Mirko Zago

Uber sospende UberPop in Norvegia

In attesa che il quadro normativo diventi più chiaro, Uber sospende il suo servizio ad Oslo. Ma in questo caso l'azienda è fiduciosa, il governo norvegese è sempre stato - almeno finora - aperto alle opportunità della sharing economy

Roma - Dopo Francia, Belgio e Regno Unito, ora anche la Norvegia costringe Uber ad una ritirata del suo contestato servizio POP. Proprio come in altri Paesi, anche il governo di Oslo, sta valutando modifiche legislative e questa situazione ha portato l'azienda statunitense a ripensare al suo modello di business, prendendosi un momento di pausa. Sotto la solita pressione dei tassisti che qui come altrove non hanno nessuna intenzione di far calpestare la loro licenza. "Abbiamo capito che dobbiamo cambiare come azienda se vogliamo servire milioni di passeggeri e autisti che si affidano a noi. Con il nostro nuovo CEO Dara Khosrowshahi comincia una nuova era per Uber" - ha affermato l'azienda, continuando: "Per questo abbiamo deciso di mettere in pausa UberPOP in Norvegia, in modo da rilanciarlo sotto nuove regole". La sospensione avverrà dal 30 ottobre e non riguarderà i servizi UberBLACK (auto di lusso con conducente) e UberXL (van con conducente) che invece continueranno a funzionare regolarmente.

uber

A differenza di quanto accaduto in altri Paesi i toni sembrano più morbidi. Uber ha accettato di rinunciare per un po' al business, fiduciosa che il nuovo quadro legislativo non sia per lei penalizzante. "La Norvegia merita leggi moderne che incoraggiano l'innovazione e la concorrenza senza sacrificare ciò che rende speciale il modello norvegese. Confidiamo che il governo adotti presto queste raccomandazioni, affinché possiamo rilanciare una nuova e migliorata versione del servizio amato da tanti". Ad Oslo prima della sospensione il servizio veniva regolarmente utilizzato da 280mila persone, dando lavoro a centinaia di autisti. La situazione sembra in questo caso rispecchiare quanto già accaduto in Finlandia lo scorso luglio, quando l'azienda decise di spegnere il servizio per un anno, in attesa di nuove leggi.

In un momento così delicato per Uber, tanto dal punto di vista mediatico che organizzativo (ricordiamo il cambio di vertice), la concorrenza non tarda ad approfittarne. In Francia, uno dei mercati chiave europei ad esempio, Chaffeur Privé, la seconda più nota app di noleggio auto con conducente (in crescita del 50 per cento sullo scorso anno) sta per ricevere 50 milioni di fondi per poter espandere il proprio business e ampliare il parco autisti. A ruota segue Heetch (anch'esso beneficiario di un cospicuo finanziamento), che si sta facendo strada contenendo le commissioni trattenute agli autisti per ogni viaggio (solo il 15 per cento, contro il 20 per cento di Chaffeur Privé e addirittura il 25 per cento di Uber, ulteriore fonte di malumori nei mesi scorsi). Yan Hascoet, fondatore di Chauffeur Privé non nega di aver approfittato della situazione: "la percezione di Uber sul mercato e i suoi errori ci hanno permesso di catturare una certa quota di mercato. Molti autisti scelgono di utilizzare sia le applicazioni Uber che Chauffeur Privé per avere una migliore possibilità di trovare corse".
La situazione un po' confusa e viziata sotto il profilo mediatico (il ritiro della licenza a Londra ad esempio è stato accompagnato da critiche circa la sicurezza del servizio, con presunti casi di molestie sessuali) sta creando ambiguità. Finché i legislatori di mezzo mondo non si esprimeranno considerando le esigenze e i cambiamenti del mercato dei trasporti Uber sembra destinato a fare da capro espiatorio. Per la gioia dei competitor.

Mirko Zago

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