Mirko Zago

Smart working, lavoratori agili anche in Italia

Il Senato ha dato il via libera al Disegno di Legge che rivoluzionerà il mondo del lavoro. Grazie allo smart working sarà possibile lavorare da casa propria, ma alle stesse condizioni dei lavoratori "standard"

Roma - Anche in Italia arriva lo smart working o "lavoro agile", o per meglio dire viene ufficializzato e contrattualmente riconosciuto dal nostro ordinamento legislativo. Il Senato ha dato il via libera in questi giorni al Ddl che regolamenterà il nuovo modo di lavorare (anche) da casa, dopo essere stato varato dal Consiglio dei ministri più di un anno fa.

coworking

Il lavoro agile rappresenta una possibilità contrattuale che impegna il lavoratore a prestare attività per l'azienda dalla quale percepisce lo stipendio senza essere fisicamente in servizio tra le mura aziendali o comunque non per tutto il tempo previsto dal contratto nazionale. Il lavoro può infatti essere svolto in parte da casa. "Promuove il lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa": è questo l'obiettivo di questa apprezzata novità, che dovrebbe agevolare in particolare le donne, spesso costrette a rinunciare a un impiego per dedicarsi alla famiglia.

La normativa prevede giustamente che la modalità di lavoro agile sia stipulata per iscritto. È anche previsto che il lavoratore agile abbia diritto di essere considerato in caso di elargizione di eventuali premi di produttività e l'azienda avrà diritto al riconoscimento di relativi incentivi fiscali e contributivi. In maniera paritaria il lavoratore avrà diritto a una retribuzione così come previsto dal contratto nazionale del lavoro e al giorno di riposo (simpaticamente detto "diritto alla disconnessione").
Nessuno sconto in termini di sicurezza. Il datore di lavoro dovrà infatti garantire la salute e la sicurezza del lavoratore, così come previsto per chi ha un inquadramento standard, ivi compresa la garanzia di tutela contro gli infortuni durante la prestazione all'interno degli ambienti dell'azienda e nel percorso casa-lavoro.

Secondo l'Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano già il 30 per cento delle grandi aziende ha intrapreso progetti in tal senso (a cui si aggiunge un ulteriore 11 per cento di aziende che contemplano queste modalità di lavoro nonostante la mancanza di un approccio sistematico). L'ultima in ordine temporale è Trenitalia, con un nuovo progetto sperimentale che coinvolge 500 dipendenti. Nel lavoro subordinato sarebbero 250mila i lavoratori flessibili nella modalità di esecuzione del lavoro in termine di luogo, orario e strumenti utilizzati. Dal 2013 la crescita sarebbe del 40 per cento.

Nel lontano 1999 si parlava di coworking o condivisione di spazi di lavoro con possibilità di lavorare a distanza. Chissà se i nuovi lavoratori agili, non più costretti a intrappolarsi all'interno delle mura aziendali, sentiranno l'esigenza di rifugiarsi in "sale di condivisione" o se preferiranno qualche bar dotato di connessione WiFi magari sfruttando qualche moderna app pensata per l'occasione.

Mirko Zago

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25 Commenti alla Notizia Smart working, lavoratori agili anche in Italia
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  • " Il datore di lavoro dovrà infatti garantire la salute e la sicurezza del lavoratore, così come previsto per chi ha un inquadramento standard"

    Ma è proprio per questo che il lavoro da casa non è mai partito in Italia, cari le mie braccia rubat...ehm...legislatori italioli.

    Perché si richiede all'azienda contemporaneamente:
    -di essere responsabile del lavoratore in tutto e per tutto
    -che il lavoratore lavori in un posto dove l'azienda non ha nemmeno il diritto di mettere bocca sul colore delle tende (casa privata)

    Così l'imprenditore di turno si domanda: "ma se questo qui scivola sulla macchinina del figlio e si fa male dentro casa sua in orario d'ufficio, devo pagare io?"

