AIE e Confindustria contro Di Maio: si tuteli l'innovazione

Confindustria Cultura Italia e Associazione Italiane Editori appoggiano la riforma europea del copyright e si dicono pertanto sconcertate per le dichiarazioni di Luigi Di Maio durante l'Internet Day 2018.

A poche ore di distanza dalle dichiarazioni di Di Maio contro la riforma europea del copyright, ecco arrivare congiuntamente gli attacchi dell'Associazione Italiana Editori e di Confindustria Cultura Italia: un attacco frontale tanto nei confronti del ministro, quanto nei confronti della presa di posizione promessa per il Governo italiano nei confronti dell'ipotetica direttiva europea.

Sia chiaro: non si tratta di prese di posizioni che stupiscono, anzi. I fronti si contrappongono da tempo su questo tema ed i rapporti tra le parti non sono mai cambiati negli ultimi anni. A cambiare sono semmai (in parte) i protagonisti e (radicalmente, in senso evolutivo) il contesto. È dunque questo il contesto nel quale vengono a maturare le dichiarazioni anzitutto di Ricardo Franco Levi, Presidente AIE, il quale, coerentemente con una scuola di pensiero portata avanti fin dai tempi della discusso ROC (Registro degli Operatori della Comunicazione), spiega:

Siamo stupiti dalle dichiarazioni del Ministro e Vice Presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, sulla Direttiva europea sul diritto d'autore. Non possiamo credere che un governo del cambiamento possa essere contrario all'innovazione anche in questa materia. Ci sembra contraddittorio conservare uno status quo che favorisce le grandi imprese del web a scapito degli autori e degli editori del nostro paese. Il diritto d'autore è un diritto fondamentale per le persone, è la base della libertà degli autori e della loro indipendenza economica dai potenti. E lo è anche per gli editori e per le centinaia di migliaia di persone che lavorano nelle industrie creative nel nostro Paese. Pensare che ciò non debba valere sul web non è molto diverso dal pensare che i ragazzi che consegnano cibo su un motorino non debbano avere diritti né un'assicurazione contro gli infortuni. Da questa contraddizione, e dalla ripetuta disponibilità all'ascolto che il governo ha dichiarato in questi giorni, siamo fiduciosi che un dialogo con le industrie creative del Paese possa portare a un superamento dell'equivoco
Ma di equivoco potrebbe non trattarsi ed in questo la lettera aperta ad Antonio Tajani di alcuni giorni or sono è chiara: in discussione non c'è l'istituto del copyright, ma le modalità attraverso le quali si intende tutelarlo. Non sembra esserci alcuno equivoco, quindi, e dietro le parole formali di Ricardo Franco Levi sembra ergersi il medesimo muro di contrapposizione che negli anni ha messo le parti una contro l'altra più e più volte.

Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia, rincara la dose: "Abbiamo letto con profondo stupore e preoccupazione le dichiarazioni del Ministro e Vice Presidente del Consiglio Luigi Di Maio. Se fossero confermate, e ci auguriamo vivamente di no si tratterebbe di un attacco al cuore dell'Industria italiana dei contenuti culturali e più in generale alla tutela della proprietà intellettuale, su cui l'Italia è da sempre paladina e convinta sostenitrice, avendo firmato numerosi Trattati Internazionali in materia. Opporsi alla Direttiva UE sul copyright significa stare dalla parte delle multinazionali del web, gli OTT che, grazie anche alla loro pressante lobby, hanno costruito un impero e monopoli sull'utilizzo improprio di contenuti altrui". Dietro l'iniziale "se confermate" c'è un invito alla ritrattazione, poiché le dichiarazioni non sono certo in dubbio: chiunque abbia seguito la diretta streaming dell'evento Internet Day 2018 le ha potute udire direttamente dal ministro Di Maio. Continua Polillo: "Spiace che il popolo della creatività, gli artisti, i talenti italiani, i lavoratori delle imprese produttrici di contenuti culturali, vengano trattati diversamente rispetto ad altri settori produttivi, su cui il Ministro dello Sviluppo e del Lavoro, in queste primi giorni del Governo del Cambiamento, si è impegnato fortemente per trovare soluzioni e risposte concrete".

