Brevetti, appello ai cittadini dell'Unione

Una lettera indirizzata agli europei è firmata dalla Free Software Foundation Europe e dalla Foundation for a Free Information Infrastructure, che avvertono dei pericoli dei nuovi brevetti all'europea. Ecco il testo

Roma - Cari Concittadini,
avete mai sentito parlare di telefonia su protocollo internet (IP)? È una bellissima tecnologia! Seduti al proprio PC, fate clic su un numero e il computer lo compone automaticamente; per parlare con le altre persone basta collegare cuffia e microfono al computer; potete organizzare una riunione tra tanti amici sotto forma di conferenza telefonica e se avete una webcam potete anche vedervi a vicenda. Con un contratto di accesso a internet con tariffa fissa, praticamente i costi di connessione spariscono.

Le opportunità commerciali sono considerevoli: la IBM prevede riduzioni dei costi del 30% per gli utenti professionali. La società di ricerche di mercato Gartner prevede che la dimensione del mercato quadruplicherà nel 2007, rispetto al 2002. Sicuramente un campo molto interessante!

Tuttavia, esiste un ostacolo chiamato "brevetti software": se la legge sul diritto d'autore vieta ai concorrenti di vendere lo stesso prodotto software (ad esempio "Microsoft Word") sotto un altro nome, i brevetti software mirano a proteggere le idee, creando dei deserti di creatività che durano molti anni. Ad esempio, la Apple detiene un brevetto su un "cestino per la carta virtuale".
Data una certa strumentazione legale, la Apple può vietare l'implementazione dell'idea di "cestino per la carta" in qualsiasi altra applicazione software, a prescindere dalla soluzione tecnica o dalla metodologia di programmazione usata. Oppure potrebbe scegliere di riscuotere dei diritti di licenza dai programmatori che vogliono usare l'idea del "cestino per la carta" nel programma che stanno scrivendo.

Torniamo alla telefonia via internet: essa è un vero e proprio castello di carte fatto di idee. Come sincronizzare l'audio e il video? Come comprimere i dati in modo che gli utenti con modem e connessioni lente non siano esclusi? Tutte queste idee sono necessarie affinché la telefonia via internet diventi realtà.

Qual è il risultato dei brevetti software? Niente telefonia IP! Oggi il Professor Henning Schulzrinne della Columbia University (New York) consiglia ai programmatori di aspettare ancora 17 anni, in modo che i brevetti siano scaduti.

Negli Stati Uniti esistono leggi che permettono di rivendicare diritti sui brevetti software. In Europa, senza che la legge lo preveda, da anni l'Ufficio Europeo dei Brevetti sta riconoscendo brevetti software, che per ora non possono essere fatti valere, in mancanza di una legge.

Contro la ragionevolezza del processo di unificazione europea e contro la volontà del Parlamento Europeo, che nel settembre 2003 ha riaffermato l'indesiderabilità dei brevetti software, oggi il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea sta cercando di imporre una legge simile a quella in vigore negli Stati Uniti! Oggi, a distanza di neanche sette mesi, il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea e la Commissione si preparano a votare in modo esattamente contrario alla volontà espressa dal Parlamento. Che affronto ai rappresentanti parlamentari che abbiamo eletto!

Questo abuso dei principi base della democrazia avrà anche severe conseguenze economiche: nonostante le leggi in vigore, l'Ufficio Europeo dei Brevetti ha già riconosciuto 30.000 brevetti software. Quanto potenziale creativo (e quindi economico) resterà bloccato per decenni? Quanto costano i brevetti software in termini di posti di lavoro?

Chi ha interesse a monopolizzare le idee e a commerciarle? Nel novembre del 2003, gli amministratori delegati di Alcatel, Ericsson, Nokia e Siemens si sono rivolti alla Commissione Europea pronunciandosi in favore dei brevetti software. Sapevano quello che facevano? Ovviamente no: i produttori di apparecchiature telefoniche farebbero grandi affari nel campo della telefonia IP.

