Elia Tufarolo

Iran, stop a Telegram nonostante la sospensione del canale antigovernativo

Nonostante la sospensione del canale @amadnews per incitamento alla violenza, Telegram si rifiuta di collaborare con la repubblica islamica, rifiutandosi di censurare i dissidenti. Il servizio è stato quindi bloccato in Iran

Roma - Lo scorso 30 dicembre, il ministro dell'Information and Communication Technology dell'Iran Mohammad-Javad Azari Jahromi si è rivolto tramite Twitter direttamente al CEO di Telegram, Pavel Durov, per richiedere il blocco di un canale del popolare servizio di messaggistica, @amadnews.




Il suddetto canale avrebbe invitato i propri utenti a manifestare violentemente contro la repubblica islamica, imbracciando le armi e lanciando bombe molotov contro le forze di polizia: Durov ha replicato rapidamente al tweet, affermando che sarebbero stati presi immediatamente dei provvedimenti, nel caso in cui fosse stata ravvisata la violazione del regolamento di Telegram, per quanto riguarda le norme relative all'incitamento alla violenza.

Durante lo stesso giorno, Durov ha annunciato l'avvenuta sospensione del canale, riproponendo un articolo del blog di Telegram risalente allo scorso ottobre, in cui veniva riportato un caso analogo. Mentre alcuni utenti hanno accolto con favore la decisione, la maggior parte dei tweet di replica sono da parte di utenti contrari ad essa, che accusano Durov e Azari Jahromi di occultare la repressione violenta delle manifestazioni pacifiche operata dalla polizia iraniana.










Nei giorni successivi, Telegram si è dimostrata molto meno accondiscendente con il governo iraniano per quanto riguarda la sospensione di altri canali dissidenti, i quali tuttavia promuovono forme di manifestazioni pacifiche. Uno di questi canali, @sedaiemardom, viene gestito dagli stessi amministratori del precedente @amadnews, tuttavia non contiene più incitamenti alla violenza; a questo canale, attualmente, sono iscritti oltre un milione e trecentomila utenti.

In seguito a questa presa di posizione, le autorità iraniane hanno bloccato l'utilizzo di Telegram su tutto il territorio nazionale: Durov ha dichiarato in un post di non sapere se il blocco sarà temporaneo o permanente, e di essere stato indagato dal governo iraniano già lo scorso settembre, per "diffusione di notizie non censurate" e "propaganda estremista". Un ulteriore tweet polemico del CEO dichiara che, in tutto ciò, in Iran è ancora possibile utilizzare WhatsApp.

Elia Tufarolo
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