Articolo21/ Anima gemella cercasi

di A. Iunco. Internet, più che un centro commerciale (sembra nato per essere una grande discoteca), è uno strumento creato per avvicinare le persone, e non per fare la spesa on-line evitando di recarsi al supermercato sotto casa

Web - In questo periodo ci si interroga, attraverso faraonici sondaggi e prestigiose ricerche di mercato, sul perché il commercio elettronico, soprattutto in Italia, non abbia espresso ancora in pieno le sue pur enormi potenzialità.

Il Web è un mercato eterogeneo ed imprevedibile per definizione, ed è quindi difficile dare risposte a domande che riguardano una categoria tanto vasta e trasversale come può essere il bacino di utenza della Rete. Occorre quindi trovare una chiave di lettura semplice ma efficace che ci permetta innanzitutto di giustificare la situazione corrente, prima di pensare ad una soluzione per il futuro.

La chiave in questione può essere riassunta nell'editoriale di Punto Informatico pubblicato qualche giorno fa, dove vengono discussi in breve i risultati di un sondaggio sulla conformazione dell'utenza: oggi come ieri, secondo la rilevazione, gli aficionado di Internet sono i ragazzi under 25. Cosa significa tutto ciò?
Semplice, questo significa che i ragazzi sono la vera forza trainante del Web, e che è soprattutto su di loro che si deve fare leva se si vuole creare un prodotto Web-oriented di successo. Ne sono un recente esempio Napster, ed i servizi di messaggistica online (ICQ, AIM, Yahoo Messenger).

La via italiana all'e-commerce è stata finora deludente sotto tutti i punti di vista: pochi siti riescono a produrre risultati di rilievo, e dopo l'entusiasmo iniziale del periodo Tiscali, il Nuovo Mercato si è ripiegato su se stesso in attesa di nuove evoluzioni, più che di nuove rivoluzioni.

Ci si interroga ancora, da molte parti, sullo sviluppo di gateway sicuri per gli acquisti via Internet, principalmente per consentire una trasmissione affidabile dei dati delle carte di credito. Un obiettivo di per sé meritorio e sicuramente positivo per lo sviluppo della Net Economy; non è però la "soluzione finale" (il "silver bullet", direbbero oltreoceano).

I ragazzi poco meno o poco più che ventenni, infatti, che sono il cuore pulsante di Internet, non sono certo famosi per le loro disponibilità economiche, che nella stragrande maggioranza dei casi non sono neppure tali da consentire il rilascio di una carta di credito. Tanto più che i servizi più famosi e popolari della Rete sono quelli gratuiti, che consentono di ottenere gratis delle risorse altrimenti a pagamento.

I giovani, dunque, hanno una ritrosia del tutto comprensibile riguardo l'e-commerce, mentre i siti di commercio elettronico sono ancora lontani dall'offrire un servizio di pagamenti abbordabile anche per l'utente domestico e con modalità di pagamento (magari dilazionato) compatibile con le tasche dei giovani acquirenti. Un esempio di servizio utile è OmniPay.it, che consente di effettuare piccole spese in Internet utilizzando le ricariche telefoniche: espandere questo servizio a qualcosa di più generalizzato, ad esempio coinvolgendo in un progetto simile tutte le compagnie telefoniche, potrebbe essere un buon passo per avvicinare il commercio elettronico ai giovani, grandi consumatori di ricariche telefoniche e di telefonia in generale.

I siti che vanno davvero per la maggiore in questo momento sono invece i siti di incontri on-line, tra cui Atlantide che supera, per numero di iscritti, persino il "free internet" di Libero Infostrada e Tiscali, offrendo agli utenti una funzionalità di cui gli italiani vanno particolarmente matti: l'instant messaging.

Da un popolo che vive ormai di SMS e che scende in campo con tutta la sua aggressività nei netstrike che difendono gli amati messaggini, non c'era da aspettarsi niente di diverso, ma c'è di più. I ragazzi italiani entrano in chat, o utilizzano i servizi tipici di Internet (E-Mail, SMS gratuiti, messaggi istantanei) per trovare nuovi amici e, soprattutto gli uomini, per cercare l'anima gemella.

