Contrappunti/ Il PC spuntato

di Massimo Mantellini - Netstrike? Petizioni contro il decreto Urbani? Manca una via capace di trasformare in manifestazione di dissenso pesante e concreta la protesta condivisa da moltissimi utenti internet italiani

Roma - Molti navigatori della rete italiana stanno in questi giorni firmando una petizione contro il decreto Urbani. Si tratta di una petizione elettronica fra le tante che, anche su siti appositi, chiunque puo' decidere di indire. Avendone voglia, in cinque minuti se ne potrebbe approntare una contro chiunque ci stia più o meno antipatico. Il sito petitiononline puo' essere variamente definito come un esperimento di democrazia elettronica o come un esempio lampante di come le campagne su Internet siano ormai del tutto destituite di ogni valore di mobilitazione effettiva.

Forse qualcuno avrà fatto caso alla scomparsa del netstrike. Il netstrike, pratica di mobilitazione telematica anch'essa molto in voga fino a qualche tempo fa, è ora pressochè scomparsa dalle modalità di interazione della rete italiana. Non è ben chiaro se cio' sia avvenuto per una tardiva comprensione della pochezza di quel tipo di iniziativa, destinata nel migliore dei casi a rendere per qualche ora inservibile un sito web, in genere istituzionale, del cui down nessuno si sarebbe comunque accorto o, nella peggiore, ad essere confusa, per modalità tecniche e finalità, ad un attacco DOS.

Molti sostengono che poichè la protesta elettronica nelle sue varie forme non richiede alcun prezzo, non costa in termini di tempo speso, di soldi persi in busta paga a fine mese o di pioggia sulla testa caduta mentre si sfila nel centro di Roma, il suo valore simbolico vada parificato a quello di una catena di sant'antonio, fastidiosa incombenza tipica di Internet nella quale basta un click per dire si o no a qualsiasi tipo di presa di posizione.
E' evidente che non è sempre così. Qualche anno fa, mi pare di ricordare che quando la buonanima del direttore di Punto Informatico mi chiese cosa ne pensassi di una mobilitazione telematica contro la legge sull'editoria, gli manifestai alcune delle perplessità che leggete oggi in questo pezzo. Eppure nel caso specifico mi sbagliavo in maniera assai evidente. Quella petizione, come poche altre nella storia della rete italiana, fu una presa di posizione significativa ancorchè vistosamente ignorata dalle cariche istituzionali alle quali i risultati di tale mobilitazione furono consegnati.

E del resto, se esiste un ambito nel quale tutti i messaggi in formato elettronico sono largamente disattesi questo è proprio quello della politica italiana i cui rappresentanti, senza grosse distinzioni di schieramento politico e con piccole puntiformi eccezioni, sono arroccati nella comoda retorica della comunicazione televisiva e di piazza o della piccola missiva di raccomandazione per il "figlio dell'amico" vergata da un qualsiasi portaborse. Piccoli gesti di dialogo con il proprio elettorato che non reclamano porzioni del proprio tempo e che garantiscono un sostanziale distacco ideale dai propri simpatizzanti. I quali quindi una volta consegnato il voto nell'urna elettorale cessano di far sentire la loro voce per la presenza di non casuali barriere comunicative innalzate al grido di "ora lasciateci lavorare".

Ovvio che oggi si potrebbe fare di più e meglio anche in questo campo. Esistono gli strumenti tecnologici e certo - come si vede anche in questi giorni - le ragioni per manifestare il proprio disappunto davvero non mancano. E tuttavia anche in questa forma di comunicazione mediata dai PC che potrebbe consentire formidabili interazioni, sembra grossolanamente valere la legge del tutto o nulla. Dove il "tutto" - nel quale ogni annoiato click del mouse vale un voto - è davvero troppo e dove il "nulla" - la formidabile sordità ad ogni forma di messaggio di quanti dovrebbero invece ascoltare - è davvero un "nulla" comodo ed interessato.

Massimo Mantellini
Manteblog
18 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Il PC spuntato
Ordina
  • Come ho gia' detto altrove sono molto graziose ma servono a poco o nulla e per diversi motivi:
    1) su milioni (quanti nn saprei di preciso ma gredo 3 o poco +) di utenti banda larga + tutti quelli con bande tradizionali (che avrebbero ben motivo di protestare visto che il dl urbani sempra + 1 attacco alla liberta' internet in particolarmodo p2p e alla privacy che nn 1 forma di sanzione contro il dl di file coperti da copyright) solo 24000 o poco + hanno aderito.
    2) le firme di questo tipo nn hanno alcun valore legale (anche se qualcuno le ha chiamate firme digitali ricordo che quelle sono ben altra cosa e cmq qualche riserva la avrei anche anche su quelle), oltrettutto che le firme possono essere anche opera di buon temponi o di persone che hanno firmato con dati falsi e via dicendo
    3) le firme internet rimarebbero confinate in internet luogo troppo lontano dalla gente (le masse neanche sanno esattamente cosa succede) e sicuramente oscuro ai politici...

