La Suprema Corte rivendica cassazione.it

Si è appreso nelle scorse ore di un conflitto che è nato attorno a www.cassazione.it, dominio italiano che ora la Suprema Corte di Cassazione rivendica come proprio diritto. Un dominio già usato da anni per altri scopi

Roma - Chi in queste ore cercasse di recarsi su un sito piuttosto noto come cassazione.it scoprirebbe che quelle pagine web non sono più disponibili, dopo anni di attività. Il sito, che da lungo tempo fornisce servizi a pagamento per chi è interessato a conoscere da vicino l'attività della Corte di Cassazione, si è infatti trasferito su cassazione.net.

Il motivo del trasferimento starebbe nel fatto che la Suprema Corte di Cassazione intende rivendicare un dominio che ritiene di proprio diritto e, per farlo, avrebbe già attivato la procedura di contestazione come previsto dalle regole di naming italiane.

Ad informare della questione è proprio la società che fin qui ha gestito cassazione.it, che in una nota ai propri abbonati ha spiegato che "ci teniamo a scusarci per eventuali inconvenienti causati da questa improvvisa interruzione che, però, non è stata causata dalla nostra volontà o da nostre azioni. Ma da una, secondo noi ingiusta, contestazione del dominio (sul quale abbiamo svolto onestamente un'attività commerciale per 3 anni) da parte della Suprema Corte di Cassazione".
Dirimere la questione sul dominio cassazione.it non sarà facilissimo per coloro che saranno chiamati a farlo. Da un lato, infatti, c'è l'esigenza di un organo istituzionale di massimo livello che ha finora avuto uno sportello virtuale in una sottodirectory del sito del ministero della Giustizia; dall'altro c'è una società, Cassazione srl, la cui ragione sociale corrisponde al dominio che per ben tre anni ha potuto adoperare per i propri servizi informativi.
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25 Commenti alla Notizia La Suprema Corte rivendica cassazione.it
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  • Allora, la Corte di Cassazione potrebbe al limite pretendere www.cortedicassazione.it mentre per tutto il resto potevano svegliarsi prima quindi la smettano di pestare i piedi ai cittadini svegli che operano si con smaliziata furbizia, ma comunque furbizia onesta.
    Forse che i vari Berlusconi, Tronchetti Provera, Caltagirone, Soru, Debenedetti, non sono diventati quel che sono per avere usato furbizia e genialità?
    Viene alla mente un altro caso, quello del BancoPosta in cui le Poste Italiane pretendevano www.bancoposta.it ma poi l'hanno presa nel... Ben gli sta al Carrozzone lumacone.
    Annalisa
    non+autenticato
  • Solo forse ancora più grave in quanto la cassazione è un organo pubblico.

    Rabbrividiamo...Deluso

    TAD

    ==================================
    Modificato dall'autore il 24/05/2004 18.42.18

  • - Scritto da: TADsince1995
    > Solo forse ancora più grave in quanto
    > la cassazione è un organo pubblico.
    >
    > Rabbrividiamo...Deluso
    >
    > TAD
    >
    > ==================================
    > Modificato dall'autore il 24/05/2004 18.42.18


    bhe ma a questo punto vorrei sapere se quelli che stanno alla registrazione marchi sono rinco... perchè allora registrargli il cassazione s.r.l. come marchio e poi togliergli il dominio che a quanto pare è il risultato di un contratto puramente privato e che non ha valenza giuridica ?
    Stando alle leggi sui marchi a quanto pare avrebbe maggiore rilevanza il fatto che sia una ditta o società... a meno che il fatto di essere un organo governativo non abbia ancor + precedenza su quella dei marchi.. qualche giudice della cassazione in linea ?A bocca aperta
    non+autenticato
  • ... a fare come in gran parte dei paesi (definiti) civili e definire gerarchie di secondo livello come .gov.it dove mettere tutti gli organi governativi?

    Si risparmierebbero parecchi casini come questo, la gente saprebbe che se un dominio finisce in .gov.it e` governativo e non rischia di trovarci il solito dialer con le suonerie e quelli che hanno registrato i domini potrebbero stare tranquilli che lo Stato non glielo tocchi abusando del suo potere (almeno relativamente).

    Sono gia` riservati i domini delle provincie, perche` non fare un passo in piu`?

    Poi ci starebbero bene anche i .org.it e similari per distinguere tra organizzazioni senza scopo di lucro, con scopo di lucro, privati, ecc. ecc.
    Shu
    1232
  • Premetto che sono un cosiddetto "saggio" ossia uno di quelli chiamati ad condurre la procedura di riassegnazione dei nomi a dominio ".it".
    Qui c'è qualcosa di errato nella notizia poichè sul DB del NIC il dominio risulta cancellato e nuovamente in registrazione, cosa che - se fosse stato contestato - non potrebbe risultare.
    Secondo di cui, non risulta dall'elenco ufficiale - aggiornato al 17 maggio - delle procedure che sia stata accesa una procedura di riassegnazione. Si veda:
    http://www.nic.it/NA/maps/decisioni.html
    Non risulta nemmeno che sia stato acceso un ricorso con la procedura arbitrale del comitato di arbitrazione della NA (che è ALTRA COSA rispetto alla riassegnazione): d'altronde non ci sarebbe da meravigliarsi, essendo uno strumento inutile, il cui ricorso è stato veramente nullo (2 aziende in 5 mesi del 2001, poi più nulla) .
    Resta dunque da vedere che cosa sia successo - e qui PI potrebbe informarsi - la mia sensazione è che il dominio sia stato rinunciato a fronte di un paventato ricorso alla magistratura ordinaria, come capita spesso, e senza acccendere nessuna procedura.
    non+autenticato
  • Io concordo con la Corte di Cassazione... un'altro dominio che andrebbe recuperato dalla rappresentanza della cittadinanza e` repubblica.it. Io sbaglio sempre, convinto che il sito del noto quotidiano sia larepubblica.it e non uno il cui nome si riferisce chiaramente alla Repubblica Italiana...
    non+autenticato
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