Confindustria Cultura Italia chiede quindi un urgente incontro con il Ministro per portare avanti le proprie idee sul tema. L'urgenza è dettata da aspetti contingenti: il voto sui famigerati articoli 11 e 13 è ormai prossimo, il Governo ha promesso battaglia al Parlamento Europeo e Confindustria intende opporsi rapidamente a questo tipo di premessa.
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49 Commenti alla Notizia AIE e Confindustria contro Di Maio: si tuteli l'innovazione
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  • Da wikipedia:
    La legge, nota anche in contesto anglosassone come Google Tax, impone a motori di ricerca e aggregatori di news di pagare un compenso agli editori delle testate giornalistiche a cui indirizzano i propri servizi, anche se la news riporta solamente il titolo e sommario del contenuto originale. Gli aggregatori o i motori di ricerca che non rispetteranno tale norma rischiano multe fino a 600 000 euro. Tali compensi saranno gestiti da una terza parte che include vari componenti della AEDE stessa.

    Altro punto cardine della Link Tax è l’irrinunciabilità della stessa: la tassa infatti va pagata anche in mancanza di una richiesta esplicita dei titolari dei diritti.
    --------

    Come si può essere favorevoli a una legge del genere? dove anche google ha dichiarato apertamente che google news non gli interessa e non fa soldi, tanto che quando una legge simile è stata fatta in spagna google ha chiuso google news spagnolo.

    La vera paraculata è questa:
    Altro punto cardine della Link Tax è l’irrinunciabilità della stessa: la tassa infatti va pagata anche in mancanza di una richiesta esplicita dei titolari dei diritti.
    Una sorta di siae del giornalismo.
    non+autenticato
  • Sei convinto che le leggi siano fatte per la gente?
    Tutta apparenza...
    Sono le lobby a fare le leggi, e lo vediamo ogni giorno.
    In molti Paesi l'atività di lobby è addirittura legale (sempre perché le leggi le fanno le lobby...), pensa un po'.
    Ma non è così da oggi, bensì da qualche millennio.
    Ma è incredibile come il popolo sia composto da individui ottusi che non imparano mai...
    non+autenticato
  • - Scritto da: furio
    > Sei convinto che le leggi siano fatte per la
    > gente?
    > Tutta apparenza...
    > Sono le lobby a fare le leggi, e lo vediamo ogni
    > giorno.
    > In molti Paesi l'atività di lobby è addirittura
    > legale (sempre perché le leggi le fanno le
    > lobby...), pensa un
    > po'.
    > Ma non è così da oggi, bensì da qualche millennio.
    > Ma è incredibile come il popolo sia composto da
    > individui ottusi che non imparano
    > mai...

    QUOTONE!
    Non penso che esista ancora qualcuno che creda a certe favole come quelle che le leggi sono per noi, per il nostro bene, oppure che ci controlleranno sempre di più per la nostra sicurezza, oppure che FB ora è sicuro e super privacy o altro..
    non+autenticato
  • - Scritto da: IDK

    > QUOTONE!
    > Non penso che esista ancora qualcuno che creda a
    > certe favole come quelle che le leggi sono per
    > noi, per il nostro bene, oppure che ci
    > controlleranno sempre di più per la nostra
    > sicurezza, oppure che FB ora è sicuro e super
    > privacy o
    > altro..

    Dovrebbe essere stato chiaro da un pezzo a tutto, meno che agli ingenui e alle persone di scarsa intelligenza. Purtroppo è anche vero che non c'è nulla da fare.

