Mirko Zago

Amazon lancia la sua private label mascherata

Nel market place appaiono sempre più prodotti di marca propria. Si tratta di prodotti di varie merceologie, offerte ai clienti in esclusiva e con prezzi convenienti. Ma il marchio Amazon spesso è volutamente "taciuto".

Roma - Amazon, il gigante dell'e-commerce, sta differenziando la sua strategia di vendita online introducendo nel market place prodotti esclusivi con marchi dedicati non sempre riconducibili ad Amazon. Fino a qualche tempo fa per i clienti era tutt'al più possibile acquistare l'alternativa alla marca solo per prodotti basici legati alla tecnologia (non a caso chiamati Amazon Basics) come pile, accessori per la telefonia, custodie ecc. Oggi la lista dei prodotti Amazon si è moltiplicata, spaziando da accessori per la casa, vestiario, coperte e lenzuola, mobilio e addirittura cosmetici.

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Sarebbero diciannove i marchi già utilizzati per linee di prodotto con cui Amazon stuzzica la sua clientela in prima battuta statunitense. Vi sarebbero per la verità almeno un'altra decina di produttori con cui Amazon sta siglando degli accordi per la produzione di prodotti a suo marchio, tra questi si contano prodotti specifici per le famiglie, bambini, articoli in pelle, prodotti per la pulizia e cura della persona, surgelati, accessori per auto, prodotti musicali e così via, che in futuro andranno ad arricchire l'assortimento. L'Ufficio brevetti e marchi statunitensi (UPSTO) mostra che diversi produttori sono coinvolti in un accordo con un'azienda con base nel Delaware che altro non sarebbe che una affiliata di Amazon. Alla richiesta di spiegazioni sollevata dal sito Quartz.com (che sta approfondendo il tema, effettuando anche alcuni acquisti mirati per verificare le informazioni contenuti nelle etichette dei prodotti) un portavoce si è limitato a confermare che "Amazon ha una gamma di marchi tra cui Basics Amazon, Happy Belly, Mama Bear, Pinzon, Presto! Wickedly Prime, Goodthreads, Amazon Essentials, Mae, Ella Moon, Buttoned Down, Fix e Lark & ​​Ro".

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Il motivo del lancio di tutte queste linee di marca propria mascherati è ovviamente legato ai guadagni. Un prodotto di marca propria può garantire miglior marginalità, può competere in maniera aggressiva con prodotti venduti da terzi, approfittando di una serie di garanzie e vantaggi che possono anche essere esclusivi (ad esempio garanzia estesa, recensioni più curate, trasporto scontato, priorità nella visualizzazione nella ricerca e via dicendo). La questione dell'omissione del marchio Amazon è dovuta invece a questioni valoriali e di marketing (comprereste mai un vino marchiato Amazon ad esempio?).
Questa strategia spaventa non poco i player tradizionali del mercato, anche quelli più affermati, che si trovano "costretti" a stipulare delle partnership con Amazon, o cedere la loro attività dietro lauti pagamenti (come accaduto a Whole Foods Market Inc., recentemente acquistato per una cifra di 14 miliardi di dollari, garantendo ad Amazon di vantare tra le sue referenze anche cibo fresco). Il succo del discorso non cambia: Amazon sta cercando i monopolizzare il mercato, aggredendolo sotto più fronti e strizzando l'occhio ai consumatori che possono approfittare di prezzi molto competitivi, spese di trasporto ridotte all'osso o azzerate e un servizio di customer care impeccabile.

In tutto questo articolato processo di differenziazione l'utente finale rimane in buona parte ignaro che non solo sta ordinando prodotti attraverso Amazon bensì sta acquistando prodotti "di" Amazon. E che dire di chi usufruisce dell'abbonamento per la consegna gratuita? La fee annuale finisce ancora una volta nelle tasche dell'azienda così come a suo vantaggio finiscono tutti i contenuti creati dagli utenti del nuovo social network per gli acquisti Spark. E non si tratta di "americanate". Un buon esempio di questa strategia applicata anche in Italia, è il nuovo servizio Amazon Pantry, che offre la possibilità di riempire una scatola con prodotti di uso quotidiano (anche cibo) e farsela recapitare gratuitamente. Sostituire i prodotti di marca con prodotti Amazon, una volta che il servizio avrà preso piede dovrebbe essere un gioco da ragazzi.

