Lessig, in sei cavalcano GNU

di Tommaso Lombardi - La Free Software Foundation guadagna un nuovo, prezioso elemento per donare maggiore profondità giuridica alle azioni dell'organizzazione impegnata nel progetto GPL

Roma - Il Direttivo della Free Software Foundation ha spalancato le porte ad un nuovo membro, un vero "guru" per tutti i sostenitori del software libero e non solo: è Lawrence Lessig, ordinario di Diritto alla Scuola di Giurisprudenza di Stanford e studioso dei complicati meccanismi giuridici economici legati al copyright.

La presenza di Lessig al fianco di maestri della programmazione aperta come Stallman, Sussman e Knauth, incide sulla forza giuridica di FSF: il professore - già impegnato con EFF e Creative Commons - è un esperto giurista al servizio di GNU per affermare la totale validità legale della General Public License, corroborata peraltro da una recente vittoria presso il tribunale di Monaco di Baviera.

Sale così il numero di "condottieri" incaricati di difendere la Free Software Foundation dalle minacce legali piovute sul software libero: Lessig darà man forte ad un altro esimio accademico, Eben Mogle, professore di Diritto alla Columbia University.
Ne nasce una nuova FSF, più carica socialmente e dotata di un sempre più ampio spettro culturale. Grazie all'apporto di Lessig, è stato aggiunto un nodo di connessione tra il progetto di libertà informatica di Stallman e la lotta per la libera condivisione dei saperi. GNU acquisisce un corpus culturale ed ideologico che potrebbe farne una ancora più fresca e dirompente novità nel panorama culturale internazionale.

Lawrence Lessig non è soltanto un abile giurista impegnato nella ridefinizione del concetto di copyright. È un attento osservatore delle dinamiche della società delle reti e conta numerose presenze all'interno della sfera pubblica americana ed internazionale. Collabora con Wired ed è una figura di spicco dell'intero panorama internet, appartenendo a quel gruppo così frastagliato ed eterogeneo di intellettuali che stanno caratterizzando le ultime battute dello svolgimento socio-culturale postmoderno.

Con l'entrata di Lessig in FSF, il suo bagaglio culturale si rifletterà sicuramente sulle azioni dell'organizzazione nata nel 1984. Un bagaglio estensivo ed interessante, cominciando dalla sua ultima pubblicazione, "Free Culture".In questo volume, liberamente consultabile online e protetto da licenza Creative Commons, Lessig afferma che al momento "viviamo in una cultura taglia&incolla permessa dalla tecnologia".

Il titolo e le modalità di consultazione di questo e-book (disponibile ovviamente anche in versione cartacea, pubblicato da The Penguin Press) esplicano in nuce un dibattito cruciale dei nostri tempi: è possibile raggiungere un giusto mezzo tra la protezione e la tutela delle opere intellettuali e la liberalizzazione dei saperi al fine di una solidaristica ed equa progressione collettiva verso l'innovazione?

Analizzando numerosi aspetti della società di massa e dell'informazione, Lessig ribadisce che ogni singola innovazione costituisce un mattone per una successiva costruzione di sistemi sempre più efficienti, sia che si tratti di televisione, sia di editoria, sia di informatica.

Il pensiero di Lessig si sofferma sulla ridondanza deleteria e lungimirante che l'eccessiva tutela del copyright può avere sul futuro. La digitalizzazione dei saperi implica un significativo incremento di azioni legali condotte da monopoli culturali-tecnologici (che detengono i diritti sulle stesse modalità di fruizione della conoscenza) per tutelare i propri interessi, facendo implodere la sfera della cultura pubblicamente e liberamente disponibile.

Apportando l'esempio della musica condivisa sulle reti P2P, Lessig ipotizza che si potrebbe raggiungere il compromesso tra necessità degli autori e libertà d'uso attraverso l'introduzione di un fondo comune, finanziato dagli stessi utenti e destinato agli artisti danneggiati dalla pirateria.

