Pierluigi Sandonnini

Facebook dichiara guerra alla disinformazione

Lo scorso 27 aprile il social network ha rilasciato un rapporto di 13 pagine nel quale illustra il suo piano per contrastare la diffusione e l'amplificazione delle notizie false

Roma - Dopo mesi di accesa discussione sul ruolo di Facebook nelle elezioni americane, e da ultimo anche in quelle francesi, la società decide finalmente di prendere posizione. Lo fa con un rapporto di 13 pagine che contiene i dettagli di un complesso piano di quelle che Facebook chiama "Operazioni di informazione". Il rapporto inquadra le campagne intentate da parte di forze organizzate per distorcere la pubblica discussione, giudicandole come le più deleterie attività su Facebook, peggiori dello spam e dei malware.

Il rapporto riguarda tutte le nuove misure che il gigante dei social network intende mettere in atto. Ciò che emerge è una strategia per combattere alla fonte la creazione di materiale falso e malizioso, unito al senso di responsabilità da parte di Facebook nei casi in cui gli utenti condividano ingenuamente questi link. Come descritto nel rapporto, quasi tutti gli elementi più importanti delle campagne di disinformazione sono al di fuori del controllo di Facebook e quando simili campagne si diffondono attraverso l'Europa non è semplice risolvere il problema, almeno non da parte della sola Facebook.

Il rapporto suddivide le "operazioni sull'informazione" in tre parti: raccolta dei dati, creazione dei contenuti, amplificazione dei contenuti stessi. Si ignora volutamente la creazione di contenuti da parte di siti di terze parti come CDLeaks, WikiLeaks o altri, generati da fughe di notizie dai giornalisti, poiché, si dice, Facebook non è strutturata per far fronte a questi fenomeni.
Alex Stamos, capo del settore sicurezza di Facebook ha dichiarato in un post, commentando la pubblicazione del rapporto: "Supportare le conversazioni autentiche sulla nostra piattaforma e contribuire alla creazione di comunità informate, e civilmente impegnate, sono cose importanti per noi. Ma sappiamo anche che alcuni gruppi e alcuni individui hanno tentato di fare un uso distorto di Facebook per diffondere disinformazione o manipolare le discussioni. Un nostro team dedicato lavora instancabilmente per la difesa da queste azioni. Dato il ruolo crescente che Facebook gioca nel promuovere la discussione e lo scambio di idee, cerchiamo di condividere quello che facciamo per contribuire ad assicurare che la nostra comunità resti un ambiente sicuro e sano per la comunicazione. Per ulteriori informazioni su quanto Facebook sta facendo contro la disinformazione si può leggere il white paper: Information Operations and Facebook".

La mossa di Facebook potrebbe essere stata accelerata non solo dalle campagne di stampa sulle notizie bufala ma soprattutto da iniziative legislative nazionali in materia di diffusione di notizie false, come il disegno di legge presentato al Senato, che prevede "che i gestori dei siti siano tenuti ad effettuare un costante monitoraggio di quanto diffuso sulle proprie piattaforme Web, compresi i commenti degli utenti, con particolare riguardo a frasi offensive e a informazioni verso le quali viene manifestata un'attenzione diffusa e improvvisa". Norme che prevedono sanzioni anche per gli amministratori dei social network, oltre che per gli utenti.

Riuscirà, con il suo piano, la società fondata da Mark Zuckerberg a fermare l'ondata di fake news e di commenti offensivi che la sta attraversando?

Pierluigi Sandonnini
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16 Commenti alla Notizia Facebook dichiara guerra alla disinformazione
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  • E tutti gli altri mentecatti? Dove potranno leggere la Verità?


    Daje Mark! Faje er culo a sti caproni!
    non+autenticato
  • Ci concentrano l'attenzione su facebook, ma la stragrande maggioranza dei blog a sfondo politico e sociale sono direttamente o indirettamente collegati a personaggi di potere che manipolano l'informazione tramite loro.

    Per non parlare dei media di ogni genere che danno un "taglio" alle notizie a seconda delle direttive ricevute dai suddetti personaggi (si impara alla scuola di giornalismo).

    Nessuno si è accorto che tutti parlano di ciò di cui parlano i media (e ora anche i blogger)?
    E quello di cui non parlano più finisce rapidamente nel dimenticatoio?
    Deraglia un treno, e per qualche tempo i treni deragliano giornalmente, poi all'improvviso arriva un'altra notizia e la questione non si presenta più all'attenzione delle masse.

    E' un problema enorme, a livello mondiale, e siamo lontanissimi da una soluzione.
    Anche perché nessuno la cerca: i media hanno interesse a continuare così, mentre il popolo semplicemente non capisce; fra quei pochi che ogni tanto si svegliano un po', per poi ritornare a dormire, ognuno crede che siano gli "altri" a essere manipolati.
    Per non parlare dei complottisti e dei loro opposti (e quindi simili) anticommplottisiti....
    non+autenticato
  • Scusa quale sarebbe l'emergenza "notizie false" e quali le implicazioni?

