L'Italia si lancia sulla Sanità elettronica

Stanca applaude al progetto di Sirchia già approvato dal Governo: il sistema sanitario si dirige verso una più ampia informatizzazione a colpi di computer e reti super-veloci. Vita più facile per gli utenti?

Roma - "La sanità italiana imbocca la strada delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione per conseguire non solo significativi risparmi, ma soprattutto un innalzamento qualitativo dei livelli essenziali di assistenza, partendo dalla prevenzione proattiva". Così il ministro all'Innovazione Lucio Stanca ha applaudito al progetto di Sanità Elettronica proposto dal ministro della Salute Girolamo Sirchia.

Il progetto, già approvato dal Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione, punta a realizzare entro i prossimi anni una forte innovazione tecnologica del sistema sanitario non solo per ottimizzare i processi interni ma anche per migliorare il rapporto con i cittadini, "in grado - ha detto Stanca - di modificare concretamente il funzionamento della sanità pubblica".

Stanca ha sottolineato come siano stati stanziati a questo fine 44 milioni di euro, che serviranno anche ad abbattere la crescita della spesa sanitaria complessiva, alzare i livelli essenziali di assistenza e, parole di Stanca, aumentare "la qualità dei servizi percepita dai cittadini". Un risultato ottenuto, per esempio, con un "maggior controllo dei tempi di attesa delle prestazione e della degenza ospedaliera".
Il primo passo è la creazione di un sistema di prenotazioni on-line multicanale (telefono, Web, Tv digitale) assieme alla implementazione della cosiddetta cartella clinica elettronica in tutti gli ospedali e la realizzazione della storia sanitaria elettronica di ogni paziente.

Secondo Stanca, che ha citato i numeri della società di analisi californiana Kaiser Foundation, con queste tecnologie, a regime, si può conseguire un risparmio del 2 per cento annuo della spesa sanitaria, pari per l'Italia ad almeno 1,6 miliardi di euro.

L'invecchiamento della popolazione italiana, inoltre, sarà controllato anche attraverso quella che Stanca ha definito "prevenzione attiva nelle aree patologiche a maggior impatto, a partire dagli anziani". In ballo anche progetti di telemedicina e di assistenza socio-sanitaria domiciliare.
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54 Commenti alla Notizia L'Italia si lancia sulla Sanità elettronica
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  • mettiamo l' Open Source ?

    Torino, 13 marzo 2003
    REGIONE PIEMONTE/UNITA' SPINALE: RADICALI: 'SI FERMI SUBITO L'APPALTO IRREGOLARE'
    presentata interrogazione urgentissima all'assessore D'Ambrosio