    ...e quando il suo legale gli da la risposta, finisce il lavoro "smart" tra un sorriso e un gesto dell'ombrello rivolto ai signori dei cavilli per il lavoro "tutelato", nell'era della schiavitù di massa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: xx tt
    > Ma è proprio per questo che il lavoro da casa non
    > è mai partito in Italia, cari le mie braccia
    > rubat...ehm...legislatori
    > italioli.

    sono 250mila gli italiani coinvolti dallo smart working:

    http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori...
  • E ti sembrano tanti?

    Li presentano bene perché è il giornale di confindustria, alla quale lo schiavetto che lavora senza dovergli pagare il posto in ufficio può tornare utile.

    Ma alla fine dell'articolo devono anche loro fare i conti con i giullari legislatori:
    "L’attuale norma sulla sicurezza, quindi, non è chiara "

    Ma che legulei serissimi che abbiamo...legge non chiara sul nodo centrale del problema. Non è mica una farsa, eh...

    "e se non dovesse essere interpretata nel modo sopra detto la conseguenza sarebbe quella, inaccettabile, di dar vita a una responsabilità oggettiva che addossa al datore il dovere di rendere sicuro il luogo di impiego del lavoratore agile che non solo non è nella sua disponibilità, ma che addirittura, e giustamente, ignora»."

    Ma dai?

    Resta da capire i 250.000 dell'articolo cosa abbiano firmato per rendere "accettabile" il tutto da parte del padr...ehm...azienda.
    non+autenticato
  • - Scritto da: xx tt
    > E ti sembrano tanti?

    Beh.. si, mi sembrano tanti, visto che di fatto si è partiti da poco.


    > Resta da capire i 250.000 dell'articolo cosa
    > abbiano firmato per rendere "accettabile" il
    > tutto da parte del
    > padr...ehm...azienda.

    Ci sono accordi a livello sindacale, non firmi niente in prima persona, almeno da me.
  • Buongiorno, lo scusate per questo messaggio imprevisto, ma occorre che testimonio: Se ho trovato il sorriso è grazie a signore al nome FAYE    che ho ricevuto un prestito di 170000€ ad un tasso di 3% per il mio progetto e due dei miei colleghi hanno anche ricevuto prestiti di questo signore senza alcuna difficoltà. Vi consiglio più non di fuorviarsi di nessuno.
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  • - Scritto da: yasmina
    > Buongiorno, lo scusate per questo messaggio
    > imprevisto,

    Perche' questo spammer non viene bannato per sempre?
  • Non è uno spammer, è un poveretto con problemi mentali.
    non+autenticato
  • Se non riesci a riconoscere neanche uno spammer in uno che posta 30 messaggi in un giorno, tutti uguali, in un italiano stentato, e che pubblicizzano un fantomatico "prestito" mi sa che i problemi mentali ce li hai tu.
    non+autenticato
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    Gli indigeni tutta la vita
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mago
    > Gli indigeni tutta la vita

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    non+autenticato
  • Sento puzza di bruciato lontano un kilometro

    Finira' malissimo questa cosa per gli impiegati
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mago
    > Sento puzza di bruciato lontano un kilometro
    >
    > Finira' malissimo questa cosa per gli impiegati

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    non+autenticato
  • Ti manca la foto scattata alle 10 di sera. E pure quella scattata alle 6 del mattino.
    non+autenticato
  • - Scritto da: 47650943b0c
    > Ti manca la foto scattata alle 10 di sera. E pure
    > quella scattata alle 6 del
    > mattino.


    e quella della telecamera che ti piazzeranno, oppure quella dello stipendio in base ad i risultati conseguiti

    il lavoro fatto in casa in Italia è sempre esistito ed è sempre stato pagato una miseria
    non+autenticato
  • >
    > il lavoro fatto in casa in Italia è sempre
    > esistito ed è sempre stato pagato una
    > miseria

    E adesso è pure legale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: 7fb9224f7bb
    > >
    > > il lavoro fatto in casa in Italia è sempre
    > > esistito ed è sempre stato pagato una
    > > miseria
    >
    > E adesso è pure legale.