Ovviamente gli avvocati specialisti in brevetti sono interessati a nuove e complesse leggi: dopo la decisione del Parlamento Europeo, la camera degli avvocati in materia brevettuale ha pubblicato un comunicato di 12 pagine, firmato dal presidente del "Comitato sul software per elaboratori". Dal punto di vista dei più di 700 avvocati in materia brevettuale che operano a Monaco (a questi occorre aggiungere quelli impiegati negli uffici legali delle aziende) questo sforzo è comprensibile, visto il pericolo di perdere un'area di attività e di potenziale crescita. Ma può l'economia europea sacrificare la propria competitività per difendere questi interessi parziali? Finché il dibattito pubblico è dominato dagli avvocati degli uffici brevetti, degli studi legali, delle associazioni e dai ministri, si ha l'impressione che questi interessi particolari siano gli interessi dell'intera società.

La nocività del sistema brevettuale nel campo del software è stata analizzata scientificamente dal MIT, il Massachusetts Institue of Technology. In uno studio del 2003, i suoi ricercatori hanno concluso che più una società detiene brevetti software, meno investe in ricerca e sviluppo.

Cosa succederà alla politica, alla società, all'economia intera se questo processo non verrà fermato? Impediremo alle persone di essere creative. Metteremo lo sviluppo della società nelle mani di burocrati che ogni volta ci ricatteranno per il loro tornaconto particolare. Per usare le parole del Presidente Ceco Vaclav Klaus "L'Unione Europea non parla di libertà e apertura, ma di burocratizzazione, regolamentazione e armonizzazione". Rischia di avere ragione, se lasciamo questo dibattito nelle mani degli altri.

Cari Concittadini, ci conoscete - www.fsfeurope.org e www.ffii.org - come organizzazioni che difendono la libertà nell'era digitale, il Software Libero e l'informazione libera.

Continueremo nel nostro lavoro.

I brevetti software renderanno schiavo tutto il software, anche il software libero, ma le conseguenze potrebbero essere peggiori: tutta la società potrebbe ritrovarsi schiava del sistema brevettuale. Quindi vi chiediamo di sostenerci nella battaglia per la libertà in Europa. Potete farlo in molti modi:

- 1. Protestando con i politici e gli amministratori del vostro paese
- 2. Mostrando agli imprenditori (non ai loro uffici legali) i pericoli dei brevetti software e chiedendo al vostro governo di lottare per l'innovazione e contro i brevetti software
- 3. Contattando i media della vostra area geografica o professionale. I giornalisti hanno una certa influenza, ma devono per prima cosa accorgersi della serietà di questo problema.
- 4. Sostenendoci con una donazione: potete trovare informazioni su come farlo alle pagine http://www.fsfeurope.org/help/donate.html e http://www.ffii.org/assoc/financ/account/. Le donazioni sono deducibili dalle tasse in molti paesi europei, provvederemo a spedirvi velocemente le ricevute necessarie a questo scopo. Nel caso della FSFE, siete pregati anche di indicare se volete essere elencati pubblicamente tra i nostri sostenitori.
- 5. Partecipando alle manifestazioni che stiamo organizzando per metà maggio in molte città e capitali europee:
http://kwiki.ffii.org/SwpDemo0405En.
- 6. Firmando il "Call for Action II" di FFII, alla pagina http://www.ffii.org/ffii-cgi/aktiv?f=euparl&l=de