    Dichiarazione di Carmelo Palma, consigliere regionale radicale del Piemonte:
    Sulla vicenda dell'Unità Spinale dell'Ospedale CTO si sta sfiorando il ridicolo; né l'Assessore né gli uffici dell'Assessorato alla Sanità hanno intenzione di certificarne la legittimità, ma si limiteranno a chiedere un parere all'Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici; le "parti" dell'azienda non sono difese dal responsabile dell'Ufficio legale, ma da un consulente esterno i cui pareri non sono certificati e convalidati dall'amministrazione regionale. L'opera va sicuramente realizzata, l'idea è ottima: ma il progetto è manifestamente illegittimo dal punto di vista giuridico e semplicemente allucinante dal punto di vista finanziario.
    Per riassumere i punti fondamentali su cui è necessaria e non più rinviabile una risposta (per il resto, rimandiamo all'interrogazione sottoscritta dai consiglieri Palma, Mellano, Suino, Saitta, Caracciolo, Papandrea, Moriconi, Chiezzi e Tapparo):
    1) L'Azienda ha iniziato le procedure di gara prima che le fosse riconosciuta dalla legge (cosa che è avvenuta solo ieri) la funzione di stazione appaltante di opere connesse all'evento olimpico;
    2) L'Azienda ha utilizzato impropriamente l'istituto della concessione di costruzione e gestione malgrado l'importo contrattuale della componente "lavori" sia ampiamente inferiore al 50% del valore economico complessivo del contratto, e si imponga quindi l'applicazione degli istituti previsti per gli appalti di servizi e non per quelli di lavori pubblici (cfr art. 2 della legge 109/94);
    3) L'Azienda, attraverso l'istituto della concessione, non assegna l'effettiva gestione dell'opera realizzata (per essere chiari il costruttore dell'Unità Spinale non gestirà l'attività sanitaria) ma remunera indirettamente il concessionario con l'assegnazione contestuale di svariati servizi di fornitura. Nel caso in oggetto ci si trova dinanzi ad una totale eliminazione del rischio d'impresa, giuridicamente connessa a qualunque operazione di project financing: infatti, in questo caso, per il concessionario la remunerazione del capitale di rischio non è affidata alla redditività dell'opera realizzata, bensì dalla garanzia contrattuale di altri tipi di entrata (cfr art. 19 della legge 109/94);
    4) L'Azienda ha immaginato un meccanismo di finanziamento monopolistico dal punto di vista economico. Infatti, sulla base dell'appalto, l'operatività dell'Azienda sarà irrigidita da obblighi contrattuali a favore di un solo concessionario, l'attività e la programmazione aziendale sarà vincolata per il prossimi 33 anni e la moltiplicazione dei livelli di intermediazione e subfornitura farà inevitabilmente lievitare i costi.
    5) L'Azienda e la Regione avevano una strada molto più semplice e chiara: se, dato un costo della costruzione dell'Unità spinale e dei parcheggi pertinenziali stimata in poco più di 26 milioni di euro, ed una effettiva disponibilità per l'azienda di 19/20 milioni di euro assicurata dai fondi olimpici (10 milioni di Euro), e da un valore patrimoniale ? immediatamente cartolarizzabile ? del CRF stimato nel 2002 in 6 milioni di euro (cui conseguirà una ulteriore valorizzazione a fronte di oltre 2 milioni di euro di investimenti ex art. 20 nell'esercizio 2003), il piano finanziario più coerente dell'operazione avrebbe dovuto semplicemente comprendere il ricorso ad un ulteriore finanziamento regionale estremamente contenuto (circa 6 milioni di euro) che avrebbe assicurato una ulteriore e su periore valorizzazione p atrimoniale dell'Azienda CTO; nella sostanza, invece, l'Azienda, per costruire una "cosa" che costa 26 milioni di euro, si obbliga per 260 milioni di euro di forniture di servizi per i prossimi 33 anni, anziché indebitarsi per 6 milioni di euro, pur essendo già stata autorizzata dalla Regione ad accendere, proprio a copertura dei costi di quest'opera, un mutuo di 10 milioni di Euro! Non c'è forse qualcosa che non torna?
    Per informazioni: 348-5335301 (Palma)
    non+autenticato
  • Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
    È tempo di morire...

    Sono solo un povero medico esperto di Telemedicina, ora un bizzarro ex Dirigente della IBM ed un anziano Sanitario, insieme ad una corte di mediocri ci spiegheranno come fino ad oggi non abbiamo capito nulla, solo Don Verze', che ha salvato la Reale prostata, capisce di Sanità e Telemedicina, mentre noi laziali, cattivi, abbiamo osato maltrattarlo (Frase ascoltata con le MIE orecchie dalla bocca del presidente del Consiglio ad un convegno in quel di Pomezia con il Sant'Uomo Verze'...)
    E tempo di morire....

    Insomma da PI mi aspettavo un commento un po' piu' critico alla relazione sulla sanità "telematica" presentata nel convegno di Forza Italia (pensate che l'ho votati nelle scorsa tornata elettorale, a scanso di equivoci NON e' un partito preso, e' una triste constatazione!)Arrabbiato
    non+autenticato
  • > Sono solo un povero medico esperto di
    > Telemedicina, ora un bizzarro ex Dirigente
    > della IBM ed un anziano Sanitario, insieme
    > ad una corte di mediocri ci spiegheranno
    > come fino ad oggi non abbiamo capito nulla,
    > solo Don Verze', che ha salvato la Reale
    > prostata, capisce di Sanità e
    > Telemedicina, mentre noi laziali, cattivi,
    > abbiamo osato maltrattarlo (Frase ascoltata
    > con le MIE orecchie dalla bocca del
    > presidente del Consiglio ad un convegno in
    > quel di Pomezia con il Sant'Uomo Verze'...)
    >
    > E tempo di morire....
    >
    > Insomma da PI mi aspettavo un commento un
    > po' piu' critico alla relazione sulla
    > sanità "telematica" presentata nel
    > convegno di Forza Italia (pensate che l'ho
    > votati nelle scorsa tornata elettorale, a
    > scanso di equivoci NON e' un partito preso,
    > e' una triste constatazione!)Arrabbiato

    Sulle critiche che fai alla cosa sono d'accordo ma su PI mi aspetto prima di tutto news e poi semmai in separata sede dei commentiOcchiolino
    non+autenticato
  • Una segnalazione...