Amazon ha talmente tanto le mani in pasta sulla vendita online che la sua crescita e successo nei prossimi anni è praticamente sicura. Ma anche se qualcosa dovesse andare storto, l'azienda potrebbe sostenersi comunque con tutti gli altri suoi business attivi, dalla vendita o affitto di servizi tecnologici basati su cloud, come il noto AWS, piuttosto che altri nuovi servizi come Prime Music e Prime Video.

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20 Commenti alla Notizia Amazon lancia la sua private label mascherata
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  • Premetto che sono un cliente Amazon abbastanza assiduo, negli ultimi 2/3 anni ho persino quasi abbandonato eBay, Yeppon, Pixmania, Bow, ... per Amazon. Per ora posso dire che:
    - i prezzi sono mediamente interessanti, talvolta tanto, talvolta poco ma in genere per poco o per tanto convengono, è piuttosto raro trovare qualcosa meno caro di Amazon altrove escludendo giusto siti "potenzialmente rischiosi" o qualche "offerta speciale" della gdo sul territorio.
    - la piattaforma è efficacie, spedizioni ottime, *nessun* problema riscontrato in anni per resi, garanzie, oggetti danneggiati ecc, customer care semplicemente eccezionale ecc.
    'Somma non è che Amazon si diffonde col mitra, almeno tra i suoi clienti si diffonde perché funziona mediamente meglio degli altri, al pari di Google/Alphabet ecc.

    Ora il GRAVE pericolo è che si finisca come già in parte siamo: Amazon diventa la piattaforma per eccellenza della grande distribuzione d'ogni settore merceologico. A quel punto tanto noi clienti quanto i venditori saran costretti a sottostare alla regole che non è detto sian sempre e restino "gradite" nel tempo di questa "piattaforma".

    Il trend è valido in generale: un tempo sapere e capacità pratica eran diffuse sul territorio di (quasi) ogni paese: dal latte/carne/formaggi del territorio alla meccanica alla produzione di suppellettili ecc. Oggi siam già con 4 gatti che fan il bello e il cattivo tempo in molti settori, tra un po' avremo 4 gatti in *tutti* i settori. Non c'è bisogno di ipotizzare alcun complotto, è una naturale evoluzione del nostro modello sociale. Attenzione però perché quando il mondo sarà un'azienda non ci saran più clienti saremo tutti *dipendenti* di qualche corporation che per statuto non è propriamente una democrazia.
    non+autenticato
  • Dove comprare solo con carta di credito o affini e per far chiudere migliaia di negozi fisici.
    non+autenticato
  • Dalle mie attuali parti si paga abitualmente ovunque con carta bancaria (in genere di debito nell'accezione italica aka prepagata o ad addebito immediato) inclusi i caffè (de m...) al bar o un pacco di stuzzicadenti al supermercato... Ah, già, l'esercente paga un canone ma in genere non una commissione per ogni operazione...

    Cmq sono d'accordo che il risultato di riffe o di raffe sia quello di far chiudere ogni "realtà locale" e questo è preoccupante perché insieme a tutti gli altri trend, denaro elettronico incluso stiamo finendo in una società DI FATTO controllata da 4 gatti che possono benissimo essere "dittatori in democrazia" per mera mole/influenza/potere senza bisogno di complotti o aiuti appositi...
    non+autenticato
  • Ovvero l'economia diventa un monopolio o racket nel quale chi c'è c'è, (meglio di lusso conformista) e tutti gli altri s'arrangiano; i poveri sono accolti in ostelli (meglio dire allevamenti?) o crepano.
    non+autenticato
  • - Scritto da: perdindirin dina
    > Dove comprare solo con carta di credito o affini
    > e per far chiudere migliaia di negozi
    > fisici.

    La settimana scorsa ho girato quattro (quattro) grandi negozi (fisici) per comprare una piletta cr-1/3n.
    Alla fine sono stato costretto a comprarla su amazon.

