Alfonso Maruccia

Twitter: non censureremo Trump

Il sito dei cinguettii risponde pubblicamente alle polemiche sulla "dichiarazione di guerra" di Mr President contro la Corea del Nord, e dichiara con molto candore di non poter censurare Trump perché ogni sua parola fa notizia. E con 280 caratteri a disposizione cosa mai cinguetterà?

Twitter: non censureremo TrumpRoma - Sembra proprio che qualsiasi peto venticello digitale sparso da Donald Trump tramite Twitter faccia "notizia" e non possa essere censurato, o almeno questo è il modo in cui si è giustificata l'azienda dei cinguettii da 140 280 caratteri (estensione attualmente in fase di test, che potrebbe essere rilasciata a breve) rispondendo alle polemiche furenti scatenate - per l'ennesima volta - da una delle solite dichiarazioni sopra le righe dell'inquilino della Casa Bianca.

Il tweet in oggetto è in effetti diventato un caso internazionale potenzialmente molto pericoloso per i rapporti che attualmente intercorrono fra Stati Uniti e Corea del Nord, con quest'ultima che si è detta ufficialmente pronta a rispondere a quella che viene interpretata come una vera e propria "dichiarazione di guerra" a mezzo Twitter.



Trump è solito insultare liberamente il prossimo attraverso i suoi cinguettii sgrammaticati e quasi sempre scevri di logica, ma una dichiarazione di guerra (per nulla virtuale) è sembrata davvero troppo agli utenti del network che si sono rivolti direttamente alla società e hanno chiesto una censura dell'account di Mr President.
Twitter questa volta ha risposto, ovviamente con una serie di tweet, spiegando in pratica che l'account di Trump non può essere censurato - e probabilmente non sarà mai censurato - perché "fa notizia"; il tweet in oggetto, poi, è di sicuro interesse pubblico.



Anche se Trump insulta, sbraita, minaccia e bombarda virtualmente il mondo intero, insomma, il social network non gli toglierà mai la parola. La "newsworthiness" è una politica interna seguita da tempo, ha spiegato l'azienda, e adesso si provvederà ad aggiornare anche la policy di utilizzo comunicata al pubblico per riflettere questo approccio.

Il rapporto quasi simbiotico fra Trump e Twitter è oramai noto da tempo, ma l'approccio di Twitter ai tweet che fanno notizia potrebbe provocare non pochi grattacapi alla società in futuro: decidere il potenziale "interesse pubblico" di un messaggino sembra una di quelle attività perfette per generare polemiche, dibattiti e recriminazioni da parte degli utenti.

C'è da chiedersi inoltre come Mr President sfrutterà il raddoppio dei caratteri a disposizione (da 140 a 280) se già così le spara grosse.

Alfonso Maruccia
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