Mirko Zago

Tesla, la ricarica a misura di città

L'azienda vuole sostenere la vendita delle sue auto elettriche agevolando gli utenti che devono ricaricare la batteria durante il tragitto. Le nuove colonnine ricaricano in poco più di mezzora e offrono elettricità a prezzi contenuti

Roma - Uno dei limiti alla diffusione delle auto elettriche è, tra le altre questioni, la difficoltà di garantire il "rifornimento" nelle città. Lo sa bene Tesla, specializzata nello sviluppo di auto tecnologiche alimentate a corrente elettrica, che da tempo ha avviato il progetto denominato Supercharging Cities che mira ad estendere quanto più possibile la rete di colonnine di ricarica presenti già in punti strategici per il traffico veicolare.

"È estremamente importante per i nostri clienti essere in grado di caricare facilmente le loro auto. Il modo più conveniente per farlo è collegarsi alla rete elettrica durante la notte a casa, e per la maggior parte delle persone è sufficiente. Tuttavia, per i clienti che usano l'auto per viaggi di lunga distanza, c'è una rete crescente di colonnine di ricarica situati lungo le autostrade e su percorsi di guida popolari. Abbiamo anche installato migliaia di connettori di ricarica in prossimità di alberghi, resort e ristoranti che replicano l'esperienza di caricamento in casa quando si è fuori" - così descrive l'azienda quanto fatto fin qui.

Tesla

Ma proprio dalla coscienza che la presenza massiccia di colonne per la ricarica è l'unico modo per fornire rassicurazioni agli utenti che paventano dubbi sulle possibilità di ricarica fuori casa (o tradotto in termini più informali, la paura di rimanere letteralmente a piedi) Tesla si sta spingendo oltre, prendendo d'assalto le aree urbane e nello specifico le aree di sosta "forzata" come i supermercati e i centri commerciali. Le prime due città ad essere rientrate nel piano d'azione sono Chicago e Boston, mantenendo tra l'altro gli stessi piani tariffari già praticati nel resto del territorio. Le colonnine installate e rintracciabili anche attraverso App e sito dedicato, sono state pensate per occupare meno spazio e quindi adattarsi meglio agli spazi ristretti tipici delle aree urbane.

Gli automobilisti, in mezzora di sosta o poco più (a seconda dei modelli di auto), possono beneficiare di un input di circa 72 Kilowatt con i quali ripartire per il viaggio. E non è necessario prestare attenzione continuamente alla colonna. Lo stato della ricarica e relativo avviso di completamento viene infatti ricevuto comodamente attraverso l'App di controllo. Le stazioni di ricarica sono attualmente 951 ed ospitano 6.550 colonnine dedicate. Ovviamente è un numero in continua crescita e va integrato ai dispositivi di ricarica (solitamente piccoli "Destination Charger" installati presso strutture partner (Tesla sta continuamente ricercando opportunità di espansione della sua rete e per questo invita le strutture commerciali a candidarsi per ospitare dispositivi di ricarica).

Tesla

Il modello di business per la vendita dell'energia elettrica viene specificato dalla stessa Tesla: "Ogni anno, i proprietari ricevono 400 kWh di credito Supercharger gratuito, sufficienti per circa 1600 Km di autonomia. Questo credito copre le esigenze di guida a lunga distanza della maggior parte dei clienti, permettendo loro di viaggiare gratuitamente. Coloro che consumano più del credito annuale pagheranno un piccolo importo per ricaricare con Supercharger, molto meno di quanto costerebbe la benzina". Tutti i dettagli sono naturalmente esplicitati online.

Questo significa che per il modello meno dispendioso, il model S, per percorrere ulteriori 1500 Km in più rispetto ai 1600 "regalati", si dovranno sborsare 67 euro e per il model X di classe superiore 76 euro (contro 126 e 168 euro rispettivamente se si utilizzasse la benzina). Tesla specifica comunque "che i costi di ricarica sono approssimativi. La stima del costo di ricarica presume un costo per il Supercharger di 0,24 euro per kilowattora. Il costo della benzina presume 7,9 litri ogni 100 km a 1,42 euro al litro. Il costo può variare in base alla posizione, alla configurazione, all'età e alle condizioni della batteria, allo stile e al comportamento di guida e alle condizioni ambientali e climatiche"; insomma una comparazione da prendere con le pinze, ma pur sempre utile a intercettare la convenienza dell'alimentazione elettrica.