    Pochi comandano, noi obbediamo. Chi si ribella viene annientato. Quindi dobbiamo chiederci: perchè discutere ancora? Tanto vale prendersela perchè piove. Non possiamo farci nulla, e basta.
    non+autenticato
  • Bene pure qui sono arrivate le teste di cazzo che "i giornalisti sono veduti" e "le lobbies mentono sempre"
    non+autenticato
  • - Scritto da: uto uti
    > Bene pure qui sono arrivate le teste di cazzo che
    > "i giornalisti sono veduti" e "le lobbies mentono
    > sempre"

    Veramente la testa di cazzo che sei tu, sei arrivato adesso.

    Qui da sempre denunciamo i giornalisti venduti (e ignoranti) e le lobbies che raccontano le balle.

    Tu di chi sei il servo?
  • - Scritto da: uto uti
    > Bene pure qui sono arrivate le teste di cazzo che
    > "i giornalisti sono veduti" e "le lobbies mentono
    > sempre"

    Le lobby fanno gli interessi dei lobbisti, non certo della maggioranza. Non è che ci voglia la laurea per capirlo, eh.
    Izio01
    4787
  • Dalle lobbies dell'editoria mi sa che escono parecchie balle.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ulix
    > Dalle lobbies dell'editoria mi sa che escono
    > parecchie
    > balle.

    Ma non diciamo cazzate, per cortesia.

    Se fosse vero quello che dici tu, vorrebbe dire che una minima parte di quello che esce da loro e' vero.

    Portami un solo caso in cui le lobbies hanno detto il vero, e saro' costretto a darti ragione.

    Allo stato attuale lobbies ed editori raccontano balle SEMPRE e COMUNQUE, altro che parecchie.
  • +-+-+ +-+-+-+-+
    |U|N| |C|U|L|O|
    +-+-+ +-+-+-+-+
    non+autenticato
  • Mi sa tanto che si sta sfruttando un classico pregiudizio cognitivo. Tutto quello associato con persone o entità ritenute negative prende automaticamente una connotazione negativa. Questo pregiudizio viene sfruttato regolarmente dai giornalisti, per esempio hanno costruito per Trump un'immagine negativa e ora lo sfruttano per convincerci che tutto quello che fa lui è completamente negativo (i dazi alla Cina sono negativi e tutte le opposiszioni ad una globalizzazione totale sono presentati come negativi).


    Ora si usano confindustria e gli editori che di sicuro non hanno un'immagine positiva, stanno chiaramente attaccando la proposta di legge con tutti i mezzi. Ma a questo punto mi chiedo perché i mezzi di comunicazione si oppongono tanto ad una legge che dovrebbe fargli comodo, sarà forse che la situazione attuale fa comodo ai grandi a danno dei piccoli?
    non+autenticato
  • - Scritto da: tizio
    > Mi sa tanto che si sta sfruttando un classico
    > pregiudizio cognitivo. Tutto quello associato con
    > persone o entità ritenute negative prende
    > automaticamente una connotazione negativa.

    Balle per chi ci crede.


    > Questo
    > pregiudizio viene sfruttato regolarmente dai
    > giornalisti, per esempio hanno costruito per
    > Trump un'immagine negativa e ora lo sfruttano per
    > convincerci che tutto quello che fa lui è
    > completamente negativo (i dazi alla Cina sono
    > negativi e tutte le opposiszioni ad una
    > globalizzazione totale sono presentati come
    > negativi).

    Il tuo ragionamento sembra corretto ma ha una falla iniziale: parli di giornalisti, che sono i contaballe ignoranti asserviti al potere per definizione.
    Qualunque cosa scriva un giornalista e' una balla a prescindere.
    Tranne poche e ben conosciute eccezioni.

    > Ora si usano confindustria e gli editori che di
    > sicuro non hanno un'immagine positiva, stanno
    > chiaramente attaccando la proposta di legge con
    > tutti i mezzi. Ma a questo punto mi chiedo perché
    > i mezzi di comunicazione si oppongono tanto ad
    > una legge che dovrebbe fargli comodo, sarà forse
    > che la situazione attuale fa comodo ai grandi a
    > danno dei
    > piccoli?