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    non+autenticato
  • - Scritto da: Mago
    > e quella della telecamera che ti piazzeranno,

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    > oppure quella dello stipendio in base ad i
    > risultati
    > conseguiti

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    > il lavoro fatto in casa in Italia è sempre
    > esistito ed è sempre stato pagato una
    > miseria

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    non+autenticato
  • Beh, lo stipendio in base ai risultati (con un fisso di base ed entro certi limiti regolamentati) dovrebbe essere la modalità normale di lavoro.
    Lo stipendio fisso disincentiva e crea orde di bambocci attaccati alla tetta dell'azienda-madre, come sappiamo molto, ma molto, ma molto bene noi italioti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: 47650943b0c
    > Ti manca la foto scattata alle 10 di sera.

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    > E pure
    > quella scattata alle 6 del
    > mattino.

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    non+autenticato
  • Invece di parlare di diritto alla disconnessione preferirei parlare di rispetto delle 40 ore settimanali.
    Il lavoro flessibile è bello, ma nella maggior parte dei casi alla fine diventa un'arma a doppio taglio.
    non+autenticato
  • Una persona che conosco svolge un lavoro di responsabilità in un ente di controllo finanziario inglese.

    Per due giorni alla settimana è presente in ufficio a Londra, per i giorni lavorativi restanti lavora da casa, o ovunque si trovi.

    E' comunque connessa alle risorse informatiche dell'ente, dovunque si trovi; quando lavora da casa, le è richiesto di garantire la raggiungibilità eventuale negli orari lavorativi qualora dovesse interagire direttamente con altre persone (videoconferenze, telefonate...), ma a parte questo, gli orari li decide lei.

    L'importo dello stipendio quello è, attività e premi sono legati al raggiungimento degli obiettivi predefiniti, valutati secondo parametri certi ed oggettivi.

    E non è che si tratti di condizioni particolari: questo tipo di rapporto all'estero è assolutamente normale.

    Purtroppo in Italia ancora non siamo abituati - SOPRATTUTTO NELLA PA - alla definizione, alla gestione e alla valutazione di obiettivi di produttività personali secondo parametri oggettivi reali, ed all'uso di strumenti informatici un minimo più avanzati della pietra e del bastone.

    Tutto il resto viene da sé, temo.
  • Con Londra hai tirato fuori proprio l'esempio giusto. Li si usano tantissimo i contractors che sono l'equivalente delle partite IVA e gli orari son flessibili perchè pagano a giornata. Però se capiti nel posto buono per esempio in una banca d'affari dove girano tanti soldi e trattano bene i programmatori fai orari di lavoro umani. Se lavori nel settore telecom, utilities o simili ti spremono a botte di 10/12 ore al giorno regolari. Conta che lì sei a fianco di indiani e pachistani che sono abituati a lavorare come matti.
    Il termine workaholic non a caso è stato inventato proprio lì e non è una sorpresa se lasci queste cose in mano al buon cuore del datore di lavoro qualche volta ti va bene, ma nella maggior parte dei casi va male.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ZLoneW
    > Una persona che conosco svolge un lavoro di
    > responsabilità in un ente di controllo
    > finanziario
    > inglese.
    >
    > Per due giorni alla settimana è presente in
    > ufficio a Londra, per i giorni lavorativi
    > restanti lavora da casa, o ovunque si
    > trovi.
    >
    > E' comunque connessa alle risorse informatiche
    > dell'ente, dovunque si trovi; quando lavora da
    > casa, le è richiesto di garantire la
    > raggiungibilità eventuale negli orari lavorativi
    > qualora dovesse interagire direttamente con altre
    > persone (videoconferenze, telefonate...), ma a
    > parte questo, gli orari li decide
    > lei.

    E` un racconto un po' romanzatoSorride

    Da me lo smart working si fa (italia), poi se funzioni o no non te lo so dire: chi lo fa è contento, se va bene per l'azienda si vedrà in futuro: oggi non puoi dirlo, in certi ruoli o in certi momenti se uno c'è o non c'è cambia poco.


    > L'importo dello stipendio quello è, attività e
    > premi sono legati al raggiungimento degli
    > obiettivi predefiniti, valutati secondo parametri
    > certi ed
    > oggettivi.

    Vorrei vederli questi obiettivi predefiniti, e oggettivamente valutatiSorride

    Da me ci sono, e non mi sembra che funzionino granché, o meglio: migliorano alcune cose, e ne peggiorano altre.
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