Tuttavia, la macchinosità politica di un simile espediente rende questa idea lontana da ogni applicazione pratica. Quale soluzione per il problema della pirateria e per l'applicazione dei diritti d'autore? Ai posteri l'ardua sentenza: già, perchè i lavori di Lessig potranno - in perfetto spirito open source - costituire le fondamenta per una prossima teorizzazione sociale, a 360°, che tenti infine di risolvere il divario tra grandi produttori ed utenti finali. Chi potrebbe augurarsi che non riesca nell'impresa?

Tommaso Lombardi

dello stesso autore:
Verso il proibizionismo 2.0
TAG: mondo
17 Commenti alla Notizia Lessig, in sei cavalcano GNU
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  • Ottimo articolo (e splendida notizia), ma... «Il pensiero di Lessig si sofferma sulla ridondanza deleteria e lungimirante che l'eccessiva tutela del copyright può avere sul futuro»... ridondanza deleteria e lungimirante???... cos'è, c'era un'offerta 3x2 sugli aggettivi???
    non+autenticato
  • Sono davvero contento che il *nostro* movimento sia rappresentato da così grandi pensatori, sapere che dietro la GPL 3.0 (sempre che esisterà) ci siano figure così eminenti mi tranquillizza. Sorride
    cla
    397
  • Siamo sempre piu' grandi!

    Da una parte ci sono i vampiri, sanguisughe del'informatica con i loro miliardi a comprarsi la legge e i governi e fare i loro porci comodi con il portafogli degli utenti e a decidere cosa deve esserne del nostro futuro e come dobbiamo usare e fruire dei programmi e dell'hardware.

    Dall'altra abbiamo le migliori menti del pianeta che mettono a disposizione le loro competenze per migliorare il mondo in cui viviamo e regalarci vero progresso scientifico e culturale.

    Io sto coi sencondi e sono contento che ogni giorno che passa le cose migliorano.

    E sono contento anche perche' grazie all'opensource e quello che Linux mi ha permesso di imparare grazie ai suoi strumenti di sviluppo ho pure trovato un bel lavoro!

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    [...]

    >
    > Io sto coi sencondi e sono contento che ogni
    > giorno che passa le cose migliorano.

    Vorrei anch'io essere cosi' ottimista, ma il futuro lo vedo fosco (gli usa che cercano d'imporre come gia' hanno fatto in giappone la propria legislazione in fatto di brevetti).

    > E sono contento anche perche' grazie
    > all'opensource e quello che Linux mi ha
    > permesso di imparare grazie ai suoi
    > strumenti di sviluppo ho pure trovato un bel
    > lavoro!
    >

    Dai racconta, voglio sapere i dettagli...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Vorrei anch'io essere cosi' ottimista, ma il
    > futuro lo vedo fosco (gli usa che cercano
    > d'imporre come gia' hanno fatto in giappone
    > la propria legislazione in fatto di
    > brevetti).

    La stessa America e' divisa. Da un lato e' la patria dei precursori di questo movimento, sfrutta e riceve giovamento nell'uso dell'opensource sia nell'amministrazione pubblica che nelle aziende, dall'altra ha le piu' grosse aziende che corrompono e sfruttano la corruzione politica per farsi ritagliare leggi su misura.
    Ma per fortuna i governi del mondo lo hanno abbracciato con grossi benefici ed ogni tentativo di imporre leggi e sistemi che lo vogliono affossare non va quasi mai a buon fine...

    > > E sono contento anche perche' grazie
    > > all'opensource e quello che Linux mi ha
    > > permesso di imparare grazie ai suoi
    > > strumenti di sviluppo ho pure trovato
    > un bel
    > > lavoro!
    > >
    >
    > Dai racconta, voglio sapere i dettagli...