    Per tutti coloro che vorrebbero scrivere opensource di tipo medico-sanitario, esiste DebMed. E' una distribuzione derivata da Debian studiata per il settore medico-scientifico.
    Dentro, oltre a qualche software di produttivita' e i oliti server web (apache) database (mysql, postgresql) e ci sono tantissimi programmi per il mondo scientifico: chimica, fisica, medicina e gestione di varie cose.

    Penso anche a semplici procedurine di gestione ambulatoriale... Chiunque abbia idee puo' tirare fuori versioni generiche (senza gestione di comuni, provincia di nascita e controllo di codice fiscale ecc. Ma solo campi a testo libero che finiranno nel db) e in lingua inglese del suo programma e inserirlo nella distribuzione, ed automaticamente questo fara' il giro del mondo medico-scientifico almeno quello dei paesi angloassoni.

    Ovviamente deve essere software libero con licenza compatibile con quelle elencate dalla Free Software Foundation.

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano

  • Scusate il doppio post, ma stamattina PI e' molto lento ed ogni tanto fa "cilecca"...

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano

  • - Scritto da: Mechano
    >
    > Scusate il doppio post, ma stamattina PI e'
    > molto lento ed ogni tanto fa "cilecca"...
    >
    DebMed di Mechano del 18/03/04 15:12
                                                               ^^^^^^^^
    Mattinata lunga.... ...e senza caffe'?

    Comunque non ho capito perche' in inglese, in italiano non va bene un programma GPL? E se ha la gestione dell'I18N?

    > --
    > Ciao.
    > Mr. Mechano

    Saluti...
    ................Enrico Fan Linux
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > DebMed di Mechano del 18/03/04 15:12
    >        &nb
    > Mattinata lunga.... ...e senza caffe'?

    Diciamo da stamattina ad ora e' un cesso di lentezza e latenza, avranno avuto l'assalto per alcune altre notizie. O il Windows 2000 Server che usano avra' raggiunto il massimo periodo dopo il quale va ogni tanto resettato perche' funzioni con efficienza... Con la lingua fuori

    > Comunque non ho capito perche' in inglese,
    > in italiano non va bene un programma GPL? E
    > se ha la gestione dell'I18N?

    Oh beh tecnologie per la localizzazione ce ne sono, piu' lingue ci sono meglio e'... Se si ha qualche amico/a che parla bene spagnolo, chi francese e chi tedesco, una pizza ciascuno e ci si fa dare una mano...

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano

  • - Scritto da: Mechano
    >
    > Diciamo da stamattina ad ora e' un cesso di
    > lentezza e latenza, avranno avuto l'assalto
    > per alcune altre notizie. O il Windows 2000
    > Server che usano avra' raggiunto il massimo
    > periodo dopo il quale va ogni tanto
    > resettato perche' funzioni con efficienza...

    I 4 Mbit/s di banda non reggono più il traffico, causato dal decreto della "faccia da pi*ale"

    http://facciadipitale.interfree.it/facciadipitale2...
    non+autenticato
  • Una segnalazione...

    Per tutti coloro che vorrebbero scrivere opensource di tipo medico-sanitario, esiste DebMed. E' una distribuzione derivata da Debian studiata per il settore medico-scientifico.
    Dentro, oltre a qualche software di produttivita' e i oliti server web (apache) database (mysql, postgresql) e ci sono tantissimi programmi per il mondo scientifico: chimica, fisica, medicina e gestione di varie cose.

