Mirko Zago

WiFi Italia, la rete nazionale senza fili a costo zero

Il nuovo progetto Wifi.Italia.It nasce con la volontà di accontentare i turisti, ma potrà essere usata da chiunque dietro registrazione. Un obiettivo ambizioso che contando sull'aiuto delle PA potrebbe decollare

Roma - Qualcuno ricorderà Fon, la rete WiFi diffusa in tutto il mondo che contava su un modello ibrido di Internet condivisa un po' a pagamento e un po' gratuitamente. Oggi l'Italia ci riprova con un più nazionalistico WiFi Italia, e soprattutto con la garanzia della gratuità. Chiunque può partecipare alla costruzione della rete, dagli enti pubblici ai privati, semplicemente aderendo all'iniziativa attraverso il sito dedicato. "Il Progetto WiFi.Italia.It ha come obiettivo principale quello di permettere a cittadini e turisti, italiani e stranieri, di connettersi gratuitamente e in modo semplice a una rete WiFi libera e diffusa su tutto il territorio nazionale" - si legge sul sito dell'iniziativa.


A sostenere il progetto vi sono il Ministero per i beni culturali, l'Agenzia per l'Italia Digitale, il Ministero per lo sviluppo economico e il partner tecnologico Infratel Italia Spa; assieme uniti nel tentativo di: federare tutte le reti pubbliche e private per avere un unico e semplice sistema di accesso al WiFi a disposizione di cittadini e turisti; far crescere la rete di accessi WiFi, in particolare nei luoghi del turismo e della cultura; sfruttare la rete di accessi per arricchire di dati l'ecosistema del turismo (analisi statistica dei dati, opportunamente anonimizzati, per studiare comportamenti e preferenze degli utenti e conseguentemente migliorare i servizi).

La rete gratuita è indirizzata a sostenere il turismo nel nostro Paese e non è un caso che vada a braccetto con il protocollo "per la diffusione di piattaforme intelligenti al servizio del turista sul territorio italiano" siglato nel 2016 dagli enti che si sono fatti promotori anche di WiFi Italia. Un servizio ormai considerato ovvio per molte persone provenienti dall'estero, sul quale l'Italia guarda con interesse dal 2009, ma che fino ad ora ha tardato a realizzarsi. Va da sé che al momento la maggiore partecipazione proviene da enti pubblici come Comuni, Città metropolitane, Province, Regioni piuttosto che da privati che sempre più gelosamente proteggono la loro connessione da intrusioni, ma non è detto che qualche filantropo interessato a condividere la sua rete non affiori.
Il punto focale del progetto è rappresentato da una comoda app mobile (per iOS e Android) che permette di rintracciare gli hotspot, che al momento si concentrano perlopiù al nord e centro Italia (le prime adesioni sono pervenute da Roma, Milano, Firenze, Prato, Trento e dalle Regioni Emilia Romagna e Toscana). Per utilizzarla è necessario registrarsi (in futuro lo si potrà fare anche con SPID e si potrà usare su tablet e PC). "Il cittadino o turista potrà navigare in tutte le reti federate distribuite sul territorio nazionale, e nei nuovi punti di accesso che saranno posizionati con particolare attenzione ai luoghi del turismo e della cultura. L'accesso alla rete avverrà in modalità automatica e trasparente al cittadino: cioè senza che questi si debba nuovamente autenticare"- si legge in una nota.

La Commissione Europea, per voce di Roberto Viola, direttore della DG Connect appoggia completamente il progetto che rappresenta una "collaborazione tra l'Italia e la Commissione europea per creare sinergie tra l'iniziativa Wi-Fi-Italia e quella di WiFi4EU dell'Unione europea, una collaborazione pragmatica che renderà i due progetti più efficaci. Perché condividiamo lo stesso obiettivo di mettere a disposizione del pubblico punti gratuiti di connettività WiFi di alta qualità".

Il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli afferma: "L'Italia sta recuperando su tutti gli aspetti della connettività. WiFi Italia ci permetterà di avere una fotografia reale e completa del turismo del nostro Paese. E per la prima volta, ad avere questi dati non sarà un gigante del Web, ma un Paese, il suo sistema pubblico, disponibile a collaborare con tutti e soprattutto con i giovani", ricordando che oltre alla mera connessione potranno essere erogati altri servizi come l'acquisto di biglietti museali, informazioni locali, consultazioni di informazioni e via dicendo.

Ci si augura però che non faccia la fine del contestato sito Italia.it, biglietto da visita del nostro Paese, costato 58 milioni di euro (considerando l'intero progetto) e riportato in vita per grazia ricevuta. Una macchia nera per l'Agenda Digitale, sulla quale l'Italia si sta riscattando.

