Claudio Tamburrino

AlphaGo vince ancora una volta

L'intelligenza artificiale di Google batte anche il campione mondiale Ke Jie nell'antico gioco cinese del Go. Ma gli obiettivi cui tende l'AI di Google non saranno sempre quelli di dominare in campo ludico

Roma - L'Intelligenza Artificiale di Google AlphaGo ha battuto, in una partita combattuta, anche il nuovo campione mondiale di Go, il 19enne cinese Ke Jie.


Creata dal team DeepMind, startup acquisita da Mountain View nel 2014 per 500 milioni di dollari, l'AI è stata sviluppata per effettuare analisi visuali del contesto e operare scelte strategiche: per metterla alla prova, quindi, l'antico gioco cinese del GO, data la profondità della strategia che permette ai giocatori e il numero di mosse e combinazioni possibili, è ideale.

Dopo aver sconfitto sonoramente nel 2016 l'allora campione in carica di Go, il sudcoreano Lee Sedol, l'Intelligenza Artificiale di Google aveva continuato a confrontarsi con i migliori giocatori al mondo: dopo aver creato una sorta di leggenda metropolitana nascondendosi dietro l'anonimato e confrontandosi (sconfiggendoli) online con i migliori giocatori al mondo di Go, Mountain View aveva deciso di sfidare in pubblico il nuovo campione Ke Jie.
Teatro della sfida è stata la Cina, il Paese natale del gioco. Come l'anno scorso la partita si doveva decidere al meglio di cinque round, ma stavolta vi erano delle varianti nella modalità: uno contro uno, 5 top player contro AlphaGo e, solo alla fine, AlphaGo contro l'attuale campione del mondo (umano) Ke Jie.

Per l'occasione, il team di sviluppatori della AI DeepMind affermava di aver migliorato la capacità di compiere elaborazione della sua AI riuscendo ad adottare una strategia di gioco ancora più solida, capace non tanto di anticipare le mosse degli avversari quanto di applicare in tempo reale modalità di gioco sempre mutevoli. "Uno degli aspetti più eccitanti del nostro match contro Lee Sedol è stato scoprire nuove strategie creative. Questo secondo evento è stato pensato appositamente per vedere quali nuovi segreti possono essere svelati", aveva così commentato l'azienda, che è finita per essere la prima a stupirsi della capacità della sua creatura di creare a sua volta nuove strategie battendo strade non insegnate all'algoritmo.

Nonostante Ke sia stato sconfitto nella sua partita con un margine davvero piccolo, il campione mondiale - che qualche mese fa aveva dichiarato che non si sarebbe fatto mai sconfiggere da un'AI - ne è uscito abbattuto ed ha dichiarato che AlphaGo è diventato troppo forte per gli umani e di "avere l'impressione che sia nel gioco sempre più un Go God". Si è anche ripromesso di non mettersi più a passare "un'esperienza così terribile".

D'altra parte, gli osservatori esperti di Go riferiscono che faccia parte dello stile di AlphaGo vincere con un margine minimo: sceglie una strategia che calcola come la più probabile vincitrice e la porta avanti senza curarsi dei margini di vittoria, ma imponendo fin dall'inizio del match la sua supremazia sul campo.

Questo dio di intelligenza artificiale, dunque, dovrà ora affrontare nuove sfide per verificare se potrà essere utile all'uomo non soltanto per guidare auto o controllare smartphone, ma anche in compiti più complessi come la risoluzione di problemi scientifici, tecnici o addirittura medici.

Claudio Tamburrino
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2 Commenti alla Notizia AlphaGo vince ancora una volta
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  • Ma per capire in questi casi il computer fa solo dei calcoli su quale mossa sia migliore tra le n disponibili, effettua dei calcoli diciamo magari che fa una scelta su un albero decisionale non si sta inventando nulla o sbaglio?
    non+autenticato
  • - Scritto da: bugiardino
    > Ma per capire in questi casi il computer fa solo
    > dei calcoli su quale mossa sia migliore tra le n
    > disponibili, effettua dei calcoli diciamo magari
    > che fa una scelta su un albero decisionale non si
    > sta inventando nulla o
    > sbaglio?

    No. Non usa alberi decisionali perchè in go perché il numero di decisioni possibili cresce in maniera esponenziale e non è calcolabile.

    AphaGo si usa reti neurali che come gli umani restringe il numero di decisioni analizzabili a quelle che intuitivamente sembrano valide.
    non+autenticato