    Ma va?
  • Comprendo il valore della battaglia, ed il principio difeso da chi osteggia la legge, che condivido, ma mi domando: è un bene che la presenza in rete delle persone, nonché il loro diritto d'espressione, sia oggi delegato all'azione di pochi grossi colossi del web?

    Qualora Facebook o Youtube dovessero in futuro censurare un post, di chi sarebbe la colpa: delle leggi, delle multinazionali o di chi ha affidato a costoro le chiavi di casa propria?

    E' quello che si voleva ai suoi albori, un modello di web, in cui ai governi basta bloccare 3 o 4 piattaforme per mettere a repentaglio la libertà di espressione di tutto il sistema?
    Ubunto
    1355
  • - Scritto da: Ubunto
    > Comprendo il valore della battaglia, ed il
    > principio difeso da chi osteggia la legge, che
    > condivido, ma mi domando: è un bene che la
    > presenza in rete delle persone, nonché il loro
    > diritto d'espressione, sia oggi delegato
    > all'azione di pochi grossi colossi del
    > web?
    >
    ?? e' proprio quello che farebbe l'art.13 della legge.. ContentID all'ennesima potenza.. ovviamente, come oggi, il feed verrebbe dato dagli hollywoodiani
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > ?? e' proprio quello che farebbe l'art.13 della
    > legge.. ContentID all'ennesima potenza..
    > ovviamente, come oggi, il feed verrebbe dato
    > dagli
    > hollywoodiani

    Li voglio vedere col content ID su servizi extra UE, sul sito di mia proprietà, o più banalmente sull'FTP messo sopra la fibra di casa mia. A bocca aperta
    Ubunto
    1355
  • - Scritto da: Ubunto
    > - Scritto da: bubba
    > > ?? e' proprio quello che farebbe l'art.13
    > della
    > > legge.. ContentID all'ennesima potenza..
    > > ovviamente, come oggi, il feed verrebbe dato
    > > dagli
    > > hollywoodiani
    >
    > Li voglio vedere col content ID su servizi extra
    > UE,
    e' una delle prime obiezioni che feci..Sorride del resto questa merdata (come quasi tutte quelle prodotte nell'ultimo ventennio sul tema) sono destinate a malfunzionare... ma agli hollywoodiani basta anche che siano zoppe, l'importante e' arraffare sempre qualcosa in piu'

    > sul sito di mia proprietà, o più banalmente
    > sull'FTP messo sopra la fibra di casa mia.
    >A bocca aperta
    su quello invece devi occupartene... la valutazione e' ex-anteCon la lingua fuori

    In realta', pur tutto FUMOSO (chi e' che stabilisce se "la quantita' di utenti/materiale" e' notevole?) la cosa sarebbe orientata a fornitori 'aziendal/professionali' [anche se non c'e' scritto] di questi servizi... esclusi anche i 'private cloud services' .. < information society service providers that store and provide to the public access to large amounts of works or other subject matter uploaded by the ir users” to monitor and restrict the use of third party content that is protected by copyright law >
    Cio cmq non ti esime da ignorare le altre norme sul copyrightSorride ocio che l'agcom ti guardaSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ubunto

    > Li voglio vedere col content ID su servizi extra
    > UE, sul sito di mia proprietà, o più banalmente
    > sull'FTP messo sopra la fibra di casa mia.
    >A bocca aperta

    C'è poco da ridere, si vede che non ci hai pensato sopra. Forse per la disperazione.

    Se vuoi fare affari in UE (600 milioni di consumatori sono un mercato irrinunciabile) devi avere una sede in UE e a quel punto sei soggetto alle leggi UE.

    Quando al tuo FTP, non è e non sarà mai al di sopra della legge. Convincerti del contrario è inutile e pericoloso, potresti piangere lacrime molto amare. Anche la più modesta delle contravvenzioni avrebbe conseguenze terribili sulla tua vita.