Mirko Zago
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96 Commenti alla Notizia WiFi Italia, la rete nazionale senza fili a costo zero
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  • storia gia scritta, finira' nella solita voragine mangia soldi utilizzata per foraggiare amici e parenti.
    non+autenticato
  • Un obiettivo ambizioso che contando sull'aiuto delle PA potrebbe essere affossato, come quasi tutto quello che toccano quei dementi di burocrati della PA.
    A cominciare dalla registrazione...
    non+autenticato
  • ...da fare comodamente con lo SPID...
    Così, perché lasciare che solo big data ti profili?
    Anche gli altri vogliono la loro fetta di torta, il cui ingrdiente principale è l'idiota, cioè il cittadino, munto comunque e da chiunque.
    L'idiocracy di cui si parla altrove...
    non+autenticato
  • ormai a 10 euro abbiamo svariati giga 4g, che in teoria valgono in tutta europa.
    che cosa serve tutto sto bulessume di agenzie, richieste finaziamenti, sicurezza, ecc? i wifi non io li uso quasi piu..

    ?forse dovrebbero aggiornarsi un po, chi fa queste proposte
    non+autenticato
  • Semplice, servono a far stanziare denaro.

    Considera che il bipede medio considera WiFi == gratis, illimitato e veloce
    non ha idea né vuol sapere che c'è "dietro" l'AP a cui è connesso e se questo non va/è lento la colpa è dello smartphone o del sito di turno, "la rete" non esiste è "etere"...
    non+autenticato
  • Ma hai idea di quandi big tuoi e miei money fanno girare ste porcate? Vuoi che facciamo la guerra piuttosto di partorire cagate ogni 2x2?
    non+autenticato
  • I privati non avrebbero alcun problema a condividere parte della connessione , basta un router da 25 euro configurato per isolare il wi-fi "pubblico" e con un limite di banda , il problema e' che in italia l'accesso ad internet e' paragonato ad un'arma nonostante sia decaduto il decreto urbani e chi condivide l'accesso e' responsabile dell'uso malevolo fino a che non dimostra ( lui ... quindi onere invertito ) che e' stato un altro a farne cattivo uso , e comunque deve registrare il mac adress della scheda di rete dell'ospite , si avete capito bene deve registrare un parametro "volatile" e che non e' associato a nulla di anagrafico , quando le leggi si fanno con cognizione di causa si vedeSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: lorenzo
    > I privati non avrebbero alcun problema a
    > condividere parte della connessione , basta un
    > router da 25 euro configurato per isolare il
    > wi-fi "pubblico" e con un limite di banda

    Solo un folle esporrebbe a cani e porci un router da 25 euro mai aggiornato e col firmware pieno di buchi.
    non+autenticato
  • Ehm, se è un router già lo è esposto eh!
    non+autenticato
  • - Scritto da: xte
    > Ehm, se è un router già lo è esposto eh!

    Sì, e se ti fa accedere alla vlan l'esposizione è maggiore.
    non+autenticato
  • vlan? Non credo la maggior parte dei router degli ISP sappian manco cosa siano!

    Cmq personalmente il "router" (scatola chiusa) è solo un bridge verso il mio serverino celeron-based (giusto per non consumar troppo, non costar troppo e non scaldar troppo ma garantendo una potenza adeguata) e ogni LAN è zero-trust. Per me locale o via internet non deve far differenza. Il router classico domestico per quanto mi riguarda è egualmente insicuro comunque lo tratti, esporre o meno la webui di configurazione al mondo cambia poco.
    non+autenticato
  • Mi presti la tua palla di vetro ?
    Chi ti ha detto che non e' aggiornato ?
    E chi ti ha detto che e' pieno di buchi ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: lorenzo
    > Mi presti la tua palla di vetro ?
    > Chi ti ha detto che non e' aggiornato ?
    > E chi ti ha detto che e' pieno di buchi ?

    Spiega come mantenere aggiornato un router da 25 euro.
    Da parte dell'utonto medio, eh.
    non+autenticato
  • ce ne sono almeno due

    a ) login , tools , firmware , upload
    b ) login , tools , firmware , check firmware update , upload
    non+autenticato
  • - Scritto da: lorenzo
    > ce ne sono almeno due
    >
    > a ) login , tools , firmware , upload
    > b ) login , tools , firmware , check firmware
    > update ,
    > upload

    Manca tutta la prima parte.
    Quella in cui l'utonto acquista il suddetto router all'ipermercato, non informato sui modelli più sicuri e supportati...
    ...fino a quella in cui il produttore se ne sbatte altamente di supportare decentemente e, anzi, sottopaga lo sviluppatore cinese che nel frattempo ha lasciato voragini nel backend di gestione del router.
    non+autenticato
  • Mai detto che e' un modello da supermercato ... e mai detto che e' un utonto a doverlo usare , ho detto solo che ne basta uno da 25 euro , e il post era destinato a far notare che il problema non e' il lato squisitamente tecnico ma il lato burocratico ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: lorenzo
    > Mai detto che e' un modello da supermercato ... e
    > mai detto che e' un utonto a doverlo usare , ho
    > detto solo che ne basta uno da 25 euro , e il
    > post era destinato a far notare che il problema
    > non e' il lato squisitamente tecnico ma il lato
    > burocratico
    > ...

    Benissimo, posso conoscere questo router da 25 euro? Dammi un esempio concreto...
    non+autenticato