Negli USA si lavora sul Ponte Ologrammi

L'idea apparsa in Star Trek: The Next Generation e ripresa da Hollywood in vari modi, l'ultimo in The Matrix, è alla base di un intenso lavoro di ricerca al Pentagono

Washington - Per tutti i fan di "Star Trek" il Ponte Ologrammi è una solida realtà. In "The Matrix", il mondo creato dal computer è la normalità. Per qualunque fisico, almeno fino ad oggi, il Ponte Ologrammi non è che una delle tante trovate della fantascienza. Ora pare che l'Esercito americano abbia iniziato a fare più di un pensierino sulla possibilità di costruire un "universo" creato dal computer in cui ci si possa muovere "come se...".

Stando alle dichiarazioni dell'ufficiale William Campbell, che si occupa dell'informazione nella US Army, l'Esercito sta studiando la fattibilità di un progettone che prevede la costruzione, appunto, di un Ponte Ologrammi. Un sistemone per creare scenografie tridimensionali realistiche che i soldati potrebbero utilizzare per la propria preparazione. "Ti consentirebbe, spiega Campbell, di essere da qualunque parte in qualsiasi momento".

Per capire se ciò sia effettivamente possibile, pare che il Pentagono abbia reclutato, tra gli altri, anche alcuni esperti di cinema di Hollywood. Campbell, parlando dinanzi ad una audience di militari, ha mostrato un celebre brano di "The Matrix" nel quale il protagonista scansa le pallottole che gli vengono sparate contro. Una sequenza realizzata con una tecnologia di manipolazione dell'immagine che, ha detto Campbell, l'Esercito spera di tradurre insieme ad altri sistemi in una sorta di Ponte Ologrammi, sul modello di quanto descritto in Star Trek: The Next Generation.
A dare manforte a Campbell ci ha pensato anche un importante consulente sull'attività di Warfare dell'Esercito, James Heath, secondo cui "non solo il Ponte Ologrammi ci sarà, ma è indispensabile che ci sia".

Uno degli esperti della divisione dell'Esercito che si occupa di tecnologie creative, Paul Debevec, già cineasta, ha spiegato che "il Ponte Ologrammi è come il Santo Graal per questa divisione". "Si tratterà - ha detto - di una tecnologia di simulazione in realtà virtuale di nuova concezione, che consentirà ad una persona di entrare in una stanza o di indossare un casco e di trovarsi in un altro posto, in un altro ambiente, con odori, suoni, immagini del tutto coerenti con quell'ambiente".

Più cauto invece George Borshukov, che oltre ad essere uno studente di Debevec è anche uno degli autori della sequenza di "The Matrix". Secondo Borshukov "se si lavora con fotografie di ambienti veri si può ottenere un realismo al 95 per cento. Ma questo non include né un ambiente dinamico né persone o personaggi. Questo è più in là nel tempo, specialmente per il tempo reale, ed è questo che vuole l'Esercito". "Simulare l'insieme delle componenti fisiche - ha concluso - richiederà almeno altri 20 o 25 anni di lavoro".
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