Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Sensori spioni a profusione

di M. Calamari - Pedometri, cardiofrequenzimetri, microfoni, GPS... ma quanti ce ne sono negli oggetti che usiamo e indossiamo ogni giorno? Laddove non sia possibile farne a meno, però, è meglio limitare i danni

Cassandra Crossing/ Sensori spioni a profusioneRoma - Già anni or sono, per la precisione nel 2006, Cassandra metteva in allarme i suoi 24 innocenti lettori dalla possibilità di essere abusati e di subire "prelievi" malandrini di dati personali.
Si trattava della questione dei "canali di ritorno" per via telefonica, che i sintonizzatori per le pay TV e in generale le set-top box iniziavano ad avere ben 11 anni fa.

Parecchi anni dopo, per l'esattezza nel 2012, Cassandra stressava nuovamente i 24 imperturbabili lettori, mettendo in evidenza come la loro smart-TV in salotto li stesse spiando.

Malgrado gli allarmi dati con largo anticipo (non siam profeti mica per niente!) non è che i 24 inossidabili lettori si fossero agitati più di tanto.
Bene, per quanto riguarda i sensori e i dati, spesso biometrici, che essi captano e forniscono, di allarmi ce ne sono stati a bizzeffe, tanto che non serve inserire ulteriori link ad articoli, sia cassandreschi che non.
Vale però la pena dedicare una serissima nota, anche se breve, alla crescente quantità di sensori che ci sta circondando, nascosti nei nuovi oggetti di uso comune e meno comune che acquistiamo.

Non è infatti concepibile che a fronte di un aggravamento dei problemi di privacy creato dagli oggetti che catturano dati da noi generati, entrando nelle nostre case o attaccandosi ai nostri corpi, corrisponda un calo, anzi un annullamento dell'attenzione al problema.

Ogni sensore intorno a noi o su di noi estrae uno specifico tipo di dati e lo invia ad una destinazione.
È banale capire che il danno che ne deriva è grossomodo proporzionale al numero di sensori che ci intercettano.

"Numero di sensori"? Sì, sensori ce ne sono ormai a bizzeffe.
Mentre un telefono non smart ne contiene solo due, un sensore di rilevamento di posizione (i dati di cella GSM) ed un microfono, uno smartphone moderno ne contiene probabilmente da 9 a 12 tra cui: microfono, telecamera anteriore, telecamera posteriore, posizione GSM, posizione GPS, accelerometro bussola, sensore di illuminazione, sensore di prossimità, giroscopio, sensore per lettura contactless, lettore di impronte digitale.

E se pensate che telecamere e microfono non siano sensori perché funzionano solo quando volete voi... non sapete quanto Galileo, FinFisher e loro simili siano di uso comune... ma questa è un'altra storia.

Torniamo al nostro conteggio di sensori; una "scatola nera" associata alla polizza di assicurazione auto ne contiene 6: microfono, posizione GPS, posizione GSM, accelerometro, sensore di velocità, parametri auto (posizione Gas, Freno, Frizione, Cambio); un braccialetto fitness 3 o 4: pedometro (contapassi), cardiofrequenzimetro a LED, barometro, posizione GPS (alcuni modelli); un laptop almeno 2: microfono e telecamera. In generale, 3 su 4 oggetti possiedono un microfono.

La cosa vi lascia davvero tranquilli perché tanto non avete nulla da nascondere?
I canali di ritorno, di cui parlava il precedente articolo del 2006, non sono più l'eccezione ma la regola; sono tipicamente la rete WiFi e/o la rete GSM 3G/4G, ormai così comuni da aver praticamente soppiantato le vecchie linee telefoniche non solo come canale di ritorno, ma anche nell'uso comune.

L'importanza, o meglio la pericolosità dei dati raccolti da un sensore varia molto a seconda del tipo e della quantità di dati rilevati.
In generale i dati biometrici sono i più critici; il solo cardiofrequenzimetro rileva non solo il tipo di attività che state svolgendo (sì, pure "quello") ma anche altre informazioni importanti sul vostro stato di salute.

Ai sensori propriamente detti si aggiungono le app e i programmi che "telefonano a casa" (cioè praticamente tutti); sono "sensori" che, pur non intercettando direttamente dati, ne moltiplicano la diffusione.

Esempi comunissimi di dati vendemmiati a profusione dalle app sono i dati di geolocalizzazione e l'accesso alla rubrica.

Visto che viviamo in una società in cui la privacy è diventata un esercizio per pochi paranoici, perché non applicare almeno semplici strategie di limitazione del danno.
La geolocalizzazione ad esempio: basta attivarla solo quando serve e disattivarla subito dopo. Le autorizzazioni delle app: dopo aver installato una nuova app e prima di lanciarla, visitate la pagina dei settaggi che vi consente di disattivarle. E già che ci siete, controllate le autorizzazioni delle applicazioni già installate, togliendo tutte quelle che non sembrano indispensabili; tanto se l'app smettesse di funzionare potete sempre decidere di rimetterle (ma molto meglio cancellare l'app malandrina).
E poi, quante app potete cancellare perché tanto non le usate mai?