    Penso anche a semplici procedurine di gestione ambulatoriale... Chiunque abbia idee puo' tirare fuori versioni generiche (senza gestione di comuni, provincia di nascita e controllo di codice fiscale ecc. Ma solo campi a testo libero che finiranno nel db) e in lingua inglese del suo programma e inserirlo nella distribuzione, ed automaticamente questo fara' il giro del mondo medico-scientifico almeno quello dei paesi angloassoni.

    Ovviamente deve essere software libero con licenza compatibile con quelle elencate dalla Free Softwware Foundation.

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano

  • Come funziona l'informatizzazione italiana della Sanità?
    Coi soldoni.

    I nomi delle grosse aziende che producono software per la sanità si contano sulle dita di una sola mano.

    Le aziende piu' piccole solitamente producono software di nicchia, si tengono stretti i loro clienti che hanno nella regione dove ha sede l'azienda e nelle regioni limitrofe.

    Le piccole aziende fanno di solito dei buoni software, qualtiativamente anche superiori a quelli delle grosse aziende, ritagliati su misura, e riescono a gestire richieste di personalizzazioni ed estensioni meglio e piu' rapidamente che le grosse aziende.
    La concorrenza e' piuttosto agguerrita e chi raggiunge una buona visibilita' trasforma le proprie pratiche commerciali in simil-monopolistiche. La minaccia e' quella di lasciare il cliente con un sistema non funzionante e i suoi dati in formato testo separati da campi anzi a volte manco quelli e solo il dump del DB, perche' il cliente da solo provveda a farseli importare nella procedura del concorente che e' stato scelto dopo l'abbandono del precedente fornitore.
    Al concorrente entrante tocca fare un bel lavoro senza alcuna documentazione, per capire come riuscire a garantire una continuita' di funzionamento e non tenere fermo il servizio troppo a lungo.
    Per questi motivi molti Enti preferiscono sottostare al ricatto e rinnovare il contratto peraltro fatto pagare abbastanza salato...

    I grossi nomi sanno bene come funziona l'ambiente, quindi cio' che interessa a loro sono i grossi service. Perche' dopo aver inglobato le piccole startup in settori di nicchia hanno parco software abbastanza completo che si premurano di integrare rapidamente.
    Il CUP (Centro Unico di Prenotazione di cui parla il ministro) e l'integrazione con questo di tutto il sistema dell'accettazione e delle degenze ed il 118 sono il service piu' goloso che c'e'! Non ci sono mai meno di mezzo milione di euro in gioco per una media provincia italiana.
    Vincere una gara d'appalto per un grosso service significa ricevere 2-3 milioni di euro in 2-3 anni che permettono la pesonalizzazione (attenzione non e' la scrittura), l'installazione e il collaudo di un insieme di software sviluppati dalle diverse sezioni di queste aziende o acqusiti come dicevo prima e messi insieme da del collante, delle procedure che provvedono ad interfacciare i diversi database e modi di funzionare del singolo modulo.

    Di solito non e' quasi mai vero il fatto che in quei soldi c'e' una creazione di un software ad-hoc. I software di queste aziende non sono quasi mai il risultato di un lavoro di ingegneria del software e studi di usabilita', ma l'intuizione di un gruppo di persone brave, spesso anche esterne all'azienda, che poi acquisisce questo know-how come dicevo prima, oppure acquistandolo con tutti i sorgenti ed un periodo di formazione e passaggio di consegne.
    In alcuni casi certi software possono essere pure maccheronici, improvvisati ed un'accozzaglia di fuzioni via via aggiunte col passare del tempo e delle richieste dei vari clienti, alla faccia dei tanto decantati studi di ingegneria del software...

    Ad ogni nuovo service acquisito, si fa spesso finta di studiare un nuovo software progettato ad-hoc per l'ente che ha indetto l'appalto e che e' stato vinto dalla tal grande azienda. Ma si fa un riciclo di tutto cio' che si possiede gia', aggiustando qualche campo e qualche maschera alle necessita' del tal Ente.
    Ma tutto cio' all'Ente viene a costare quanto una completa riscrittura e personalizzazione.

    La riusabilita' e' un concetto particolare che e' reale, ma apparente al tempo stesso.

    Solo il software open source porterebbe il reale concetto di riusabilita'. Perche' portando alla luce del sole i sorgenti ci si rende conto se il software e' stato realmente modificato per il tal utilizzo e quanta parte e' stata modificata rispetto al progetto originario.

