La Libia è sparita da Internet

Mistero fitto sulla cancellazione dei riferimenti web del paese mediante rimozione dei .ly. Una situazione senza precedenti che getta ombre sulla gestione della rete da parte dell'ICANN. Lotta di potere? A spese di chi? - UPDATE

La Libia è sparita da InternetRoma - ore 9.30 - UPDATE a fondo pagina
Chi si recasse all'indirizzo http://www.nic.ly/ si troverebbe dinanzi ad un inatteso errore: la pagina web non si trova. Non si tratta però dell'indirizzo di un oscuro sito web chiuso dal proprio gestore ma del sito principale del NIC libico, ossia dell'autorità locale che si occupa dell'assegnazione dei domini.ly, l'estensione che l'organizzazione internazionale IANA ha assegnato al paese africano.

Medesimo destino attende chi si recasse su un sito come http://www.biz.ly/, vale a dire il sito di un provider libico che è punto di riferimento per le (poche) imprese e organizzazioni locali che hanno cercato la via di una presenza in rete.

Sui motivi per i quali da alcune ore tutti i domini libici.ly risultano irraggiungibili aleggia, mentre scriviamo, il più fitto mistero. Secondo The Register, l'ezine che per prima ha riportato la notizia, quei domini potrebbero essere la vittima di un esercizio distorto del proprio potere da parte dell'ICANN, l'organizzazione che sovraintende, appunto, al sistema globale dei domini. Tanto la gestione dei domini internazionale che quella dei domini locali, come l'italiano.it, è frutto di accordi che vedono l'ICANN parte in causa.
L'ipotesi si deve al fatto che una società con sede in Gran Bretagna, la Lydomains.com, azienda che ha la commessa per rivendere le registrazioni dei domini.ly, nei giorni scorsi avrebbe trasmesso una email ai propri clienti nella quale si afferma che "a causa di una azione unilaterale della IANA, il Domain Name Server che gestisce il ccTLD.ly è stato disabilitato". "Nonostante i nostri tentativi di mantenere attiva la zona.ly - si legge nell'email - la sua chiusura è totalmente al di fuori del nostro controllo".

Un'azione del genere non solo è senza precedenti ma desta, ovviamente, una enorme preoccupazione, non essendo stata anticipata dalla stessa IANA e causando conseguenze di così gravi. Inutile dire che una situazione di questo tipo è destinata ad armare maggiormente chi sostiene che l'attuale gestione internazionale dei domini va rivista completamente.

L'interpretazione che si può dare alla singolare mossa di IANA, che mentre scriviamo non ha ancora commentato l'accaduto, non può che partire dal fatto che IANA conserva uno stretto rapporto con l'ICANN e che, al contrario di quest'ultimo organismo, le proprie decisioni sono esclusivamente tecniche. Va da sé, dunque, che il sospetto che circola in rete in queste ore sia quello che l'ICANN possa aver voluto forzare la mano alla situazione dei.ly per garantirsi il ruolo che le è stato spesso negato in ambito internazionale, quello di essere, appunto, l'organismo decisore supremo relativamente ai domini internet.

Si tratta di illazioni, evidentemente, e per certi versi risulta difficile credere che si possa arrivare a tanto, sebbene in passato l'ICANN abbia lamentato il fatto che molte autorità nazionali dedicate non le abbiano riconosciuto il ruolo che l'organizzazione rivendica.

Ciò che più colpisce, a molte ore dalla "sospensione" di un intero paese dalla rete, è che né l'ICANN né IANA abbiano ritenuto di dover rilasciare alcuna dichiarazione ufficiale in merito.

UPDATE ORE 9,30
Questa mattina alcuni domini.ly stanno ricominciando a funzionare. Sebbene molti siti ancora non risultino accessibili il DNS sembra essere ripartito. Nelle prossime ore PI cercherà di avere un commento dell'ICANN su quanto accaduto.
TAG: censura
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