La limitazione del danno è la nuova frontiera dei paranoici.

Marco Calamari - @calamarim

Le profezie di Cassandra: @XingCassandra
Videorubrica "Quattro chiacchiere con Cassandra"
Lo Slog (Static Blog) di Cassandra
Per parlare a Cassandra
L'archivio di Cassandra: scuola, formazione e pensiero
Notizie collegate
29 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Sensori spioni a profusione
Ordina
  • > viviamo in una società in cui la privacy è diventata un esercizio per pochi paranoici

    Questo è il punto chiave: non c'è consapevolezza e non importa a quasi nessuno. C'è perfino chi difende orgogliosamente il brand che lo incula senza pietà. Di conseguenza ne abusano impunemente cani e porci ed è sempre più complicato difendersi.

    Cercano di spingertelo ancora più dentro con IoT e software sempre più invasivo e dalla sicurezza di un colapasta? Backup su cloud ad insaputa della famosa sciura Maria? Fappening? Casini di Facebook? Yahoo che vi dice dopo 3 anni che ops il tuo account è stato liberamente accessibile a Dimitri e Joe per tutto il tempo? Intanto si riduce la privacy per la "sicurezza" e a NSA e compagnia sfuggono di mano exploit d'ogni sorta? Niente.
    Clicca per vedere le dimensioni originali

    Anche chi sta un po' attento, è circondato dalle portinaie dei socialcosi che ci pensano loro a postare i tuoi dati, foto e tutto quanto.

    Si cerca di sensibilizzare su questi problemi? Tutto quel che ottieni è il politico di turno che partorisce leggi demenziali come quella sui cookie, che invece di colpire i pubblicitari avidi di dati, punta il dito verso chi gestisce siti. Così per la solita sciura Maria i cookie ora sono "quella rottura di ovaie ogni volta che guardo un nuovo sito", i pubblicitari ora sono più legittimati di prima e al massimo avrà grattacapi quello del sito. E vissero tutti felici e inculati.
    non+autenticato
  • Analisi ineccepibile.
    Ma vale anche per dumdum: parli a una ristrettissima platea, composta oltretutto da una banda di ragazzini (non nell'età ma nella mente) persa nei giochi dell'infanzia, e da un gruppo di persone che sono già imparate.
    Il risultato sembra più uno sfogo, che qualcosa di realmnete utile.
    Le masse immense la fuori continuano e continueranno ad essere manipolate, e guideranno purtroppo anche le scelte (quindi obbligate) dei pochi di cui sopra.
    Un giorno lontano, chissà, forse un disastro, forse qualcos'altro, renderà più consapevoli coloro che non lo sono.
    non+autenticato
  • Faccio giè quello che suggerisce l'articolo a proposito delle autorizzazioni alle app.
    Tuttavia vorrei far notare due cose.
    La prima è che malgrado io non dia autorizzazioni superflue o le revochi subito le app "indispensabili", molti dei miei dati sono comunque "prelevati" dagli smartphone di amici, parenti, conoscenti, clienti, fornitori il cui proprietario non è cosciente dei problemi di privacy oppure possiede una versione del SO che non permette di agire sui permessi.
    La seconda è che anche se la gente viene ogni tanto informata di queste manovre anti-privacy, spesso non capisce, oppure fa finta di non vedere, per potersi sentire non esclusa dal resto della società (che paradossalmente è sempre "la gente"...), e per poter usufruire di "comodità" che altrimenti non giustificherebbero il prezzo enorme che pagano per uno smartphone.
    E' una spinta potentissima questa, e più la gente si sente isolata per via della tecnologia, più questa spinta, perversamente, aumenta.
    Basta guardare Apple, campionessa di profilazione a 360 gradi, che ha creato per prima un impero proprio basandosi su questa spinta sociale; ora ovviamente la seguono tutti.
    non+autenticato
  • Proprio l'altro giorno, una cara collega era felice perche' aveva visto il video di come usare lo smartphone come carta di credito, come caricarvi tutte le sue tessere (perche' le donne ne hanno cosi' tante?), i buoni pasto, ecc...
    Le ho aggiunto "pensa che dalla prossima settimana ci puoi aggiungere il badge e la chiavetta del caffe' e prossimamente la chiave per l'automobile" "Ma daiii, che bello!!!"
    e poi, perfido, "pensa se te lo fregano..."