Love@Lycos, ad esempio, ospita una community dalla crescita esponenziale di ragazzi che affidano alla Rete il compito che fu di Cupido, lasciando i loro messaggi e sperando di trovare risposta. Non per niente, anche Infostrada segue la tendenza con un sito che prende il nome proprio dall'angioletto Eros.
TAG: italia
26 Commenti alla Notizia Articolo21/ Anima gemella cercasi
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  • No, non funziona, e non credo funzionerà mai... nè l'e-commerce, perchè pochissimi sono gli articoli acquistabili in Internet con fiducia, vedi alimentari freschi od oggetti di valore, nè i rapporti personali, proprio perchè svuotati di contenuti, virtuali, anonimi, deludenti.
    Basta provare a chattare per rendersene conto, figuriamoci la ricerca dell'anima gemella cosa può portare... meglio non arrischiarsi per evitare spiacevoli sorprese.
    Da parte mia preferisco i reali rapporti umani alla finta compagnia di Internauti che altro non offre che una maggiore solitudine... ecco perchè il terzo millennio ci porterà sempre più alla solitudine... anche grazie al nostro p.c.!
    non+autenticato
  • - Faccio la spesa su internet, compresi i prodotti freschi, e non tornerei mai indietro.

    - Ho comprato gioielli su un sito italiano di cui non faccio il nome per non fare pubblicità, e ho risparmiato soldi.

    - Ho un conto corrente online (4.75% di interessi) e VISA gratis, e non rimpiango affatto la mia ex banca (0.75%) e VISA a 60.000 lire l'anno.

    - Ho conosciuto mia moglie attraverso un forum online.

    - Se avessi fatto l'università oggi, non avrei dovuto fare ogni volta 100 km. per iscrivermi a un esame, l'avrei fatto da casa, online.

    ... può bastare?

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    - Scritto da: Scetticismo.
    > No, non funziona, e non credo funzionerà
    > mai... nè l'e-commerce, perchè pochissimi
    > sono gli articoli acquistabili in Internet
    > con fiducia, vedi alimentari freschi od
    > oggetti di valore, nè i rapporti personali,
    > proprio perchè svuotati di contenuti,
    > virtuali, anonimi, deludenti.
    > Basta provare a chattare per rendersene
    > conto, figuriamoci la ricerca dell'anima
    > gemella cosa può portare... meglio non
    > arrischiarsi per evitare spiacevoli
    > sorprese.
    > Da parte mia preferisco i reali rapporti
    > umani alla finta compagnia di Internauti che
    > altro non offre che una maggiore
    > solitudine... ecco perchè il terzo millennio
    > ci porterà sempre più alla solitudine...
    > anche grazie al nostro p.c.!
    non+autenticato

  • Via rete ho trovato la donna della mia vita e il lavoro della mia vita. I rapporti finti esistono anche fuori da Internet..!


    - Scritto da: Scetticismo.
    > No, non funziona, e non credo funzionerà
    > mai... nè l'e-commerce, perchè pochissimi
    > sono gli articoli acquistabili in Internet
    > con fiducia, vedi alimentari freschi od
    > oggetti di valore, nè i rapporti personali,
    > proprio perchè svuotati di contenuti,
    > virtuali, anonimi, deludenti.
    > Basta provare a chattare per rendersene
    > conto, figuriamoci la ricerca dell'anima
    > gemella cosa può portare... meglio non
    > arrischiarsi per evitare spiacevoli
    > sorprese.
    > Da parte mia preferisco i reali rapporti
    > umani alla finta compagnia di Internauti che
    > altro non offre che una maggiore
    > solitudine... ecco perchè il terzo millennio
    > ci porterà sempre più alla solitudine...
    > anche grazie al nostro p.c.!
    non+autenticato