    I negozi fisici chiudono anche per motivi come questo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: xte
    > Premetto che sono un cliente Amazon abbastanza
    > assiduo, negli ultimi 2/3 anni ho persino quasi
    > abbandonato eBay, Yeppon, Pixmania, Bow, ... per
    > Amazon. Per ora posso dire
    > che:
    > - i prezzi sono mediamente interessanti,
    > talvolta tanto, talvolta poco ma in genere per
    > poco o per tanto convengono, è piuttosto raro
    > trovare qualcosa meno caro di Amazon altrove
    > escludendo giusto siti "potenzialmente rischiosi"
    > o qualche "offerta speciale" della gdo sul
    > territorio.
    > - la piattaforma è efficacie, spedizioni ottime,
    > *nessun* problema riscontrato in anni per resi,
    > garanzie, oggetti danneggiati ecc, customer care
    > semplicemente eccezionale
    > ecc.
    > 'Somma non è che Amazon si diffonde col mitra,
    > almeno tra i suoi clienti si diffonde perché
    > funziona mediamente meglio degli altri, al pari
    > di Google/Alphabet
    > ecc.
    >
    > Ora il GRAVE pericolo è che si finisca come già
    > in parte siamo: Amazon diventa la piattaforma per
    > eccellenza della grande distribuzione d'ogni
    > settore merceologico. A quel punto tanto noi
    > clienti quanto i venditori saran costretti a
    > sottostare alla regole che non è detto sian
    > sempre e restino "gradite" nel tempo di questa
    > "piattaforma".
    >
    > Il trend è valido in generale: un tempo sapere e
    > capacità pratica eran diffuse sul territorio di
    > (quasi) ogni paese: dal latte/carne/formaggi del
    > territorio alla meccanica alla produzione di
    > suppellettili ecc. Oggi siam già con 4 gatti che
    > fan il bello e il cattivo tempo in molti settori,
    > tra un po' avremo 4 gatti in *tutti* i settori.
    > Non c'è bisogno di ipotizzare alcun complotto, è
    > una naturale evoluzione del nostro modello
    > sociale. Attenzione però perché quando il mondo
    > sarà un'azienda non ci saran più clienti saremo
    > tutti *dipendenti* di qualche corporation che per
    > statuto non è propriamente una
    > democrazia.

    Ecco il perché sei 'parte' del problema. Togliere 'grana==strapotere' alle multi, e fare respirare aziende piccole locali.

    Solo così si combatte il mostro che oggi e piacevole ma domani inevitabilmente schiaccierà le nostre vite.

    Pluralità e l'antibiotico che combatte il mostro Mondo di oggi.

    Liberi di dissentire.
    non+autenticato
  • - Scritto da: oracolo
    >
    > Ecco il perché sei 'parte' del problema. Togliere
    > 'grana==strapotere' alle multi, e fare respirare
    > aziende piccole locali.
    >

    Quando le aziende piccole locali mi forniranno un'assistenza accettabile, ne riparleremo. Generalmente, una volta che hanno preso i tuoi soldi, non ti vogliono più rivedere, se hai un problema sono cavoli tuoi.
    La legge obbliga il venditore a fornire due anni di garanzia di conformità, ma in assenza di qualsiasi tutela reale per il cittadino comune, questa legge è AMPIAMENTE ignorata. Tanto che fai? Spendi 10.000 euro di avvocato per ottenere la riparazione di un bene che ne costa 100?

    > Solo così si combatte il mostro che oggi e
    > piacevole ma domani inevitabilmente schiaccierà
    > le nostre vite.
    >
    > Pluralità e l'antibiotico che combatte il mostro
    > Mondo di oggi.
    >
    > Liberi di dissentire.

    Capisco quello che dici, ma non posso non pensare a tutte le brutte esperienze che ho avuto prima di Amazon. Praticamente OGNI VOLTA che ho avuto dei problemi con un bene, il venditore se n'è fregato. Gli unici a fornire un'assistenza decente, seppur ben lontana da quella del leader, sono i centri della grande distribuzione.
    Se ci fosse qualcosa come il Better Business Bureau americano, dove segnalare i commercianti disonesti, forse la situazione non sarebbe così grama. Oggi sappiamo benissimo di essere abbandonati a noi stessi, e troppi commercianti ne approfittano.
    Izio01
    4613
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: oracolo
    > >
    > > Ecco il perché sei 'parte' del problema.
    > Togliere
    > > 'grana==strapotere' alle multi, e fare
    > respirare
    > > aziende piccole locali.
    > >
    >
    > Quando le aziende piccole locali mi forniranno
    > un'assistenza accettabile, ne riparleremo.
    > Generalmente, una volta che hanno preso i tuoi
    > soldi, non ti vogliono più rivedere, se hai un
    > problema sono cavoli
    > tuoi.
    > La legge obbliga il venditore a fornire due anni
    > di garanzia di conformità, ma in assenza di
    > qualsiasi tutela reale per il cittadino comune,
    > questa legge è AMPIAMENTE ignorata. Tanto che
    > fai? Spendi 10.000 euro di avvocato per ottenere
    > la riparazione di un bene che ne costa
    > 100?
    >
    > > Solo così si combatte il mostro che oggi e
    > > piacevole ma domani inevitabilmente
    > schiaccierà
    > > le nostre vite.
    > >
    > > Pluralità e l'antibiotico che combatte il
    > mostro
    > > Mondo di oggi.
    > >
    > > Liberi di dissentire.
    >
    > Capisco quello che dici, ma non posso non pensare
    > a tutte le brutte esperienze che ho avuto prima
    > di Amazon. Praticamente OGNI VOLTA che ho avuto
    > dei problemi con un bene, il venditore se n'è
    > fregato. Gli unici a fornire un'assistenza
    > decente, seppur ben lontana da quella del leader,
    > sono i centri della grande
    > distribuzione.
    > Se ci fosse qualcosa come il Better Business
    > Bureau americano, dove segnalare i commercianti
    > disonesti, forse la situazione non sarebbe così
    > grama. Oggi sappiamo benissimo di essere
    > abbandonati a noi stessi, e troppi commercianti
    > ne
    > approfittano.