    Solo che ho prima imparato a programmare e conoscere bene Linux grazie a tutti gli esempi e programmi che ci sono in circolazione e anche la documentazione c'e' ne sta un mare per tutti i gusti. Poi ho partecipato a qualche progettino opensource e faccio parte del LUG della mia citta'.
    Dopo qualche tempo un amico mi dice che IBM cercava giovani programmatori e sistemisti in un settore particolare e nella mia citta' e quando ho mandato il mio curriculum e sono riuscito a parlare con qualcuno ho avuto un primo contratto di collaborazione. Il mio primo vero lavoro dopo tante cose da tecnicuccio di periferia a risolvere i soliti problemi di virus di Win per i negozi di computer della mia citta'.
    non+autenticato

  • > E sono contento anche perche' grazie
    > all'opensource e quello che Linux mi ha
    > permesso di imparare grazie ai suoi
    > strumenti di sviluppo ho pure trovato un bel
    > lavoro!

    Anche io!!! Comincerò il mese prossimo! Davvero complimenti e in bocca al lupo!

    TAD
  • Non dovrebbe essere Eben Moglen il nome corretto?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Non dovrebbe essere Eben Moglen il nome
    > corretto?
    Infatti, EBEN MOGLEN
    non+autenticato
  • ...a thread come questo?
    Sono questi gli argomenti importanti, quelli che ci devono far riflettere su come impostare il nostro comportamento, su che software utilizzare (quando possibile) e a chi dare il nostro voto. I nostri padri e il management anziano, non capiranno mai fino in fondo il significato sociale di alcune scoperte del progresso informatico ma noi, che spero abbiamo capito, abbiamo il dovere di far frullare il cervello.
    Eventi come la causa SCO Vs. IBM o l'utilizzo o meno di Linux nei sistemi embedded o la diffusione della larga banda nel territorio sono cruciali per capire le direzioni di sviluppo della società. Non sto esagerando. Ve lo aspettavate, 10 anni fa una "e-mail" così inserita nel modo di lavorare? Io credo di no.
    Allora cerchiamo di non farci plagiare dall'abulia e dalle frottole che ci propinano i grandi guru delle multinazionali dell'informatica (...e non sto facendo global Vs. no-global...non pensatelo nemmeno) Quelli fanno solo gli interessi del loro business. Ma qual'è il NOSTRO business? Noi siamo utenti, pensiamoci, siamo utenti e fornitori, magari free, magari legati ad una struttura che deve fare, giustamente, business. Come facciamo a non farci sovrastare dagli interessi delle aziende di cui noi stessi siamo il motore? 2 soli post per questa notizia, sottile, ma dirompente, segno che esiste qualcuno che cerca di cambiare, di stravolgere con le sole armi della ricerca e dell'impegno e 127 post, tutti peraltro dai soliti trolloni per ogni articolo che parla di Linux e Windows. Cha tristezza!
    Geo
    non+autenticato
  • Non ti so spiegare il motivo, ma ho visto e continuo a vedere che la gente punta sempre ad avere un proprio tornaconto personale immediato. Questo implica che una cosa la ritiene buona o cattiva a seconda di quanto gli viene in tasca all'inizio.... Non ci sono più molte persone lungimiranti ormai. Ed è questo il problema, secondo me: il software libero e la cultura libera sono un valido tornaconto personale, perchè alla fine viene in tasca a tutti un miglioramento della società, no? E' che la gente non vede subito i soldi, e così pensa che non sia utile. Bisogna far capire a tutti che anche se i risultati arrivano dopo del tempo, arrivano e generalmente son molto più utili. Così vedrai molta più gente ritenere utile una notizia come questa, e discuterne.

    DjMix
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > 127 post, tutti peraltro dai soliti trolloni per
    > ogni articolo che parla di Linux e Windows.
    > Cha tristezza!
    > Geo

    Benvenuto su PI.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > 127 post, tutti peraltro dai soliti
    > trolloni per
    > > ogni articolo che parla di Linux e
    > Windows.
    > > Cha tristezza!
    > > Geo
    >
    > Benvenuto su PI.