  • - Scritto da: Scetticismo.
    > No, non funziona, e non credo funzionerà
    > mai... nè l'e-commerce, perchè pochissimi
    > sono gli articoli acquistabili in Internet
    > con fiducia, vedi alimentari freschi od
    > oggetti di valore, nè i rapporti personali,
    > proprio perchè svuotati di contenuti,
    > virtuali, anonimi, deludenti.
    > Basta provare a chattare per rendersene
    > conto, figuriamoci la ricerca dell'anima
    > gemella cosa può portare... meglio non
    > arrischiarsi per evitare spiacevoli
    > sorprese.
    > Da parte mia preferisco i reali rapporti
    > umani alla finta compagnia di Internauti che
    > altro non offre che una maggiore
    > solitudine... ecco perchè il terzo millennio
    > ci porterà sempre più alla solitudine...
    > anche grazie al nostro p.c.!
    non+autenticato
  • Scusate se per oggi vi lascio, un saluto e un grazie a tutti coloro che sono intervenuti, ma ora devo proprio andare...

    Vado a fare la spesa nel negozietto sotto casa, così socializzo un po' con il mio fornitore di fiducia parlando di cicoria e di peperoni... e se sono fortunato incontro anche un mio vicino di casa... speriamo proprio!

    Molto meglio che parlare con voi di Internet e di Reti, già mi sento più socialmente coinvolto...

    Sorride
    max
    non+autenticato
  • Non è ben chiaro perchè una persona dovrebbe avvalersi del commercio elettronico a scapito del commercio reale, nei negozi o nei supermercati. Per quale motivo dovrei infatti perdere tempo (tanto, se vado di dialup) per vedere un negozio elettronico, per decidere cosa aquistare (senza poterlo vedere, toccare, valutare) dovendo oltretutto pagare le spese postali che spesso vanificano il rispoarmio sui prezzi? Generalmente per poter ammortizzare tale costo è necessario spendere cifre non indifferenti, ma se mi servono solo un paio di oggetti, per esempio, è molto più conveniente uscire di casa ed entrare nel primo ipermercato... No, non ci siamo. Il commercio elettronico non si svilupperà verso prodotti che possiamo già aquistare normalmente in negozio... Non c'è storia. Preferisco (e come me evidentemente molti altri) passare un pomeriggio in un negozio di chitarre, ad esempio, provarne 7 o 8 e alla fine decidere cosa aquistare. DOPO AVER PROVATO e constatato... E' inutile, l'utente vuole GUARDARE cosa compra, rendersi conto di cosa ha in mano... E non tutti si fidano poi di digitare i numeri della propria carta di credito al primo sito che capita...
    non+autenticato
  • Dipende dall'oggetto dell'acquisto.

    Per ordinare 3 casse della tua birra preferita senza dovertele scarrozzare dallo scaffale al carrello, dal carrello al bancone, dal bancone al carrello, dal carrello alla macchina, dalla macchina all'ascensore, e dall'ascensore in casa va benissimo l'ordine su Internet.
    La tua marca la conosci, e non è che al negozio sotto casa te la fanno assaggiare...

    Per un vestito su misura la vedo dura, anche se c'è chi ci ha provato anche con questo...
    non+autenticato

  • > Non è ben chiaro perchè una persona dovrebbe
    > avvalersi del commercio elettronico a
    > scapito del commercio reale, nei negozi o
    > nei supermercati.
    Moh te lo spiego con un esempio.

    A fine aprile io cercavo un telefono cellulare. Avevo idee abbastanza chiare su quel che mi serviva. Così me ne sono andato so kelkoo, ho fatto una ricerca e mi sono usciti una decina di risultati su negozi online diversi, con differenze di prezzo fino a 200.000 lire. Così mi sono potuto cuccare un telefono in offerta pagandolo 100.000 lire di meno di quel che costa ancora adesso nei negozi (vabbè è passato solo un mese, ma il prezzo di quel telefono è già sceso)
    Tempo impiegato: 30 minuti
    Costo collegamento telefonico: zero perchè ero sulla adsl dell' ufficio.
    Spese di spedizione: zero perchè era in offerta.

