Elia Tufarolo

USA, più coding nelle scuole

I più importanti imprenditori hi-tech cercano un numero sempre maggiore di professionisti ICT e chiedono pertanto alle istituzioni di inserire più programmazione nei programmi scolastici. Cambiamenti economici e sociali ci attendono nel lungo periodo

Roma - Negli ultimi anni la richiesta di manodopera nel settore ICT sta crescendo esponenzialmente e questo trend, con ogni probabilità, riguarderà anche gli anni a venire. Per questa ragione i più importanti imprenditori del settore stanno studiando e finanziando soluzioni atte a produrre un numero sufficiente di ingegneri del software e di programmatori, al fine di soddisfare le loro esigenze e quelle del mercato.

Il primo esperimento del genere risale al 2013, quando Xavier Niel, imprenditore francese fondatore della compagnia di telecomunicazioni Iliad, decise di ideare una scuola, chiamata 42, dedicata esclusivamente alla programmazione: l'istituto, completamente gratuito, possiede due sedi (una in Francia, a Parigi, l'altra nella Silicon Valley, a Fremont), per un totale di circa 4.590 studenti. La selezione per l'iscrizione è estremamente ferrea, non vi sono professori né è previsto il conseguimento di titoli: l'insegnamento è basato piuttosto sui principi della pedagogia peer-to-peer e dell'apprendimento basato su progetti; il motto della scuola è "Born2Code", in quanto questi approcci di insegnamento non dogmatici porterebbero, secondo gli ideatori, alla produzione di programmatori eccellenti.


Nello stesso periodo, i fratelli irano-americani Hadi e Ali Partovi, anch'essi fondatori di diverse società ICT nel corso degli anni (Tellme Networks, iLike), hanno creato Code.org, un'organizzazione no-profit avente il fine di insegnare i principi base dell'ingegneria del software a più persone possibili, puntando soprattutto ai giovani. Code.org riceve finanziamenti milionari dai maggiori imprenditori di settore, i quali risentono del fatto che la programmazione venga ignorata dal 90 per cento delle scuole americane, nonostante sia estremamente richiesta dal mondo del lavoro; un dato tanto dolente da essere notificato anche al presidente Trump da parte del CEO di Apple Tim Cook.

Ad ogni modo, nel caso in cui l'offerta di figure professionali legate al mondo del software aumentasse significativamente e su scala mondiale, gli impatti sulla società umana potrebbero essere molteplici: un rapido sviluppo di alcuni tra gli ambiti di ricerca più gettonati degli ultimi anni - l'intelligenza artificiale e la robotica - potrebbe comportare l'estinzione di alcuni lavori completamente automatizzabili e la semplificazione di altri, che quindi richiederebbero minore forza lavoro.
Secondo un recente studio del McKinsey Global Institute, il 5 per cento dei lavori sarebbe a rischio, mentre una media del 30 per cento delle attività sarebbe automatizzabile per quanto riguarda il 60 per cento delle professioni. Questa prospettiva riguarda prevalentemente alcuni settori, come l'agricoltura, il manifatturiero e il commercio al dettaglio; tuttavia cambiamenti significativi riguarderanno anche lavori d'ingegno, come la guida di veicoli, diagnosi mediche e la stessa programmazione.

Nonostante ciò appaia come una minaccia imminente che incombe sull'economia e sulla società, è poco probabile che il futuro ci prospetti miseria e disoccupazione di massa. Cambiamenti così radicali hanno riguardato l'intera storia dell'uomo: si pensi alla rivoluzione industriale.
Inoltre, dati alla mano si evince come l'automazione si stia sviluppando principalmente al fine di affiancare l'uomo, piuttosto che sostituirlo, in modo da velocizzare i processi produttivi, riducendo i costi di manodopera.

Elia Tufarolo
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28 Commenti alla Notizia USA, più coding nelle scuole
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  • Prima di tutto scrivere codice non è programmare e quel che si insegna (e che al netto degli insegnanti disponibili si può insegnare) non è a programmare ma solo ad alienarsi scrivendo testo ASCII senza capo ne coda.