    Cosi' come quegli entusiasti che si sono fatti innestare il cippino sottopelle.
    Che dire, e' progresso anche questo?
    non+autenticato
  • - Scritto da: aieie brazof
    > Proprio l'altro giorno, una cara collega era
    > felice perche' aveva visto il video di come usare
    > lo smartphone come carta di credito, come
    > caricarvi tutte le sue tessere (perche' le donne
    > ne hanno cosi' tante?), i buoni pasto, ecc...
    > Le ho aggiunto "pensa che dalla prossima
    > settimana ci puoi aggiungere il badge e la
    > chiavetta del caffe' e prossimamente la chiave
    > per l'automobile" "Ma daiii, che bello!!!"
    > e poi, perfido, "pensa se te lo fregano..."
    >

    Se me lo fregano, in realtà non hanno accesso a nessuna di tutte quelle cose perché non lo possono sbloccare.
    Se invece mi ciulano il portafogli, allora sì che è grama perché hanno una carta di credito fisica in mano (sì, non uso lo smartphone per quello, così ho ancora la classica carta).
    Non TUTTO è necessariamente un maleSorride

    > Cosi' come quegli entusiasti che si sono fatti
    > innestare il cippino sottopelle.
    > Che dire, e' progresso anche questo?
    Izio01
    4614
  • Ma non è un male in sé!
    Anzi, sono cose ottime!
    E' l'uso che viene fatto dei dati di chi usa la tecnologia, ad essere sotto accusa, non la tecnologia stessa...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Izio01
    > Se invece mi ciulano il portafogli, allora sì che
    > è grama perché hanno una carta di credito fisica
    > in mano

    Della carta fisica da sola, senza codice, non se ne fanno proprio un bel niente. E' soltanto un bel pezzetto di plastica colorato.

    Se invece ti estorcono il pin, o più banalmente lo conoscevano già, perché magari ti hanno osservato mentre lo digitavi... Allora la faccenda comincia ad essere più grave.

    Ma comunque non gravissima, visto che puoi sempre far bloccare la carta in questione semplicemente richiedendone il blocco alla banca.
    O eventualmente denunciandone il furto/smarrimento per tempo, in modo da avere in mano la documentazione necessaria a farti ri-accreditare tutte le transazioni non volute anche a posteriori.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: Izio01
    > > Se invece mi ciulano il portafogli, allora sì
    > che
    > > è grama perché hanno una carta di credito fisica
    > > in mano
    >
    > Della carta fisica da sola, senza codice, non se
    > ne fanno proprio un bel niente. E' soltanto un
    > bel pezzetto di plastica colorato.
    >

    Scherzi? Se hai numero di carta e codice di sicurezza, puoi fare ordini online, tanto per fare un esempio.
    Mica tutte le carte hanno il PIN, e anche per quelle che ce l'hanno non viene richiesto da tutti i POS. Alcuni accettano la banda magnetica.

    > Se invece ti estorcono il pin, o più banalmente
    > lo conoscevano già, perché magari ti hanno
    > osservato mentre lo digitavi... Allora la
    > faccenda comincia ad essere più
    > grave.
    >
    > Ma comunque non gravissima, visto che puoi sempre
    > far bloccare la carta in questione semplicemente
    > richiedendone il blocco alla banca.
    > O eventualmente denunciandone il
    > furto/smarrimento per tempo, in modo da avere in
    > mano la documentazione necessaria a farti
    > ri-accreditare tutte le transazioni non volute
    > anche a posteriori.

    E questo vale anche con lo smartphone.
    Izio01
    4614
  • - Scritto da: Izio01
    > Scherzi? Se hai numero di carta e codice di
    > sicurezza, puoi fare ordini online, tanto per
    > fare un esempio.

    Basta attivare il servizio per la segnalazione in tempo reale di ogni transazione svolta con quella carta. Così te ne accorgi subito, e fai annullare tutto nei tempi previsti.

    > Mica tutte le carte hanno il PIN,

    Qui l'errore sta nell'utilizzare carte sprovviste di pin.

    > e anche per quelle che ce l'hanno
    > non viene richiesto da tutti i POS.
    > Alcuni accettano la banda magnetica.

    Eventualità abbastanza rara, almeno in base alla mia esperienza.
    Ma anche in questo caso, è sufficiente la segnalazione in tempo reale di ogni attività associata alla carta per tutelarsi.
    Anche impostare dei limiti massimi giornalieri/mensili per le transazioni effettuate con quella carta, può essere utile. Così sai sempre in anticipo quanto rischi.

    Insomma del ladruncolo da quattro soldi che ti ciula il portafogli, c'è poco da preoccuparsi. I danni che può fare sono limitati.
    non+autenticato
  • Proprio l'altro giorno, una cara collega era felice perche' aveva visto il video di come usare lo smartphone come carta di credito, come caricarvi tutte le sue tessere (perche' le donne ne hanno cosi' tante?), i buoni pasto, ecc...
    Le ho aggiunto "pensa che dalla prossima settimana ci puoi aggiungere il badge e la chiavetta del caffe' e prossimamente la chiave per l'automobile" "Ma daiii, che bello!!!"
    e poi, perfido, "pensa se te lo fregano..."

    Cosi' come quegli entusiasti che si sono fatti innestare il cippino sottopelle.
    Che dire, e' progresso anche questo?
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 9 discussioni)