    Certo non lo farei per comprare le scarpe, ma ci sono molti articoli che non si provano quando si comprano, e non solo gadget tecnologici, ma anche tutti gli alimentari inscatolati, che sono il grosso della mia spesa quotidiana.

    non+autenticato
  • - Scritto da: edc

    > fino a 200.000 lire. Così mi sono potuto
    > cuccare un telefono in offerta pagandolo
    > 100.000 lire di meno di quel che costa
    > ancora adesso nei negozi (vabbè è passato
    > solo un mese, ma il prezzo di quel telefono
    > è già sceso)
    > Tempo impiegato: 30 minuti
    > Costo collegamento telefonico: zero perchè

    E' innegabile. Ma non è sufficiente per far decollare l'e-business, davvero. Sono convinto anche io che qualche spesa su internet la si fa, ma l'utenza, almeno per ora, non trasloca interamente su internet, per quel che riguarda gli aquisti.

    non+autenticato
  • Mi trovo d'accordo in pieno sul fatto che la comunicazione é la vera anima e motore della rete delle reti e che da qui parte la sua storia e il suo sviluppo sostenibile.
    Il commercio seguirà come in tutte le cose umane ma prima che un sitema o più sistemi funzionanti saranno trovati ci vorrà il tempo per pemmetere al Caso di indivudare le soluzioni vincenti e farle propserare.
    L'angoscia che internet non funzioni per gli affari é tutta derivata dal bisogno di truffare i mercati dei capitali, leggi Borse mondiali con le americane in testa , con il più "old" dei sistemi vendere lucciole per lanterne,
    il resto lo fa l'avidità Occhiolino
    non+autenticato
  • trovo che invece una dei servizi più utili sia quello delle spesa on line.
    abito a milano e vedersi recapitare sul pianerottolo tutta la spesa senza problemi di parcheggio, code e inutili perdite di tempo sia fantastico.
    e il tempo risparmiato lo uso per socializzare con chi voglio io, che devo andare per forza al supermercato?
    non+autenticato


  • - Scritto da: max
    > trovo che invece una dei servizi più utili
    > sia quello delle spesa on line.
    > abito a milano e vedersi recapitare sul
    > pianerottolo tutta la spesa senza problemi
    > di parcheggio, code e inutili perdite di
    > tempo sia fantastico.
    > e il tempo risparmiato lo uso per
    > socializzare con chi voglio io, che devo
    > andare per forza al supermercato?

    Se non ci fossero i mega-iper-supermercati, ci sarebbero mille negozietti sotto casa. Ci andresti a piedi, (2 passi fanno sempre bene), e lì conosceresti gente "nuova": i tuoi vicini di casa.
    Dimmi se è una leggenda che a Milano non vi conoscete a distanza di 2 case?
    Ho conosciuto gente in vacanza da me di Milano che si sono conosciuti in una disco qui, e abitavano l'uno di fronte all'altro
    non+autenticato
  • - Scritto da: l <MCfc>
    > Se non ci fossero i mega-iper-supermercati,
    > ci sarebbero mille negozietti sotto casa. Ci
    > andresti a piedi, (2 passi fanno sempre
    > bene), e lì conosceresti gente "nuova": i
    > tuoi vicini di casa.
    > Dimmi se è una leggenda che a Milano non vi
    > conoscete a distanza di 2 case?

    Ho vissuto 20 anni in un piccolo paese di 12.000 anime, e 20 a milano, e non c'è molta differenza. Anche nel piccolo paese non si conoscevano quelli che abitavano nella casa di fronte, a meno di non avere interessi in comune, ma qui essere dirimpettai non aggiunge niente.

    Antonello mi ha risposto:
    "Ovviamente non ho mai detto che la spesa online non sia comoda, ma non e' niente di piu' e niente di meno che quello che mia madre faceva 20 anni fa ordinando al supermercato, per telefono, la spesa da farsi consegnare a casa".

    ESATTO! se uno non ha voglia di trascinarsi fino a casa la spesa non vedo perchè si debba sentire in colpa ordinandola e "non socializzando" con i negozianti. Esattamente come faceva sua madre 20 anni fa. Internet in questo non aggiunge o toglie nulla, offre solo una possibilità in più.

    E allora?
    E allora smettiamola con titoli tipo:
    "Internet, è uno strumento creato per avvicinare le persone, e non per fare la spesa on-line evitando di recarsi al supermercato sotto casa".