    Secondariamente sapete perché si punta tanto alla scrittura di codice? IMVHO perché si punta sempre più all'operaio modello Ford. Cosa impara il bambino o ragazzo da quel che gli insegnano a scuola? Un tempo imparava a ragionare e acquisiva una certa cultura, oggi impara becero nozionismo, domani impara ancora meno, senza manco insegnante umano (che si sa può essere "infedele") e la capacità di buttar giù qualche riga in qualche oscuro linguaggio deprecato/obsoleto gli servirà per imparare la sottomissione: la macchina (compilatore/interprete) comanda, tu devi conformarti al suo linguaggio, tu non puoi andare al di la delle librerie disponibili ecc. Che tradotto in "societese" tu non fai parte della società sei solo un "consumatore" inserito in un sistema che ti circonda, comanda e che non spetta a te comprendere né tantomeno cambiare.

    Solo oggi si cerca di sostituire il sistemista (che ragiona e LART-a i manager di turno e, almeno in molti paesi, è a pari livello di un amministrativo di rango) col programmatore (tipicamente ultima ruota del carro), da qualche tempo si è arrivati a pubblicità che dice "col cloud puoi fare a meno degli informatici" => controllo totale all'amministrazione "divina".
    non+autenticato
  • - Scritto da: xte
    > Prima di tutto scrivere codice non è programmare
    > ecc. ecc
    Mi sa che tu non hi capito una cippa di nulla di analisi e programmazione. Lascia perdere che è meglio altrimenti continui a curarti figure fotoniche, ritorna a fare data entry che è il massimo a cui puoi ambire
    non+autenticato
  • In effetti sono solo un sistemista senior nella silicon valley europea, cosa vuoi che ne capisca di IT, mi limito a LART-are regolarmente legioni di ****** code monkey^H^Hsviluppatori...
    non+autenticato
  • Tra qualche decina d'anni, magari anche 100 programmare sarà come leggere e scrivere, l'analfebeta sarà colui che non saprà comunicare con le macchine. L'evoluzione è al di sopra delle nostre idee, ben venga questo nuovo modello di istruzione, l'intelligenza artificiale è alle porte, è bene essere pronti ad accoglierla.
    non+autenticato
  • Tra 100 anni dubito che all'essere umano sia rischiesto programmare, visto che chi lo fa di mestiere già tra un pò di anni si vedrebbe il posto soffiato dalla macchina.
    non+autenticato
  • Nessuno oggi ti chiede di saper leggere o scrivere....tra 100 anni programmare sarà un linguaggio di comunicazione, nulla a che vedere con il "mestiere" di programmatore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: azz
    > Nessuno oggi ti chiede di saper leggere o
    > scrivere....tra 100 anni programmare sarà un
    > linguaggio di comunicazione, nulla a che vedere
    > con il "mestiere" di
    > programmatore.

    Tu non sai programmare, vero?
  • Cosa c'entra, forse tu siccome sai scrivere sei uno scrittore?
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: azz
    > > Nessuno oggi ti chiede di saper leggere o
    > > scrivere....tra 100 anni programmare sarà un
    > > linguaggio di comunicazione, nulla a che
    > vedere
    > > con il "mestiere" di
    > > programmatore.
    >
    > Tu non sai programmare, vero?

    Perchè tu si?A bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Perchè tu si?A bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta
    Ma come, non hai visto i suoi script ditribuiti "open" sulla rete? Sono famosissimi, usatissimi e noti a tutti. Se cerchi li trovi, basta usare la parola giusta: fuffa
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: azz
    > > Nessuno oggi ti chiede di saper leggere o
    > > scrivere....tra 100 anni programmare sarà un
    > > linguaggio di comunicazione, nulla a che
    > vedere
    > > con il "mestiere" di
    > > programmatore.
    >
    > Tu non sai programmare, vero?

    Tu hai fatto solo due script in vita tua e non ti mai ritrovato del codice generato di mezzo vero?
    non+autenticato
  • - Scritto da: cfafe17d890
    > Tu hai fatto solo due script in vita tua e non ti
    > mai ritrovato del codice generato di mezzo
    > vero?
    Me li fai vedere? Perché lui ha millantato di aver fatto tanto, ma visto in concreto mai nulla
    non+autenticato
  • - Scritto da: azz
    > Nessuno oggi ti chiede di saper leggere o
    > scrivere....tra 100 anni programmare sarà un
    > linguaggio di comunicazione, nulla a che vedere
    > con il "mestiere" di
    > programmatore.