Cordiali saluti,

Georg Greve
Free Software Foundation Europe
www.fsfeurope.org

Hartmut Pilch
Foundation for a Free Informational Infrastructure
www.ffii.org
19 Commenti alla Notizia Brevetti, appello ai cittadini dell'Unione
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  • Ho letto anche altri articoli,ma subito mi è venuto da pensare cheCon la lingua fuoriroteste o non proteste,Il Potere (nascosto o meno) se la ride di quello che gli onesti cittadini potranno fare per opporsi a tutte queste leggi liberticide...
    Una specie di azione globale di tutti i naviganti di Internet,ovvero ,disdire tutti (o quasi) gli abbonamenti ADSL,potrebbe servire allo scopo di indurre a più miti consigli quegli assetati di potere (Multinazionali,Governi e altro...)?
    non+autenticato
  • E' assolutamente vero che "congelare" la possibilità di sviluppo di un'idea può avvantaggiare solo pochi e danneggiare solo tanti.
    E' assolutamente vero che le idee vanno tutelate perchè spesso frutto di lungo lavoro, impegno ed anche investimenti economici.

    A mio modesto parere la quadratura del cerchio sta nell'individuazione di un periodo di tutela dell'idea (il brevetto) adeguato sia ad assicurare i diritti di sfruttamento e di generazione di utili economici, sia a consentire il progresso lungo linee continue di sviluppo, piuttosto che per salti discontinui.

  • anch'io la pensavo più o meno come te, ma poi ho capito che questo ragionamento, che a prima vista sembra più che corretto, è sbagliato: io ora penso che sia totalmente sbagliato.

    punto primo: nel 99,99% dei casi chi ha l'idea al giorno d'oggi non è in grado assolutamente in nessun modo di concretizzarla in moneta sonante; l'unica cosa che può fare è vendere l'idea o meglio vendere il diritto che ha su questa idea (il brevetto) a qualcun altro per quattro soldi e così perdere il diritto di essere lui stesso ad usare l'idea che la sua mente ha scaturito dopo lungo lavoro se prima non paga chi attualmente detiene il brevetto.
    Il diritto d'autore è una farsa che serve soltanto come paravento per nascondere la realtà: il diritto d'autore è la negazione all'utilizzo di un qualcosa da parte di tutti esercitato da chi è riuscito a comprare tale diritto e non da chi l'ha ideato.

    punto secondo: chi ha un'idea, chi ha perso molto tempo per giungere ad un dato traguardo, chi ha speso molte energie per arrivare ad un dato concetto astratto alla fine dei conti preferisce che tale idea venga usata da tutti piuttosto che non possa essere usata da nessuno.
    Se brevetti qualcosa e poi non sei in grado di "venderela" allora il tuo brevetto è soltanto un qualcosa che limita la liberta degli altri. Ci sono moltissime cose sotto brevetto e copyright che non possono essere acquistate dall'utente finale perché non sono sul mercato; chi detiene tali diritti non li vende (a tal proposito si potrebbe prendere come esempio le decine di migliaia di libri che sono in queste condizioni).

    punto terzo: il brevetto è come un labirinto infinito: prima di poter usare una qualsiasi cosa che potrebbe essere brevettata dovresti vedere se qualcuno l'ha già brevettata ... ma come fare? Come è possibile sapere se la tua idea è già stata brevettata da altri? Secondo me è impossibile quando i brevetti su un dato argomento superano già le miliaia; e sul software, dove è permesso, ogni anno le grosse aziende informatiche depositano migliaia di brevetti

    quarto punto: il brevetto è sfruttato dalle grosse aziende per brevettare qualcosa che neanche loro sanno cosa sia, qualcosa che in un futuro potrebbe essere realizzata, qualcosa che è talmente generica e generale che potrebbe comprendere una vasta fascia di prodotti furuti. E' un investimento per poter farsi sentire sul mercato di domani.
    Non è raro che molte società riscoprano nei cassetti dei loro archivi brevetti di decine di anni fa che descrivono tecnologie attuali ...

    penso che questo basti per aprire la tua mente ed inquadrare veramente il problema.

    Si potrebbe ora dire: ma allora perché cercare qualcosa di innovativo se non posso alla fine guadagnare sul sudore della mia fronte?
    Se si da l'idea al pubblico dominio si arriverà al punto che sarà un altro ad intascare i soldi ed io non avrò nulla!