    CONTINUA...
  • ...SEGUITO


    Se il Ministero finanziasse software opensoruce per la Sanita' tutte le magagne fatte da aziende come quelle che ho elencato verebbero fuori, e comunque i loro meriti e crediti verrebbero enormemente ridimensionati.
    Tra l'altro lo stesso software opensource non viene a ledere il ruolo di queste aziende, semplicemente perche' anche esse stesse possono presentarsi in gara per modificare e adattare il lavoro originario per ogni situazione locale. Ma verrebbero ridimensionati enormemente i loro meriti e il loro lavoro. E soprattutto il loro lavoro viene pagato ma non gli appartiene e non possono sfruttarlo all'infinito!

    Un progetto opensource di gestione del CUP ritagliato sul CUP di una grande provincia con problematiche tra le piu' complesse, dopo il primo investimento del ministero puo' essere ripreso cosi' com'e' per adattarlo a tantissime altre situazioni, e se si prende la situazione piu' complessa come esempio, per le altre realta' e' solo un lavoro di taglio di funzionalita' superflue.
    Poi se i formati sono aperti e i tracciati record ben documentati, l'integrazione e' semplicissima sia con procedure closed che con altri moduli opensource.
    Adesso la modularita' e l'integrazione esiste solo tra i software di un'unica azienda, e rarissimi sono gli esempi di integrazioni con altri produttori, limiati a casi di effettiva necessita', per esempio azienda che produce gestionale amministrativo che non produce software di diagnostica o archiviazione ottica, si interfaccia con un software di un'azienda che invece li produce. Spesso ci sono delle joint-venture perche' ad una gara vinta da uno dei "compari" si scelga anche la soluzione dell'altro "compare" perche' e' integrata col software di chi ha vinto.

    Pero' di progetti finanziati dal Ministero, un po' stufo del latrocinio delle grosse software house ne esistono, e per fare degli esempi, per quanto riguarda l'anarafe del bestiame o gestione di anagrafi canine ed equine, vengono commissionate agli IZS, che sono degli Enti parastatali che forniscono una miriade di servizi tecnici alle ASL. In particolare l'IZS della prov. di Teramo e' il responsabile di tutti i progetti per le aree Veterinarie.
    Peccato che questi software sono tradizionali ossia closed, molto scadenti, perche' il budget non e' sempre elevatissimo, e anche se si cerca di diffonderli a livello nazionale il loro uso lo si vuole imporre con la "forza politica" invece che darne i codici sorgenti e permettere a chi li volesse adottare di indire una gara a livello locale per prendere 1-2 programmatori o una piccola software house che dalla base ne tiri fuori una soluzione personalizzata.
    Per esempio l'anagrafe canina "imposta" da quest'ente alla sua regione vi garantisco che non la utilizza manco una delle stesse province abruzzesi, per quanto la trovano poco funzionale.
    E come scrivevo in un altro post, e' difficile (direi impossibile) obbligare il dipendente di un ente statale a variare i suoi iter e motodi di lavoro per adattarsi al software creato prendendo come esempio un ente che lavora in modo diverso.

    Quindi progetti opensource diffusi poi a livello nazionale e riutilizzabili adattandoli alle realta' locali sono il vero modo per risparmiare. E su quali bisognerebbe investire.

    In questo modo non si toglie lavoro e non si va contro l'industria nazionale del software, solo si toglie potere politico ed economico ai grossi nomi che fanno da asso piglia tutto, e ci costano dei bei soldoni in tasse coi loro software riutilizzati e rivenduti per nuovi ad ogni appalto dopo una rinfrescatina alla facciata.

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it

  • - Scritto da: Mechano
    > ...SEGUITO
    Scusa mec non e' per contestarti... ma .. tutto vero... ma la novita' dove starebbe?

    Voglio dire:
    Preso atto che i soliti noti si spartiscono (la sanita' e' uno dei tanti aspetti.. si potrebbe parlare di RUPA, Consip ecc..) la ricca torta dei nostri soldarelli... chessifa?
    qui siamo ormai "usi a pagar tacendo e tacendo a pagar" ...