    Bisognerebbe fare qualchecosa di + valido, in buon inizio (anche se a mio avviso ancora troppo timido) si puo' trovare a questo link http://www.laquintacolonna.tk/... ripeto lamentarsi nei forum e fare 2 firme in rete nn produrra' 1 bel niente, certo c'e' ne ricorderemo alle elezioni ma x allora i giochi saranno belli che fatti, se vogliamo far sentire la nostra voce dobbiamo darci 1 svegliata e contribuire tutti altrimente e' solo infantile frignare...

    http://www.laquintacolonna.tk/
    http://www.laquintacolonna.tk/
    http://www.laquintacolonna.tk/
    non+autenticato
  • Il problema di questo caso specifico è che a protestare sono i penalizzati ( e solo loro) dal p2p.
    Cioè utenti che (illegalmente, ricordiamo) scarica(va)no materiale protetto da Copyright e Provider che guadagna(va)no vendendo servizi di banda larga ai suddetti utenti.

    La protesta dei primi cadrà nel vuoto, anche giornali progressisti e antigovernativi come repubblica non si slenciano nel prendere le parti di chi non può più "rubacchiare" contenuti dalla rete.

    Quella dei secondi, visto che si parla di cifre grosse, e nomi enormi, potrebbe essere ascoltata.
    La legge potrà cambiare , forse, ma solo per il momento.
    Stroncare il p2p sarà inevitabile.
    Ricordate il boom dei decoder D+ con i biscottini?
    Grazie alle wafer ne hanno venduti a iosa, oggi pagano praticamente tutti.

    Fabio
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Stroncare il p2p sarà inevitabile.


    Stroncare il p2p?
    Non credo, dato che scambiare file non coperti da Copyright non è certo reato ed i programmi p2p in sè sono legali.
    Mi auguro che non sia quello l'obiettivo ultimo del decreto Urbani.
    non+autenticato
  • Il problema secondo me non è se le petizioni on line servono o meno, la modalità online è semplicemente un mezzo. la domanda semmai è le petizioni servono?
    Non hanno un impatto diretto come le firme raccolte per i referendum, però testimoniano che un certo numero di persone (i firmatari) hanno preso coscienza del problema ed in qualche modo si sono schierati.

    Per un politico questo potrebbe avere un impatto sul suo elettorato tutto da valutare e potrebbe indurre a piu' miti consigli, specie in periodo elettorale, oppure dare argomenti ai politici che hanno opinioni conformi ai firmatari della petizione.

    Quello che io vedo un po' come il tallone di achille di queste manifestazioni di dissenso è semmai la possibilità di mettere dati falsi o di firmare anche per conto di altre persone. Possibilità che nella modalità di raccolta "fisica" non dovrebbe esserci.

    In assoluto ritengo utile questa forma di protesta specie come primo livello del confronto, quando si è alle prime scaramucce, ed infatti nel caso specifico la petizione di Plugs è stata molto efficace anche perchè ha raccolto un numero di firme veramente alto. Naturalmente bisogna seguire l'evoluzione degli eventi e perseguire forme diverse di contrasto. Non il netstrike per carità, ma a seconda dei casi si potrebbe far evolvere la protesta addirittura verso il referendum.
    Io credo che gran parte della scarsa considerazione (anche se questo è tutto da dimostrare) è dovuta proprio al fatto che ci si è sempre mantenuti sul primo livello della protesta, quella piu' semplice ma non ci si è mai confrontati con quella che è la vera grande prova di forza come puo' essere il referendum, che al di là della vittoria o meno dà il metro della capacità di incidere. A scanso di equivoci, non mi riferisco al decreto Urbani perchè non è possibile fare referendum su materie regolate da direttive europee, anche se lascio volentieri agli avvocati una valutazione a ragion veduta.

    saluti
    Ettore Panella
    non+autenticato
  • ... non mi riferisco al decreto Urbani
    > perchè non è possibile fare
    > referendum su materie regolate da direttive
    > europee, anche se lascio volentieri agli
    > avvocati una valutazione a ragion veduta.
    >
    > saluti
    > Ettore Panella

    Tanto più che prima che il referendum arrivi alle urne il decreto è già scaduto e reiterato con una mezza virgola cambiata, a quel punto il referendum spara già al bersaglio sbagliato.
    non+autenticato
  • sicuramente l'importanza di una manifestazione viene data
    dallo spazio che la stampa le da'.
    Non a caso sulla legge sull'editoria online se ne parlo' molto
    proprio nei siti di informazione online (da qui forse il motivo per cui ebbe tante persone al seguito).
    Ovviamente c'e' stampa e stampa: la stampa della TV e dei giornali ha un ruolo molto + importante della stampa online (che comunque sta prendendo una fetta di mercato, da qui la necessita' di mettere facce note a scrivere sul web o di invitare le tette della lucarelli in tv )
    Quando la stampa vuole "evitare" di parlare di un argomento la notizia verra' data punto, e nessuno ne parlera' Se la notizia invece "tira" anche il minimo gesto, la minima stronzata di dimostrazione portera' quella storia sulla bocca di tutti.

    Un esempio: anni fa (molti) una tribu' amazzonica compi' un mega suicidio di massa per protestare contro il governo brasiliano che li stava trasferendo dai loro luoghi d'origine.
    Il gesto e' stato molto forte.... eppure... quanti di voi sanno come si chiama quella tribu' ?
    samu
    506
  • www.consumavoce.com e' vero che raccoglie i reclami verso le aziende ma ho visto anche reclami e proteste contro il Pres. della repubblica?
    Che ne dite?:|
    non+autenticato
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