    Tu giustamente parli unicamente di beni elettronici credo, e potrebbe starci, ma ad applicarlo anche al cibo e ogni sorta di beni beh.. permettimi di dissendire!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: oracolo
    >
    > Tu giustamente parli unicamente di beni
    > elettronici credo, e potrebbe starci, ma ad
    > applicarlo anche al cibo e ogni sorta di beni
    > beh.. permettimi di dissendire!!

    Ah, sì sì, sorry. Non necessariamente solo elettronica, ma certo non il cibo, per quanto mi riguarda. Quello lo acquisto ancora in modo tradizionale, e così praticamente tutti i beni della spesa "regolare".
    Izio01
    4613
  • Di nuovo è una peculiarità abbastanza italica, qui per dire i supermercati han l'Accueil/SAV in genere a fianco dell'ingresso. Se hai qualche problema vai li e hai un umano che almeno per la mia limitata esperienza se non risolve subito ti mette sulla buona strada (es. fa il cambio prodotti, con rimborso cash, se compri elettrodomestici e hai la carta fedeltà per un intervento in garanzia vai solo con quella senza bisogno dello scontrino, magari di un anno e 11 mesi prima, magari perso, vedono cosa e quando hai comprato e chiamano loro se il caso l'assistenza che poi prende un appuntamento o chiede di consegnare l'oggetto al centro di assistenza più vicino ecc).

    Questo in Italia non c'è ma non c'è neanche un grande impegno da parte dei clienti: son assai pochi chessò i soci di "enti di tutela", son assai pochi quelli che scansionano gli scontrini dei prodotti "importanti" per averli pronti ecc. Manca persino la cultura di gestire in casa propria i propri documenti, molti buttan via allegramente, molti archiviano ma talmente senza criterio che è come se avessero buttato via tutto.
    non+autenticato
  • +1 ma non credere che ovunque sia come in Italia (o USA/UK/Irl) qui in Francia per esempio, almeno fuori dalle solite grandi metropoli, il "localismo" è talmente radicato che al momento Amazon non costituisce un problema per il commercio locale: in pratica la gente del posto compra su Amazon solo quel che non trova in loco e quel che trova in loco se è più caro o lo accetta per i piccoli vantaggi del negozio fisico (puoi toccare prima di comprare, hai un bipede con cui interagire in caso di problemi ecc) o "si mette d'accordo" in qualche modo. Per dire il comité des fêtes locale (ce n'è uno in ogni paesino o quasi uno in ogni quartiere per le città) compra dal panettiere/macellaio/"paesano" del posto e questo offre in cambio generosi sconti ai membri del comité, che a loro volta gli fan pubblicità (gratuita) ecc creando delle interessanti "catene" che ad oggi tengono bene.

    Il problema italico è che manca questo "senso del Cittadino" poiché l'Italiano medio in genere sente come sola appartenenza "la famigghia" e mai il paese intero o sue "aree" insieme ad una spaventosa assenza di ammortizzatori sociali efficaci e fruibili grazie ai quali non solo alcuni vivono ma molti stan sereni (es. se vuoi cambiar lavoro anche se hai un tempo indeterminato lo fai non dico a cuor leggero ma quasi perché tanto sai che "scoperto" non ci finirai in ogni caso) vivendo e quindi facendo evolvere meglio la società nel suo insieme. Per dire l'Italia ha il primato del risparmio privato/familiare, ma di contro non ha nulla sul piano sociale che renda possibile il NON AVER bisogno di questo risparmio...
    non+autenticato
  • "comprereste mai un vino marchiato Amazon ad esempio?" Più che comprarlo di una marca sconosciuta certamente che lo comprerei! Almeno amazon ci mette la "faccia". Se Amazon per prima non vuole metterci faccia e marchio evidentemente i prodotti non hanno qualità sufficiente
    non+autenticato
  • mmm... Nah, esempio sbagliato.

