Alfonso Maruccia

Bitcoin, la Russia dice no

L'autorità monetaria di Mosca si prepara alla messa al bando totale di Bitcoin e delle altre criptomonete, considerate tecnologie che prestano il fianco all'abuso e all'infrazione della legge. E destinate al collasso secondo gli esperti

Roma - Arriva dalla Banca Centrale della Russia una delle notizie peggiori per il business delle criptomonete nel Paese, un business che stando ai pezzi grossi dell'autorità monetaria verrà presto limitato in maniera sensibile con la messa al bando dei servizi di (s)cambio on-line.

Sergey Shvetsov, First Deputy Chairman della Banca Centrale russa, si è infatti espresso con parole di fuoco contro Bitcoin e tecnologie similari: le criptomonete rappresentano uno "sviluppo negativo" per il mercato russo, uno sviluppo che l'istituzione non può supportare e che dovrà essere impedito con misure restrittive.

In concreto, a partire dal prossimo anno la Banca Centrale potrebbe mettere al bando i servizi Web utili alla compravendita di Bitcoin e delle altre monete virtuali, un'iniziativa che affosserebbe la crescita di un mercato che, sempre nelle parole di Shvetsov, rappresenta uno strumento di investimento equivoco con caratteristica da autentica truffa piramidale ad alto rischio.
La Russia si prepara quindi a imporre forti limiti legali all'uso delle monete virtuali al pari di quanto sta già facendo la Cina, un sentimento anti-criptovaluta che sembra concordare con quello che pensano i grandi istituti finanziari americani (e JP Morgan in particolare) sulla questione.

Il futuro delle monete virtuali non promette benissimo, e mentre Bitcoin continua a sfondare nuovi record di valore (ora siamo intorno ai $5.000) un economista di Harvard (Kenneth Rogoff) avverte: sul lungo periodo, la crescente pressione dei governi porterà a un collasso del valore dei Bitcoin.

Alfonso Maruccia
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