Claudio Tamburrino

Facebook, presto le news a pagamento

A ottobre esordirà la nuova forma di abbonamento per gli Instant Articles. Per il social network i produttori di contenuti sono importanti quando la lotta alle fake news e per questo vanno retribuiti non solo con l'advertinsing

Facebook, presto le news a pagamentoRoma - Facebook ha annunciato di essere in procinto di lanciare un nuovo servizio ad abbonamento dedicato alle notizie che prenderà vita dal suo Instant Articles.

In prova da qualche mese, l'idea è quella di farlo esordire il prossimo Ottobre: si tratta d'altra parte di una funzione fortemente richiesta dagli editori che, come spiega il manager di Facebook Campbell Brown "vogliono un prodotto ad abbonamento con tanto di paywall su Facebook".

Come spiega d'altra parte uno dei rappresentanti del settore, David Chavern, presidente di News Media Alliance, per gli editori il problema resta "l'attuale sistema di distribuzione su Internet che distorce il flusso derivato dal valore economico del lavoro di reporting" e che vede una serie di approfittatori aspettare il costoso lavoro di ricerca per approfittarne tramite prodotti derivati a basso costo.
Sulla base di questa motivazione gli editori hanno iniziato a far pressione sul social network "costringendo" Facebook a prendere questa decisione, assolutamente inusuale per la sua storia passata: tutto nasce da Instant Articles, funzione lanciata per la prima volta nel 2015 con la quale il social network ha dato agli editori partner un canale preferenziale per i propri contenuti, fatto di tempi minori per il caricamento, foto interattive e filmati.

Finora gli editori partner di Facebook per Instant Artciles potevano affiancare ai propri contenuti advertising a pagamento (con una percentuale variabile dovuta a Facebook se direttamente inserzionisti o se vendevano i relativi spazi a terzi), ma a quanto pare ciò non sarebbe ancora sufficiente a monetizzare il lavoro editoriale, nonostante la maggiore diffusione che il social network garantisce attraverso le condivisione degli utenti.

Come già detto la sperimentazione inizierà ad Ottobre e in un primo momento vedrà protagonisti solo alcuni editori, ma Facebook afferma di star parlando con diversi possibili partner per capire nel dettaglio le loro necessità e quale forma potrebbe assumere il PayWall.

Claudio Tamburrino
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22 Commenti alla Notizia Facebook, presto le news a pagamento
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  • come lo voglio chiamare: Pravda ?A bocca aperta

    Se mi offrono 15 euro al mese per leggerle, alla fine chiedo solo 0.50€/giorno per un mese di 28 giorni (come d'uso...) potrei anche pensarci.
    non+autenticato
  • Ah ah, in effetti la Pravda (Verità) ha sempe scritto notizie di regime, quando era visibile come URSS, o adesso che è un po' più mimetizzato.
    Le fregnacce che scrivono sono tragicomiche...
    non+autenticato
  • O mioddio, non vedo l'ora di spulciare a pagamento le news di fakebook!
    Attendevo con impazienza da anni di farmi prendere per i fondelli anche dallo zucchino psicopatico.
    non+autenticato
  • - Scritto da: moebius
    > O mioddio, non vedo l'ora di spulciare a
    > pagamento le news di fakebook!
    > Attendevo con impazienza da anni di farmi
    > prendere per i fondelli anche dallo zucchino
    > psicopatico.

    Ma come dovrebbe funzionare?

    Pago soldi veri a facebook per leggere le notizie?
  • - Scritto da: bradipao
    > - Scritto da: moebius
    > > O mioddio, non vedo l'ora di spulciare a
    > > pagamento le news di fakebook!
    > > Attendevo con impazienza da anni di farmi
    > > prendere per i fondelli anche dallo zucchino
    > > psicopatico.
    >
    > Ma come dovrebbe funzionare?
    >
    > Pago soldi veri a facebook per leggere le notizie?

