Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Macron, ulivisti, metanisti e nuclearisti

di M. Calamari - Perché stiamo perdendo la battaglia sul clima? Perché manca il coraggio di discutere di soluzioni vere invece che di "pannicelli caldi"

Roma - Il presidente d'oltralpe ha fatto due dichiarazioni che, in mezzo a chiacchiere fumose ed affermazioni politically correct, brillano per chiarezza e sintesi. Sono virtù sempre più rare; tanto di cappello quindi a Macron, e speriamo che questa sana abitudine prenda piede un minimo anche in Italia.

"Stiamo perdendo la battaglia contro il Cambiamento Climatico. E la stiamo perdendo non perché la rotta di riconversione sia sbagliata, anzi i segnali di crescita dell'efficienza energetica, delle fonti rinnovabili sono netti".

"Il problema è che non andiamo abbastanza veloci e questo è il dramma: dobbiamo muoverci tutti, perché saremo tutti chiamati a rendere conto delle nostre azioni".
Cassandra, che seguiva le questioni della crescita globale 45 anni fa, fin dai tempi del Club di Roma e del fondamentale rapporto I limiti dello Sviluppo, è purtroppo convinta dell'assoluta correttezza della prima affermazione; per quanto riguarda il contributo antropico al riscaldamento globale stiamo perdendo la guerra.
La seconda affermazione è, altrettanto purtroppo, errata nella sostanza.

Il problema di fondo, secondo l'opinione informata di Cassandra, non è la mancanza di incisività nel ridurre le emissioni di CO2, ma l'aver abbracciato una strategia di limitazione della produzione di CO2 basata su questioni secondarie, in un mondo dove Cina ed India bruceranno comunque quantità sempre crescenti di carbone per i prossimi decenni.

Due strade maestre, che non sono politically correct e sono sgradite agli ecologisti ed alle religioni organizzate, non vengono invece nemmeno prese in considerazione, mentre ridurrebbero drasticamente e con certezza le emissioni di CO2, aiutando (forse) in maniera significativa a contrastare il cambiamento climatico.
La prima; disinnescare, anche per questo motivo, la bomba demografica mondiale, che oggi è concentrata prevalentemente nel continente africano, incentivando al massimo le politiche di controllo delle nascite.

La seconda; potenziare le energie rinnovabili come solare termodinamico ed eolico, utili per coprire i picchi di carico elettrico, affiancandovi massicce dosi di energia nucleare da fissione, che copra il carico elettrico di base e permetta di dismettere le centrali a carbone e turbogas.

Si tratta di due misure così impopolari da essere state fino ad ora improponibili; oggi però il pianeta ci sta presentando il conto da pagare; sarà possibile iniziare a percorrere queste due strade nel giro di pochi anni, prima che siano le catastrofi a fornire (forse troppo tardi) le motivazioni necessarie?

La cronaca di questi giorni ci dà un piccolo esempio, tutto italiano, di come le scelte popolari possano avere impatti devastanti. Salvare qualche centinaio di ulivi secolari nel sud Italia è certamente desiderabile.

Se però il prezzo è impedire la realizzazione dei un secondo gasdotto per l'approvvigionamento del gas, il conto ce lo presenta un semplice incidente industriale che blocca in un colpo solo il 50% degli approvvigionamenti italiani di gas.

Industrie ferme, elettricità razionata ed abitanti al freddo in tutto il paese. Se non succederà nei prossimi tre mesi è solo perché, per fortuna, l'incidente in Austria pare sia stato meno grave di quello che avrebbe potuto essere.

Il mondo moderno è complesso, il funzionamento del pianeta Terra è non solo complesso ma anche tutt'ora poco compreso, e le soluzioni semplici e gradite di solito non funzionano.
E politici ed influencer che sragionano, guidando persone che vogliono sentirsi dire quello che loro piace verso la scogliera come il Pifferaio di Hamelin, sono certamente i migliori alleati delle catastrofi, climatiche e non, prossime venture.

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28 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Macron, ulivisti, metanisti e nuclearisti
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  • Caro Cassandra,
    Da tanto tempo non avevo letto un’analisi concisa e pragmatica come questa e mi trova molto d’accordo; penso abbia proprio azzeccato il fulcro dell’argomento.

