Luca Annunziata

BUILD2017/ C'è tanta AI in Microsoft

L'intelligenza artificiale permea tutti i lanci della prima giornata della conferenza tecnica per eccellenza di Big M. Tutta questione di rendere più smart gli strumenti che già oggi usiamo nel lavoro e nel tempo libero

BUILD2017/ C'è tanta AI in MicrosoftSeattle - La demo più affascinante della prima giornata e del primo keynote di Build 2017 è senza dubbio quella del nuovo sistema di traduzione simultanea e automatica inserito in Powerpoint: mentre il relatore mostra le proprie diapositive, un client sullo smartphone o sul PC aggiunge la traduzione in tempo reale in un'altra lingua di quanto viene raccontato nel corso della presentazione. Un risultato ottenuto combinando diversi strumenti presenti nel portfolio Microsoft, da Office in versione cloud (Office 365) agli strumenti e i servizi offerti tramite la nuvola di Azure.

È stato un keynote diverso da quello delle Build precedenti: quello che Nadella e i suoi colleghi hanno provato a fare è stato dare una visione agli sviluppatori, fornirgli delle direttrici verso cui muoversi per migliorare e arricchire le proprie competenze. Tanta AI, tanti strumenti di analisi dei dati, attenzione al cloud e al progressivo spostamento dell'attenzione di aziende e consumatori finali verso nuovi tipi di servizi, fruiti attraverso piattaforme e canali molto diversi dal passato. E poi un appello che è un po' spiazzante: non dimentichiamoci, dice Nadella, che siamo noi a fornire un'impronta umana alla tecnologia, sta a noi rendere etici e responsabili i servizi che creiamo, e ciò non può prescindere dalla presa di responsabilità di chi crea questi servizi così da creare un clima di fiducia nella tecnologia stessa.

È un po' il simbolo che riassume l'approccio tenuto da Microsoft: quella che una volta era un'azienda profondamente divisa all'interno, che portava avanti singole unità operative in modo nettamente separato da tutte le altre (in certi casi le divisioni erano in competizione diretta tra loro), oggi cerca di mettere a fattor comune tutta la propria tecnologia e le proprie risorse. Per questo Windows si apre al cloud, Office fa lo stesso, gli strumenti per gli sviluppatori - che trovano il proprio culmine nella nuova versione di Visual Studio 2017 profondamente legata alla nuvola Azure - sono pensati per lavorare su diverse piattaforme (rilasciata la versione finale dell'IDE per MacOS) con praticamente qualsiasi database e linguaggio in circolazione (annunciato anche il supporto di MySQL e PostgreSQL per Azure).
Un percorso che passa attraverso un progressivo spostamento del focus dal prodotto consumer, che resta un tassello fondamentale dell'ecosistema Microsoft, al mondo della nuvola: la visione prospettata da Satya Nadella passa attraverso una Intelligent Cloud, ovvero un cloud computing permeato di strumenti dotati di AI, che si integra con un Intelligente Edge che è costituito dai sensori della IoT, dai device in tasca agli utenti, e da molti altri contributi che possono arrivare da diverse sorgenti di dati. Sono i dati a fare da collante tra questi mondi: dati che possono essere elaborati in locale o in remoto, ma sempre con la stessa logica e lo stesso codice che migra di volta in volta dalla nuvola al locale, che vengono analizzati da algoritmi AI avanzati e che acquisiscono un senso compiuto grazie a questi ultimi.

L'esempio mostrato per raccontare questa nuova nuvola coinvolge uno strumento che è già presente in modo massiccio in molti ambienti, ma che a una prima occhiata non è un prodotto particolarmente avanzato tecnologicamente. Le telecamere CCTV, la videosorveglianza: fino a oggi era usata per consentire a un essere umano di tenere d'occhio a distanza un punto specifico, o a posteriori per ricostruire quanto accaduto. Con l'introduzione dei nuovi strumenti AI che analizzando in tempo reale il video si possono fare molte più cose: si possono individuare incidenti in tempo reale e proporre possibili soluzioni (si rovescia un fusto, si invia una squadra a ripulire), si possono identificare comportamenti pericolosi in una linea di produzione (attrezzi usati in modo inappropriato o lasciati incustoditi, con il rischio di causare incidenti), presenza di personale non autorizzato o che travalica il proprio compito.

