UE, brevetti sul software più vicini

Il gruppo Proprietà Intellettuale di ATTAC rilancia la battaglia per impedire che la UE si doti delle nuove forme di brevetto all'americana, accusate di ostacolare la libertà di sviluppo. Il quadro e la mobilitazione

Roma - Il Consiglio della UE ha ribaltato le norme con cui lo scorso settembre il Parlamento europeo aveva dato il suo ok a forme limitate di brevetto sul software, un via libera che aveva alimentato nuove speranze per i sostenitori delle libertà digitali. Sulla scelta del Consiglio, ora, l'associazione internazionale ATTAC rilancia la battaglia, per impedire che la UE in adotti via definitiva una forma di brevetto illimitato sulle "invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici".

La scelta del Consiglio, secondo ATTAC, forma e consolida i monopoli nel settore dell'informatica oltre a tradire la volontà espressa dal Parlamento di Strasburgo. In una lettera trasmessa ai parlamentari europei, l'associazione ricorda come "i programmi informatici sono oggetti finalizzati ad elaborare, manipolare in forme logico-ordinative specifiche unità d'informazione: i bit, per poi tradurle in nessi e sistemi intelligibili ed uti-lizzabili, per questo si possono assimilare agli algoritmi matematici come anche ai codici linguistici e musicali. Coerenza logica vuole che, come non sono brevettabili gli algoritmi matematici e i codici linguistici e musicali, altrettanto non lo debbano essere quelli informatici, quale che sia il loro impiego. Se al tempo dell'introduzione della scrittura fonetica fosse esistita la legislazione dei brevetti, l'inventore/i avrebbe potuto brevettarla; ma allora quale sarebbe stato lo sviluppo della cultura, della filosofia, dell'arte e della scienza occidentali?".

"La domanda è retorica - continua ATTAC - ma aiuta a mettere a fuoco il tema centrale. I programmi informatici sono degli algoritmi, potenti e flessibili per la formazione e lo sviluppo di tutti i settori della cultura; il loro valore ed impatto sulla civiltà è imprescindibile ed universale, brevettarli sarebbe di ostacolo al libero sviluppo della cultura e della civiltà".
ATTAC sottolinea anche l'importante effetto che avrebbe l'estensione del brevetto sul software su tutti gli sviluppatori indipendenti e le piccole aziende del settore, impossibilitati a competere con le grandi multinazionali e destinati a dover dare conto di soluzioni informatiche nella programmazione oggi di uso comune e libere.

Contro questa estensione dei brevetti che, come detto, sembrava superata dal voto parlamentare in prima lettura, a cui ora seguirà un altro voto basato però sul testo come uscito dal Consiglio, si sono nei mesi scorsi pronunciati in tanti, anche in Italia. Una mobilitazione internazionale che prosegue sul sito della Foundation for a Free Information Infrastructure.

Secondo ATTAC, il problema è anche capire perché il Consiglio della UE ha deciso di trasformare radicalmente il senso del voto del Parlamento "lasciando adito al sospetto di collusioni non confessabili".

L'associazione ricorda anche come tutto questo accade in uno scenario nel quale è appena stata approvata dal Parlamento europeo la contestatissima direttiva sulla protezione della proprietà Intellettuale e nel quale la UE ha richiamato ufficialmente l'Italia per la non applicazione della direttiva che spazza via il prestito gratuito dei libri da parte delle biblioteche, "una disposizione oscurantista - commenta ATTAC - che esaspera il conflitto tra poteri economici e società e che deve trovare la più ferma e larga opposizione".

Un quadro dettato, conclude l'associazione, da una "deriva della UE verso la mercificazione dell'intelligenza umana".
34 Commenti alla Notizia UE, brevetti sul software più vicini
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  • Daremo tutti un po' di soldi al mitico Knuth!
    A proposito, se passa programmero' solo in MIX Sorride
    non+autenticato
  • I brevetti sono la rovina della società occidentale,ben venga il diritto di chi inventa di averne un riconoscimento ma da qui a farlo durare 10 anni è quanto mai insensato e criminale!
    I brevetti sul software è solo un modo per mettere in mano a poche persone il settore!
    Il monopolio è libero mercato
    (1984 aggiornamento 2004)
    non+autenticato
  • ... che questi si sono bevuti il cervello.