    L’intermittenza intrinseca delle cosiddette fonti “rinnovabili” le condanna, almeno a mezzo termine (finché non si trovano soluzioni realistiche ed economiche di storage dei watt intermittenti eolici, solari, etc.), a rimanere fonti di energia di appoggio, secondarie e di complemento rispetto ad una base che deve assicurare un’erogazione stabile, robusta e sempre disponibile. Altrimenti, ci troveremo presto davanti a scenari molto spiacevoli del tipo: corrente che salta alle 6 del pomeriggio quando tutti andiamo a casa, triplicamento (o chissà di peggio) della bolletta, fascie orarie più richieste a raddoppio del prezzo o con istituzione di privilegi o priorità (penso non a caso alla notte, quando attaccheremo tutti la macchina elettrica a ricaricare...).

    Parliamoci chiaro, queste fonti primarie ad oggi sono prevalentemente il nucleare tradizionale a fissione e il termico a fiamma (carbone, gas...). Vogliamo fare a meno del termico a fiamma a distanza di 30 anni? Bene. In così poco tempo non ci rimane che puntare sul nucleare di ultima generazione. Le notizie, contrariamente alla caccia alle streghe che soffre questa industria, sono buone. Altissima concentrazione energetica, rendimenti altissimi con le ultime tecnologie e sempre meno rifiuti a vita lunga. Peraltro, diversi laboratori lavorano sull’indebolimento di questi stessi rifiuti per renderli a vita più breve o a radiazioni meno potenti. L’altra tecnologia molto promettente è quella a torio e sali fusi, che non presenta più i rischi di esplosione/contaminazione, in quanto non c’è più pressurizzazione del reattore! Chissà come mai, queste ricerche non vengono mediatizzate... avete detto lobby delle industrie Sorride?

    Aggiungerei, per completare l’analisi pragmatica, che se non procediamo al contenimento demografico da lei menzionato in modo molto opportuno, l’unica speranza è di riuscire a sviluppare la fusione termonucleare all’orizzonte 2060... ci spero tanto ma temo che i costi del greenwashing la uccideranno nell’uovo...
  • se si vuole evitare il collasso economico dovuto all'esaurimento delle risorse (in parte dovuto anche ai cambiamenti climatici) non vedo come si può pensare al nucleare, che è il modo più costoso di produrre energia se si tiene conto anche dei costi di dismissione e stoccaggio delle scorie, inoltre anche l'uranio è una risorsa limitata e non rinnovabile per cui sarebbe comunque non pannicello, solo un po più lungo

    altra cosa molto difficile è imporre il controllo delle nascite, nel mondo occidentale è avvenuto per un cambiamento coulturale non certo col fine del controllo del clima, negli altri posti dove la cultura non è cambiata (e impiegherebbe troppo tempo a cambiare) bisognerebbe imporlo d'autorità come in Cina
    alla fine la simpatica Cassandra, per realizzare il suo pensiero, (nucleare e controllo delle nascite) avrebbe bisogno che in ogni stato, occidentale e non, si instaurasse un regime di stampo cinese

    beh dopo queste uscite posso dire che Cassandra non mi sta più così simpatica ?
    non+autenticato
  • 1) Paradossalmente, "i miserabili" muoiono di fame ma stanno sempre a prolificare.

    Signor Calamari, noi non ci conosciamo di persona ma posso assicurarle che non mi pongo tra i produttori del pauperismo e dell'auto-assoluzione.



    2) https://youtu.be/OMz1eD5ZwVk

    La conversione energetica é guidata dalla materia oscura.