Per Tesla il futuro sembra quindi promettente. Archiviate le critiche relative alla presunta pericolosità delle sue auto con guida assistita, e confermata la produzione della nuova Model 3, per l'azienda non resta che proseguire la sua fase di conquista di un mercato sempre più interessato alle alimentazioni alternative.

Mirko Zago

fonte immagine
Notizie collegate
  • AttualitàTesla, incidente mortale in guida assistitaLa casa automobilistica di Elon Musk ha ammesso la "tragica perdita", la morte di un proprietario di Model S avvenuta con l'auto in modalità di guida assistita. Le polemiche fioccano, le autorità USA indagano
  • AttualitàTesla Model 3, produzione al viaElon Musk ha annunciato l'inizio delle attività in fabbrica con le prime decine di modelli della nuova auto elettrica pronti per la fine del mese. Presto la produzione ingranerà sensibilmente, visti anche i preordini da soddisfare
  • TecnologiaNeuralink, Elon Musk connetterà l'uomo alle macchineIl fondatore di Tesla e SpaceX dà vita ad un nuovo, ambizioso progetto: fondere intelligenze artificiali e biologiche per "migliorare" l'umanità. Fra tre anni la sua "visione cyborg" potrebbe diventare realtà
49 Commenti alla Notizia Tesla, la ricarica a misura di città
Ordina
  • Appena cominceranno ad esserci troppe Tesla, si comincerà a fare i conti con i costi delle infrastrutture che dovranno essere adeguate e si scoprirà che così com'è la Tesla va bene SOLO quando ce ne sono poche, così da avere qualche picco di consumo e basta.

    Senza contare poi le tasse...perché lo Stato non crederete che la farà passa liscia a chi fa il pieno di corrente invece che di benzina, vero?


    L'unica soluzione possibile è il battery switch:
    -compri l'auto SENZA batteria
    -affitti il servizio di noleggio batterie e te ne montano una in affitto, carica, sotto la macchina
    -quando l'hai scaricata vai al benzinaio che con meccanismo apposito ti toglie quella scarica e la sostituisce con una carica
    -il classico camion prende le batterie scariche dal benzinaio e le porta nell'apposita centrale elettrica molto green, per fare contenti tutti

    Niente cavi mostruosi per trasmettere energia. Niente adeguamento della rete elettrica. E l'auto, senza batteria, costa meno sia come acquisto che come manutenzione.

    Per capirci:
    http://www.popsci.com/cars/article/2010-04/battery...
    "Electric Taxis With Switchable Batteries Debut in Japan"
    non+autenticato
  • ...e come tempi di ricarica direi che ci siamo:

    "It takes less time to switch the batteries than it does to fill a conventional vehicle with gasoline."
    non+autenticato
  • e' gia'stato sperimentato ed ha fallito
    non+autenticato
  • Non è detto che non si possano superare le cause del fallimento. A volte manca solo la tecnologia giusta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: xx tt

    > Senza contare poi le tasse...perché lo Stato non
    > crederete che la farà passa liscia a chi fa il
    > pieno di corrente invece che di benzina,
    > vero?

    Guarda che le accise sulla corrente elettrica ci stanno già...
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Guarda che le accise sulla corrente elettrica ci
    > stanno già...
    Guarda quelle sulla benzina e paragona
    non+autenticato
  • - Scritto da: xx tt
    > L'unica soluzione possibile è il battery switch:
    > -compri l'auto SENZA batteria
    > -affitti il servizio di noleggio batterie e te ne
    > montano una in affitto, carica, sotto la macchina
    > -quando l'hai scaricata vai al benzinaio che con
    > meccanismo apposito ti toglie quella scarica e la
    > sostituisce con una carica
    > -il classico camion prende le batterie scariche
    > dal benzinaio e le porta nell'apposita centrale
    > elettrica molto green, per fare contenti
    > tutti

    Il discorso fila, in teoria, ma regge applicandolo ad una situazione realistica?

    Facciamola semplice, e immaginiamo che tutte le auto siano elettriche, ed abbiano l'autonomia della Tesla, ossia 400 Km circa. Che è circa la metà delle autonomie fornite dalla gran parte delle auto attualmente in circolazione.