    Sì, sembra proprio che intendano fare così.
    Sicuramente tutti gli utenti Facebook non vedono l'ora di pagare per leggere le stesse notizie che possono trovare su qualsiasi sito aggregatore.
    Izio01
    4397
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: bradipao
    > > - Scritto da: moebius
    > > > O mioddio, non vedo l'ora di spulciare a
    > > > pagamento le news di fakebook!
    > > > Attendevo con impazienza da anni di farmi
    > > > prendere per i fondelli anche dallo zucchino
    > > > psicopatico.
    > >
    > > Ma come dovrebbe funzionare?
    > >
    > > Pago soldi veri a facebook per leggere le
    > notizie?
    >
    > Sì, sembra proprio che intendano fare così.
    > Sicuramente tutti gli utenti Facebook non vedono
    > l'ora di pagare per leggere le stesse notizie che
    > possono trovare su qualsiasi sito
    > aggregatore.

    Infatti prevedo che questa idea sara' rivoluzionaria.
    Vado subito a vendere la casa per poter comprare azioni di fessbuk col ricavato.

    Pensa: miliardi di utonti che tutti i giorni pagheranno per leggere a pagamento cio' che le persone con neuroni leggono AGGRATIS!

    Internet e' nato AGGRATIS.
    E' esistito per anni AGGRATIS.
    L'umanita' che oggi e' cosi' divisa su tutto (scie chimiche, vaccini, religioni, terre piatte) ha una sola ed unica certezza condivisa: internet e' AGGRATIS.

    E questi credono di guadagnare qualche centesimo facendo pagare le notizie?

    Prego, questa e' la forchetta, quello e' l'oceano pacifico, svuotalo, e quando sara' vuoto potrai far pagare le news in rete, non prima.
  • Adesso è AGGRATIS.
    Fra qualche anno, manovra dopo manovra, Internet a due velocità (di cui solo una sarà sufficiente) sarà una realtà.
    Per quanto riguarda le notizie che adesso sono AGGRATIS, vedrai che un giorno vicino ti diranno che sei un pirata se le leggi senza pagare; dopotutto qualcuno ha sostenuto costi per scriverle e pubblicarle!

    Prenedere per il culo le masse è facilissimo, come stiamo scoprendo (io sono letteralmente allibito) in questi ultimi decenni.
    Basta usare le leve giouste, e questa gente ha al suo servizio psicologi e sociologi in gamba, che le masse se le mangiano a colazione...
    non+autenticato
  • - Scritto da: embricato

    > Per quanto riguarda le notizie che adesso sono
    > AGGRATIS, vedrai che un giorno vicino ti diranno
    > che sei un pirata se le leggi senza pagare;
    > dopotutto qualcuno ha sostenuto costi per
    > scriverle e pubblicarle!

    Si dice da anni lo stesso per film e musica, ma non mi pare che le masse se la siano bevuta a colazione, come tu sostieni. Semplicemente le masse hanno reagito fregandosene bellamente e continuando a scaricare come prima. Sarà lo stesso anche per la "pirateria delle news". Tenteranno di bollare come "pirati" chi ne fruisce tramite ad-blocking o senza pagare, tenteranno in vari modi d'impedirne la fruizione gratutita, ma falliranno. Esattamente come hanno fallito le majors discografiche e cinematografiche.
    non+autenticato
  • - Scritto da: embricato
    > Adesso è AGGRATIS.
    > Fra qualche anno, manovra dopo manovra, Internet
    > a due velocità (di cui solo una sarà sufficiente)
    > sarà una
    > realtà.

    La velocita' serve solo per giocare, non certo per acquisire informazioni.

    > Per quanto riguarda le notizie che adesso sono
    > AGGRATIS, vedrai che un giorno vicino ti diranno
    > che sei un pirata se le leggi senza pagare;

    Me lo dicono anche adesso se per quello.
    E mi ci sciacquo le natiche, che con questo caldo, da' pure una piacevole sensazione di freschezza.

