Alfonso Maruccia

Imagination e Apple alle porte del tribunale

Fallito il tentativo di accordo, le due aziende si preparano a una contesa legale sempre più probabile: Imagination gioca la carta della risoluzione del contratto prima di rivolgersi alla giustizia. Nel mentre, tra Qualcomm e Cupertino si combatte a suon di royalty

Roma - Le speranze che i colloqui tra Imagination Technologies e Apple sull'uso delle proprietà intellettuali (IP) per le GPU mobile arrivassero a una conclusione positiva erano poche, e ora sono andate completamente in fumo: non c'è alcun accordo, ha comunicato il chip designer britannico, quindi la parola passa ora agli avvocati con l'obiettivo di evitare la causa in tribunale.

Nelle scorse settimane, Imagination aveva informato pubblico e investitori dell'intenzione di Apple di non usare più le sue proprietà intellettuali relative a PowerVR, storica tecnologia di GPU legata a doppio filo ai destini dei gadget iPhone sin dai primi anni del business mobile di Cupertino. L'azienda si era detta altresì dubbiosa sulla capacità del colosso statunitense di poter realizzare una propria GPU "fatta in casa" senza violare i brevetti dell'ex-partner.

All'annuncio di Imagination era seguito il prevedibile dissanguamento in borsa e un flebile tentativo di accordo alternativo di concessione in licenza delle proprietà intellettuali su nuove basi economiche, ma ora la corporation riferisce che tale tentativo non ha dato alcun frutto. Il chip designer ha quindi avviato le procedure per la risoluzione del contratto che ha ancora con Apple, con lo scopo di "raggiungere un accordo attraverso un processo maggiormente strutturato."
Imagination si è riservata "tutti i diritti" di muovere battaglia legale contro Cupertino per la (sin qui presunta) violazione delle sue proprietà intellettuali, e a rimarcare il fatto che le intenzioni dell'azienda europea non potrebbero essere più serie arriva la notizia della cessione al miglior offerente di due delle tre divisioni del business.
Imagination ha insomma deciso di mettere in vendita i business dei processori MIPS per i dispositivi embedded e i chip per la connettività Ensigma, quel che resta è appunto PowerVR e ha un destino a dir poco incerto vista la dichiarata volontà di Apple di farne a meno nei suoi futuri iPhone.

Chi non sembra avere particolari problemi né timori è ovviamente Apple, che dall'alto della sua (invidiabile e invidiata) posizione di mercato deve comunque fare i conti con altre "minacce" legali a quella di Imagination: Qualcomm è tornata alla carica, rispondendo alle accuse di monopolio con la possibile richiesta alla International Trade Commission (ITC) di un blocco della commercializzazione di iPhone negli USA.
A perderci, per ora, è sempre Qualcomm: che Apple ha deciso di interrompere il pagamento delle royalty al chipmaker statunitense. Il CEO di Cupertino Tim Cook ha confermato la decisione, giustificandola con il fatto che "non puoi pagare qualcosa quando c'è una disputa sull'entità della somma" da corrispondere al tuo partner. Se ne parlerà in tribunale, mentre Qualcomm ha cominciato a perdere soldi come un fiume in piena.

Alfonso Maruccia
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