Claudio Tamburrino

Airbnb contro la cedolare secca

La manovrina fiscale del Governo vuole imporre una tassazione al 21 per cento nei confronti delle piattaforme online della sharing economy. Per Airbnb una tassa di soggiorno sarebbe l'ideale

Roma - Airbnb è pronta a ricorrere contro la normativa con cui l'Italia vorrebbe imporre la cedolare secca nei confronti delle transazioni effettuate attraverso la propria piattaforma.

Secondo la cosiddetta "manovrina" fiscale, infatti, dovrà essere pagata una tassa corrispondente al 21 per cento per tutti gli affitti inferiori ai 30 giorni stipulati da persone fisiche direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, come appunto le piattaforme online della sharing economy tra cui figurano ad esempio Airbnb e Booking.

L'Agenzia delle Entrate ha sottolineato, inoltre, che i locatori che non si adegueranno alla tassa rischieranno una sanzione di oltre 2.000 euro, mentre per gli intermediari ci sarà una multa pari al 20 per cento dell'ammontare non trattenuto a titolo di ritenuta operando come sostituto d'imposta.
L'orizzonte che si apre davanti al servizio online che mette in contatto locatori privati con stanze o intere case e appartamenti libere e viaggiatori non è dunque dei più rosei, e dopo Uber, dunque, anche l'offerta di soluzioni generate dalla cosiddetta sharing economy di Airbnb rischia di essere fermata.

L'Italia, d'altra parte, sembra seguire le linee guida rilasciate dalla Commissione Europea in materia di regolamentazione dei servizi di economia partecipativa nei singoli Stati con un accento particolare rispetto alla tassazione: è vero che nei criteri ivi suggeriti, e dunque comunque non vincolanti, l'istituzione europea parla di tassazione di tutte tali attività, ma parla altresì di distinzione tra utenti che impiegano la piattaforma di sharing economy sporadicamente per arrotondare e coloro che esercitano un'attività professionale vera e propria nel settore. Un modo, insomma, per dire che tali servizi non devono essere equiparati a quelli professionali, dal momento che vengono svolti da privati senza continuità o comunque senza diventare reddito primario.

Se è vero che la sharing economy solo nel 2015 ha rappresentato per l'Europea un giro d'affari di oltre 28 miliardi di euro (secondo i dati solo in Italia avrebbe un fatturato di oltre 4 miliardi), con ricavi per le piattaforme di gestione dei servizi stimati in 3,6 miliardi di euro (si parla - solo per l'Italia - di 621 milioni di euro di guadagni degli host) e stime in crescita, è anche vero che rappresenta una nuova forma di servizio e che una tassazione e burocratizzazione eccessiva rischia di affossarla al pari di veri e propri divieti che, in quanto tali, sono osteggiati dalla Commissione.

Anche per questo, Airbnb non si è messa del tutto di traverso, ma ha sostenuto che se una tassazione è dovuta, non è questo il modo: per il servizio l'ideale sarebbe invece il modello già adottato da oltre 250 giurisdizioni nel mondo della "tassa di soggiorno", modalità per la quale Airbnb ha già predisposto raccolta e versamento automatico per conto dei suoi ospiti.

"Vogliamo pagare le tasse e semplificare le operazioni al Fisco, ma non possiamo operare come sostituti d'imposta - dice Matteo Stifanelli, Country manager di Airbnb Italia - Se la legge rimane questa siamo pronti a fare ricorso". Anche perché, ci tiene a sottolineare, che quella generata dalla sharing economy è una risorsa per l'intera nazione e non va quindi vista come un nemico da sconfiggere.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
  • BusinessSharing economy, nuovo digital divide all'orizzonte?Alcuni servizi di condivisione di nuova generazione, come Uber, Lyft e Airbnb sono poco utilizzati e perfino poco conosciuti dai cittadini statunitensi, secondo l'analisi del Pew Research Center. Per l'Italia c'č ottimismo
  • BusinessUE: benvenuta sharing economyLa Commissione Europea rilascia le proprie linee guida per la regolamentazione dei servizi di economia partecipativa nei singoli stati. I divieti? Una misura estrema
12 Commenti alla Notizia Airbnb contro la cedolare secca
Ordina
  • qualcuno paga le tasse in Italia?
    non+autenticato
  • E pensa, che l'evasione è proprio la cosa che la sta tenendo in piedi dal collasso voluto dai trattati europei.
    iRoby
    9102
  • - Scritto da: nerone
    > qualcuno paga le tasse in Italia?

    vai a vederti il gettito fiscale del nostro paese, e ti risponderai da solo. le tasse qualcuno le paga e pure per chi* invece non le paga.

    *tra i clamorosi non paganti c'è, con cifre decisamente importanti, anche airbnb.
    non+autenticato
  • Vogliamo pagare le tasse e semplificare le operazioni al Fisco, ma non possiamo operare come sostituti d'imposta

    Questa è solo una ridicola scusa. Tutte le aziende private del mondo funzionano come sostituti d'imposta quando trattengono le tasse in busta paga dei dipendenti. Tutte le aziende di retail del mondo trattengono l'IVA al momento della vendita di qualche cosa, pure le aziende di retail online.
    non+autenticato
  • Fatemi capire.

    Se io mi avvalgo delle prestazioni occasionali di un non-professionista, in quanto persona singola con Partita IVA, sono tenuto a gestire ed operare la Ritenuta d'Acconto sulla prestazione ottenuta, e l'altro la dovrà dichiarare nel suo 730 per recuperare quell 20% di ritenuta, ma non ci affossa.