    E chi l'ha detto?
    Consiglio? Fatevi portare la spesa a casa, e usate il tempo risparmiato per socializzare davvero con la gente!
    Andate in palestra, fate jogging al parco, iscrivetevi a un corso di ballo, magari incontrerete anche persone più interessanti del vostro negoziante di fiducia, o dei suoi avventori.

    Per quanto mi riguarda, i miei vicini di casa li conosco tutti, e quelli che voglio frequentare li frequento benissimo, non ho bisogno di incontrarli nel negozietto sotto casa...

    Me la vedo la signora Maria: "Oh, disdetta, da quando i signori Rossi hanno Internet non posso più socializzare con la signora Veronica"...

    ma per piacere...
    non+autenticato
  • > E allora smettiamola con titoli tipo:
    > "Internet, è uno strumento creato per
    > avvicinare le persone, e non per fare la
    > spesa on-line evitando di recarsi al
    > supermercato sotto casa".
    >> E chi l'ha detto?


    Allora, mettiamola in questi termini.
    La spesa On-Line non ha nessun particolare vantaggio rispetto alla solita spesa telefonica. La Rete non e' nata per questo, ma per trasmettere conoscenza. La cosa veramente innovativa della Rete e' il modo nuovo di diffondere informazione, non il commercio elettronico business to consumer, che esisteva anni e anni prima di Internet e non ha apportato cambiamenti radicali alla cultura del commercio.
    Ad esempio, se non ci fosse Punto Informatico ora non saremmo qui a discutere l'opinione di un Antonello Iunco o di un Max, pubblicare qualcosa di mio sarebbe stato decisamente piu' costoso, difficile, antieconomico e sarebbe andato incontro a censure, tagli e rimaneggiamenti vari.

    > Consiglio? Fatevi portare la spesa a casa, e
    > usate il tempo risparmiato per socializzare
    > davvero con la gente!

    In cosa consiste la rivoluzione Internet? Nel rivolgersi ad una pagina Web invece che fare quattro chiacchiere col negoziante sul prezzo della cicoria e farsi mandare la spesa ordinandola per telefono? Se cosi' fosse, abbiamo capito perche' la new economy finora e' stata piu' una bolla speculativa che un cambiamento di mentalita'.

    Ciao
    Antonello
    non+autenticato
  • D'accordo al 100%, tranne che su due punti:

    > La spesa On-Line non ha nessun particolare
    > vantaggio rispetto alla solita spesa
    > telefonica.

    Beh, qualche vantaggio in più c'è...
    Uno per tutti: costa meno.
    Ancora uno: hai a disposizione l'intero catalogo prodotti, quando telefoni non è detto che il negoziante abbia il tempo o la voglia di elencarti tutti i nuovi prodotti o le promozioni... E ne avevo uno che si rifiutava di consegnare spese superiori alle 100.000, perchè pesavano troppo e non era attrezzato.

    E poi:
    > La Rete non e' nata per questo,
    > ma per trasmettere conoscenza.

    All'epoca di Arpanet, sicuramente.
    Oggi non ci vedo niente di male al fatto che attraverso la Rete non si parli solo di Filosofia, ma si possa fare un certificato, inviare un telegramma, comprare un libro...
    In una parola: servizi.

    Non crogioliamoci in una visione troppo romantica di Internet...
    non+autenticato
  • >> La spesa On-Line non ha nessun particolare
    >> vantaggio rispetto alla solita spesa
    >> telefonica.
    > Beh, qualche vantaggio in più c'è...
    > Uno per tutti: costa meno.

    Il punto, caro Max, e' un altro:
    Il fare la spesa su Internet e' quella rivoluzione della New Economy che tutti ci aspettavamo? No, e' una semplice trasposizione in Rete di una cosa gia' esistente all'esterno di essa, che magari apporta benefici (il catalogo delle offerte dei supermercati della mia citta' lo ritrovo, costantemente aggiornato, nella mia cassetta della posta, in quanto al prezzo poi, dipende dallo store e da chi prendi come riferimento).
    Dobbiamo essere liberi anche di fare la spesa su Internet, ma non possiamo aspettarci che questo sia la soluzione finale per lo sviluppo della nuova economia.