    Pensaci.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ubunto
    > Comprendo il valore della battaglia, ed il
    > principio difeso da chi osteggia la legge, che
    > condivido, ma mi domando: è un bene che la
    > presenza in rete delle persone, nonché il loro
    > diritto d'espressione, sia oggi delegato
    > all'azione di pochi grossi colossi del
    > web?

    Non confondere. Non sono i pochi colossi del web a censurare: sono i poteri forti governativi che impongono ai grossi colossi del web di censurare.

    Non c'e' bisogno di alcuna censura.
    Ci sono gia' le leggi, e i tribunali.
    Se qualcuno viola le leggi diffondendo contenuti illegali si proceda come farebbero con chi rapina in banca: indagano, trovano i sospetti (se li trovano), li accusano, questi si possono difendere in tribunale, e se per caso il tribunale li assolve, questi possono richiedere salati danni per calunnia e diffamazione.

    Nel frattempo attorno al contenuto ritenuto illegale, si metta un bel bollino come fanno per le scene del crimine.

    Clicca per vedere le dimensioni originali

    Ma senza bloccarne la visione, perche' fino a sentenza contraria siamo tutti innocenti.

    Ha sempre funzionato cosi', in democrazia.
    Perche' si vuole cambiare?

    Lo dicano apertamente che non gli sta piu' bene la democrazia e che preferiscono un regime plutocratico. Votiamo e se vincono loro imporranno il loro regime.
    Se vinciamo noi, pero', ghigliottina!

    > Qualora Facebook o Youtube dovessero in futuro
    > censurare un post, di chi sarebbe la colpa: delle
    > leggi, delle multinazionali o di chi ha affidato
    > a costoro le chiavi di casa
    > propria?

    Di nessuno, ovviamente.
    A loro mica frega di condannare chi posta.
    A loro interessa bloccare le idee contrarie sul nascere.
    Poi eventualmente quello che ha postato lo troveranno morto suicida con un coltello nella schiena.

    > E' quello che si voleva ai suoi albori, un
    > modello di web, in cui ai governi basta bloccare
    > 3 o 4 piattaforme per mettere a repentaglio la
    > libertà di espressione di tutto il
    > sistema?

    Gia'.
  • > Non confondere. Non sono i pochi colossi del web
    > a censurare: sono i poteri forti governativi che
    > impongono ai grossi colossi del web di
    > censurare.
    >

    E accusi glialtri di dire balle.
    non+autenticato
  • Parassita.
    non+autenticato
  • Veramente non sto confondendo per nulla: i governi censurano, ma lo possono fare perché possono colpire efficacemente pochi grossi contenitori ed ottenere effetti devastanti sulla società.

    Se gli avventori di Facebook (per dire) fossero distribuiti su più piattaforme indipendenti, magari anche proprietarie (nel senso di proprietà privata)), il discorso si farebbe più difficile.

    Stiamo validando con troppa superficialità l'idea che la presenza individuale su internet debba essere determinata dall'esistenza di intermediari, mentre NON È COSÌ! Non lo era ieri e per fortuna, dal punto di vista tecnico, non lo è nemmeno oggi.
    Bisogna modernizzare un po' le cose del passato e rinfocolare quel senso di condivisa proprietà individuale che caratterizzava il web ai suoi albori.

    Il mio "primo vero sito" era ospitato, negli anni 90, presso un'azienda italiana di nome lasersat, in principio in html statico, poi con un forum di discussione. Io ero proprietario, padrone e responsabile del MIO sito.

    Oggi i bambocci (la maggior parte) fanno la pagina su FB o su musical.ly e di fatto sono degli ospiti, non dei padroni, in casa propria.
    Il dato tragico è che sono abituati a subire regole altrui ed a cedere in cambio di nulla il proprio lavoro, perché non hanno conosciuto altro nella loro esperienza web.
    E per questo motivo che il parlamento UE può azzardarsi a fare leggi dispotiche, perché il popolo è somaro, non conosce il proprio diritto e non comprende quando e quanto questo viene violato.