    Se vedessi il brand "Amazon" su di un vino sarei più portato a comprare da un produttore differente, anche sconosciuto.

    Preferirei comprare un laptop da "Gino l'informatico" rispetto che da Nestlè.
  • sono d'accordo.

    Tra l'altro odio anche "basics" e "pantry", sono solo un modo per farti prendere roba che non ti serve.

    Tanto più che i prezzi non sono competitivi coi supermercati sottocasa.
    non+autenticato
  • non è vero, certo dipende dal prodotto e dalle offerte in corso, io ho acquistato persino la pasta (una delle migliori di tipo commerciale) ad un prezzo leggermente più basso rispetto al supermercato (parlo di pochi centesimi tuttavia)
    non+autenticato
  • - Scritto da: djinn
    > non è vero, certo dipende dal prodotto e dalle
    > offerte in corso, io ho acquistato persino la
    > pasta (una delle migliori di tipo commerciale) ad
    > un prezzo leggermente più basso rispetto al
    > supermercato (parlo di pochi centesimi
    > tuttavia)

    Bravo!! Il vivere 2.0, perché dovresti sentirti.. come dire arretrato?
    viva il ventunesimo secolo, viva!
    non+autenticato
  • ma vedi se tutti i lavori "remotizzabili" fossero remotizzati oggi potremmo vivere assai meglio (a patto di diminuire la densità abitativa, ovviamente) e verrebbe abbastanza naturale remotizzare anche gli acquisti.

    Il solo punto è il come: un conto è se abbiamo una pletora di piattaforme in concorrenza tra loro o con "peculiarità locali" luogo per luogo o pubbliche, un altro è se solo una manciata di ditte private si spartiscono l'intero mercato.

    Ora chi vive in Italia lo nota poco, siamo una popolazione largamente "arretrata", ma se vai poco fuori, solo per dire oggi chiacchierando con dei vicini ho sentito frasi tipo: "ah mio figlio farà un periodo di lavoro a Parigi, io non so proprio come potrà vivere in un appartamento, è come esser in prigione!" e un altro "ah, io oramai senza VMC non potrei più vivere, l'aria che respiri se solo la fermi un'ora sa di stantio,
    ogni mattina vedi polvere sui pavimenti" ecc. Per carità vi sono paesi economicamente solidi con grandi risorse, altri disastrati talvolta per colpa loro, talvolta per colpa dei primi, talvolta per colpa di entrambi ma questa è la società moderna a cui, quale che sia la propria personale condizione oggi si tende. Non è un male se riuscissimo tutti, dopotutto da che mondo è mondo si cerca di migliorare, il solo GROSSO problema è appunto il come.
    non+autenticato
  • Non direi proprio, in diversi casi i prezzi di Amazon Pantry sono più bassi di quelli di un supermarket.

    - Scritto da: cococo
    > sono d'accordo.
    >
    > Tra l'altro odio anche "basics" e "pantry", sono
    > solo un modo per farti prendere roba che non ti
    > serve.
    >
    > Tanto più che i prezzi non sono competitivi coi
    > supermercati
    > sottocasa.
  • - Scritto da: Luke1
    > Non direi proprio, in diversi casi i prezzi di
    > Amazon Pantry sono più bassi di quelli di un
    > supermarket.

    io invece posso affermare che per tutti i prodotti che ho cercato il supermercato aveva prezzi più bassi e senza limitazioni all'acquisto quali pantry e basics.
    non+autenticato
  • - Scritto da: cococo
    > - Scritto da: Luke1
    > > Non direi proprio, in diversi casi i prezzi di
    > > Amazon Pantry sono più bassi di quelli di un
    > > supermarket.
    >
    > io invece posso affermare che per tutti i
    > prodotti che ho cercato il supermercato aveva
    > prezzi più bassi e senza limitazioni all'acquisto
    > quali pantry e
    > basics.

    E la percezione che li frega. Tutto dipende da quella.Sorride
    non+autenticato