    > dopotutto qualcuno ha sostenuto costi per
    > scriverle e
    > pubblicarle!

    Qualcuno glielo ha chiesto?

    > Prenedere per il culo le masse è facilissimo,
    > come stiamo scoprendo (io sono letteralmente
    > allibito) in questi ultimi
    > decenni.
    > Basta usare le leve giouste, e questa gente ha al
    > suo servizio psicologi e sociologi in gamba, che
    > le masse se le mangiano a
    > colazione...

    Vedremo.
    Io la mia previsione l'ho fatta, esattamente come feci la previsione su come sarebbe finita la questione dei download anni fa.

    Clicca per vedere le dimensioni originali
  • - Scritto da: panda rossa

    >
    > La velocita' serve solo per giocare, non certo
    > per acquisire
    > informazioni.

    Complimenti per la scarsa veduta tecnologica.
  • - Scritto da: embricato
    > Adesso è AGGRATIS.
    > Fra qualche anno, manovra dopo manovra, Internet
    > a due velocità (di cui solo una sarà sufficiente)
    > sarà una
    > realtà.
    > Per quanto riguarda le notizie che adesso sono
    > AGGRATIS, vedrai che un giorno vicino ti diranno
    > che sei un pirata se le leggi senza pagare;
    > dopotutto qualcuno ha sostenuto costi per
    > scriverle e
    > pubblicarle!

    Il sito di un noto quotidiano nazionale è diventato a pagamento qualche tempo fa.
    Io, come fa chiunque sia in grado di cliccare sul pulsante giusto del browser, continuo a leggerlo senza sborsare un centesimo.

    Del resto, pagare per trovare ogni settimana, alternativamente la gallery dei "lavori eseguiti terribilmente male" e quella dei "VIP irriconoscibili" e altra roba scaricata a sbafo da internet, mi pare buttare via i soldi.
    non+autenticato
  • Registrandosi in biblioteca e accedendo al servizio Media library on line si può leggere la versione cartacea scannerizzata di molti quotidiani e riviste, italiani e stranieri, e in certi casi addirittura gli archivi storici. Legalmente e gratis.
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Izio01
    > > - Scritto da: bradipao
    > > > - Scritto da: moebius
    > > > > O mioddio, non vedo l'ora di
    > spulciare
    > a
    > > > > pagamento le news di fakebook!
    > > > > Attendevo con impazienza da anni
    > di
    > farmi
    > > > > prendere per i fondelli anche
    > dallo
    > zucchino
    > > > > psicopatico.
    > > >
    > > > Ma come dovrebbe funzionare?
    > > >
    > > > Pago soldi veri a facebook per leggere
    > le
    > > notizie?
    > >
    > > Sì, sembra proprio che intendano fare così.
    > > Sicuramente tutti gli utenti Facebook non
    > vedono
    > > l'ora di pagare per leggere le stesse
    > notizie
    > che
    > > possono trovare su qualsiasi sito
    > > aggregatore.
    >
    > Infatti prevedo che questa idea sara'
    > rivoluzionaria.
    > Vado subito a vendere la casa per poter comprare
    > azioni di fessbuk col ricavato.
    >
    > Pensa: miliardi di utonti che tutti i giorni
    > pagheranno per leggere a pagamento cio' che le
    > persone con neuroni leggono AGGRATIS!
    >
    > Internet e' nato AGGRATIS.
    > E' esistito per anni AGGRATIS.
    > L'umanita' che oggi e' cosi' divisa su tutto
    > (scie chimiche, vaccini, religioni, terre piatte)
    > ha una sola ed unica certezza condivisa: internet
    > e' AGGRATIS.
    >
    > E questi credono di guadagnare qualche centesimo
    > facendo pagare le notizie?
    >
    > Prego, questa e' la forchetta, quello e' l'oceano
    > pacifico, svuotalo, e quando sara' vuoto potrai
    > far pagare le news in rete, non prima.