    Però se l'idea viene venduta, nelle maggior parte dei casi, è venduta per due soldi; inoltre l'inventore rimane per lo più sconosciuto e senza il diritto d'uso della sua invenzione.
    Se invece l'idea viene condivisa in qualche modo con tutti gli altri per lo meno l'inventore può farsi conoscere, può dichiarare che tale invenzione è sua, che è lui l'autore, che autorizza gli altri ad usarla e a vedere la bontà della sua idea. Se l'idea è buona può diventare famoso e grazie a questo di sicuro potrà incassare più soldi di quelli che avrebbe avuto dalla vendita del brevetto.

    ...
    non+autenticato
  • ed è qui che intervengono i poteri forti...

    Per loro un giusto equilibrio si avrebbe con brevetti di 600 anni

    :)

    A me, sta cosa di imporre brevetti, bollini, e diritti di autore vari PER LEGGE e OBBLIGARE... mi fa gelare il sangue...

    e gli obblighi esistono solo per i più deboli...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Granvisir
    > E' assolutamente vero che "congelare" la
    > possibilità di sviluppo di un'idea
    > può avvantaggiare solo pochi e
    > danneggiare solo tanti.
    Si

    > E' assolutamente vero che le idee vanno
    > tutelate perchè spesso frutto di
    > lungo lavoro, impegno ed anche investimenti
    > economici.

    No, quello che va tutelata è la realizzazione pratica dell'idea, non l'idea di per se.
    Anche perchè spesso si sono brevettate idee troppo generiche, ad esempio io sono libero di brevettare un nuovo sistema innovativo di frenatura per autoveicoli (un'ancora dal peso di 30KgA bocca aperta), ma mi sembra assurdo pretendere di brevettare il concetto di freno, ops apparato meccanico atto a cagionare una diminuzione della velocità di un veicoloA bocca aperta.
    In secondo luogo il progresso scientifico è avvenuto proprio grazie alla libera circolazione delle idee.
    Tanto per farti un esempio legato alla fisica, Einstein per formulare la teoria sull'effetto fotoelettrico (per la quale ricevette il nobel) si è basato su dei risultati ottenuti da Planck, cosa sarebbe successo se quei risultati li avesse brevettati l'università di Berlino?
    Dove sarebbe il software se qualcuno avesse avuto la bella idea di brevettare l' "if then else"
    o il "while" ?
    o meglio il concetto di scelta o di ciclo nelle routines informatiche?
    Per capire l'assurdità di certe cose basta applicarle a campi più noti, come reagiresti se qualcuno annunciasse al mondo di aver brevettato l'idea di un'apparato mobile di comunicazione e pretendesse roialty miliardarie da Nokia, Siemens & Co.?
  • > A mio modesto parere la quadratura del
    > cerchio sta nell'individuazione di un
    > periodo di tutela dell'idea (il brevetto)
    > adeguato sia ad assicurare i diritti di
    > sfruttamento e di generazione di utili
    > economici...

    Non sono d'accordo.
    Per questo scopo, è assolutamente sufficiente la normativa sul diritto di autore in combinazione con la registrazione di un trademark ed eventualmente il deposito di un modello di design industriale, cioè tutte cose che abbiamo già ora. Perchè?

    Il motivo essenziale, è che il software è inerentemente protetto dal segreto industriale. Ovvero, il segreto industriale è la conoscenza del codice sorgente, ma quello che si distribuisce è solo il compilato.

    Mi spiego con un esempio: pneumatico da autovettura. Il disegno del battistrada è il risultato di prove e riprove, simulazioni al computer e dal vero, esperimenti etc.; però il suo disegno può essere copiato tranquillamente dal primo venuto, che sarebbe in grado quindi di venderlo a costi decisamente inferiori poichè si risparmia tutti i costi di ricerca. Decisamente giusto brevettare il disegno quindi.

