Mirko Zago

Microsoft virata sul cloud e giro di licenziamenti

La nuova strategia scelta da Redmond prevede di vendere servizi cloud. E Microsoft si trova nuovamente con centinaia di dipendenti da licenziare

Roma - Nonostante manchino conferme ufficiali, Microsoft sarebbe in procinto di licenziare centinaia di dipendenti di diverse divisioni, di cui una buona percentuale appartenente alla forza vendite. Il piano di ristrutturazione era già stato annunciato lo scorso anno stimando tagli per 2.850 unità delle 121.500 impiegate in tutto il mondo. A riportare la notizia è Bloomberg, pur non disponendo dei dettagli del piano d'intervento che potrebbe essere ufficializzato dopo la chiusura dell'anno fiscale prevista per venerdì.

Uno dei motivi dei tagli è legato ad una nuova strategia di vendita che l'azienda intende adottare, ovvero puntare in maniera prioritaria sulla vendita di prodotti e servizi cloud piuttosto che pacchetti software. Una strategia che si traduce in una razionalizzazione delle persone impiegate nell'attività. I cambiamenti impatteranno in maniera significativa sulla forza vendite (Worldwide Commercial Business) gestita da Judson Althoff e Jean-Philippe Courtois distribuita in diversi Paesi che dovrà accontentarsi di una presenza fisica minore. Alcune voci parlano di uno dei tagli più grandi di sempre per Microsoft, anche se in realtà non è a livello di quanto accaduto nel 2014, anno in cui furono licenziati ben 18mila lavoratori, con un ridimensionamento del 15 per cento.

Il grande piano di ristrutturazione dovrebbe prevedere anche un "alleggerimento" del comparto telefonia, oggetto di altrettanti tagli (si stimano 1.850 posti in meno). Nel luglio  del 2015, a seguito dell'acquisizione di Nokia, Microsoft aveva già allontanato ben 7.800 dipendenti. Oltre ad un netto risparmio sul costo del lavoro, Microsoft approfitterà dei cambi per avviare l'acquisizione di nuove figure professionali specializzate in soluzioni cloud.
Che Azure rivestirà un ruolo ancor più centrale per Microsoft è evidente anche dai crescenti investimenti che l'azienda sta portando avanti da tempo. Non ultima la partecipazione al progetto Marea, attraverso il quale intende potenziare la qualità del servizio cloud. Ma è evidente l'interesse di Redmond per il cloud anche dalla veloce accelerata che questa fetta di business ha conquistato: 15,2 miliardi di dollari nell'ultimo trimestre con una crescita del comparto cloud che supera il 90 per cento.

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Mirko Zago

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37 Commenti alla Notizia Microsoft virata sul cloud e giro di licenziamenti
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  • Uuhh Microsoft che licenzia i commerciali (altrimenti detti Vendifumus Vulgaris), la categoria più infima, malfidata e inutile nel mondo dell'IT.

    Una volta tanto buone notizie da Microsoft e nel mondo IT.
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    Modificato dall' autore il 06 luglio 2017 15.07
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    iRoby
    9514
  • Basta con tremila acronimi del cavolo in stile USA, il vero nome del nuvolone è canone mensile messo in atto per arginare alla mancanza di obsolescenza del SW, tutto il resto sono fesserie inventate dal marketing per boccaloni, fessi e ignoranti

    Con le prestazioni e capacità delle reti e dei pc odierni non esiste alcun motivo plausibile per ricorrere a server esterni se non quello di spremere ulteriormente la gente e ingrassare gli azionisti
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mago
    > Basta con tremila acronimi del cavolo in stile
    > USA, il vero nome del nuvolone è canone mensile
    > messo in atto per arginare alla mancanza di
    > obsolescenza del SW, tutto il resto sono fesserie
    > inventate dal marketing per boccaloni, fessi e
    > ignoranti
    >
    > Con le prestazioni e capacità delle reti e dei pc
    > odierni non esiste alcun motivo plausibile per
    > ricorrere a server esterni se non quello di
    > spremere ulteriormente la gente e ingrassare gli
    > azionisti

    Veramente? Molto meglio farsi tutta l'infrastruttura in casa giusto? Scali bene in casa, risparmi e vivi felice. Ma dove vivete?
  • > Veramente? Molto meglio farsi tutta l'infrastruttura in casa giusto? Scali bene in casa, risparmi e vivi felice. Ma dove vivete?

