Marco Calamari

Lampi di Cassandra/ WiFi Italia, una novità utile?

Di M. Calamari - Serve davvero offrire connettività gratuita e senza fili a chi ce l'ha già? I dubbi su questa iniziativa non mancano, ancor più se la si analizza sotto la luce della privacy e del digital divide

Roma - Improvvisamente, e con sorpresa anche di molti addetti ai lavori, è "esplosa" sui media generalisti ed in prime-time l'iniziativa WiFi Italia. Una notizia data in modo imprevisto e generalizzato, ma dal "suono" decisamente positivo, meritevole quindi di un più attento esame. Ecco quindi quello che Cassandra ha trovato e capito, insieme ad un suo giudizio preliminare, sempre rivedibile in caso di incomprensioni.

Salvo errori od omissioni WiFi Italia è un progetto, finanziato pubblicamente e attuato da privati, per la federazione delle reti WiFi pubbliche e per incentivarne la creazione di nuove. È attuato da un consorzio eterogeneo tra il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dei Beni Culturali, l'Agenzia Digitale e Infratel Itala S.p.A. Quest'ultima azienda risulta assegnataria unica del progetto, anche per i suoi sviluppi futuri.

Il progetto viene realizzato tramite la creazione di un sistema di login centralizzato e la realizzazione di un'app per cellulari che permette di effettuare il login una sola volta e quindi navigare in WiFi spostandosi in roaming da una rete federata all'altra. Il tutto senza dover eseguire nuovi login e senza perdere la connessione (ovviamente dove le ancora poche reti federate coprano il territorio).
L'iniziativa è senz'altro interessante, ma già a questo livello di approfondimento rivela alcune caratteristiche assai questionabili.

La prima e più importante: visto che il sistema di login centralizzato è realizzato tramite un'app, è di conseguenza limitato al mondo mobile.
Ma nel mondo mobile la stragrande maggioranza dei terminali è già connessa alla Rete tramite contratti che includono l'uso di connessioni 3G/4G, incluse normalmente nei piani tariffari.
WiFi Italia quindi connette chi è già connesso, mentre non connette chi è vittima del digital divide, cioè i possessori di PC che non hanno ADSL o connessioni pubbliche.
Offre tuttavia (potenzialmente) una banda maggiore a coloro che invece sono già connessi, che può essere utile solo per guardare YouTube e scaricare film.

La seconda, piuttosto preoccupante per i paranoici come Cassandra, è che l'iniziativa crea un flusso di informazioni, centralizzato e facilmente archiviabile, di tutte le persone fisiche che si connettono via WiFi.
Un tale archivio può includere la posizione georeferenziata dell'utente, come per le reti cellulari, ma che a differenza di questo è già centralizzato, e quindi offre vastissime possibilità di uso commerciale, di abuso e soprattutto aggiunge una nuova freccia al già vastissimo arsenale del tecnocontrollo.
A poco vale la rassicurante affermazione che si potrà "Sfruttare la rete di accessi per arricchire di dati l'ecosistema del turismo (analisi statistica dei dati, opportunamente anonimizzati, per studiare comportamenti e preferenze degli utenti e conseguentemente migliorare i servizi)."
Archivi come questo devono essere trattati come le sostanze chimiche tossiche; da normare con cura, usare il meno possibile e solo quando un bilancio costi-benefici sia largamente positivo. Non sembra davvero questo il caso.
Ben più grave giudizio dovrebbe essere dato se, andreottianamente, qualcuno pensasse che questi dati saranno oggetto di sfruttamento commerciale.

Nulla viene detto sul fatto che un tale database non venga mai creato, o che verrà creato solo con dati anonimizzati; in attesa di questa eventuale rassicurazione, il "principio di prudenza" obbliga quindi le persone privacy concerned a stare rigorosamente alla larga da questa non indispensabile iniziativa.

Come considerazione finale, visto che l'iniziativa utilizza comunque stanziamenti pubblici, non sarebbe meglio destinarli, invece che alla creazione di un nuovo business, all'abbattimento del digital divide di chi davvero non è connesso o è connesso poco e male, come quei cittadini che si ritrovano potenziali "utenti in perdita" a cui nessun privato offrirà mai una connessione?

In attesa di chiarimenti sull'iniziativa, non reperibili dal sito istituzionale (e la cui mancanza varrà, ahimè, come conferma), il giudizio di Cassandra su WiFi Italia è "rimandata a settembre in attesa di chiarimenti", e di una successiva bocciatura in assenza di questi.

