US Robotics spinge Wi-Fi a 125 Mbps

Il produttore americano, come alcuni rivali, introduce una implementazione della tecnologia 802.11g in grado di fornire una velocità teorica pari a 125 Mbps, oltre il doppio di quella standard

Londra (Gran Bretagna) - Nonostante il lavoro quasi febbrile dell'Electrical and Electronics Engineers (IEEE) per la creazione di nuovi standard per le reti wireless (WLAN), le necessità del mercato sembrano crescere ad una velocità ben maggiore di quella che può garantire un organo di normalizzazione. Così un po' tutti i più grossi produttori hanno adottato soluzioni per spingere le prestazioni delle reti wireless oltre i limiti nominali.

U.S. Robotics ha iniziato la commercializzazione di una nuova famiglia di prodotti capaci di portare la velocità massima teorica dello standard 802.11g da 54 Mbps a 125 Mbps. Questo aggiornamento rappresenta un'ulteriore evoluzione della 802.11g Accelerator Technology di USR, la stessa tecnologia che, insieme ai turbo-chippetti di Texas Instruments, lo scorso anno spinse le prestazioni di Wi-Fi a 100 Mbps.

Chi già possiede uno dei prodotti di USR della linea Turbo può aggiornare i propri dispositivi wireless attraverso l'applicazione di un firmware aggiornato scaricabile a breve dal sito della società. I dispositivi così aggiornati, o quelli già integranti il supporto ai 125 Mbps, potranno variare dinamicamente la velocità - 22, 54, 100 o 125 Mbps - in base al protocollo supportato dagli altri apparati di rete.
Broadcom ha già introdotto, in USA, i primi dispositivi 802.11g da 125 Mbps, e la stessa cosa si apprestano a fare altri grossi nomi del settore, fra cui Belkin e Linksys.
15 Commenti alla Notizia US Robotics spinge Wi-Fi a 125 Mbps
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  • Negli ultimi tempi in Italia vengono presentate offerte di upgrade per i collegamenti adsl esistenti, tecnologie ormai diffusissime anche se la totale copertura del territorio non è ancora stata raggiunta. Alcune aree metropolitane possono contare sulla fibra ottica, raggiungendo i 10Mbps, ma dal Giappone arrivano informazioni disarmanti per chi nella nostra Italia "lotta" con un modem analogico o al massimo con una ISDN!

    Tep.Co. (Tokyo Electric Power) offre alla propria utenza una connettività internet con velocità pari a 100Mbps ed i più famosi provider Giapponesi (So-Net o di Nifty) offrono contratti in dial up.
    La velocità appena citata non è garantita, è il caso teorico ideale ma considerando la disponibilità di fibra e lo stile Giapponese (che non è eccessivamente pressapochista!), si può ben immaginare che la qualità del servizio sia elevata.

    I costi sono a dir poco imbarazzanti, si parla infatti di circa 45Euro al mese! Con questo genere di connettività le tanto citate nuove tecnologie legate ai contenuti "on demand", piuttosto che la realizzazione di veri e propri server casalinghi sono facilmente realizzabili e trovano la loro massima espressione.

    Il Giappone è indubbiamente uno dei paesi più all'avanguardia nel campo delle nuove tecnologie, in tale realtà gli investimenti in IT sono massicci e permettono il raggiungimento degli obiettivi appena citati. Non è un caso che in Giappone si stia pensando in modo assai realistico e concreto all'adozione del nuovo standard IPv6.

    Come riportato qualche tempo fa sulle nostre pagine, Cina, Giappone, Corea e Taiwan credono enormemente nella rapida adozione del nuovo standard; Cina Corea e Taiwan hanno posto come obiettivo ill 2010 per il passaggio al nuovo "indirizzamento", mentre il Giappone è assai fiducioso ed entro il 2005 dovrebbe arrivare al traguardo IPv6.

    La differenza sostanziale tra IPv4 ed IPv6 è ovviamente l'incremento di indirizzi IP disponibili; attualmente in alcune aree geografiche si inizia ad avvertire la "scarsità" di indirizzi IP ed in queste condizioni pare non realistico pensare ad una massiccia adozione delle nuove tecnologie disponibili nel prossimo futuro. Ipotizziamo ad esempio che ognuno di noi abbia un indirizzo IP statico a disposizione, con l'attuale IPv4 non è nemmeno immaginabile; eppure il server casalingo, piutttosto che le nuove forme di comunicazione legate al mobile sono una realtà. Alcuni provider hanno cercato di ovviare al problema adottando i NAT, ovvero con particolari regole di routing riescono a garantire indirizzi IP statici ai propri clienti, ma come è facile immaginare, tali soluzioni sono solo dei rimedi al problema.

    L' IPv6 va oltre la disponibilità di nuovi indirizzi, il nuovo protocollo implementa infatti nuove metodologie per il riconoscimento e la trasmissione dei pacchetti; le informazioni facenti capo ad audio e video avranno la precedenza sulla rete, mentre i pacchetti relativi ad email ecc godranno di una minor precedenza.

    Purtroppo in Italia la situazione non è ancora così rosea, infatti connettività simili a quella giapponese sono decisamente utopistiche, mentre le informazioni circa studi ed implementazioni dell' IPv6 sono assai nebulose.

    Grazie all'amico GOTECKI per le proziose segnalazioni.
    Ulteriori informazioni sono disponibili a questo indirizzo.
    http://news.hwupgrade.it/12186.html
    non+autenticato
  • qui in italia non e arrivata neppure la fibra ... correggo solo in qualche citta percio dove sta il problema?
    non+autenticato
  • Non vedo "la notizia" dato che la harpax ha spinto il Wi-Fi fino ad un gigabit...prima di scrivere "le notizie" forse ci si dovrebbe documentare un pochino di +!!!!
    non+autenticato
  • Chi???
    :D

    US Robotics decide il mercato la come si chiama che fa?
    non+autenticato
  • Anonimo wrote:
    > Non vedo "la notizia" dato che la harpax ha spinto il Wi-Fi
    > fino ad un gigabit... [...]

    Certo: stando a 3 mm dal ricevitore e quando Marte entra nell' influenza dei Pesci.
    Ed avendo un po' di culo.

    Raga, evitiamo di prendere queste sparate da 4 soldi come oro colato: tanto son tutte velocita' di picco piu' teorike ke altro.Triste
    non+autenticato

  • Un collega ha comperato la PCMCIA 803.11g della USR:
    - Su un dell XP si incartava con BSOD
    - Su un altro PC funzionava al 100%
    - Su Linux i drivers sono a pagamento !

    L'Access Point, sempre della USR, a cicli regolari fa' colare la potenza del segnale a picco, per poi ristabilirla a piena potenza poco dopo.

    Il sottoscritto ha preso uno Zyxel (Nonostante abbia comperato USRobotics sin dai tempi dei primi modem Courier HSTImbarazzato) e ha funzionato senza problemi (Sotto Linux) sin dal primo minuto !
    11237

  • - Scritto da: Giambo
    >
    > Un collega ha comperato la PCMCIA 803.11g
    > della USR:
    > - Su un dell XP si incartava con BSOD
    > - Su un altro PC funzionava al 100%
    > - Su Linux i drivers sono a pagamento !

    http://www.gnu.org/philosophy/free-software-for-fr...
    http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html
    non+autenticato
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