    Ora però col software questo non avviene: il codice sorgente non è assolutamente noto; nessuno può prendere il software e crearne una versione simile copiandolo; o meglio può, ma a costi non indifferenti, e poi non avrebbe la possibilità di farne la manutenzione e l'upgrade.

    Purtroppo concetti come la distinzione tra codice sorgente e codice compilato è già una cosa incomprensibile per la maggior parte dei legislatori. Con questo non voglio criticarli, semplicemente voglio dire che la questione è incomprensibile dal 99% della popolazione, e quindi quel 99% è più facilmente manipolabile dalle corporations multimilionarie, che convincibile dai singoli sviluppatori.

    Tornando all'esempio del pneumatico, e facendo un parallelo col software, è come se si desse la possibilità di brevettare il concetto stesso di pneumatico: nessuno potrebbe più costruirli a parte chi ne ha il brevetto, che a quel punto trovandosi in una posizione monopolistica non spenderebbe più in ricerca, col risultato finale che il numero di uscite di strada per pneumatici difettosi aumenterebbe a dismisura.

    ==================================
    Modificato dall'autore il 11/05/2004 18.30.58
  • Avete espresso concetti assolutamente corretti, una decisione sui brevetti del software e' una scelta solo politica e difficilissima.
    Non saro' certo io a stabilire quale delle due posizioni sia la piu' giusta, la piu' furba, quale potra' avere conseguenze piu' favorevoli e per chi, nel medio e nel breve periodo.
    Da tecnico, posso semplicemente prevedere una vita sempre piu' dura per le piccole sw-house, per i piccoli editori.
    Sicuramente i disoccupati nel settore I.T. in Europa aumenteranno.
    Se fossi un ragazzo laserei perdere i computer e mi metterei a studiare da avvocato.
    Triste
    non+autenticato
  • Ammetto che i commenti postati sono in larga parte condivisibili e mi era chiaro già prima che l'esistenza stessa del brevetto o del diritto d'autore ha un tempo di scadenza corrispondente alla gestibilità quantitativa delle registrazioni.
    In futuro cioè si andrà sicuramente oltre questo concetto non fosse altro per la sua insostenibilità.

    L'unica preoccupazione che mi spinge ancora alla mia posizione sta nell'impossibilità di prescindere dalla realtà attuale: idea - prodotto - commercio (utile) - utente.

    Immagino che un giorno il motore dell'umanità non sarà più l'accaparramento personale di gloria o ricchezza, ho speranza di riuscire a vedere almeno l'alba di questa futuribile era, ma nel frattempo mi spaventa l'idea di 7 miliardi di inventori senza nessun produttore.

    Il progresso è tale nel momento in cui coinvolge le masse; produzioni di massa richiedono investimenti ingenti che non possono essere avviati senza una qualche garanzia di ritorno.

    A questo proposito, mi vengono i brividi ad ammetterlo, non è possibile prescindere dal ruolo che le aziende-mostro-globali ricoprono nell'attuazione del progresso tecnologico. Chi ha vissuto in prima persona l'alba dell'era informatica con la sua giungla di possiiblità alternative, non può non riconoscere il ruolo fondamentale dei cosiddetti monopolisti. Cisco per la rete, Intel per l'hardware, MS per il software, Nokia o Motorola per il mobile etc etc. Tecnologia è soprattutto uniformità di formati e protocolli che difficilmente potrebbe essere assicurata da "molti e piccoli".

    C'è infine la stessa cronoca dei giorni nostri che suggerisce una qualche forma di tutela nei confronti di intere aree del pianeta che vanno specializzandosi nella fotocopia produttiva ad alta velocità e basso costo.

