E l'Australia censura la TV su Web

Nel paese la lobby dei network televisivi riesce a far passare la sua tesi: chi distribuisce servizi in rete non deve essere un concorrente della televisione tradizionale

Sydney (Australia) - Una inattesa censura per le reti informatiche Ŕ giunta ieri dal Governo federale australiano. In una proposta di legge presentata in Parlamento, le autoritÓ chiedono che sia impedito a chi trasmette contenuti online di trasmettere contenuti televisivi. In altre parole si vuole impedire che il sistema economico dei network televisivi sia messo in discussione dalle novitÓ della rete.

Secondo il Dipartimento dell'informazione, la nuova definizione con cui si limitano i contenuti degli operatori online "offre certezze all'industria e assicura che i servizi di datacasting siano diversi da quelli televisivi".

Tra i limiti pi¨ clamorosi c'Ŕ quello dei "10 minuti". In pratica agli operatori online, i "datacaster", non solo sarÓ proibito produrre show che fanno concorrenza a quelli Tv, ma anche sarÓ proibito riproporre su internet brani di spettacoli televisivi pi¨ lunghi di dieci minuti. Ma la regola dei dieci minuti come tetto massimo vale per tutte le produzioni che riguardano trasmissione di news generaliste, sportive, finanziarie o business in generale. Questi generi saranno visualizzabili dagli utenti soltanto attraverso men¨ che ne spezzino i contenuti in pi¨ parti.
A qualcuno la proposta di legge Ŕ sembrata da un lato l'ammissione che la televisione ha concluso il suo ciclo vitale e dall'altra la conferma che in Australia si ricorre alla censura online con eccessiva facilitÓ. Basti ricordare che l'Australia Ŕ uno dei pochissimi paesi al mondo dove alcuni contenuti, in particolare quelli relativi al porno e al gioco d'azzardo, sono vietati a tutti, adulti compresi, ma solo se si trovano su internet.
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