    Per sterilizzare le velleità dei ladri dell'industria e dei governi occorre che i cittadini della rete prendano coscienza che internet, la loro presenza in rete, è un pezzetto della LORO casa: proprietà privata. Non la concessione fatta da una nobiltà possidente, senza cui internet non esisterebbe (pensa a tutti i cretinetti che fanno questo discorso riferendosi a google) o un luogo in cui a scapito di un torto imposto da qualche prepotente (governi) ci sia comunque una via alternativa per farla franca (deep web, ad esempio).

    Affinché il web sia e rimanga un luogo libero, ogni persona dovrebbe avere il proprio sito web e non un profilo facebook. E' questo il problema.

    Nel titolo di questo intervento dicevo: "E' davvero un male?", non di certo per appoggiare la legge, ma perché gli effetti sulle persone potrebbero dare una svegliata alla gente, quando caricando la foto (o il video) delle vacanze sul proprio profilo FB, si troveranno bloccati a causa dell'invadenza prepotente di qualche lobbista in parlamento, che pretende (perché lo agogna) di trattare lo spazio altrui come proprio.

    Qualcuno in passato ha scritto che la rivoluzione ci sarà quando metteranno facebook a pagamento. Spero avvenga presto.
    Ubunto
    1355
  • (cut)
    > Se gli avventori di Facebook (per dire) fossero
    > distribuiti su più piattaforme indipendenti,
    (cut)
    > Stiamo validando con troppa superficialità l'idea
    > che la presenza individuale su internet debba
    > essere determinata dall'esistenza di
    > intermediari, mentre NON È COSÌ! Non lo
    (cut)

    > Il dato tragico è che sono abituati a subire
    > regole altrui ed a cedere in cambio di nulla il
    > proprio lavoro, perché non hanno conosciuto altro
    > nella loro esperienza
    > web.

    > E per questo motivo che il
    > parlamento UE può azzardarsi a fare leggi
    > dispotiche, perché il popolo è somaro, non
    > conosce il proprio diritto e non comprende quando
    > e quanto questo viene
    > violato.
    (cut)
    ah ora capisco meglio l'obiezione. sei un romantico idealista.Sorride
    fortunati quelli che c'erano negli '80 e '90, perche quell'internet la' e' morta e sepolta.
    Ecco bene, hai messo quasi tutti gli ingredienti.. aggiungo non e' solo il parlamento dispotico, e neanche solo il popolo poverino oppresso.. e nemmeno condanno PIENAMENTE il popolo somaro (anche se e' il primo problema).. perche' c'e' ormai di fatto un principio Fisico inarrestabile.. praticamente una legge di ohm..Sorride la gente fluisce nel percorso di minor resistenza e LA DISTURBI se gli spieghi che il blog, il voip e blabla puoi gestirli tu.. oggettivamente un affare clickaclicka che fa tutto lui e bene e' seducente e comodo.. e da li non ci si muove... E sara' sempre peggio perche' oggettivamente le cose sono sempre piu complesse e protette e irriproducibili at home (un secure enclave, un google voice assistant ecc ecc).
    Skynet arrivera'Sorride io cmq saro' gia morto, quindi eheh
    non+autenticato
  • "Fossero", "farebbe"... Tutti condizionali. Pensa all'indicativo. Non come le cose potrebbero essere ma come sono.
    L'internet di cui parli non c'è più, e non tornerà mai più. Il panorama legislativo è cambiato, se decidono che alcune cose non puoi scriverle, non puoi scriverle punto. Che sia sui social network o sul tuo sito. Il cerchio è chiuso. L'anarchia è finita. Il web è stato domato. Renditene conto. Cresci. Impara che ci sono cose al di fuori del tuo controllo e che non hai nessun potere. Si chiama "diventare adulti".
    non+autenticato
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