Mirko Zago

Facebook, nuovi standard per la monetizzazione

Garantendo che la piattaforma sia "pulita" e che i messaggi pubblicitari non siano associati a contenuti politicamente scorretti, osceni o violenti, Facebook mira ad aumentare le vendite di pubblicità e a sedare alcune voci che l'accusano di gonfiare i dati dell'advertising

Roma - Facebook ha rivisto le regole e stabilito nuovi e più stringenti standard a cui gli editori che usufruiscono dei servizi di monetizzazione dovranno attenersi. Nella pagina Web dedicata, l'azienda cita l'ovvia necessità di rispettare i termini di utilizzo e gli standard della comunità, ma specifica anche che non tutti i contenuti possono essere pubblicati per generare profitto; essi devono infatti rispettare specifici requisiti per l'eleggibilità alla monetizzazione. In merito viene specificato che: "Facebook utilizza metodi di esecuzione automatica e manuale per determinare se il contenuto è idoneo alla monetizzazione. Faremo del nostro meglio per considerare il contesto e lo scopo, inclusi contenuti educativi o comici. Facebook si riserva inoltre il diritto di non mostrare gli annunci a nostra discrezione, anche da determinati inserzionisti o in determinati formati".

Facebook

Tra le violazioni che comportano il blocco dei servizi o dell'eleggibilità alla monetizzazione si trovano rappresentazioni di:

  • Bambini in contesti non appropriati (scene violente, sfondo sessuale)

  • Tragedie e conflitti (scene reali tragiche con incidenti, morte ecc.)

  • Dibattiti su problemi sociali (temi relativi a minoranze e loro disparità)

  • Contenuto violento (atti di violenza ai danni di persone e animali)

  • Contenuti per adulti (pornografia)

  • Attività proibite (contenuti che incentivino l'uso di prodotti illeciti o l'assunzione di comportamenti non consentiti)

  • Contenuti espliciti (sangue, procedure mediche ecc. con l'intento di shockare)

  • Uso di droghe o alcol (contenuti che incentivano l'uso di sostanze proibite o rischiose)

  • Linguaggio inappropriato (offese)


In buona parte dei casi si tratta di contenuti banditi in maniera assoluta dal perimetro della piattaforma di Facebook, seppur con alcune sfumature in questo caso maggiori. Il primo "impedimento pubblicitario", ad esempio, esclude anche video di bambini rappresentati in contesti satirici o comici che potrebbero urtare la sensibilità. Sul tema delle tragedie, come ad esempio i disastri naturali, si cita espressamente la loro violazione degli standard per ospitare pubblicità anche qualora il loro scopo fosse educativo. Sui contenuti violenti si escludono rappresentazioni eccessivamente lunghe, anche tratte da videogame. Va da sé che buona parte delle indicazioni si prestano alla nuova funzionalità Watch con cui Facebook prende le vesti di YouTube offrendo contenuti video coprodotti o pubblicati da privati.

Insomma, in tutti questi esempi si evince che Facebook abbia voluto porre l'asticella del senso di fiducia (ancora una volta per gli inserzionisti) molto in alto. È la stessa Carolyn Everson, VP Global Marketing Solutions, a chiarire che "Facebook prende molto seriamente la responsabilità di guadagnare e mantenere la fiducia dei partner inserzionisti - e di dare loro la fiducia necessaria per investire nell'azienda. Questo è fondamentale per il loro successo e per quello dell'azienda". E con lo stesso intento è stato annunciato che nei prossimi mesi chi acquisterà pubblicità su Facebook verrà deliziato da report post campagna a dimostrazione della bontà del mezzo e degli spazi in cui la pubblicità è apparsa.
Per alcuni, però, è un tentativo di giustificare l'aumento dei costi di advertising e per far passare in secondo piano il tema dei dati gonfiati. Critiche a cui Facebook risponde con la rassicurazione che sono accettate analisi dei dati delle campagne anche mediante strumenti di terzi, di aver chiesto di essere accreditata presso il Media Rating Council, una no profit indipendente che si occupa di misurazione dell'audience online. E in aggiunta, di collaborare già con 28 partner tecnologici per l'analisi e la fornitura di dati quanto più accurati.