    Proviamo a pensare ad un distributore qualsiasi su un'autostrada, e a quante vetture vi si riforniscono in 24 ore, oggi. Poi raddoppiamolo - metà autonomia, il doppio dei rifornimenti, sempre a spanne.

    I distributori dovranno garantire ogni giorno un numero di sostituzioni di batterie pari al doppio dei pieni che garantiscono oggi. Quante batterie ci vogliono? Quanta riserva devono tenere, quanti viaggi devono fare i camion per mantenerla, quanta energia deve fornire all'ora la "centrale superecologica"?

    E a proposito di Tesla: per la ricarica domestica le specifiche tecniche prevedono una potenza di 16KW. Evidentemente ad Amsterdam non è un problema, vista la diffusione di Model S. In Italia il contratto standard è 3KW, già 6KW costa parecchio, se vuoi raddoppiare serve la trifase, e solo dopo sopralluogo con esito favorevole - evidentemente, i conduttori dell'infrastruttura di trasporto non reggono "alte" correnti.

    L'attuale tecnologia elettrica funziona solo per piccoli spostamenti - due miei colleghi hanno la Peugeot elettrica, ci percorrono i pochi chilometri da casa all'ufficio e viceversa, e dal pomeriggio alla mattina dopo l'auto si ricarica a sufficienza, se poi resta attaccata alla corrente per l'intero weekend. Ovviamente, hanno un'altra auto tradizionale, altrimenti non andrebbero da nessuna parte.
    Per me sarebbe perfetta una Twizi, 10KM al giorno da casa in stazione e viceversa, nei giorni di lavoro, e ricarica di notte.
    Più una seconda auto per i viaggi, naturalmente.

    Riparliamone quando le auto elettriche saranno alimentate attraverso pile a combustibile, magari dall'acqua...Sorride


    > Niente cavi mostruosi per trasmettere energia.
    > Niente adeguamento della rete elettrica. E
    > l'auto, senza batteria, costa meno sia come
    > acquisto che come manutenzione.

    L'auto senza batteria richiede un contratto di noleggio per le pile, e la somma è maggiore rispetto al prezzo di un'auto con la batteria: l'esempio è proprio la Twizi, che quando sono andato io dal concessionario era disponibile con entrambi i tipi di contratto. In capo ad un paio d'anni, i costi (acquisti secco contro acquisto più noleggio pile) erano belli che equivalenti, dopodiché la seconda formula non conveniva più. Ovviamente, manutenzione e costi di ricarica erano assolutamente identici.

    Il resto, temo, sono voli pindarici... :/
  • >
    > Il resto, temo, sono voli pindarici... :/

    Ora abbiamo piú di 30 milioni di auto private in Italia e credi davvero che il dover avere una seconda auto sia un problema?
    Anche cambiando solo una parte di quelle auto con auto elettriche in un paese dove ci sono tre auto a famiglia non avra impatto determinante sull'usabilità. Pero potrebbe portare volumi di vendita ed economie di scala sufficienti ad aprire la strada a nuove soluzioni..
    non+autenticato
  • - Scritto da: 55840658928
    > credi davvero che il dover avere una seconda auto sia un
    > problema?

    Evidentemente no.

    Credo che l'aspetto logistico della soluzione prospettata, quella delle batterie sostituibili, sia pesantemente sottovalutato.

    Ma gli argomenti potrebbero essere tanti e disparati: la sicurezza informatica, i costi reali, la privacy e via discorrendo.


    > Anche cambiando solo una parte di quelle auto con
    > auto elettriche in un paese dove ci sono tre auto
    > a famiglia non avra impatto determinante
    > sull'usabilità. Pero potrebbe portare volumi di
    > vendita ed economie di scala sufficienti ad
    > aprire la strada a nuove soluzioni..

    E' uno stallo: finché l'auto elettrica non sarà una soluzione a 360 gradi, la sua diffusione sarà molto limitata - altro che economie di scala...