    Se invece una società il cui business è completamente automatizzato, che usa algoritmi di AI per valutare l'affidabilità degli "ospiti", che scansiona e gestisce passaporti e carte di identità di 120 paesi, deve sviluppare un ulteriore riga di codice che moltiplica per 0.20 l'importo che già è nei suoi database ed eseguire un pagamento in più dei milioni che già fa, questo LI AFFOSSA.

    Non è che invece è perché operando come sostituto di imposta di un unico business, per l'Agenzia delle Entrate, sarebbe facile calcolare i ricavi da intermediazione di Airbnb, dato che sono una percentuale del fatturato, e questo complessivamente si avrebbe al volo facendo Versato/0.2 ? E quindi facilmente individuare quanta parte degli utili di Airbnb andrebbe tassata in Italia alle aliquote italiane?

    La tassa di soggiorno invece è un importo fisso, dipendente dal numero di persone, non dal fatturato. Non darebbe nessuna stima attendibile....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skywalker
    > Fatemi capire.
    >
    > Se io mi avvalgo delle prestazioni occasionali di
    > un non-professionista, in quanto persona singola
    > con Partita IVA, sono tenuto a gestire ed operare
    > la Ritenuta d'Acconto sulla prestazione ottenuta,
    > e l'altro la dovrà dichiarare nel suo 730 per
    > recuperare quell 20% di ritenuta, ma non ci
    > affossa.
    >
    > Se invece una società il cui business è
    > completamente automatizzato, che usa algoritmi di
    > AI per valutare l'affidabilità degli "ospiti",
    > che scansiona e gestisce passaporti e carte di
    > identità di 120 paesi, deve sviluppare un
    > ulteriore riga di codice che moltiplica per 0.20
    > l'importo che già è nei suoi database ed eseguire
    > un pagamento in più dei milioni che già fa,
    > questo LI
    > AFFOSSA.
    >
    > Non è che invece è perché operando come sostituto
    > di imposta di un unico business, per l'Agenzia
    > delle Entrate, sarebbe facile calcolare i ricavi
    > da intermediazione di Airbnb, dato che sono una
    > percentuale del fatturato, e questo
    > complessivamente si avrebbe al volo facendo
    > Versato/0.2 ? E quindi facilmente individuare
    > quanta parte degli utili di Airbnb andrebbe
    > tassata in Italia alle aliquote
    > italiane?
    >
    > La tassa di soggiorno invece è un importo fisso,
    > dipendente dal numero di persone, non dal
    > fatturato. Non darebbe nessuna stima
    > attendibile....

    condivisibile.
    poi ci sarebbe da capire perché airbnb possa permettersi di contrattare la propria tassazione, mentre fli operatori locali la subiscono e basta
    non+autenticato
  • Potrebbe essere una buona soluzione applicabile anche ad altri siti web (per esempio Google AdSense). Così si potrebbe finalmente guadagnare qualcosa senza sentirsi minacciati dal fisco, anche perché aprendo una partita IVA per queste cose si viene sommersi da spese di vario genere, al contrario se il sito funge da sostituto d'imposta ci si mette in tasca i soldi anche se meno, e si sta tranquilli. Magari potrebbe essere opzionale per chi per qualche ragione trovasse più conveniente gestire l'aspetto fiscale in proprio.
    non+autenticato
  • La soluzione è buona per chi affitta la casa.
    Talmente buona che la stragrande maggioranza la sceglierà: nessun problema con il Fisco, aliquota inferior persino al primo scaglone IRPEF (23%).

    E' proprio questo che non piace ad Airbnb. Ridividendo l'imposta versata come sostituto per 0.2, si ottiene praticamente il giro d'affari in Italia di Airbnb.
    Questo giro d'affari generato in Italia, lo tassiamo alle aliquote italiane o a quelle irlandesi?
    non+autenticato
  • No non lo tassiamo perche' non e' il giro d'affari di airbnb ... sono i soldi su cui e' stata pagata la cedolare secca soldi che airbnb ha incassato e girato ai proprietari delle case , se poi airbnb prende una percentuale e' su quella che si devono calcolare le tasse , anche quella pero' va tassata nel paese dove l'azienda ha sede , come da trattati sottoscritti ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: lorenzo
    > No non lo tassiamo perche' non e' il giro
    > d'affari di airbnb ...

    ah no?

    > sono i soldi su cui e'
    > stata pagata la cedolare secca soldi che airbnb
    > ha incassato

    e quindi è esattamente il giro d'affari di airbnb

    > e girato ai proprietari delle case ,
    > se poi airbnb prende una percentuale e' su quella
    > che si devono calcolare le tasse ,

    già più corretto, ancor di più togliendo quell'inutile "se"


    > anche quella
    > pero' va tassata nel paese dove l'azienda ha sede
    > , come da trattati sottoscritti
    > ...

    anche su questo non ne sarei così sicuro, è una posizione sempre meno sostenibile (e finalmente direi!)
    non+autenticato
  • - Scritto da: F..
    > - Scritto da: lorenzo
    > > No non lo tassiamo perche' non e' il giro
    > > d'affari di airbnb ...
    >
    > ah no?

    è evidente che tu non hai la minima idea di come funziona Aribnb.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Robin
    > - Scritto da: F..
    > > - Scritto da: lorenzo
    > > > No non lo tassiamo perche' non e' il giro
    > > > d'affari di airbnb ...
    > >
    > > ah no?
    >
    > è evidente che tu non hai la minima idea di come
    > funziona
    > Aribnb.

    te la faccio più semplice: è evidente che tu non hai la minima idea di cosa significhi giro d'affari.

    la precisazione con domanda retorica era sull'espressione usata.
    che poi la tassazione sia da applicare ai profitti siamo ovviamente d'accordo, come già riportavo nella parte di risposta che hai escluso nel tuo quoting.
    non+autenticato