    Ok, io andrò un po' controcorrente, come ogni tanto mi capita.
    Ho detto esplicitamente che prevedo un fallimento dell'iniziativa e lo credo, eppure se fossi un utente FB, un pensiero ce lo farei.
    Lo farei perché sono masochista? No, perché credo che un lavoro debba essere retribuito. E' lo stesso principio per cui preferisco i programmi open source e freeware, ma la mia donazione alle squadre che seguono un prodotto valido, tipicamente la faccio.
    Quando apro una pagina del FQ e vedo l'invito a sostenere il quotidiano, presentato tra l'altro in maniera molto simpatica, un po' mi sento in colpa a non farlo. La cifra non è poi così alta, ma io non leggo solo QUEL giornale. Mi piace leggere testate di destra, di sinistra e di centro, e poi mettere assieme le conclusioni. Un'iniziativa come quella di FB potrebbe permettermi di distribuire la mia "donazione" tra i vari giornali, e l'idea non mi dispiace. Se lo facessero davvero in tanti, basterebbero anche pochi soldi e i giornali avrebbero di che campare. Purtroppo sarei come sempre in minoranza e quindi difficilmente questo metodo funzionerebbe. Se poi la cifra fosse troppo alta, io stesso passerei la mano. L'idea è avere tante persone che pagano poco, non poche persone che pagano tanto.
    I giornali sono in crisi, e non è difficile capire perché. Grazie ad internet, sempre meno gente paga per leggerli, e loro ci soffrono. Inevitabile che debbano tagliare i costi; mi capita di leggere certi strafalcioni sul Corriere o su Repubblica, che mi metto le mani nei capelli. I correttori di bozze non esistono più? E poi mi ricordo che io oggi non pago il loro stipendio, e quindi non mi posso lamentare.
    La morte dei giornali convenzionali sarebbe una buona cosa? E' vero che i giornalisti sono schierati e riportano le notizie in base alla linea editoriale, a volte con una parzialità nauseante. Ad esempio, ieri Repubblica titolava "Dal barcone al Cie, l'odissea del migrante 31enne che ha accoltellato il poliziotto in stazione a Milano" un articolo sul simpatico immigrato che ha minacciato e accoltellato gente che non gli aveva fatto nulla, solo per poi essere prosciolto dal bravo giudice di turno. Giusto per far capire che la vittima è lui e non chi ha rischiato di trovarsi sbudellato (se invece il coltello l'avesse impugnato uno di Casapound...). Qualche mese fa, tutte le maggiori testate sbattevano in prima pagina "La Raggi si mette le dita nel naso" e magari relegavano il caso MPS, che ci è costato miliardi, in quintultima pagina, con mezza colonnina stentata.
    Eppure io che leggo dovrei saper filtrare le notizie. Soprattutto se posso leggere Repubblica ma anche il Giornale, posso sentire le due campane estreme e trarre le mie conclusioni. Se guadagnassero di più, potrebbero pagare giornalisti in gamba, in grado di presentare le cose con maggior competenza e profondità di analisi rispetto ad esempio a un impiegato come me. Potrebbero pagare gente che sappia scrivere in maniera frizzante, piacevole da leggere, che faccia affezionare il lettore. Una massa anonima di anonimi reporter fai da te, fornisce un servizio con la stessa qualità?
    Mi sa che lo scopriremo, perché purtroppo questo concetto del tutto gratis si è diffuso all'inverosimile, e non ne fanno le spese solo i giornalisti ma anche progetti no profit, che diventano troppo onerosi per i loro titolari.
    Non dico mica che si dovrebbe pagare anche l'aria o che si dovrebbe pagare una canzone ogni volta che la si ascolta, come vorrebbero i parassiti che sappiamo, ma un po' di spirito civile, di voglia di sostenere cause comuni, è secondo me un valore che si è perso, in tutti i campi.
    Izio01
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