    Con tanto di stampa che segue e annuisce seriosamente (alla Bruno Vespa)....
    Non vedo un roseo futuro all'orizzonte! In lacrime
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > Voglio dire:
    > Preso atto che i soliti noti si spartiscono
    > (la sanita' e' uno dei tanti aspetti.. si
    > potrebbe parlare di RUPA, Consip ecc..) la
    > ricca torta dei nostri soldarelli...
    > chessifa?
    > qui siamo ormai "usi a pagar tacendo e
    > tacendo a pagar" ...
    >
    > Con tanto di stampa che segue e annuisce
    > seriosamente (alla Bruno Vespa)....
    > Non vedo un roseo futuro all'orizzonte! In lacrime

    Come non c'e' possibilita' di futuro?
    Bisogna che i programmatori opensource si facciano sentire, tirino fuori le prime bozze di progetti interessanti, li propongano al Ministero e facciano pressioni per avere i finanziamenti.

    E' come con progetti tipo il Gnutemberg, bisogna organizzarsi localmente.
    Con l'opensource si rimettono in gioco i piccoli. E' questo il bello dell'opensource.

    Sai che enti come le ASL chiedono garanzie enormi alle software house? Richieste che di fatto buttano fuori i piu' piccoli lasciandogli le briciole. E si pappano sempre tutto i soliti noti di cui parlavo io.
    Si chiedono libri paga, numero di dipendenti effettivi e che non si abbiano solo co.co.co, che il fatturato nell'ultimo biennio o triennio sia stato costante e referenze come numero di clienti e contratti e chi sono questi clienti.
    Una cosa semplicemente assurda.

    E' solo con l'opensource che puoi smontare questo meccanismo perverso. Perche' se il software e' closed hanno ragione gli Enti a chiedere tante garanzie, morta l'azienda e' morto il software, non credo che ti cederanno i sorgenti affinche' si possa avere la continuita' scegliendo un altro fornitore e dandogli da continuare da quei sorgenti.

    Se invece si fa capire che quel software e' opensource e che cosa significa cio' e cioe' che ne hai i sorgenti, e' tuo, come anche mio e nostro, in ogni regione ci possono essere software house piccole o grandi che dimostrando solo le competenze e non i libri paga e il fatturato, potranno vincere un appalto e fornire continuita' al software e ai progetti. Con grande risparmio per la P.A. perche' la concorrenza sara' maggiore e i denari che ora si pappano solo quei grani gruppi verrebber teoricamente redistribuiti in forma piu' equa Non tacciatemi di comunismo per questa ultima frase, non sono comunista, ritengo che sia giusto che lavori chi ha le competenze e non solo chi ci aggiunge il potere economico e politico e fagociti tanti milioni di euro delle nostre tasse.

    Io ci sto provando con tutte le mie forze.
    Entro 1-2 mesi avro' pronta una procedura di nicchia molto importante che sara' opensource e GPL e andro' a bussare con insistenza e chiedere finanziamenti che ora come ora sono nominati per farcisi belli coi mass-media ma i presupposti per averli sono campati in aria... Avere avuto residenza in un certo periodo in una regione povera (Sicilia, Calabria, Molise ecc.), che il progetto sia innovativo e unico, ecc. Il che scarta una marea di progetti utili e persone in gamba dal poter accedere a questi tipi di finanziamenti lasciando i finanziamenti solo a invenzioni strampalate oppure persi e non assegnati, che e' forse il vero obiettivo...

    Ma io non demordo, ho contatti eccellenti a livello di molte regioni italiani e prevedo di riuscire a farmi strada...

    Se riesco ad aprire un buchetto in questo stato di cose il buchetto potrebbe ingrandirsi e farci entrare anche altre aziende che credono nell'opensource e lentamente diventare una breccia!