    En passant, gli investimenti sull'auto elettrica e sulla guida automatica sono talmente elevati da far tremare le vene dei polsi.
    C'è da chiedersi seriamente perché quegli avvoltoi dei capitalisti di ventura ci si sono buttati a pesce.
  • "I distributori dovranno garantire ogni giorno un numero di sostituzioni di batterie pari al doppio dei pieni che garantiscono oggi. Quante batterie ci vogliono? Quanta riserva devono tenere, quanti viaggi devono fare i camion per mantenerla, quanta energia deve fornire all'ora la "centrale superecologica"?"

    Non è neanche detto: si potrebbe pensare ad una soluzione di batteria a flussi ottimizzata, perciò dal benzinaio sostituisco i fluidi scarichi con altri carichi e alla fine porto alla centrale solo i flussi da "caricare".
    Sono soluzion costose e da sviluppare, ma se c'è aria di business non è un problema.

    La centrale, io la farei geotermoelettrica, nella posizione migliore di ogni città (dove la crosta terrestre è più sottile) con 1 trivellata iniziale per servire le prime macchine.
    Man mano che il mercato cresce, con gli introiti faccio sempre più buchi in modo da avere il vapore (e quindi l'energia) che mi serve.

    Una cosa scalabile e green, insomma. Costa farla? Certo. Ma proviamo a paragonare col rifare la rete in alta tensione. E la corrente delle Tesla da qualche parte arriva comunque, quindi anche le centrali normali dovranno essere spremute.
    non+autenticato
  • "L'auto senza batteria richiede un contratto di noleggio per le pile, e la somma è maggiore rispetto al prezzo di un'auto con la batteria: l'esempio è proprio la Twizi, che quando sono andato io dal concessionario era disponibile con entrambi i tipi di contratto. In capo ad un paio d'anni, i costi (acquisti secco contro acquisto più noleggio pile) erano belli che equivalenti, dopodiché la seconda formula non conveniva più. Ovviamente, manutenzione e costi di ricarica erano assolutamente identici."

    Eh ma stiamo parlando di economie di scala, altro che le Twizi.
    Non c'è comunque alternativa al noleggio, perché non puoi certo pensare di lasciare una tua batteria ad un distributore dove hai fatto la gita domenicale.
    non+autenticato
  • le auto elettriche oggi

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • Va da sè che se le auto elettriche prendessero piede questa roba DEVE essere installata in modo molto più massiccio dei distributori di benzina, perché immaginate di dover stare in coda a un "distributore" in cui ogni cliente impiega mezz'ora per il rifornimento...
    non+autenticato
  • Giusto, quello che blocca la diffusione delle auto elettriche è proprio il tempo necessario per la ricarica.
    Bisogna cambiare la direzione dello sviluppo tecnico: non maggiore autonomia, 100 km bastano, ma ricarica in 5 minuti.
    Pensate a quelli con la spia arancione sempre accesa e che mettono benzina a 10 € alla volta: più di 100 km non fanno...
  • - Scritto da: rennex

    > Bisogna cambiare la direzione dello sviluppo
    > tecnico: non maggiore autonomia, 100 km bastano,
    > ma ricarica in 5
    > minuti.

    Che per un viaggio di 600 km significa fermarsi almeno una dozzina di volte. Pratico.


    > Pensate a quelli con la spia arancione sempre
    > accesa e che mettono benzina a 10 € alla volta:
    > più di 100 km non
    > fanno...

    Il fatto che in tanti lo facciano, non significa che sia sensato progettare auto che seguano questa logica.
    non+autenticato
  • Anzi, direi che è proprio la bassa autonomia il problema. Se richiedessero un'ora di ricarica ogni 1500 km sarebbe certamente accettabile, visto che pochissima gente fa 1500km di fila. Ma mezz'ora di ricarica ogni 400 km è una roba insopportabile, per un viaggio da Milano a Reggio Calabria ci si deve fermare almeno tre volte per un totale di un'ora e mezza (e questo se si è MOLTO fortunati). Assurdo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Anzi, direi che è proprio la bassa autonomia il
    > problema. Se richiedessero un'ora di ricarica
    > ogni 1500 km sarebbe certamente accettabile,
    > visto che pochissima gente fa 1500km di fila

    Ma anche due ore di ricarica eh. Il punto è che intraprendere un viaggio lungo, e quindi di almeno 1000km, con la prospettiva di fermarsi almeno 3 volte per un rifornimento che dura minimo mezz'ora è una follia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: ...
    > > Anzi, direi che è proprio la bassa autonomia il
    > > problema. Se richiedessero un'ora di ricarica
    > > ogni 1500 km sarebbe certamente accettabile,
    > > visto che pochissima gente fa 1500km di fila
    >
    > Ma anche due ore di ricarica eh. Il punto è che
    > intraprendere un viaggio lungo, e quindi di
    > almeno 1000km, con la prospettiva di fermarsi
    > almeno 3 volte per un rifornimento che dura
    > minimo mezz'ora è una
    > follia.