    Per quanto non mi entusiasmi perciò l'idea del brevetto o delle proprietà intellettuali, un sano (a mio parere) pragmatismo mi spinge ad accettarla giocoforza.
  • Salve a tutti se andate al link vedrete che in tante città europee organizzano la manifestazione e in italia no, è una vergogna !!!!!
    Ragazzi svegliamoci diamoci una smossa.
    Anche per il dl urbani una manifestazione solo a roma di mercoledi non và bene tanta gente non potrà esserci
    organizziamo anche nelle altre città.

    non+autenticato
  • Eliminare i breveti dal software:

    1) Consentirebbe una più veloce evoluzione delle tecnologie informatiche, con conseguente miglioramento dei servizi degli utenti.

    2) Aumenterebbe la concorrenza, non esisterebbe il monopolio M$, concorrenza = prezzi bassi e più scelta.
    (ricordo che Win95 costava circa un terzo di quello che costa XP troppo anche valutando tutte le cose nuove introdotte,bug compresi)

    3) consentirebbe a "nuove leve" di costruirsi la loro parte di mercato senza morire su nascere. (posti di lavoro in più)

    4) Spronerebbe ad avere standard di interscambio dati comuni che faliciterrebbero la comunicazione utenti, provate oggi a diffondere un documento pdf, sicuramente ci sarà un utente che vi dirà "non riesco ad aprirlo con Word!!!" Sorride
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Eliminare i breveti dal software:
    >
    > 1) Consentirebbe una più veloce
    > evoluzione delle tecnologie informatiche,
    > con conseguente miglioramento dei servizi
    > degli utenti.
    >
    > 2) Aumenterebbe la concorrenza, non
    > esisterebbe il monopolio M$, concorrenza =
    > prezzi bassi e più scelta.
    > (ricordo che Win95 costava circa un terzo di
    > quello che costa XP troppo anche valutando
    > tutte le cose nuove introdotte,bug compresi)
    >
    > 3) consentirebbe a "nuove leve" di
    > costruirsi la loro parte di mercato senza
    > morire su nascere. (posti di lavoro in
    > più)
    >
    > 4) Spronerebbe ad avere standard di
    > interscambio dati comuni che
    > faliciterrebbero la comunicazione utenti,
    > provate oggi a diffondere un documento pdf,
    > sicuramente ci sarà un utente che vi
    > dirà "non riesco ad aprirlo con
    > Word!!!"Sorride
    Solo dal software?
    I brevetti ormai sono diventati una buffonata per questione di soldi!
    I brevetti sono un controsenso se si vuole il "libero mercato"!
    non+autenticato
  • Non si creda di poter impedire il disastro dei monopoli sulle idee. In questo periodo storico una classe sociale è divenuta più potente di quanto sia mai accaduto nella storia dell'umanità e sta cercando di ottenere ancorà più potere. Non contenta di possedere ricchezze materiali smisurate, si sta adoperando anche per possedere le idee, ovvero il diritto di impedire agli altri ciò che fino dall'età della pietra è stato considerato patrimonio collettivo.
    non+autenticato
  • Penso che quello che hai detto sia vero, almeno nelle intenzioni.
    Il medioevo di cui si parlava è relativo ad un'oscurità che l'istruzione, la globalizzazione, Interet, ci hanno fatto, anche se non del tutto, illuminare. Ritengo che spetti a noi che capiamo il problema muoverci per non farci schiacciare da interessi esclusivamente economici perchè sappiamo come va la politica, purtroppo!\Fan Windows \Fan Linux \Fan Apple

    ==================================
    Modificato dall'autore il 11/05/2004 10.39.18
  • Ci vorrebbe un nuovo '68.
    Ma i giovani d'oggi sono troppo impegnati a mandarsi sms per pensare ad altroDeluso
    non+autenticato
  • Ragazzi, ora esco di casa e corro a brevettare l'idea di utilizzare una miscela di azoto ed ossigeno per consentire la vita animale e vegetale sul terzo ed anche sul quarto pianeta del sistema solare............azz, troppo tardi!!!! Già brevettato: dalle parti di Redmond (USA) a quanto pare!!!Troll
    non+autenticato
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