    Se rimuovi la moda attuale: scagliarsi contro notizie supposte false dipingendole come emergenze per riabilistare strumenti di censura, non c'è alcuna emergenza nel alcuna variazione rispetto al passato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: saharian
    > Ci concentrano l'attenzione su facebook, ma la
    > stragrande maggioranza dei blog a sfondo politico
    > e sociale sono direttamente o indirettamente
    > collegati a personaggi di potere che manipolano
    > l'informazione tramite
    > loro.
    >
    > Per non parlare dei media di ogni genere che
    > danno un "taglio" alle notizie a seconda delle
    > direttive ricevute dai suddetti personaggi (si
    > impara alla scuola di
    > giornalismo).
    >
    > Nessuno si è accorto che tutti parlano di ciò di
    > cui parlano i media (e ora anche i
    > blogger)?
    > E quello di cui non parlano più finisce
    > rapidamente nel
    > dimenticatoio?
    > Deraglia un treno, e per qualche tempo i treni
    > deragliano giornalmente, poi all'improvviso
    > arriva un'altra notizia e la questione non si
    > presenta più all'attenzione delle
    > masse.
    >
    > E' un problema enorme, a livello mondiale, e
    > siamo lontanissimi da una
    > soluzione.
    > Anche perché nessuno la cerca: i media hanno
    > interesse a continuare così, mentre il popolo
    > semplicemente non capisce; fra quei pochi che
    > ogni tanto si svegliano un po', per poi ritornare
    > a dormire, ognuno crede che siano gli "altri" a
    > essere
    > manipolati.
    > Per non parlare dei complottisti e dei loro
    > opposti (e quindi simili)
    > anticommplottisiti....


    L' importante è di accorgersene almeno a grandi 'sprazzi' di leggere-ascoltare, di news e dibattiti manipolati. Sconforta invece di una larga fetta di popolazione che prende per veritiere persino le storielle di pomeriggio cinque. E abbiamo detto tutto!
    non+autenticato
  • - Scritto da: saharian

    > E' un problema enorme, a livello mondiale, e
    > siamo lontanissimi da una
    > soluzione.

    il punto e' che non si puo' nemmeno identificare nettamente il problema

    per esempio se pinco pallino da' una notizia su qualche magagna di qualche oligarca, che pero' viene taciuto dai media tradizionale, questa notizia e' vera o falsa? chi puo' stabilirlo se una parte dei media la bolla come falsa? la magistratura? quella stessa che non ha torto un capello ai pm di Milano quando spalavano balle su Berlusconi, ma si e' subito messa a caccia di streghe contro il procuratore Zuccaro?

    e' evidente che la verita' non e' un qualcosa che viene fuori da sola, seguendo un qualche processo fisico naturale

    > Per non parlare dei complottisti e dei loro
    > opposti (e quindi simili)
    > anticommplottisiti....

    e questa e' paradossalmente la soluzione, ovvero facciamo si che resti lo scontro, che ognuno possa dire la sua e la gente possa informarsi e ( se e' intelligente ) scavare la verita'

    la censura e' sempre e solo prodotto mostri, ma niente di buono ne e' venuto fuori ( tranne per i tiranni/censori ovviamente )
    non+autenticato
  • Il problema che sta alla base è l'aumento progressivo della distanza fra le persone e la politica, fra le persone e i fatti di ogni tipo.
    Una volta era difficile nascondere le beghe politiche perché la gente non era lontana dai palazzi/castelli, e le informazioni riguardavano avvenimenti locali, molto più controllabili di quelli remoti di oggi.
    Inoltre una volta la disinformazione veniva usata saltuariamente, mentre oggi è un metodo solido e sicuro per creare incertezza e regnare meglio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: saharian
    > Per non parlare dei complottisti e dei loro
    > opposti (e quindi simili)
    > anticommplottisiti....
    Per non parlare dei belli addormentati che non capiscono la differenza fra sparale e verificare. Rotola dal ridere E gli "anticomplottisti" poi cosa sarebbero? I debunker? Bisogna proprio fumare roba strana per mettere sullo stesso piano un ricercatore e i deliri di uno squinternato che blatera a vanvera. Così come mettere sullo stesso piano chi bela acriticamente dietro ad ogni cagata del suo guru e chi verifica e controlla anche quello che gli piacerebbe fosse vero. Se c'è qualcuno facile da manipolare, sono proprio i fessi che non arrivano a capire questo, credono solo ciò che gli fa comodo capire, che tanto per loro è uguale, e così si attaccano come cozze alle scemenze senza fondamento che gli propina il furbo di turno. ComplimentiA bocca storta
    non+autenticato
  • - Scritto da: saharian
    > E' un problema enorme, a livello mondiale, e
    > siamo lontanissimi da una soluzione.

    Avere un "guardiano" che decide cosa è fake e cosa non lo è, sarebbe una soluzione peggiore del mala, non c'è alcun dubbio. Quindi la soluzione è la massima pluralità dell'informazione, rigorosamente NON FILTRATA.

    Tra l'altro questo non è un problema "moderno", è un problema che si è presentato sin da quando sono apparsi i primi libri. I primi "censori" hanno risolto bruciando i libri eretici, credendo di essere nel giusto nel far sparire le credenze "fake". Oggi sappiamo che è stato un errore, quindi sarebbe bene non ricaderci.
  • Fakebook dichiara guerra a se stesso.
    Straordinario.
    non+autenticato
  • Gran parte del traffico su FB consiste proprio nello scambiarsi proprio questo genere di notizie. Se eliminano le notizie false, FB si sgonfia.

    Fanno prima a cambiagli nome: Fakebook.
    non+autenticato
  • 'chiaro guerra alla jacuzia
    non+autenticato
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