Speciale/ Il decreto Urbani

La reazione al decreto è travolgente. Molti i critici, ma c'è anche chi sostiene che le misure non sono abbastanza dure ed estese. Fortissime le polemiche. I commenti di Massimo Mantellini, Andrea Rossato e ALCEI

Speciale/ Il decreto UrbaniRoma - Poche cose come il decreto Urbani appena approvato (qui il testo in pdf del decreto) hanno sollevato una tale attenzione in rete. E mentre si affollano forum e newsgroup, la polemica non trova toni più distesi, dividendo associazioni di settore e Governo e facendo intervenire l'opposizione. Alcuni utenti hanno persino avviato una petizione contro il decreto.

Le polemiche
Il presidente degli editori italiani dell'AIE, Federico Motta, in una nota diffusa nelle scorse ore si è chiesto se Urbani sia solo ministro del cinema. "Nel testo del decreto legge - si legge nella nota - si salvaguarda solo il cinema dallo scambio di file in Internet, senza prevedere la stessa tutela per le opere letterarie, quelle musicali, per il software e in generale di tutte le altre opere dell'ingegno. Il decreto prevede, infatti, nuove ipotesi di reato e di illecito amministrativo, applicabili unicamente alle opere cinematografiche". "E tutto il resto? - ha chiesto Motta - Noi a quale ministro dobbiamo chiedere aiuto per la tutela del nostro diritto d'autore?".

A scagliarsi contro l'attuale versione della normativa sono però anche le major della musica. La FIMI, federazione di settore, ha sottolineato che se le misure anti-pirateria non saranno subito estese al di fuori dell'ambito cinematografico di certo si creerà una disparità di trattamento sul piano della tutela penale con conseguenze sull'ammissibilità del decreto stesso.
Una presa di posizione alla quale il ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani ha già risposto, spiegando che "sarà premura del ministero provvedere a definire uno strumento contro la pirateria per quanto riguarda i diritti d'autore anche nel campo della musica e della letteratura". "Quello di oggi - ha spiegato Urbani - è soltanto un primo intervento che fa parte di un intero progetto contro la pirateria che investe l'intero campo dei beni culturali, e non soltanto il cinema".

Lo stesso Urbani ha commentato il decreto sottolineando che "la pirateria audiovisiva è un furto e come tale deve essere trattata. I diritti d'autore devono essere difesi, altrimenti la proprietà intellettuale è destinata a scomparire, provocando nel lungo periodo la morte di ogni produzione culturale. Come ogni innovazione tecnologica, il web apre nuove e interessanti frontiere, che però non devono diventare un far west senza leggi. Esaltando eccessivamente la libertà di internet, rischiamo infatti di navigare in futuro in una rete priva di contenuti, un Mar Morto cibernetico prosciugato di idee".

Una posizione che non è condivisa dall'opposizione politica. Il deputato diessino Pietro Folena in una nota si è chiesto se il Governo non voglia "internet come stato di polizia". "Il decreto Urbani - ha dichiarato - è un provvedimento sbagliato in quella parte che si muove nella direzione della creazione di uno Stato di polizia su Internet.
Si obbligano infatti i fornitori di accesso ad Internet (provider) a controllare le attività degli utenti, nel più totale disprezzo della privacy. E' un decreto che va nella direzione opposta rispetto alla direttiva recentemente approvata dall'Unione europea, che distingue molto nettamente coloro che piratano contenuti digitali da i semplici utenti che operano in una logica di scambio non commerciale". Folena si è appellato all'opposizione e a quanti nella maggioranza "hanno dimostrato, in occasione della discussione della mozione sulla privacy - di cui sono stato promotore - di avere a cuore i diritti degli utenti di Internet e i principi di libertà che regolano la Rete".

Su posizioni del tutto simili anche Fiorello Cortiana, senatore dei Verdi, secondo cui il decreto criminalizza gli utenti. "Anziché bloccare l'innovazione tecnologica con leggi liberticide come questa - ha dichiarato Cortiana - sarebbe stato necessario un tavolo di concertazione tra tutti i soggetti coinvolti e non un'azione d'imperio". Cortiana, presidente dell'Intergruppo Parlamentare per l'Innovazione Tecnologica e la Cittadinanza Telematica, ha anche sottolineato come "questo decreto legge prevede che i provider debbano diventare i cani da guardia degli utenti, pena sanzioni severissime: sarebbe come dire che se qualcuno ruba un portafogli su un autobus, il responsabile è l'autista. E' una legge inaccettabile".
"Secondo punto controverso - ha continuato - è l'ipotesi di introdurre il reato di favoreggiamento della pirateria anche per chi scrive su un sito come si masterizza un CD".
Cortiana ha anche sottolineato come "sulla parte specifica relativa al mantenimento dei dati internet da parte dei provider, il Parlamento, più di due settimane fa, ha bocciato questa proposta nel decreto Grande Fratello: riproporla in un altro Decreto Legge, a poca distanza di tempo, è stato un vero e proprio insulto al Parlamento, tanto che ho già chiesto al Presidente Pera di intervenire per garantire la dignità del Senato".