Marco Calamari - @calamarim

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26 Commenti alla Notizia Lampi di Cassandra/ WiFi Italia, una novità utile?
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  • Tutte giuste osservazioni, ma bisogna anche considerare che non esiste nessun modem GSM libero, sono tutti proprietari e spesso contenenti backdoor.
    https://www.replicant.us/freedom-privacy-security-...

    Al contrario, esistono parecchi telefoni e adattatori wifi che funzionano con software completamente libero.
    https://redmine.replicant.us/projects/replicant/wi...

    Quanto ai dati traccianti sugli utenti, non so se sia tanto meglio consegnarli agli N operatori che in qualsiasi momento hanno un'antenna (magari fasulla) a portata. Se i WiFi hanno una portata inferiore, forse la precisione delle triangolazione sarà minore. Se fosse una vera federazione, le singole reti federate potrebbero decidere quali dati trasmettere. Se è davvero un operatore pubblico, i cittadini dovrebbero poter essere in grado di ottenere la trasparenza sul suo uso dei dati.
  • ".. l'iniziativa crea un flusso di informazioni, centralizzato e facilmente archiviabile, di tutte le persone fisiche che si connettono via WiFi."

    Credo che questo sia l'intento principale (oltre a quello di fare soldi, s'intende).
    A breve arriveranno modifiche legislative per cui gli autorizzati (e giù una sfilza infinita) potranno accedere ai dati, secondo ferree regole, indovina un po' perché? Per la sicurezza sociale? Ovvio!

    Mi chiedo quando l'idiocrazia incomincerà a sfornare non solo idioti ma anche reazionari intelligenti.
    Solo grazie a loro eviteremo un orrendo futuro di fascismo tecnologico perpetuo, in cui gli idioti daranno ragione ai dittatori sorridenti, vendendosi in cambio di un po' di falsa sicurezza.
    non+autenticato
  • - Scritto da: persona virtuale
    > Mi chiedo quando l'idiocrazia incomincerà a
    > sfornare non solo idioti ma anche reazionari
    > intelligenti.

    L'idiocrazia è il potere degli idioti. Secondo te cosa sforna? Reazionari intelligenti? Al massimo qualche altro "genio" come te.

    > Solo grazie a loro eviteremo un orrendo futuro di
    > fascismo tecnologico perpetuo

    Auguri.
    non+autenticato
  • Senti Casandra, come italioti sappiamo tutti che un giorno qualcuno si è svegliato e si è detto: come fare un po' di soldi?
    Ha ravanato in giro e poi ha estratto dal cappello un progetto apparentemente utile, finanziato con i soldi dei cittadini.
    Tutto qui.
    A nessuno degli addetti ai lavori frega assolutamente niente della socialità dell'iniziativa.
    L'unico imperativo è lucrare.
    Poi, dato che la gente ignora come funzionano le cose nella pubblica amministrazione (che controsenso!) e nel mondo informatico, non ci vuole molto per abbindolarla...
    Eppoi ormai viviamo nell'era della profilazione, vuoi che Stato e altri parassiti assortiti si privino di questa opportunità?
    non+autenticato
  • - Scritto da: binder
    > Senti Casandra, come italioti sappiamo tutti che
    > un giorno qualcuno si è svegliato e
    > bla bla bla

    Un conto è fare congetture e ipotesi e considerare scenari, un altro è confondere ipotesi con verità e credere di sapere (e che tutti sappiano) qualcosa che esiste solo nella tua testa (finché non si va a verificare). Cassandra giustamente sospende il giudizio.
    non+autenticato
  • Leggo:
    "Il progetto viene realizzato tramite la creazione di un sistema di login centralizzato e la realizzazione di un'app per cellulari che permette di effettuare il login una sola volta e quindi navigare in WiFi spostandosi in roaming da una rete federata all'altra."

    ...che in italiano non esclude la possibilità che un dispositivo sul quale non sia installata la app non possa comunque accedere alla rete, magari dovendosi ricollegare al cambio di hotspot.
    Oltretutto un dispositivo fisso per definizione non è mobile e quindi presupponibilmente non si sposta.

    Mi sfugge qualcosa?
    non+autenticato
  • .... che esistono i laptop?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > .... che esistono i laptop?
    Sul laptop ci puoi mettere Android X86, quindi anche lì sei "ufficialmente" coperto, e comunque non è che vai in giro con il laptop acceso rischiando di cambiare hotspot durante la navigazione.
    Il punto è che forse il problema non sussiste e che sia i fissi che i mobili sono coperti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Carlo

    > Sul laptop ci puoi mettere Android X86

    1) senza sim validata non ci fai nulla.
    2) se vogliono fare funzionare la cosa, non devono costringerti ad usare Anodrid x86
    non+autenticato
  • > ...che in italiano non esclude la possibilità che
    > un dispositivo sul quale non sia installata la
    > app non possa comunque accedere alla rete,

    Bisogna vedere come funzionerà. L'accesso via telefono per ora te lo garantiscono, altre modalita di accesso ancora non lo sappiamo.

