io continuo a non capire perché il direttore di un giornale su carta stampata è responsabile di quello che uno scribacchino riesce ad infilare su una pagina interna del suo giornale, mentre il padrone di Facebook non è responsabile di quanto pubblicato sul suo Tazebao, visibile da milioni di persone.
    Sempre di notizie date in pasto al pubblico si tratta.
    Se non riesce a controllare quanto ci scrivono sopra dovrebbe essere una sua responsabilità, esattamente come per la carta stampata.
  • Se vivessi un po' di più su questo pianeta, invece di andare sempre in vacanza sul pianeta papalla, scopriresti che è un pianeta di fuffaroli, dove solo gli ingenui (fasulli) cadono dal pero nel vedere le iniquità che accadono ogni secondo, in ogni situazione, ad ogni livello, ovunque.
    non+autenticato
  • Perchè un servizio web non è un giornale. Non c'è un direttore responsabile che controlla a prescindere tutto quello che può essere pubblicato o meno.
  • Ecco il problema!
    Chi ha detto che un servizio web non è un giornale?
    Chi ha l'autorità di dirlo?
    Qualunque pirla può dire "io faccio un servizio web e quindi non sono responsabile". Basta che nessuno lo contesti.
    Io contesto che chi fornisce codesti servizi web non paghi le tasse che dovrebbe pagare e si dichiari non responsabile.
    Tutto qui.
    Chi sono io per dichiarare questo?
    Purtroppo anch'io sono un pirla qualsiasi.
    Ma non mi piace questo modo di fare.
    E protesto anche perché le cosiddette "autorità" sono latitanti.
  • I contenuti del giornale chi li crea? Il giornale e i suoi giornalisti dipendenti, sotto la linea del direttore, con un consiglio amministrativo e tutto il resto. Giustamente sono responsabili dei contenuti che creano.
    I contenuti nei social network o di qualsiasi piattaforma chi li crea? Deve essere responsabile Wordpress di ogni blog che ospita? O il titolare di quel blog? Deve essere responsabile la società Autostrade, se qualcuno commette infrazioni in autostrada o la multa se la becca l'autista? I post idioti sui social network li scrivono gli idioti e li pubblicano sul social network, senza controllo preventivo. Non è il social network e i suoi dipendenti a crearli. Quindi chi è il responsabile di quei contenuti? Un conto sarebbe se Facebook pubblicasse i post previa approvazione (praticamente impossibile). Al massimo eliminano quello che viene segnalato, se va contro la morale tutta loro, altrimenti nisba.
    non+autenticato
  • - Scritto da: elio2002
    > Ecco il problema!
    > Chi ha detto che un servizio web non è un
    > giornale?
    > Chi ha l'autorità di dirlo?
    > Qualunque pirla può dire "io faccio un servizio
    > web e quindi non sono responsabile". Basta che
    > nessuno lo contesti.

    L'unica alternativa è vietare tutti i siti che permettono di pubblicare contenuti degli utenti. O forse credi che i siti che oggi ti permettono di pubblicare gratis i tuoi pensieri, potrebbero ancora farlo se dovessero pagare una schiera di revisori che controllino ciò che gli utenti scrivono, prima di pubblicarlo? Quindi resterebbero solo i siti a pagamento e quelli controllati dallo stato.
    Io preferisco la libertà di scrivere. E se scrivo qualcosa di illecito, possono sempre venire a cercare me.

    > Io contesto che chi fornisce codesti servizi web
    > non paghi le tasse che dovrebbe pagare e si
    > dichiari non responsabile.

    Perché i cattivoni del webbo guadanniano i milliardi ma non paghano le tasse, me l'ha detto Boccia! Se paghasero le tasse, i love oratori italiani pagherebbero la metà e ci avremo tutti la casa di lusso, lo dice Emigliano!

    > Tutto qui.
    > Chi sono io per dichiarare questo?
    > Purtroppo anch'io sono un pirla qualsiasi.
    > Ma non mi piace questo modo di fare.
    > E protesto anche perché le cosiddette "autorità"
    > sono latitanti.
    Izio01
    4674
  • Chi va su 4chan in cerca di decapitazioni ecc. lo fa di sua spontanea volontà (perché curioso, pervertito, malato di mente o altro). Qui il problema è più serio. Chi condivide questo genere di video su Facebook lo fa finire anche sulla bacheca di chi questi contenuti non va a cercarseli di proposito. Non è solo una questione di sdegno, ma un fenomeno davvero preoccupante. Considerando che Facebook è pieno zeppo di ragazzetti e bulletti “annoiati” (pronti a picchiare o uccidere genitori, fratelli, coetanei…), si finisce per diffondere contenuti che potrebbero essere emulati da questi squilibrati o che potrebbero stimolare squilibrati latenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Indignato speciale
    > Chi va su 4chan in cerca di decapitazioni ecc. lo
    > fa di sua spontanea volontà (perché curioso,
    > pervertito, malato di mente o altro). Qui il
    > problema è più serio. Chi condivide questo genere
    > di video su Facebook lo fa finire anche sulla
    > bacheca di chi questi contenuti non va a
    > cercarseli di proposito.

    Quindi se io ti posto un link ad una foto di un cadavere con testa mozzata, scrivendoti "guarda che bei gattini...", non e' mica la stessa cosa?

    La gente clicca.
    Non e' questione di cercare o non cercare.

    > Non è solo una questione
    > di sdegno, ma un fenomeno davvero preoccupante.

    Il fenomeno preoccupante sono i contenuti multimediali (foto/video) che si aprono in automatico senza il consenso dell'utente.

    Nulla che non si possa risolvere lato client.

    > Considerando che Facebook è pieno zeppo di
    > ragazzetti e bulletti “annoiati” (pronti a
    > picchiare o uccidere genitori, fratelli,
    > coetanei…), si finisce per diffondere contenuti
    > che potrebbero essere emulati da questi
    > squilibrati o che potrebbero stimolare
    > squilibrati
    > latenti.

    Continuo a non capire la differenza tra fessbuk e 4chan.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Continuo a non capire la differenza tra fessbuk e
    > 4chan.
    L'oltre un miliardo di utenti, l'uso più generico, con tanto di aziende d'ogni tipo, l'ipocrisia di censurare pure le opere d'arte e poi lasciare passare questa roba, cavoli a merenda, mele e pere, ...
    non+autenticato
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