Uno degli animatori di Copydown, Pinna, ha commentato il provvedimento sottolineando come sia "un tentativo di far attecchire nel sentire comune un concetto che appartiene solo all'industria della produzione culturale, cioè che la copia di un file per uso privato sia un furto".
1025 Commenti alla Notizia Speciale/ Il decreto Urbani
Ordina
  • Signori del forum, vi sto scrivendo dal futuro, tra qualche anno chiuderanno Meagupload x cui state attenti e backuppate!!!!
    byee
    non+autenticato
  • togliere subito il fus
    non+autenticato
  • mi sembra altamente improbabile che si riesca a limitare l'utilizzo del P2P,o altre applicazioni legate alla rete, personalmente mi sembra un modo per diffondere cultura, informazione(e anche monnezza): agli usufruitori il giudizio. se sono minorenni vanno educati e seguiti dai genitori, insegnanti,ecc. non penso che le prossime generazioni possano anche solo sognarsi di non saper usare un PC e la rete o di non conoscerne le varie (anche negative)sfaccettature.
    il problema economico fa ridere, prima le case discografiche e affini decidono di digitalizzare tutto, poi si meravigliano se questi dati vengono scambiati via internet dalle persone, inoltre ci sono industrie che guadagnano sullo scambio di files (o parti di files)..compri un HD aggiuntivo nuovo e ti fanno il "regalino" di un programma per masterizzare qualsiasi cosa..
    insomma non so cosa vogliono fare sti politici, ma sul controllo (anche parziale) della rete sarà una battaglia persa in partenza.
    non+autenticato
  • Non sò se questo è il posto giusto, in tal caso me ne scuso, ma vorrei dei chiarimenti su questa legge creata a favore della Siae contro chi scarica e chi condivide file in rete. (come se fosse questo il motivo della crisi nel loro settore, già saranno piuttosto i prezzi, cmq..)
    Dicevo, da quel che ho capito io, chi scarica o condivide file musicali, cinematografici e altro, rischia di essere sbattuto in galera per 4 anni come se fosse un pedofilo (mi auguro che Urbani abbia anche già pensato a come aumentare lo spazio nelle prigioni, in quanto presto saranno super affollate)
    Ora, fin'ora ho sentito solo parlare di condivisione tramite programmi p2p, tipo emule o winmx. Quindi mi sono chiesta, e per i siti?
    Ad esempio, io ho un sito dedicato a un cartone animato, dove ci sono immagini, videoclip, informazioni ecc... è un forum dove gli avatar sono tratti dai personaggi di questo cartone animato, ora, con l'entrata in vigore di questa legge, anche chi possiede un sito a solo scopo informativo e senza nessun tipo di lucro rischia la galera per 4 anni? Cioè, ad esempio, se io riempio una pagina di questo sito con solo immagini tratte da questo cartone e trovate nella rete, rischio?
    Se metto un midi di una canzone ad esempio cinese, non protetta dalla Siae in quanto non registrata nel nostro paese, rischio? Se tengo gli avatar nel forum, devo toglierli perchè pur essendo piccole immagini, secondo questa legge sono illegali?
    E se nel sito metto in risalto di chi è il possessore del copyright del soggetto del sito, posso farlo ancora oppure no?
    O addiritura anche il logo del sito dev'essere cancellato in quanto illegale?
    Grazie
    non+autenticato
  • ti rammento che per qualsiasi pubblicazione di materiale coperto da copyright , pertanto da diritti d'autore (immagini, loghi, spezzoni video, perti di testo etc. etc.), anche non a scopo di lucro dovresti richiedere sempre l'autorizzazione al produttore o a colui che detiene i diritti d'autore.
    Ad esempio: hai chiesto l'autorizzazione? no! chi ti ha dato il permesso di pubblicare il materiale? nessuno! io sono il produttore, pertanto detentore dei diritti d'autore e del copyright delle immagini e altro da te pubblicati, visito per sbalgio il tuo sito che per le argomentazioni da te trattate(basta anche un marchio concorrente posto di fianco al mio, come l'immagine di un artista incompatibile con il mio prodotto) ,lo considero non idoneo all'utilizzo delle immagini o del logo di mia proprietà, in quanto rovina l'immagine della mia azienda. con questa motivazione potrei citarti in tribunale per danni ma soprattutto per uso non autorizzato di immagini ed altro materiale coperto da copyright.
    vedi, se non c'e la siae ci può essere la mano di colui che detiene il copyright e i diritti d'autore. in certi casi è sempre meglio chiedere l'autorizzazione. una richiesta può far sempre piacere e la risposta il più delle volte può essere positiva.
    non+autenticato
  • Bravo Urbani,
    Forse tu non sei in peccato. Chissa se c'è posto nelle galere per quaranta milioni italiani. E sì, togliendo dal totale della popolazione le persone anziane di una certa età, quella è la cifra da colpevolizzare perchè dico, tutti quanti noi abbiamo fatto pirateria. Anche lo scambio di cassette quando non esistevano i pc, al giorno d'oggi si potrebbe chiamare "cassetta-sharing", era illegale. Chi non ha mai registrato l'lp dell'amico prestato da ascoltare e viceversa??
    Perchè non abbassare i prezzi dei cd, o perlomeno fare un prezzo adegato in base al valore del personaggio e delle canzoni contenute in un cd. Vede sig. Urbani, per complessi come pink floyd, led zeppelin, genesis, sono disposto a pagare 20 euro per un cd, ma per una britney spear, una kilie minogue e tanti altri, che su un lp ci sono forse due massimo tre bani belli, proprio no. Iniziate realmente a combattere la pirateria come si deve. E' assurdo che in piazza del duomo, ai mercati rionali e fuori dai grossi centri commerciali ci sia gente che vende cd audio (non file MP3 di qualità orrenda) e dvd (non files DIVX di pessima visione) masterizzati. Quella è vera pirateria, perchè non è giusto vivere sulle spalle del lavoro altrui.
    Ma purtroppo siamo in Italia: per una mela rubata buttano vie le chiavi, mentre se ammazzi 20-30 persone, lo stato ti da pure la villa al mare, la pensione e perchè no anche la p.....a di turno per esplicare i tuoi desieri erotici.
    non+autenticato
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