    Mi spiego, se facessimo come vogliono loro (mi riferisco anche al copyright), chi avrebbe i soldi per comprare i CD o Windows? saremmo mezzi dietro le sbarre e mezzi a lavorare (non coi computer, perchè non ce lo permetterebbero) e senza un soldo.

    Ma poi, io mi domando, dietro al P2P qualcuno (come i fornitori di ADSL) ci ha guadagnato, con lo sviluppo di Internet qualcuno ci guadagna, con l'OpenSource qualcuno ci guadagna (come IBM, Novell, ecc.) e dove stanno tutti questi? perchè non protestano pesantemente? ad esempio un'iniziativa di IBM contro queste cose, unificherebbe le voci dei tanti utenti, allora perchè non si muove nessuno?
    e in politica? qualche nostro politico si preoccupa di noi? (levati quei 2 politici sfigati)

    Sto pensando se iniziare a fare il criminale (perchè con Urbani, le Major, i Brevetti, il DRM, Palladium, io che uso linux ed ho qualche mp3, sarò un delinquente) o abbandonare tutto (anche l'università, che con questo scenario, non ha minimamente senso) e fare il contadino.

    Ma si, faremo questa fine, tutti in fabbrica o a fare i contandini, dis-impareremo a parlare, con le bombe ad ogni angolo, di al-quida, degli americani (che prima o poi ci faranno guerra), di pinco-pallino, con i gangster locali che arrivano a cavallo con la pistola. E faremo la rivoluzione, come un tempo, e quando moriremo staremo meglio.
    non+autenticato
  • >Un quadro dettato, conclude l'associazione, da una "deriva >della UE verso la mercificazione dell'intelligenza umana".

    Ma quale deriva... e` il fine occulto dell'UE, invece: la dittatura, "democratica" beninteso.

    Aveva ragione Grillo: chi detiene il potere sono le "commissioni". Venti persone che non abbiamo eletto e non possiamo destituire decidono del destino di 200 milioni (da maggio anche di piu') europei.
    non+autenticato
  • Questi signori stanno approfittando della loro forza legislativa/istituzionale per fare i loro comodi.

    Se vogliamo tutelarci dobbiamo dare una risposta sullo stesso piano. Non serviranno a niente le soluzioni civili, perchè l'affronto non è sul piano civile.
    Qui bisogna dimostrare la capacità dell'essere umano di adattarsi e sopravvivere.

    Così come c'è il rapporto tra i politicanti ed il cittadino attraverso il voto (ed il singolo può fare qualcosa votando), così tra le majors e l'utente c'è l'ADSL. Il singolo può decidere da che parte far andare le cose scaricando in una maniera piuttosto che in un'altra.

    In fondo: come mai fanno leggi del genere? Perche gli utenti p2p stanno scaricando cose illegali e vogliono fermarli. Vedete che il potere ce l'hanno gli utenti? Altrimenti non avrebbero creato leggi del genere.

    La risposta secondo me va data non rinunciando all'ADSL ma attraverso l'ADSL. E non bisogna lamentarsi col ministro. Bisogna dirgli quanto siamo felici dell'ADSL e di quello che ci offre... di quanto è bello FreeNET e di come tutti i nostri parenti/amici siano sempre più concordi. Certo perchè questo nuovo sistema "FreeNET" è una bomba per la privacy della quale ha parlato anche il Primo Ministro e tutti i nostri nuovi amici ci incoraggiano ad utilizzarlo. Che bello avere l'ADSL e che bello avere FreeNET.

    Poi se non ha orecchie da intendere...problemi suoi.
    non+autenticato
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