    >
    > Mi sfugge qualcosa?

    Cha Cassandra ha sospeso il giudizio fino al momento in cui potremo vedere come funziona.
    non+autenticato
  • - Scritto da: 5b60cccb041
    > > ...che in italiano non esclude la
    > possibilità
    > che
    > > un dispositivo sul quale non sia installata
    > la
    > > app non possa comunque accedere alla rete,
    >
    > Bisogna vedere come funzionerà. L'accesso via
    > telefono per ora te lo garantiscono, altre
    > modalita di accesso ancora non lo
    > sappiamo.
    >
    > >
    > > Mi sfugge qualcosa?
    >
    > Cha Cassandra ha sospeso il giudizio fino al
    > momento in cui potremo vedere come
    > funziona.


    MAH, diciamo che in assenza di dati poteva sospendere anche la scrittura di questo stesso articolo... altrimenti di che stiamo parlando?
    non+autenticato
  • >
    > MAH, diciamo che in assenza di dati poteva
    > sospendere anche la scrittura di questo stesso
    > articolo... altrimenti di che stiamo
    > parlando?

    I quando devo lavorare ad una nuova applicazione inizio ad analizzare i requisiti e se posso inizio a delineare dei casi di test.
    Vedo che manca un requisito sull'accesso per i PC posso definire un caso di test per verificarlo?
    Te come lavori?
    non+autenticato
  • - Scritto da: 7b5476ea6c5
    > >
    > > MAH, diciamo che in assenza di dati poteva
    > > sospendere anche la scrittura di questo
    > stesso
    > > articolo... altrimenti di che stiamo
    > > parlando?
    >
    > I quando devo lavorare ad una nuova applicazione
    > inizio ad analizzare i requisiti e se posso
    > inizio a delineare dei casi di test.
    >
    > Vedo che manca un requisito sull'accesso per i PC
    > posso definire un caso di test per verificarlo?
    >
    > Te come lavori?

    Sui fatti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Carlo
    > - Scritto da: 5b60cccb041

    ...

    > > > Mi sfugge qualcosa?
    > >
    > > Cha Cassandra ha sospeso il giudizio fino al
    > > momento in cui potremo vedere come > funziona.
    >
    > MAH, diciamo che in assenza di dati poteva
    > sospendere anche la scrittura di questo stesso
    > articolo... altrimenti di che stiamo parlando?

    Direi che sta parlando di un fatto su cui le
    informazioni sono incomplete, e fa questo
    sottolineandolo e mettendo i "se" del caso.
    Stare zitti fino a quando non e' troppo tardi
    mi sembra invece davvero una stupidaggine.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > - Scritto da: Carlo
    > > - Scritto da: 5b60cccb041
    >
    > ...
    >
    > > > > Mi sfugge qualcosa?
    > > >
    > > > Cha Cassandra ha sospeso il giudizio fino al
    > > > momento in cui potremo vedere come > funziona.
    > >
    > > MAH, diciamo che in assenza di dati poteva
    > > sospendere anche la scrittura di questo stesso
    > > articolo... altrimenti di che stiamo parlando?
    >
    > Direi che sta parlando di un fatto su cui le
    > informazioni sono incomplete, e fa questo
    > sottolineandolo e mettendo i "se" del caso.
    > Stare zitti fino a quando non e' troppo tardi
    > mi sembra invece davvero una stupidaggine.

    Abbi pazienza, ma giù parlare senza che ci sia alcuna azione al seguito è inutile, qui si sta parlando senza nemmeno sapere se ce n'è bisogno.
    QUESTO, mi sembra stupido.
    Ma il mondo è bello perchè è vario.
    non+autenticato
  • Personalmente, diffido di qualsiasi cosa provenga dal dominio italia.it ed usi SPID...
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    Modificato dall' autore il 19 luglio 2017 13.14
    -----------------------------------------------------------
  • e cosa impedisce, una volta effetuato il login tramite app-mobile, di andare in tethering con altri dispositivi?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > e cosa impedisce, una volta effetuato il login
    > tramite app-mobile, di andare in tethering con
    > altri dispositivi?

    L'obbligo di avere il cellulare sempre appresso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > e cosa impedisce, una volta effetuato il login
    > tramite app-mobile, di andare in tethering con
    > altri
    > dispositivi?

