Alfonso Maruccia

Apple e la tragedia shakespeariana di Face ID

Come prevedibile, la nuova funzionalità di sicurezza dell'iPhone X fa già discutere parecchio prima ancora della commercializzazione vera e propria del gadget. Apple aggiorna la policy sulla privacy, mentre i sensori Romeo e Giulietta fanno penare i partner asiatici

Roma - Tra le novità tecnologiche su cui Apple punta per vendere un gran numero di smartphone della linea iPhone X, Face ID si è sicuramente guadagnata un posto di primo piano: il nuovo iPhone ultra-lusso permette di sbloccare la sessione grazie alla lettura della caratteristiche biometriche del volto, un meccanismo molto più complicato di quello che sembra come la stessa corporation di Cupertino ammette nella sua policy aggiornata.

Face ID è una tecnologia avanzata, sicura e capace di imparare da sola, spiega l'azienda sulla nuova pagina informativa a tema, così che gli utenti potranno continuare a sbloccare lo smartphone anche se il passare del tempo finirà inesorabilmente per modificare i tratti somatici necessari alla procedura. iPhone X tratterà Face ID come una versione evoluta di Touch ID, quindi tutte le app che sfruttano il sensore di impronte dovrebbero continuare a funzionare senza particolari problemi.

La rappresentazione matematica dei dati biometrici usata da Face ID come "password" di accesso si aggiornerà nel corso del tempo, dicono da Cupertino; nel caso in cui lo smartphone non riconoscesse più l'utente ma il volto "fotografato" dal sensore risultasse somigliante a quello in archivio, inoltre, il sistema permetterà lo sblocco tramite passcode e aggiornerà il suo database.
Particolare cura viene poi posta da Apple anche nei casi in cui ci fosse bisogno di aiuto per lo sblocco biometrico, con una modalità chiamata "Face ID Diagnostics" che permetterà al supporto clienti di accompagnare l'utente attraverso la procedura di reset del database. E per i casi in cui Face ID non funzionasse? Apple sconsiglia l'uso della tecnologia a chi ha un gemello o ai ragazzi di età inferiore ai 13 anni.

Le nuove linee guida per l'uso di Face ID vanno a inserirsi nella più generale policy sulla privacy resa pubblica da Cupertino, un modo per sottolineare la diversità dell'azienda rispetto alla concorrenza (leggi Google e il suo advertising ossessivo-compulsivo in giro per il Web) e per cercare di "vendere" il rispetto della riservatezza agli utenti inesorabilmente perduti nel famigerato campo di distorsione della realtà alimentato dalla iPhone-mania.

Quel che è certo, al momento, è che Face ID rappresenta un problema non da poco soprattutto per le linee di montaggio incaricate di produrre fisicamente gli iPhone X: i partner asiatici di Apple stanno avendo non pochi problemi nell'assemblaggio di Romeo e Giulietta, i due componenti su cui si basa la tecnologia di riconoscimento facciale il cui complicato design ha già costretto Cupertino a ritardare il debutto dello smartphone di un paio di mesi (da settembre a novembre).

Alfonso Maruccia
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