    {Rigassificatori?}



    Per aspera, ad astra.
    non+autenticato
  • Chiamiamola con il suo nome, anidride carbonica.
    Non è un veleno, è una componente dell'atmosfera necessaria alla vita.
    Ed è tutto da dimostrare che l'aumento di temperatura globale sia dovuto all'aumento per cause umane dell'anidride in questione.
    Se così fosse qualcuno mi spiega perchè, nonostante il continuo aumento di co2 nell'aria, non si sono ancora verificati tutti i drammatici scenari profetizzati fin dagli anni 90 del secolo scorso? Perchè il polo nord non si è sciolto? E quello sud? Perchè non c'è il deserto in pianura padana? I mari sono sempre allo stesso livello. E allora?
    Il sospetto di presa in giro è molto forte, visto anche lo spennamento del cittadino e dell'imprenditore con la scusa del riscaldamento globale.
    I problemi sono altri, non la ciodue.
    E sono problemi, quelli energetici, non facilmente risolvibili.
    Perchè le fonti che abbiamo o inquinano di brutto (idrocarburi) o non stanno in piedi economicamente (le varie rinnovabili che senza sussidi te le saluto) oppure quelle che è meglio di no, specie da noi (tremo al pensiero di avere centrali nucleari in un paese leggermente sismico nonchè mafioso come il nostro).
    Purtroppo le cose sono un po' più complicate, non bastano due pannelli e due preservativi per salvare il mondo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Federico
    > Se così fosse qualcuno mi spiega perchè,
    > nonostante il continuo aumento di co2 nell'aria,
    > non si sono ancora verificati tutti i drammatici
    > scenari profetizzati fin dagli anni 90 del secolo
    > scorso?

    Nessuno degli "scenari profetizzati" diceva che il pianeta sarebbe stato invivibile nel giro di 15-20 anni.
    non+autenticato
  • > Nessuno degli "scenari profetizzati" diceva che
    > il pianeta sarebbe stato invivibile nel giro di
    > 15-20
    > anni.

    Ho forse detto questo?
    Si diceva (e si dice tuttora) che i mari si sarebbero innalzati allagando zone costiere e non è successo.
    Si diceva (e si dice tuttora) che i poli si sarebbero sciolti e invece sono ancora lì.
    Idem per la Groenlandia.
    Si diceva (e si dice tuttora) che i deserti sarebbero avanzati e invece sono ancora dove erano prima.
    Insomma il riscaldamento si è chiaramente fermato negli ultimi 10/15 anni nonostante i livelli di co2 siano in continua ascesa. Quindi nella correlazione co2-aumento di temperatura c'è qualcosa che non va.
    non+autenticato
  • Ah Ciccio, guarda che il polo nord in estate praticamente non esiste più... non so,se ti documenti sulla carta igienica, ma i fatti sono sul sito nasa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Federico
    > Chiamiamola con il suo nome, anidride carbonica.

    Il suo nome e' diossido di carbonio.
    Quello che hai indicato tu e' un retaggio storico utilizzato in modo colloquiale da gente che la chimica non la conosce (e non gliene frega niente di conoscerla a quanto pare).

    Con questa premessa, il resto che hai scritto saranno fregnacce che ben mi guardo dal riportare.
  • > Il suo nome e' diossido di carbonio.
    > Quello che hai indicato tu e' un retaggio storico
    > utilizzato in modo colloquiale da gente che la
    > chimica non la conosce (e non gliene frega niente
    > di conoscerla a quanto
    > pare).
    >
    > Con questa premessa, il resto che hai scritto
    > saranno fregnacce che ben mi guardo dal
    > riportare.

    Sono sinonimi, coglione (cit. da molti altri commentatori dei tuoi post).
    E con questa premessa, il resto che hai scritto saranno fregnacce che ben mi guardo dal riportare.
    non+autenticato
  • in effetti si potrebbe unire l'utile al dilettevole... un pool di piccole centrali nucleari in africa, che ad un certo momento hanno una 'misteriosa' perdita controllata... sterilizzando o peggio qualche vagonata di personeCon la lingua fuoriCon la lingua fuoriCon la lingua fuoriCon la lingua fuoriCon la lingua fuoriCon la lingua fuoriCon la lingua fuoriCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • ci hanno già provato con ebola
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123
    > ci hanno già provato con ebola
    ma ebola era dannoso... le centrali nucleari (come da articolo) no.
    non+autenticato
  • glielo vogliamo dare un po' di plutonio a alqaueda/isis/talebani/fanatici-musulmani-di-moda-oggi? sono sicuro che sapranno come e dove usarlo
    non+autenticato
  • - Scritto da: pirlenstein
    > glielo vogliamo dare un po' di plutonio a
    > alqaueda(USA)/isis(Pakistan)/talebani(USA)/fanatici-musulmani-di-moda-(USA, UK, Francia)

    Di plutonio gia ce ne hanno tanto. Se serve lo usano.
    non+autenticato
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