    > All'epoca di Arpanet, sicuramente.
    > Oggi non ci vedo niente di male al fatto che
    > attraverso la Rete non si parli solo di
    > Filosofia, ma si possa fare un certificato,
    > inviare un telegramma, comprare un libro...
    > In una parola: servizi.

    Non ho mai detto che tutti i servizi di Internet sono inutili, ma che, al contrario di quello che in molti pensano, non e' il commercio elettronico che fara' il futuro di Internet. La conoscenza distribuita ne e' l'origine ed il fine (ed anche l'ottenimento di un certificato di residenza e' un trasferimento di conoscenze, dall'ente addetto al rilascio all'utente finale del servizio.

    Ciao
    Antonello
    non+autenticato
  • > Il fare la spesa su Internet e' quella
    > rivoluzione della New Economy che tutti ci
    > aspettavamo?

    Anche. A me fare la spesa su Internet è una cosa che mi cambia la vita in meglio, e scusa se è poco...

    > il catalogo delle offerte
    > dei supermercati della mia citta' lo
    > ritrovo, costantemente aggiornato, nella mia
    > cassetta della posta

    Supermarcati? Ma non si parlava di fare la spesa nel negozietto sotto casa, per "socializzare"?

    > Non ho mai detto che tutti i servizi di
    > Internet sono inutili, ma che, al contrario
    > di quello che in molti pensano, non e' il
    > commercio elettronico che fara' il futuro di
    > Internet.

    E chi ha mai detto questo?

    > La conoscenza distribuita ne e'
    > l'origine ed il fine (ed anche l'ottenimento
    > di un certificato di residenza e' un
    > trasferimento di conoscenze, dall'ente
    > addetto al rilascio all'utente finale del
    > servizio).

    Sì, sono sicuro che tutti gli operatori internet hanno come fine la distribuzione della conoscenza...

    Vogliamo per cortesia parlare del mondo reale, e lasciare le favole a Collodi?
    non+autenticato
  • Ciao, sono Antonello, l'autore dell'articolo in questione.
    Ovviamente non ho mai detto che la spesa online non sia comoda, ma non e' niente di piu' e niente di meno che quello che mia madre faceva 20 anni fa ordinando al supermercato, per telefono, la spesa da farsi consegnare a casa.
    Non capisco a cosa serva effettivamente utilizzare la mail o un sito internet piuttosto che il telefono per ordinare la spesa, se non per distaccarsi ancora di piu' dalla realta' che ci circonda.
    Internet serve per avvicinare le persone, e non per renderle ancora piu' distanti. Non parlo solo di ricerca dell'anima gemella come ho provocatoriamente scritto nell'articolo, ma di scambio e comunicazione in generale, che a ben guardare sono i cardini sui quali si poggia la Rete cosi' come la si e' concepita.

    - Scritto da: max
    > trovo che invece una dei servizi più utili
    > sia quello delle spesa on line.
    > abito a milano e vedersi recapitare sul
    > pianerottolo tutta la spesa senza problemi
    > di parcheggio, code e inutili perdite di
    > tempo sia fantastico.
    > e il tempo risparmiato lo uso per
    > socializzare con chi voglio io, che devo
    > andare per forza al supermercato?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antonello Iunco
    > Ovviamente non ho mai detto che la spesa
    > online non sia comoda, ma non e' niente di
    > piu' e niente di meno che quello che mia
    > madre faceva 20 anni fa ordinando al
    > supermercato, per telefono, la spesa da
    > farsi consegnare a casa.
    > Non capisco a cosa serva effettivamente
    > utilizzare la mail o un sito internet
    > piuttosto che il telefono per ordinare la
    > spesa, se non per distaccarsi ancora di piu'
    > dalla realta' che ci circonda.
    Caro Antonello, chi ti scrive è decisamente fuori dalla fascia anagrafica dei typical users, i ragazzini chiassosi e petulanti che imperversano ovunque facendo di Internet una delle (troppe) mode e deificando quei quattro lamers e wannabe che hanno fatto dello scripting IRC, del cracking, della masterizzazione e del download illegale la nuova ed ultima frontiera della conoscenza e della cultura ICT, palese esempio di mala informatizzazione, se così vogliamo dire.