    Posto che per un viaggio di 1000 km io mi fermo almeno 4 volte, però lo faccio quando serve a me o eventualmente ai miei compagni di viaggio (caffè, toilette, spuntino... anche sonnellino se è il caso).
    Il punto è che con le tecnologie attuali quelle tre volte necessarie alla ricarica non sono di mezzora l'una, ma almeno di un paio di ore per ciascuna sosta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: punto gialla
    > - Scritto da: ...
    > > - Scritto da: ...
    > > > Anzi, direi che è proprio la bassa
    > autonomia
    > il
    > > > problema. Se richiedessero un'ora di
    > ricarica
    > > > ogni 1500 km sarebbe certamente
    > accettabile,
    > > > visto che pochissima gente fa 1500km di
    > fila
    > >
    > > Ma anche due ore di ricarica eh. Il punto è
    > che
    > > intraprendere un viaggio lungo, e quindi di
    > > almeno 1000km, con la prospettiva di fermarsi
    > > almeno 3 volte per un rifornimento che dura
    > > minimo mezz'ora è una
    > > follia.
    >
    > Posto che per un viaggio di 1000 km io mi fermo
    > almeno 4 volte, però lo faccio quando serve a me
    > o eventualmente ai miei compagni di viaggio
    > (caffè, toilette, spuntino... anche sonnellino se
    > è il
    > caso)

    Caffè, toilette richiedono, stando larghi, 5 minuti. Spuntino forse un quarto d'ora. Se vuoi pranzare puoi anche fermarti mezz'ora, ma lo fai una volta, non pranzi tre volte su un viaggio di 1000 km. Fare il pieno richiede forse un minuto, 5 se proprio c'è tanta gente.

    Qui si sta parlando di buttare MINIMO un'ora e mezza per far rifornimento quando con un'auto tradizionale ci metti al massimo un paio minuti. Se includi il pranzo e la toilette ci stai dentro tranquillamente in 40 minuti. Il resto è tempo buttato. Sai che bello.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: ...
    > > Anzi, direi che è proprio la bassa autonomia il
    > > problema. Se richiedessero un'ora di ricarica
    > > ogni 1500 km sarebbe certamente accettabile,
    > > visto che pochissima gente fa 1500km di fila
    >
    > Ma anche due ore di ricarica eh. Il punto è che
    > intraprendere un viaggio lungo, e quindi di
    > almeno 1000km, con la prospettiva di fermarsi
    > almeno 3 volte per un rifornimento che dura
    > minimo mezz'ora è una
    > follia.

    *non* fermarsi mezz'ora ogni tanto in un viaggio lungo è follia, elettrica o no.
    Funz
    13032
  • Sì certo, uno si ferma per un'ora e mezza su un viaggio di dieci ore. Ma per favore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Sì certo, uno si ferma per un'ora e mezza su un
    > viaggio di dieci ore. Ma per
    > favore.

    se tu non ti fermi mai a riposare in un viaggio di dieci ore sei un pazzo pericoloso, e saresti da bastonare altro che darti ragione...
    Purtroppo di gente così che mette in pericolo se stessa e gli sventurati che incrocia, ce n'è un'infinità...Triste
    Funz
    13032
  • - Scritto da: punto gialla

    > Che per un viaggio di 600 km significa fermarsi
    > almeno una dozzina di volte.
    > Pratico.

    Per distanze simili, o comunque superiori ai 100/200km, l'auto è eccessivamente svantaggiosa. Vuoi per il traffico, vuoi per lo stress della guida, etc.
    A quel punto è molto più conveniente, anche dal punto di vista economico, andare in treno/aereo. Arrivi prima a destinazione, con meno stress, e probabilmente spendendo meno.
    non+autenticato
  • Il gas, GPL o metano, continua a risultare il più conveniente...
    non+autenticato