Advertising a parte, l'azienda sa bene che deve garantire la massima sicurezza e protezione nei confronti dei suoi utenti, vero cuore del business. E lo fa in questo caso attraverso sofisticati meccanismi di moderazione volti ad intercettare qualsiasi tipo di messaggio e contenuto che inciti all'odio o che esca dai binari del lecito. Dinanzi ai 2 miliardi di utenti mensili, Facebook si è già assunta nuove responsabilità con gli utilizzatori della piattaforma (e più di recente con gli inserzionisti). E in nessun caso è disposta a ridurre l'attenzione su certe tematiche, che comporterebbe una perdita di credibilità e una fuga degli inserzionisti.

Mirko Zago

fonte immagine
Notizie collegate
7 Commenti alla Notizia Facebook, nuovi standard per la monetizzazione
Ordina
  • il film Disney dove la mamma di bambi muore e' eleggibile per monetizzazione o e' "contenuto violento + contenuto esplicito"?A bocca apertaCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • Non è mica morta per un alien che gli è sbucato fuori dal corpo con tanto di viscere e litri di sangue al seguito. Quindi il problema nemmeno si pone. Ed è ovviamente monetizzabile. Anzi, pure alien è sicuramente monetizzabile.
    non+autenticato
  • Estremamente probabile che non sia monetizzabile la celeberrima foto della "bambina del Napalm" di Nick Ut, visto che già in passato l'hanno censurata in quanto "pedopornografica", e c'è voluto del bello e del buono per far loro capire che non lo era...
  • Da notare come alcuni articoli rimangono con 0 commenti....
    Commenti che potrebbero diventare interessanti.
    Ad esempio si potrebbe discutere di web marketing, di strategie social.. ecc.

    Sarà forse perchè quei "cellulari" da 100 euro non danno modo di far girare bene app a livello di businesse quindi non abbiamo argomenti?
    Aspettiamo quindi il solito post sui "cellulari" per dire " il mio è meglio e faccio le stesse cose come il tuo avendo speso 1/4 della cifra.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Digital Coach Italia
    > Da notare come alcuni articoli rimangono con 0
    > commenti....
    > Commenti che potrebbero diventare interessanti.
    > Ad esempio si potrebbe discutere di web
    > marketing, di strategie social..
    > ecc.
    >
    > Sarà forse perchè quei "cellulari" da 100 euro
    > non danno modo di far girare bene app a livello
    > di businesse quindi non abbiamo
    > argomenti?
    > Aspettiamo quindi il solito post sui "cellulari"
    > per dire " il mio è meglio e faccio le stesse
    > cose come il tuo avendo speso 1/4 della
    > cifra.

    Io non posso commentare perchè io non installo app come quelle di FB o altre perchè non sono "social" ed amo (per quanto possibile) la mia privacy, quindi non saprei che commentare visto che non uso nulla di tutto cio', ora ho scritto per rispondere alla tua questione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Digital Coach Italia
    > Da notare come alcuni articoli rimangono con 0
    > commenti....
    > Commenti che potrebbero diventare interessanti.

    L'articolo parla di fessbuk e questo e' un forum di informatici.

    Sarebbe come parlare di zampone e cotechino in un forum di islamici vegani.

    Che cosa vuoi commentare?
  • - Scritto da: Digital Coach Italia
    > Da notare come alcuni articoli rimangono con 0
    > commenti....
    > Commenti che potrebbero diventare interessanti.
    > Ad esempio si potrebbe discutere di web
    > marketing, di strategie social..
    > ecc.
    >
    > Sarà forse perchè quei "cellulari" da 100 euro
    > non danno modo di far girare bene app a livello
    > di businesse quindi non abbiamo
    > argomenti?


    Sei inutili e volgari anglofonie in sole sette righe, pseudonimo anglofono pure lui, e infine, ciliegina sulla torta: "businesse".
    Classico linguaggio da venditore precario milleurista, "laureato" in "scienze" della comunicazione, reparto vendite di qualche aziendina senza futuro, e magari ti sei speso tutto il misero mensile nell'ultimo iPhone.

    Era meglio se tacevi.8)
    non+autenticato