    Con un minimo di supponenza, mi permetto di dire che è la mia generazione che ha "fatto" la rete, passando attraverso le primissime esperienze telematiche, le BBS, FIDOnet, e poi i collegamenti Itapac, e via citando fino all'invenzione dell'HTML al CERN.
    La Rete è dunque, per noi, da sempre luogo d'incontro, di scambio, fonte di conoscenza (quella vera, non astalavista e le patches), e soprattutto strumento elettivo e selettivo per incontrare persone con interessi simili, che condividano competenze, informazione, passione.
    Ecco, dunque, il vero valore spiegato in due parole: l'assioma della scelta.
    Internet ti permette di scegliere, semplicemente, il meglio per te, sic et simpliciter, svincolandoti da una serie di parametri condizionanti: i migliori libri, introvabili spesso in Italia ed in Europa; software prodotti da microscopiche softwarehouses, che non avrebbero nessuna visibilità attraverso i canali "convenzionali", nonostante la qualità dei prodotti; ed anche persone incredibilmente affini, pur nella diversità di contesti sociali, culturali, nazionali.

    Alla luce di queste considerazioni, il vero valore di "far la spesa" su Internet, sebbene rimanga limitato ad un preciso ambito territoriale per ovvi motivi di consegne e deperibilità dei prodotti, ti consente di dimenticare il problema del prodotto introvabile, superando d'un balzo problematiche misconosciute ai più (ma ben tangibili quando proprio l'articolo che cerchi manca dallo scaffale) come le scorte minime ed i contratti semestrali degli ipermercati.
    Direi che non è poco.
    Il tempo risparmiato (ed il guadagno in salute, in queste città sempre più inquinate e prive di parcheggi) può essere validamente impiegato per attività molto più salubri, come una bella gita in campagna... o magari una visitina a qualche cyberamica Occhiolino
    non+autenticato
  • Esattamente così deve essere concepito internet. Condivido pienamente Alexander.
    Antonello non confondere internet come la causa scatenante di alcune aberrazioni che ci sono nella nostra società moderna. E' l'utilizzo che se ne fa della tecnologia ad essere corretto o sbagliato non la tecnologia in se.
    Alexander suggerisce un modo intelligente per utilizzare internet ed ottenere in sostanza più liberta, maggiori informazioni e più tempo libero per noi e le nostre famiglie.