Tutto questo costituisce il Microsoft Graph, una raccolta di connessioni tra diversi mondi che crea il valore aggiunto presentato poi all'interno del software come Office, Dinamycs ecc. Ma tutto questo non si crea da solo, ci sono altri strumenti necessari a farlo funzionare: per esempio il nuovo database Azure Cosmos DB, sviluppato con in mente i servizi cloud che vengono fruiti direttamente dalla nuvola in tutto il pianeta, con requisiti differenti a seconda dell'applicazione per ciò che attiene la latenza richiesta o la solidità della coerenza dei dati. Cosmos si riproduce in pochi attimi in un datacenter diverso da quello in cui è stato creato inizialmente, rendendosi più facilmente accessibile in diverse regioni geografiche, con latenze potenziamente ridotte a 1 millisecondo. È un prodotto che Microsoft ha creato per sé stessa e che ora mette a disposizione degli utenti attraverso Azure.

Una volta che i dati sono nel database è necessario però dargli un significato: qui torniamo a parlare di AI, di quegli strumenti che vengono definiti più nello specifico di cognitive service, e che sono in grado di comprendere e di imparare a comprendere sempre meglio cosa vedono in una foto, in un video. Aggiornati un po' tutti gli strumenti presenti già in Azure, con la aggiunta di nuove opportunità di personalizzazione offerte da Custom Search, Custom Vision Service, Custom Decision Service, Video Indexer: sono tutti tool che possono essere utilizzati per arricchire l'esperienza dell'utente finale e anche per estrarre ulteriori significati dai dati a disposizione, con il preciso intento anche di renderli semplici da usare per gli sviluppatori (le adaptive cards servono a rendere pratico scrivere una volta sola la logica di un bot e di portarla su diverse piattaforme con diverse interfacce: iOS, Android, Windows, cambia solo il contenitore ma non il codice).

A ben vedere, la quantità di annunci snocciolata in tre ore di keynote è impressionante: da Office a Cortana, da Windows ad Azure, tutti i prodotti di Microsoft sono interessati dalle novità di oggi in termini di aggiornamenti agli strumenti di sviluppo e novità dei servizi di intelligenza artificiale introdotti. Anche sul piano strettamente legato allo sviluppo, ci sono parecchie novità relative a Docker e ai container, allo sviluppo serverless con la possibilità di condurre debugging che si divide tra locale e remoto senza perdere coerenza tra codice di test e in produzione, nuovi terminali per la distribuzione del software attraverso marketplace creati all'interno di Office, l'apertura di Microsoft Teams a tutti gli sviluppatori.

Lo slogan resta lo stesso, "non c'è mai stato un momento migliore, per diventare sviluppatore": rima a parte, i numeri annunciati da Redmond che vedono 500 milioni di utenti attivi ogni mese su piattaforma Windows 10 puntano a dimostrare alla platea le chance che avranno i loro prodotti nelle finestre di Microsoft; così come questi 500 milioni costituiscono una piattaforma su cui costruire con gli stessi strumenti Microsoft nuovi prodotti basati sui servizi AI avanzati.

L'impressione è che più che una buzzworld questa volta si tratti soprattutto della maturazione a cui sono giunte alcune branche dell'informatica, che oggi mettono a disposizione certi algoritmi e l'hardware per farli girare con una potenza mai raggiunta: la rincorsa di Microsoft pare riuscita, è riuscita a riposizionarsi per sfruttare questa "tempesta perfetta", e ora tende la mano agli sviluppatori per tirarli a bordo e convincerli a puntare su quanto annunciato a Build 2017. Vedremo nel giorno due, e con un keynote che vede tornare sul palco gli uomini hardware di casa, quali altre novità ci saranno da raccontare.

Luca Annunziata
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