Mirko Zago

Twitter sferra l'attacco ai troll

Nuovi filtri permettono di settare le notifiche in maniera più puntuale. Una maggior personalizzazione con la quale il social network tenta di tenere a bada i messaggi fastidiosi e rendere più gradevole la permanenza dei suoi utenti

Roma - Vita difficile per i troll di Twitter. L'azienda cerca di porre rimedio ai fastidiosi molestatori del Web attraverso l'inserimento di nuovi filtri a disposizione dell'utente. Oltre al filtro qualità, che di fatto mostra principalmente i tweet ritenuti validi secondo una serie di parametri tra cui i propri interessi, da oggi è anche possibile disattivare le notifiche per account nuovi, account che non seguono l'utente, account che l'utente non segue; account con una foto del profilo predefinita, account senza un indirizzo email confermato o account senza un numero di telefono confermato. Ovviamente i nuovi filtri possono essere attivati verso profili che non si stanno seguendo con un grado di personalizzazione che dovrebbe incontrare le aspettative degli utilizzatori più evoluti ed esigenti.


Tramite la sezione supporto, Twitter spiega come abilitare o disabilitare i filtri a seconda del dispositivo da cui si accede. Android e iOS sono praticamente identici, l'utente può premere sulla cronologia notifiche dal simbolo del campanello, spostandosi poi sul simbolo dell'ingranaggio e infine su filtri avanzati. Da qui si può accedere agli interruttori per le singole notifiche. Sulla versione Web il menu è del tutto simile.

L'impegno di evitare scocciature all'utente si era già fatto notare a marzo con l'introduzione della possibilità di silenziare gli account non verificati o privi di foto, la raccolta di nuovi messaggi privati in una cartella specifica e altre iniziative orientate in questa direzione come la disabilitazione temporanea dei profili che si siano resi colpevoli di disturbare altri utenti. Il tentativo è ovviamente quello di rendere l'ambiente Twitter sicuro e invitante, alzando il cartellino giallo su qualsiasi tipo di infrazione alle regole. Ovviamente Twitter ha rafforzato anche lo strumento "estremo" del ban di account nei casi di minacce violente dirette e indirette, abusi mirati e maltrattamenti, comportamenti odiosi, doxxing (ovvero la pubblicazione di informazioni personali riservate), autolesionismo e utilizzo di più account volti ad abusare del servizio.
I problemi per Twitter sono fin qui del tutto simili a quelli dei suoi principali concorrenti. Primo tra tutti Facebook, che si trova impegnato a contrastare l'utilizzo della sua piattaforma per finalità terroristiche, così come a combattere contro la diffusione dell'odio e non per ultimo ad eliminare sul nascere le fake news (più tutta una serie di altri impegni dovuti anche alla sua capillare diffusione). La differenza però si misura ancora una volta sulla velocità di reazione, che nel caso di Twitter è rallentata (basti pensare che solo ora è in corso l'implementazione della possibilità di segnalare se un tweet è una bufala). Se da un lato i ritardi sono giustificabili per via della situazione economica non particolarmente rosea, dall'altro va riconosciuto che queste implementazioni sono necessarie per accrescere o quanto meno contenere il bacino di utilizzatori.

Mirko Zago

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