    Gia`, bisognerebbe prendere provvedimenti.
    Qui forse servirebbe, a questo punto, un admin con le palle un po' piene & frequenti mal di testa, che cominci a falcicchiare qua e la da ambo i lati dell'eterna diatriba fra il Kapitalista Konvinto e il Net Rat. Senza dimenticare qualche Mac user fin troppo fiero della propria (pur buona) attrezzatura digitale.

    E` vero che non esiste un sistema per riconoscere una persona univocamente, e` vero che bandire intere subnet da 64K indirizzi puo` fare un po' incazzare chi da esse proviene e non ha fatto nulla, e` vero anche che chi da esse proviene e non ha fatto nulla puo` essere reintegrato per mezzo nome utente + password, solo che non si potrebbero accettare nuove iscrizioni da dette subnets.

    Ma non dico di farlo per sempre: solo per un po' di tempo, per vedere un po' di spargere il DDT anti-troll. Molti troll non sono davvero cosi` votati a rompere le scatole da prendersi la briga di passare da header falsificati o da proxi per tornare a farsi sentire. Secondo me sarebbe abbastanza efficace dare una tirata d'orecchi, finalmente.
    non+autenticato


  • Ti quoto completamente, e ti diro' di piu' , non appena ho letto la notizia non ho resistito , sono andato su google e mi son cercato un po' di informazioni , tra l'altro mi sono scaricato il file flash da 8 mb dell'intervento di Lessig, in piu' mi sono ritrovato nel sito della licenza CC , insomma non ho avuto proprio il tempo di venire a postare Sorride

    reputo anche io che questa sia una notizia veramente importante...

    saluti
    postmaster


    - Scritto da: Anonimo
    > ...a thread come questo?
    > Sono questi gli argomenti importanti, quelli
    > che ci devono far riflettere su come
    > impostare il nostro comportamento, su che
    > software utilizzare (quando possibile) e a
    > chi dare il nostro voto. I nostri padri e il
    > management anziano, non capiranno mai fino
    > in fondo il significato sociale di alcune
    > scoperte del progresso informatico ma noi,
    > che spero abbiamo capito, abbiamo il dovere
    > di far frullare il cervello.
    > Eventi come la causa SCO Vs. IBM o
    > l'utilizzo o meno di Linux nei sistemi
    > embedded o la diffusione della larga banda
    > nel territorio sono cruciali per capire le
    > direzioni di sviluppo della società.
    > Non sto esagerando. Ve lo aspettavate, 10
    > anni fa una "e-mail" così inserita
    > nel modo di lavorare? Io credo di no.
    > Allora cerchiamo di non farci plagiare
    > dall'abulia e dalle frottole che ci
    > propinano i grandi guru delle multinazionali
    > dell'informatica (...e non sto facendo
    > global Vs. no-global...non pensatelo
    > nemmeno) Quelli fanno solo gli interessi del
    > loro business. Ma qual'è il NOSTRO
    > business? Noi siamo utenti, pensiamoci,
    > siamo utenti e fornitori, magari free,
    > magari legati ad una struttura che deve
    > fare, giustamente, business. Come facciamo a
    > non farci sovrastare dagli interessi delle
    > aziende di cui noi stessi siamo il motore? 2
    > soli post per questa notizia, sottile, ma
    > dirompente, segno che esiste qualcuno che
    > cerca di cambiare, di stravolgere con le
    > sole armi della ricerca e dell'impegno e 127
    > post, tutti peraltro dai soliti trolloni per
    > ogni articolo che parla di Linux e Windows.
    > Cha tristezza!
    > Geo
    non+autenticato
  • Perche' manca il troll? =)

    Condivido l'opinione espressa un paio di post sopra riguardo al tornaconto immediato (esempio recente, il flame-fest scaturito dalla decisione dei Debian mantainer per rimuovere firmware proprietario dal kernel linux), pero' vorrei anche aggiungere che a mio avviso non ci sarebbe stato molto da discutere su una notizia del genere, se non rallegrarsi per il fatto che un'altra mente brillante si sia unita alla FSF...
    non+autenticato
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