    Toh! E arrivato il sapientone col domandone. Inizia a scaldare il micro cervelletto sia mai che ci arrivi da solo!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jacula
    > Toh! E arrivato il sapientone col domandone.

    Visto che ti è piaciuto il domandone, eccotene un altro: cosa impedirebbe di usare la necessaria app-mobile all'interno di un qualsiasi emulatore android/ios per PC?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...

    > Visto che ti è piaciuto il domandone, eccotene un
    > altro: cosa impedirebbe di usare la necessaria
    > app-mobile all'interno di un qualsiasi emulatore
    > android/ios per
    > PC?


    la mancanza di una SIM funzionante e validata da un fornitore di connettività
    non+autenticato
  • - Scritto da: ovviamente
    > - Scritto da: ...
    >
    > > Visto che ti è piaciuto il domandone,
    > eccotene
    > un
    > > altro: cosa impedirebbe di usare la
    > necessaria
    > > app-mobile all'interno di un qualsiasi
    > emulatore
    > > android/ios per
    > > PC?
    >
    >
    > la mancanza di una SIM funzionante e validata da
    > un fornitore di
    > connettività

    https://developer.android.com/studio/run/emulator-...

    http://blog.codepainters.com/2010/11/20/android-em.../

    http://simhacks.github.io/android-emulator/
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > e cosa impedisce, una volta effetuato il login
    > tramite app-mobile, di andare in tethering con
    > altri dispositivi?

    Se sei un troll, smetti di leggere qui.

    Se invece non lo sei, ad oggi il tethering tra una wifi (pubblica) ed un'altra wifi (privata) non è possibile su nessun device ad esclusione di alcuni router wifi (ad esempio http://www.puntocellulare.it/notizie/25006/Asus-WL...).
    Per accedere IMHO sarebbe necessario connettere PC e cellulare alla rete privata del router con NAT attivo, facendolo poi connettere alla rete pubblica, ed utilizzando il cellulare per l'autenticazione. Una volta autenticato anche i pacchetti dati inviati dal PC potrebbero raggiungere internet.
    Le performance poi sarebbero limitate: il router asus portato ad esempio è dotato di una sola scheda wifi utilizzata sia per la rete pubblica che per quella privata: le due reti devono quindi essere sullo stesso canale e il funzionamento si riduce ad una sorta di half-duplex.
    Insomma una configurazione complicata, per pochi sistemisti sperimentatori...
    non+autenticato
  • Governo, il fallimento del Wi-fi Italia: il 3G gratis è una chimera
    18/7/2017, 17:57:10
    Chi non ha mai sognato di disporre di una connessione gratuita sempre e ovunque? È la stessa domanda che il governo si è posto nel 2016, a cui ha provato a rispondere lanciando il progetto Wi-fi-Italia, nato per connettere cittadini e turisti a internet: un piano lanciato alla fine del 2016 che ora è attivo. O almeno dovrebbe esserlo, dato che non va neppure a Milano. Repubblica ha provato a immedesimarsi nel cittadino medio, tentando di connettersi ai vari hot-spot messi a disposizione all’esterno delle principali sedi istituzionali. Il risultato? Connettersi è impossibile, con buona pace delle promesse in pompa magna del governo. Ma come funziona Wi-fi-Italia? Il primo passo è scaricare un’app gratuita sul cellulare e funziona. I problemi arrivano con il secondo step, quello più importante, che prevede la connessione del dispositivo ai router collocati nei vari punti strategici. Sì, perché la connessione va soltanto in stretta prossimità dei modem: basta staccarsi di qualche metro e puf!, non va più.Il progetto, elaborato con l’Unione europea, nasce dall’esigenza di concedere il 3G gratuito a chi non se lo può permettere, o comunque nelle aree del Paese meno o peggio servite dai ripetitori. Ma alla prova dei fatti, il piano si è rivelato una patacca. Interrogato sulla scarsa resa del progetto, il Mise ha risposto: “Siamo solo all’inizio e non parlerei di flop. Avreste dovuto entrare all’interno delle strutture per verificare la connessione, che è presente. Tuttavia - ha spiegato il Ministero dello Sviluppo economico - il numero di hotspot è limitato e verrà aumentato”. Il progetto Wi-fi-Italia ha un paradosso. Per identificare gli hotspot attualmente funzionanti, bisogna dotarsi di una propria connessione 3G, spendendo soldi nella connessione dati. Ciò vale sia a Roma che a Milano, dove risulta impossibile connettersi al servizio di wi-fi gratuito senza avere una propria connessione: un controsenso tutto italiano.

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/governo-fal...
    non+autenticato