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it

    ==================================
    Modificato dall'autore il 18/03/2004 13.50.50

  • - Scritto da: Mechano
    > - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Voglio dire:
    > > Preso atto che i soliti noti si
    > spartiscono
    > > (la sanita' e' uno dei tanti aspetti..
    > si
    > > potrebbe parlare di RUPA, Consip ecc..)
    > la
    > > ricca torta dei nostri soldarelli...
    > > chessifa?
    > > qui siamo ormai "usi a pagar tacendo e
    > > tacendo a pagar" ...
    > >
    > > Con tanto di stampa che segue e annuisce
    > > seriosamente (alla Bruno Vespa)....
    > > Non vedo un roseo futuro all'orizzonte!
    > In lacrime
    >
    > Come non c'e' possibilita' di futuro?
    > Bisogna che i programmatori opensource si
    > facciano sentire, tirino fuori le prime
    > bozze di progetti interessanti, li
    > propongano al Ministero e facciano pressioni
    > per avere i finanziamenti.
    >
    > E' come con progetti tipo il Gnutemberg,
    > bisogna organizzarsi localmente.
    > Con l'opensource si rimettono in gioco i
    > piccoli. E' questo il bello dell'opensource.
    >
    > Sai che enti come le ASL chiedono garanzie
    > enormi alle software house? Richieste che di
    > fatto buttano fuori i piu' piccoli
    > lasciandogli le briciole. E si pappano
    > sempre tutto i soliti noti di cui parlavo
    > io.
    > Si chiedono libri paga, numero di
    > dipendenti effettivi e che non si abbiano
    > solo co.co.co, che il fatturato nell'ultimo
    > biennio o triennio sia stato costante e
    > referenze come numero di clienti e contratti
    > e chi sono questi clienti.
    > Una cosa semplicemente assurda.
    >
    > E' solo con l'opensource che puoi smontare
    > questo meccanismo perverso. Perche' se il
    > software e' closed hanno ragione gli Enti a
    > chiedere tante garanzie, morta l'azienda e'
    > morto il software, non credo che ti
    > cederanno i sorgenti affinche' si possa
    > avere la continuita' scegliendo un altro
    > fornitore e dandogli da continuare da quei
    > sorgenti.
    >
    > Se invece si fa capire che quel software e'
    > opensource e che cosa significa cio' e cioe'
    > che ne hai i sorgenti, e' tuo, come anche
    > mio e nostro, in ogni regione ci possono
    > essere software house piccole o grandi che
    > dimostrando solo le competenze e non i libri
    > paga e il fatturato, potranno vincere un
    > appalto e fornire continuita' al software e
    > ai progetti. Con grande risparmio per la
    > P.A. perche' la concorrenza sara' maggiore e
    > i denari che ora si pappano solo quei grani
    > gruppi verrebber teoricamente redistribuiti
    > in forma piu' equa Non tacciatemi di
    > comunismo per questa ultima frase, non sono
    > comunista, ritengo che sia giusto che lavori
    > chi ha le competenze e non solo chi ci
    > aggiunge il potere economico e politico e
    > fagociti tanti milioni di euro delle nostre
    > tasse.
    >
    > Io ci sto provando con tutte le mie forze.
    > Entro 1-2 mesi avro' pronta una procedura di
    > nicchia molto importante che sara'
    > opensource e GPL e andro' a bussare con
    > insistenza e chiedere finanziamenti che ora
    > come ora sono nominati per farcisi belli coi
    > mass-media ma i presupposti per averli sono
    > campati in aria... Avere avuto residenza in
    > un certo periodo in una regione povera
    > (Sicilia, Calabria, Molise ecc.), che il
    > progetto sia innovativo e unico, ecc. Il che
    > scarta una marea di progetti utili e persone
    > in gamba dal poter accedere a questi tipi di
    > finanziamenti lasciando i finanziamenti solo
    > a invenzioni strampalate oppure persi e non
    > assegnati, che e' forse il vero obiettivo...
    >
    > Ma io non demordo, ho contatti eccellenti a
    > livello di molte regioni italiani e prevedo
    > di riuscire a farmi strada...
    >
    > Se riesco ad aprire un buchetto in questo
    > stato di cose il buchetto potrebbe
    > ingrandirsi e farci entrare anche altre
    > aziende che credono nell'opensource e
    > lentamente diventare una breccia!
    >
    > --
    > Ciao.

    Buona fortuna. Occhio agli incidenti...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Buona fortuna. Occhio agli incidenti...

    Che vuol dire occhio agli incidenti?

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it
  • http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=5688...
    vogliamo continuare il discorso?
    prima di inviare quel file al team dei dev di gcc mi piacerebbe almeno un tuo riscontro.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=568832
    > vogliamo continuare il discorso?
    > prima di inviare quel file al team dei dev
    > di gcc mi piacerebbe almeno un tuo
    > riscontro.

