Alfonso Maruccia

Facebook e Universal, pace in musica

Il social network e la major discografica hanno stretto un accordo "senza precedenti", dalle implicazioni ancora tutte da definire ma di certo foriero di condivisioni musicali a opera degli utenti senza l'ombra di una denuncia

Roma - Facebook e Universal Music Group (UMG) hanno stretto un accordo storico, dalla durata e dal valore economico imprecisati, che di fatto sancisce ufficialmente la concessione in licenza delle proprietà audio e video della major discografica al social network in blu. Come Facebook deciderà di traslare tale concessione sugli utenti è un fatto ancora tutto da definire.

L'accordo rappresenta il debutto di Universal sul network della corporation americana, ha un valore stimato di svariate centinaia di milioni di dollari e comprende, oltre al social network propriamente detto, anche le altre proprietà tecnologiche di Facebook inclusi Instagram, Messenger e la VR di Oculus.

Dal punto di vista di Facebook, la nuova partnership è stata accolta come un'occasione preziosa di estendere al social networking commerciale il "magnetismo" che intercorre tra la musica commerciale e la crescita di una community in rete.
Anche se la prima, prevedibile conseguenza dell'accordo è la garanzia che i contenuti audiovisivi condivisi dagli utenti di Facebook non vengano cancellati a causa della violazione di copyright, sul lungo periodo le due corporation intendono andare oltre con il lancio di "prodotti musicali" propriamente detti.

Di certo ultimamente UMG si sta muovendo parecchio, sul fronte delle alleanze di rete, visto che è di pochi giorni fa la nascita dell'ennesima partnership questa volta con YouTube: Universal ci guadagna un nuovo mezzo per spingere gli utenti verso i suoi servizi a pagamento, e Google si rafforza sul fronte legale in vista del vociferato lancio di un servizio di streaming musicale in concorrenza a Spotify e Apple Music.

Alfonso Maruccia
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8 Commenti alla Notizia Facebook e Universal, pace in musica
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  • condivide un video musicale e gli fa pubblicità gratuita ?
    Se queto deve essere un problema allora uno se lo scarica e finisce lì. Se non vogliono che venga scvaricato non lo pubblicano e amen.
    non+autenticato
  • Gli utenti non hanno mai avuto bisogno di chiedere il permesso ne' a fessbuk ne' a universal per ascoltare musica, quindi non si capisce proprio il perche' questo "accordo" dovrebbe cambiare lo stato delle cose.

    Fino ad oggi tutte le cosiddette "denunce" sono state solo strilli a mezzo stampa, per incutere timore mafioso, visto che l'unico paio di volte in cui le major hanno osato trascinare una persona in tribunale, in un caso hanno dovuto pagare le spese processuali e nell'altro l'accusato ha dimostrato di essere nullatenente tanto da mostrare agli avvocati dell'accusa che neppure possedeva un ombrello nell'incavo del gomito.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Gli utenti non hanno mai avuto bisogno di
    > chiedere il permesso ne' a fessbuk ne' a
    > universal per ascoltare musica, quindi non si
    > capisce proprio il perche' questo "accordo"
    > dovrebbe cambiare lo stato delle
    > cose.
    >

    Si parla di utenti onesti, non di profittatori e scrocconi vari che pensano che tutto il lavoro sia fare ctrl-c ctrl-v.
    non+autenticato
  • - Scritto da: scandiccio
    > - Scritto da: panda rossa
    > > Gli utenti non hanno mai avuto bisogno di
    > > chiedere il permesso ne' a fessbuk ne' a
    > > universal per ascoltare musica, quindi non si
    > > capisce proprio il perche' questo "accordo"
    > > dovrebbe cambiare lo stato delle
    > > cose.
    > >
    >
    > Si parla di utenti onesti, non di profittatori e
    > scrocconi vari che pensano che tutto il lavoro
    > sia fare ctrl-c
    > ctrl-v.

    Veramente gli scrocconi sono quelli che pretendono di monetizzare una registrazione invece di una prestazione live dell'artista.

    L'artista si e' esibito UNA VOLTA, e questi pretendono di incassare fino a 70 anni dopo la morte dell'artista medesimo.

    Chi e' lo scroccone?
  • >
    > Chi e' lo scroccone?

    è quello che _non_ va a sentire l'artista dal vivo ma si mette a pescare i suoi brani dal torrente, per poi magari dire che è tutta musicaccia che non vale niente

    però se la scarica

    però se l'ascolta

    però se la SCROCCA
    non+autenticato
  • - Scritto da: scandiccio
    > >
    > > Chi e' lo scroccone?
    >
    > è quello che _non_ va a sentire l'artista dal
    > vivo ma si mette a pescare i suoi brani dal
    > torrente, per poi magari dire che è tutta
    > musicaccia che non vale
    > niente

    L'artista ha riempito il teatro lo stesso?
    SI. Allora non si lamenta.
    NO. Allora non vale niente, smette di esibirsi e anche nel torrente non ci saranno piu' brani da scaricare.

    > però se la scarica
    >
    > però se l'ascolta
    >
    > però se la SCROCCA

    Curiosamente nessun artista si e' mai lamentato se la gente ascolta la sua musica, mentre coloro che si lamentano sono solo gli intermediari parassiti come te.
  • > Veramente gli scrocconi sono quelli che
    > pretendono di monetizzare una registrazione
    > invece di una prestazione live
    > dell'artista.
    >
    > L'artista si e' esibito UNA VOLTA, e questi
    > pretendono di incassare fino a 70 anni dopo la
    > morte dell'artista
    > medesimo.
    >
    > Chi e' lo scroccone?

    Lo scroccone è quello che pretende di non pagare per qualcosa che ha un costo.

    Il punto è che per produrre un'opera creativa, ci vogliono parecchie cose e parecchio tempo, a partire dalle capacità degli artisti ovviamente, a prove, sale, incisioni, sovraincisioni, strumentisti ecc ecc.
    Un brano da 3:30 minuti non costa 3:30 minuti di lavoro moltiplicato per il numero dei componenti della band in pratica, e questo una persona onesta intelletualmente lo capisce.
    L'evento live è la scusa che si inventano i nuovi autoriduttori (i 2.0), ma in realtà anche il live è una copia "manuale" di spartiti e testi. "Ma il live è emozionante", certo, perché ti mettono casse a 10.000 watt, spettacoli di ogni tipo, scenografia, ospiti e cameo ecc ecc, e qualcuno dice "ma perché pagare 40 euro un concerto quando con 15 euro posso avere un CD e ascoltarlo quante volte voglio?"

    Insomma, la quadratura del cerchio non c'è, e se c'è non è certo semplice come la dipingi tu.
    La verità è che ormai si sposta tutto in un'altra direzione e tutto sta diventando un servizio con costi da pagare a intervalli periodici.
    non+autenticato
  • - Scritto da: scandiccio
    > - Scritto da: panda rossa
    > > Gli utenti non hanno mai avuto bisogno di
    > > chiedere il permesso ne' a fessbuk ne' a
    > > universal per ascoltare musica, quindi non si
    > > capisce proprio il perche' questo "accordo"
    > > dovrebbe cambiare lo stato delle
    > > cose.
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    >
    > Si parla di utenti onesti, non di profittatori e
    > scrocconi vari che pensano che tutto il lavoro
    > sia fare ctrl-c
    > ctrl-v.

    Veramente quel tipo di operazioni è proprio quel che fa la filiera di creazione, produzione e commercializzazuoe delle cosidette opere protette.

    Il copia/incolla lo possono fare i protettori e sono pure pagati per questo; i clienti non possono fare neppure il copia senza incolla.