    C'è un costo iniziale alto, bisogna avere lo spazio, le infrastrutture e il personale. Quindi è più facile ed economico partire con un abbonamento mensile in cloud, ma una volta investito nella propria casetta, allora si (veramente), si scala, si risparmia e si vive felici. Intendiamoci, il discorso non vale certo per la VM da 50€, c'e' una soglia per la quale il cloud conviene e invece se oltrepassata non conviene. Vivo tra svariati datacenter con centinaia di server, uso i servizi in cloud in casi particolari, lo userei per tutto in una piccola impresa che non ha brevetti o altri dati veramente sensibili da proteggere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: non so
    > > Veramente? Molto meglio farsi tutta
    > l'infrastruttura in casa giusto? Scali bene in
    > casa, risparmi e vivi felice. Ma dove
    > vivete?
    >
    > C'è un costo iniziale alto, bisogna avere lo
    > spazio, le infrastrutture e il personale. Quindi
    > è più facile ed economico partire con un
    > abbonamento mensile in cloud, ma una volta
    > investito nella propria casetta, allora si
    > (veramente), si scala, si risparmia e si vive
    > felici. Intendiamoci, il discorso non vale certo
    > per la VM da 50€, c'e' una soglia per la quale il
    > cloud conviene e invece se oltrepassata non
    > conviene. Vivo tra svariati datacenter con
    > centinaia di server, uso i servizi in cloud in
    > casi particolari, lo userei per tutto in una
    > piccola impresa che non ha brevetti o altri dati
    > veramente sensibili da
    > proteggere.


    Per quanto tu abbia un know-how importante in casa, amazon ti batte sempre, sia come sicurezza che come potenza di calcolo (che al momento è veramente imbattibile). Ti permette di scalare tutto automaticamente, puoi avviare, per esempio, le tue macchine di performance testing che replicano tutta l'infrastruttura live (meglio ancora un cluster docker), fare i tuoi test e spegnere tutto, con un click da jenkins (o bamboo o altro) risparmiando un sacco di soldi. Lo usano netflix e uber, "gente" che ha bisogno di scalare seriamente. Dove lavoro, stiamo aiutando una delle più grandi banche d'europa a portare la loro infrastruttura su cloud (in questo caso distribuito fra aws, azure e redhat) e il risparmio che si profila è veramente significativo
  • Il cloud è una delle classiche strategie win-to-lose, barattare una facile soluzione di problemi contingenti che hanno bisogno di competenze e soldi per essere risolti in cambio di un capestro a vita, di costi più o meno nascosti che nessun manager vuol vedere perché altrimenti andrebbe contro tendenza e guai a belare fuori dal gregge.

    A parte le micro aziende senza struttura IT, mi sapete indicare una azienda di medie dimensioni che dopo aver affidato i suoi servizi core al web ha ridotto le spese per il personale IT? Anzi, servono quelli di prima più le persone che monitorano i servizi e le performance, ed in più coi canoni mensili oltre alle spese dirette devi coprire l’utile e la struttura di costi generali del provider.

    Poi ci sono tutte le inefficienze qualche volta tragicomiche, altre volte tragiche e basta… crash, restore applicati per errore, aumenti di un ordine di grandezza dei tempi di risposta, server migrati su altre reti dalla sera alla mattina, problemi di networking, down di internet… tutti problemi ed inefficienze che gli sherpa IT e gli utenti conoscono benissimo, ma guai a dirlo, si passa per retrogradi.

    Quindi avanti tutta col cloud, che anche i markettari devono pur mangiare in qualche modo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco
    > Il cloud è una delle classiche strategie
    > win-to-lose, barattare una facile soluzione di
    > problemi contingenti che hanno bisogno di
    > competenze e soldi per essere risolti in cambio
    > di un capestro a vita, di costi più o meno
    > nascosti che nessun manager vuol vedere perché
    > altrimenti andrebbe contro tendenza e guai a
    > belare fuori dal
    > gregge.
    >
    > A parte le micro aziende senza struttura IT, mi
    > sapete indicare una azienda di medie dimensioni
    > che dopo aver affidato i suoi servizi core al web
    > ha ridotto le spese per il personale IT? Anzi,
    > servono quelli di prima più le persone che
    > monitorano i servizi e le performance, ed in più
    > coi canoni mensili oltre alle spese dirette devi
    > coprire l’utile e la struttura di costi generali
    > del
    > provider.