    Qui siamo quanto meno off-topic.
    Ma nonostante cio' ti chiedo:

    di quale versione di gcc parli?
    Era per Win, era stato compilato e ottimizzato esso stesso per la CPU su quale lo hai provato e vuoi fare il test di prestazioni? L'hai provato su gcc per Linux con kernel libc e compilatore ricompilato per l'architettura?

    --

    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it

  • - Scritto da: Mechano
    >
    >
    > di quale versione di gcc parli?

    gcc 3.2.2 (i flag di ottrimizzazione sono nel post alla fine)
    libc 2.3.1
    mandrake 9.2
    kenel 2.4.21-0.13.mdk

    non credo c'entri molto la distro' visto che
    non fa uso massiccio di syscall
    comunque ti chiedo solo di provarlo
    e confrontarlo con CL (visual c)
    indicando sistema e altre info utili
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > > di quale versione di gcc parli?
    >
    > gcc 3.2.2 (i flag di ottrimizzazione sono
    > nel post alla fine)
    > libc 2.3.1
    > mandrake 9.2
    > kenel 2.4.21-0.13.mdk
    >
    > non credo c'entri molto la distro' visto che
    > non fa uso massiccio di syscall
    > comunque ti chiedo solo di provarlo
    > e confrontarlo con CL (visual c)
    > indicando sistema e altre info utili

    Un secondo. Prima di continuare in questo discorso off-topic, dove io se devo fare una prova la faro' con un computer diverso dal tuo come CPU e caratteristiche e dovrei andare a comprarmi un Windows e installarmelo, ti dico:
    Hai provato con una Gentoo o una Debian o Slackware che sono distro piu' orientate agli sviluppatori?

    E poi indipendentemente dalle prestazioni per le quali sicuramente il gcc prevede la possibilita' di ottimizzare meglio il codice, come cacchio si fa a vivere con Visual C ossia un linguaggio che non ha neppure le espressioni regolari posix extended che sono alla base di linguaggi come il perl oltre che il Cdegli Unix e che sono essenziali per fare il parsing di file di testo come l'XML?

    Tu mi fai un loop e mi dici che compilato con Visual C lo finisce prima, ma poi se dobbiamo fare una funzione di controllo di un'email da un form con il C del gcc del Perl o del PHP riesci a ridurre il tutto ad una sola riga di funzione come questa?

    eregi("^[a-z0-9]+([_.\'-][a-z0-9]+)*@([a-z0-9]+([.-][a-z0-9]+)*)+\\.[a-z]{2,4}$", string_email)

    E non sto a dirti le prestazioni scadenti che ha Win in una rete con Samba dove la stessa Micro$oft s'e' rivolta al programmatore autore di Samba ed ha messo Linux nella sua Sede in Germania!

    O io stesso che in rete con Linux ho ottenuto velocita' vicine alla velocita' nominale teorica di una Cat.5 a 100Mbit/s contro il solo 60% di WinNT/2000.

    E te stai a farmela a carotina con un loop?

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it

  • - Scritto da: Mechano
    >
    > E poi indipendentemente dalle prestazioni
    > per le quali sicuramente il gcc prevede la
    > possibilita' di ottimizzare meglio il
    > codice,

    se sei sicuro, allora proponi

    >come cacchio si fa a vivere con
    > Visual C ossia un linguaggio

    Visual C non è un linguaggio

    > che non ha neppure le espressioni regolari posix
    > extended che sono alla base di linguaggi
    > come il perl oltre che il C degli Unix e che
    > sono essenziali per fare il parsing di file
    > di testo come l'XML?


    > Tu mi fai un loop e mi dici che compilato
    > con Visual C lo finisce prima, ma poi se
    > dobbiamo fare una funzione di controllo di
    > un'email da un form con il C del gcc del
    > Perl o del PHP riesci a ridurre il tutto ad
    > una sola riga di funzione come questa?

    http://www.trumphurst.com/cpplibs3.html#368
    http://www.trumphurst.com/cpplibs5.html#276

    > E te stai a farmela a carotina con un loop?

    quelle carotina che dici tu è la versione semplificata di una classe utilizzata al 90% nel codepath di un raytracer distribuito su cluster beowulf
    non+autenticato
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