Mirko Zago

Snapchat, crescita a rilento

Il trimestre di Snapchat non brilla. Dopo l'exploit in borsa bisogna fare i conti con un assestamento che potrebbe premiare i competitor di sempre, Facebook per primo

Roma - Il debutto record di Snapchat in borsa ad inizio di marzo è un lontano ricordo: il trionfante esordio a Wall Street (con il raggiungimento di un valore di 24,48 dollari per azione) ha lasciato il posto ad una panoramica del trimestre molto più cauta. Erano stati effettivamente in molti a temere l'effetto bolla: gli analisti per primi avevano espresso titubanza sul futuro dell'app che, comunque, finora ha saputo dare del filo da torcere ai giganti dei social network, per primo Twitter e in seguito Facebook.

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A dir la verità si tratta di uno stallo più che una retrocessione: i dati parlano di una crescita, seppur dal ritmo nettamente rallentato. L'aumento in termini di utenti nell'ultimo trimestre è stato di 8 milioni, con un tasso di crescita del 5 per cento. Se non si considerasse l'ultimo trimestre 2016 (il meno proficuo della storia dell'app, con una crescita del 3,2 per cento) i primi mesi dell'anno sarebbero da considerare i più "negativi", soprattutto se paragonati con i precedenti che hanno picchi superiori al 17 per cento.

Analizzando più da vicino i dati, si nota che circa 2 miliardi di dollari dei 2,2 miliardi dichiarati come reddito sono da considerare perdite nette dovute in parte alla compensazione delle azioni legate all'IPO. I costi che Facebook ha sostenuto per il suo debutto sono stati un po' inferiori (1,3 miliardi di dollari), ma con ricavi di 1,18 miliardi alla presentazione del primo rapporto dopo la quotazione in borsa. Questo significa che se Snapchat ha bruciato 104 milioni di dollari nel primo trimestre del 2016, nel primo trimestre del 2017 ha perso 208 milioni, il doppio.
Qualcuno giustifica questo rallentamento con l'avanzata dei competitor e lo attribuisce alla volontà di reinventare o rimuovere alcune funzioni che invece sembravano essere molto apprezzate dagli utenti. ╚ questo il caso della lista di "Storie" che a seguito di una recente modifica non permette più di seguire come prima le celebrità o semplicemente i conoscenti a cui si è interessati (una spiegazione della modifica dell'algoritmo alla base del nuovo feed è stata pubblicata da Techcrunch).
Secondo altri il problema è relativo alla percezione dello strumento, che nel tempo è stato infarcito sì di tanti gadget (come ad esempio la possibilità di rimuovere alcuni elementi dalle foto oppure giocare con alcuni effetti di realtà aumentata), ma rinunciando ad un tono di utilità.

A discapito delle perdite e dell'andamento non particolarmente promettente, rimane da riconoscere a Snapchat la forza di poter contare su una crescita costante di utenti, un tempo medio giornaliero di utilizzo di mezzora e soprattutto il numero di teenager da poter colpire con la pubblicità. ╚ questo ultimo dato ad essere utilizzato come arma per convincere gli investitori ad essere fiduciosi.

Il cofondatore di Snapchat Evan Spiegel rimarca le tante funzioni clonate da parte di colossi come Facebook (in particolare le "storie"), pur senza accusare nessuno: "Se vuoi essere una azienda creativa devi sentirti a tuo agio e apprezzare il fatto che le persone copino i tuoi prodotti se fai delle grandi cose", ha commentato. Ma non per questo l'azienda rimarrà a guardare. Pur non dando indicazioni sui prossimi passi, Spiegel ha lasciato intuire che ci saranno delle interessanti evoluzioni: "siamo molto eccitati e amiamo sorprendere la nostra community".

Da alcuni commenti in rete di Mark Zuckerberg sembra invece che il gigante dei social network continuerà a focalizzarsi sulle implementazioni relative alla fotocamera, ancora una volta dando del filo da torcere a Snapchat. Le scopiazzature in questo caso sembrano effettivamente essere premianti: Instagram il mese scorso ha rivelato di avere oltre 200 milioni di utenti attivi al giorno grazie alla funzione Storie, non a caso "ereditata" da Snapchat. D'altro canto il trimestre di Facebook si è chiuso con qualche rallentamento di crescita ma con profitti che superano gli 8 miliardi di dollari.

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