    Se parliamo di dinosauri AS400 spostati su cloud ti posso dire Jaguar&LR.
    Se parliamo di chi fa business con il web (business serio) Airbnb, Netflix, Siemens HD, TimeInc (che ha passato quasi tutti i datacenter su aws), National Bank of Canada (tutto il trading) e molti molti altri. Ormai AWS fa da host per tutto.

    IaaS e PaaS sono il presente, mettetevela via.
  • Si ma colui a cui hai risposto ha scritto una cosa diversa.

    La potenza computazionale delle attuali macchine desktop è tale che avevamo finalmente la possibilità di grandi capacità dei software, ed invece che sfruttarle, stiamo spostando tutto sul cloud. E utilizzarlo invece che alla velocità del bus dati del nostro computer, alla velocità della connessione in Fibra 100mbit/s bene che vada.

    Ci guadagniamo in sicurezza e versatilità come dici tu, ma ci perdiamo in prestazioni e complessità.

    Oggi i software che spremono queste potenze sono solo i giochi, e qualche applicazione CPU intensive.
    iRoby
    9514
  • - Scritto da: iRoby
    > Si ma colui a cui hai risposto ha scritto una
    > cosa
    > diversa.
    >
    > La potenza computazionale delle attuali macchine
    > desktop è tale che avevamo finalmente la
    > possibilità di grandi capacità dei software, ed
    > invece che sfruttarle, stiamo spostando tutto sul
    > cloud. E utilizzarlo invece che alla velocità del
    > bus dati del nostro computer, alla velocità della
    > connessione in Fibra 100mbit/s bene che
    > vada.

    Mi sembra un'interpretazione piuttosto libera la tua (di quello che ha scritto il tizio sopra)

    > Ci guadagniamo in sicurezza e versatilità come
    > dici tu, ma ci perdiamo in prestazioni e
    > complessità.

    Mah, dipende cosa i suddetti software devono fare, dall'architettura, KPI etc... ovvio che se l'aspetto "performance" è importantissimo migrare sul cloud è na cazzata.
  • Veramente lui ha scritto una cosa diversa...
    iRoby
    9514
  • - Scritto da: iRoby
    > Veramente lui ha scritto una cosa diversa...

    Mha, a me sembra abbia scritto che grazie alla potenza di calcolo e le reti attuali, è sbagliato spostarsi sul cloud (per cui stiamo parlando di farsi le cose in casa)
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    Modificato dall' autore il 07 luglio 2017 12.58
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  • In lacrimeIn lacrimeIn lacrime

    L' amaro ritorno alle mie origini:

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • ... doppio inserimento - leggere dopo
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    Modificato dall' autore il 05 luglio 2017 05.21
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  • Peccato che io non lavori per Microsoft e abbia un ruolo prettamente tecnico.

    Aggiungo che con la nuova riorganizzazione (che non è inaspettata), la società per cui lavoro ed io in particolare avremo un giovamento.

    P.S.: evitare di copiare il nick, no?
  • - Scritto da: Zucca Vuota
    > Peccato che io non lavori...

    Concordo.
    non+autenticato
  • Insinuare che io non lavori è molto offensivo.
    Ma del resto quando non si hanno argomenti...
  • Adesso arriveranno quei Winari mentecatti che anche l'altra volta dicevano che le aziende licenziano quando vanno bene. Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • Le azioni di M$ vanno benissimo, stanno solo dando un calcio nel qlo ai dipendenti che non gli servono più.
    non+autenticato
  • Microsoft assume sempre tantissimo ogni tanto licenzia

    aveva 80mila dipendenti licenziati 5000 assunti poi 20mila
    preso la nokia con 30mila persone arrivato a 130mila ridotto a 110mila

    riassunti altri 15mila
    ora ne licenzia 3000

    poi ne riassumera' 10mila poi ne licenzia 2000 ecc ecc ecc
    non+autenticato
  • Come tutte le aziende americane. Si liberano del personale che costa di piú e li rimpiazzano con ragazzini o con lavoratori assunti nelle sedi indiane o cinesi.

    In Italia prima non era possibile fare una cosa del genere, adesso grazie all'uso massiccio di contratti di progetto/collaborazione vari piú la riduzione degli oneri sugli altri contratti le cose stanno cambiando, ma le prospettive per i lavoratori stanno peggiorando.

    Nel resto d'Europa una pratica del genere è molto piú difficile.
    non+autenticato
  • Sono multinazionali, le fluttuazioni di personale sono logiche.
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