Pierluigi Sandonnini

Baidu rilancia sulla guida autonoma

Creato il Fondo Apollo da 1,3 miliardi di euro. Può contare già sull'adesione di settanta partner operanti nell'industria automobilistica e hi-tech, fra i quali NVIDIA e TomTom. La sfida a Google è aperta

Roma - Il principale motore di ricerca cinese, Baidu, ha annunciato di voler investire 10 miliardi di yuan (1,3 miliardi di euro) in un fondo per lo sviluppo di tecnologie per le auto a guida autonoma. L'operazione rientra in un più ampio piano che metta l'azienda in grado di competere con le rivali americane. Il "Fondo Apollo", nome mutuato dalle celebri missioni dalla NASA, investirà in cento progetti di guida autonoma nei prossimi tre anni, ha dichiarato Baidu in un comunicato.

Il progetto Apollo ha l'obiettivo di creare tecnologie per auto completamente autonome, che dovrebbero essere pronte a circolare per le strade della Cina già dal 2020. Al momento conta settanta partner in diversi campi dell'industria automobilistica; tra questi, il produttore di microprocessori NVIDIA e l'azienda di servizi di mapping TomTom.

Il lancio del fondo coincide con il rilascio di Apollo 1.5, seconda generazione del software open souce per veicoli a guida autonoma. Dopo anni di sviluppo isolato, ad aprile Baidu ha deciso di aprire la propria tecnologia a terze parti, nella speranza di accelerarne lo sviluppo e affrontare la competizione con i giganti USA come Tesla e Waymo (Alphabet). Oltre 1300 aziende hanno già scaricato il codice sorgente Apollo, afferma Baidu, che informa anche di avere firmato oltre 50 accordi di cooperazione con partner di Apollo per lo sviluppo di prodotti. Nell'ultimo aggiornamento della sua piattaforma, i partner possono accedere, tra le altre cose, alla tecnologia di percezione di ostacoli e alle mappe ad alta definizione.
Da ultimo, anche Samsung ha creato un fondo da 300 milioni di dollari per investire in connected car e tecnologie per guida autonoma. Rispetto ai concorrenti statunitensi, Baidu deve vedersela con la regolazione cinese che l'ha già bloccata dall'effettuare test sulle autostrade. A luglio, poi, la polizia di Pechino ha aperto un'inchiesta nei suoi confronti per avere infranto le norme sulla circolazione cittadina, effettuando test di auto senza guidatore sulle strade pubbliche nell'ambito di una dimostrazione per un evento riservato alla stampa.


Pierluigi Sandonnini
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