    - Scritto da: Alexander
    > - Scritto da: Antonello Iunco
    > > Ovviamente non ho mai detto che la spesa
    > > online non sia comoda, ma non e' niente di
    > > piu' e niente di meno che quello che mia
    > > madre faceva 20 anni fa ordinando al
    > > supermercato, per telefono, la spesa da
    > > farsi consegnare a casa.
    > > Non capisco a cosa serva effettivamente
    > > utilizzare la mail o un sito internet
    > > piuttosto che il telefono per ordinare la
    > > spesa, se non per distaccarsi ancora di
    > piu'
    > > dalla realta' che ci circonda.
    > Caro Antonello, chi ti scrive è decisamente
    > fuori dalla fascia anagrafica dei typical
    > users, i ragazzini chiassosi e petulanti che
    > imperversano ovunque facendo di Internet una
    > delle (troppe) mode e deificando quei
    > quattro lamers e wannabe che hanno fatto
    > dello scripting IRC, del cracking, della
    > masterizzazione e del download illegale la
    > nuova ed ultima frontiera della conoscenza e
    > della cultura ICT, palese esempio di mala
    > informatizzazione, se così vogliamo dire.
    >
    > Con un minimo di supponenza, mi permetto di
    > dire che è la mia generazione che ha "fatto"
    > la rete, passando attraverso le primissime
    > esperienze telematiche, le BBS, FIDOnet, e
    > poi i collegamenti Itapac, e via citando
    > fino all'invenzione dell'HTML al CERN.
    > La Rete è dunque, per noi, da sempre luogo
    > d'incontro, di scambio, fonte di conoscenza
    > (quella vera, non astalavista e le patches),
    > e soprattutto strumento elettivo e selettivo
    > per incontrare persone con interessi simili,
    > che condividano competenze, informazione,
    > passione.
    > Ecco, dunque, il vero valore spiegato in due
    > parole: l'assioma della scelta.
    > Internet ti permette di scegliere,
    > semplicemente, il meglio per te, sic et
    > simpliciter, svincolandoti da una serie di
    > parametri condizionanti: i migliori libri,
    > introvabili spesso in Italia ed in Europa;
    > software prodotti da microscopiche
    > softwarehouses, che non avrebbero nessuna
    > visibilità attraverso i canali
    > "convenzionali", nonostante la qualità dei
    > prodotti; ed anche persone incredibilmente
    > affini, pur nella diversità di contesti
    > sociali, culturali, nazionali.
    >
    > Alla luce di queste considerazioni, il vero
    > valore di "far la spesa" su Internet,
    > sebbene rimanga limitato ad un preciso
    > ambito territoriale per ovvi motivi di
    > consegne e deperibilità dei prodotti, ti
    > consente di dimenticare il problema del
    > prodotto introvabile, superando d'un balzo
    > problematiche misconosciute ai più (ma ben
    > tangibili quando proprio l'articolo che
    > cerchi manca dallo scaffale) come le scorte
    > minime ed i contratti semestrali degli
    > ipermercati.
    > Direi che non è poco.
    > Il tempo risparmiato (ed il guadagno in
    > salute, in queste città sempre più inquinate
    > e prive di parcheggi) può essere validamente
    > impiegato per attività molto più salubri,
    > come una bella gita in campagna... o magari
    > una visitina a qualche cyberamica Occhiolino
    non+autenticato
  • > Con un minimo di supponenza, mi permetto di
    > dire che è la mia generazione che ha "fatto"
    > la rete, passando attraverso le primissime
    > esperienze telematiche, le BBS, FIDOnet, e
    > poi i collegamenti Itapac, e via citando
    > fino all'invenzione dell'HTML al CERN.

    Nel mio articolo parlo infatti della generazione "attuale", non di quella che ha "fatto" internet, o le BBS alle quali, tra l'altro, mi collegavo anch'io per scaricare l'echomail attraverso il mio point, pur non avendo trent'anni.

    > Alla luce di queste considerazioni, il vero
    > valore di "far la spesa" su Internet,
    > sebbene rimanga limitato ad un preciso
    > ambito territoriale per ovvi motivi di
    > consegne e deperibilità dei prodotti, ti
    > consente di dimenticare il problema del
    > prodotto introvabile, superando d'un balzo

    La spesa su Internet, come la intendevo io nel senso di spesa quotidiana dal fruttivendolo o dal macellaio, non ha senso di esistere, o per lo meno non rappresenta nulla di nuovo. Il prodotto "introvabile" resta tale se il tuo supermercato virtuale ha finito le scorte, diverso e' il caso in cui ci sia la necessita' di reperire materiale d'uso comune. Per comprare, che so, un disco di Madonna, il commercio elettronico non e' fondamentale. Ma non per questo voglio dire che non serva. C'e', esiste ma non e' una rivoluzione quanto una semplice trasposizione telematica di quello che c'era da decenni sugli scaffali dei negozi.
    Napster, invece, e' un fenomeno nuovo e innovativo, come lo e' l'instant messaging, o la possibilita' di conoscere gente in Messico che ti aiutino a prenotare l'albergo migliore per le tue vacanze estive (esempio reale).Sorride

    > Il tempo risparmiato (ed il guadagno in
    > salute, in queste città sempre più inquinate
    > e prive di parcheggi) può essere validamente
    > impiegato per attività molto più salubri,
    > come una bella gita in campagna... o magari
    > una visitina a qualche cyberamica Occhiolino

    Ripeto, fare la spesa telefonicamente o via Internet non cambia niente ai fini pratici: si tratta di scegliere se chiamare il negoziante a voce o compilare un form internet. Tutto li'.

    Ciao
    Antonello
    non+autenticato