Claudio Tamburrino

Facebook, stop ai loop video

Una modifica nelle policy del social network restringe la possibilità di utilizzare le API del live streaming per condividere finti video con ricursioni o slideshow di immagini. Intanto, però, i video violenti in diretta continuano imperterriti

Roma - Facebook sta bandendo gli utilizzi impropri della sua funzionalità di video live streaming: se sembra ancora faticare sul fronte dell'intervento tempestivo nei confronti dei video violenti in diretta, è ora intervenuta nei confronto dei finti video che, pur essendo meno virulenti e fastidiosi di questi ultimi e delle finte notizie, rappresentano comunque contenuti come minimo di bassa qualità che non si legano dunque con l'obiettivo del social network di fidelizzare sempre più l'interesse e il tempo dei propri utenti.

Per sottolineare il poco apprezzamento nei confronti di questo tipo di video era intervenuto a gennaio direttamente Techcrunch, che aveva raccolto i dati sui video maggiormente visti, individuandone la metà come semplici slideshow o ricursioni di immagini statiche e invitando il social network a verificarne l'interesse reale da parte del pubblico: proprio le conclusioni di questo confronto hanno dunque ora portato alla modifica delle condizioni di utilizzo della sua Live Platform che ora invitano a non utilizzare le API per la condivisione di video con immagini ricorrenti, fisse o comunque statiche.

Ad annunciare il cambiamento, che altrimenti si sarebbe perso tra le diverse condizioni di utilizzo delle sue API, è direttamente il social network in un'intervista nella quale richiede agli sviluppatori appunto di "non includere slideshow in immagini o video del profilo" e di "non incoraggiare gli utenti a caricare immagini o video del profilo in cui non sono presenti".
Il cambiamento, che non sembra al momento riflettersi nelle corrispondenti policy di utilizzo in italiano, comporteranno due possibili profili di conseguenze in caso di mancato rispetto: da un lato i video che non si atterranno alle nuove disposizioni saranno penalizzati dal punto di vista della visibilità sul social network, dall'altro gli editori che continueranno a infrangere le regole potranno veder rimosso il loro accesso a Facebook Live.

Sul fronte dei video deve invece ancora trovare un metodo efficace per fermare quella che sembra ormai una macabra mania: l'utilizzo del live streaming per riprendere omicidi e suicidi. L'ultimo caso è quello di un uomo di Memphis, Tennessee, che ha mandato in diretta Facebook il filmato in cui si dava alle fiamme.

Claudio Tamburrino
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