    Non lo sarà, poi di questo passo bisogna vedere cosa rimarrà tra 100 anni, potremmo tornare all'età della pietra o non esserci affatto.
    non+autenticato
  • Cento anni fa, non tutti sapevano leggere e scrivere, eppure oggi non siamo all'età della pietra....
    non+autenticato
  • Se l'iniziativa avrà successo, fra 20 anni avremo un eccesso di offerta di programmatori sul mercato del lavoro con livellamento delle retribuzioni verso il basso.
    Iniziativa lodevole ma ovviamente molto interessata, manovalanza locale a basso prezzo senza dover ricorrere all'outsourcing in India come accade oggi.

    Interi piani organizzati con griglie di loculi di max 2 metri per lato in stile call center in cui operai 2.0 codificano nei linguaggi più disparati elementi delle future AI.

    Chissà quale linguaggio si imporrà in futuro, per l'embedded scommetterei sul linguaggio C (e la sua estensione C++): sono trascorsi ormai 30 anni dalla standardizzazione ANSI ed ancora oggi i linguaggi di più alto livello (per esmepio il Python) sono sviluppati in linguaggio C.

    Rattrista solo pensare che se oggi un bravo programmatore C è assimilabile ad una sorta di sciamano iniziato alle arti della magia nera (il C è un linguaggio elegante e di grande potenza ma ha una curva di apprendimento estremamente graduale), in futuro non sarà molto dissimile ad un operaio alla catena di montaggio, un assemblatore di codice seriale.

    E temo, da qualche parte nel mondo (vedi India e sud-est asiatico, è già così....

    Tamerlano
    non+autenticato
  • La teoria del complotto.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > La teoria del complotto.

    Domanda offerta. Testa di vitello!
    non+autenticato
  • >
    > Interi piani organizzati con griglie di loculi di
    > max 2 metri per lato in stile call center in cui
    > operai 2.0 codificano nei linguaggi più disparati
    > elementi delle future
    > AI.
    >

    IA e linee di codice sono in contrapposizione, un listato non sara' mai intelligente, il cervello non puo' essere equiparato ad un massicio insieme di porte logiche od algoritmi, intelligenza artificiale forte e' una barzelletta
    non+autenticato
  • Ci sono due classi di sviluppatori: la carne da cannone, code monkey pagate un tanto al Kg che scrivono montagne di spazzatura chiamandolo codice e quelli seri che lavorano su fw ecc pagati anche 15.000€/mese, tenuti da conto e sotto stretto controllo.

    Ad oggi tutto quel che è in mezzo scompare, come del resto avviene nel resto della società: abbiamo i super-ricchi ed i super-poveri, la classe media con tutte le sue sfumature scompare...
    non+autenticato
  • Da una parte il governo americano lavora per forgiare una massa utonza e ignorante che possa facilmente essere spiata, invasa da pubblicita' e infarcita di DRM.

    Dall'altra spinge per aumentare la consapevolezza informatica con il progetto di aumentare il coding nelle scuole.

    E' un evidente contrasto.

    Si decidano: vogliono una popolazione lobotomizzata o una popolazione autodeterminata e consapevole?
  • - Scritto da: panda rossa
    > E' un evidente contrasto.
    > Si decidano: vogliono una popolazione
    > lobotomizzata o una popolazione autodeterminata e
    > consapevole?

    Vogliono entrambe le cose: vogliono benestanti lobotomizzati che comprano gadget ipercostosi e iperautomatizzati grazie a software scritti da una legione di monkey-coder.

    E' il trend moderno: sapere fare le cose è da sfigati, vale di più essere quello che dice agli altri di farle.
  • - Scritto da: bradipao
    > - Scritto da: panda rossa
    > > E' un evidente contrasto.
    > > Si decidano: vogliono una popolazione
    > > lobotomizzata o una popolazione autodeterminata
    > e
    > > consapevole?
    >
    > Vogliono entrambe le cose: vogliono benestanti
    > lobotomizzati che comprano gadget ipercostosi e
    > iperautomatizzati grazie a software scritti da
    > una legione di
    > monkey-coder.
    >
    > E' il trend moderno: sapere fare le cose è da
    > sfigati, vale di più essere quello che dice agli
    > altri di
    > farle.

    L'unico post con della 'sensatezza', si hai visto bene! E mi spiace per l'azz, che dimostra ancora una volta che comunque ci prendono con le loro 'imposizioni', e i vari azz ci cascano mani e piedi dentro.

    Per quando riguarda i monkey-coders non si è lontani già oggi a questo metodo,i programmatori sono già dei manovali deprezzati dell'IT.
    non+autenticato