Il codice di Linux sarÓ D.O.C.

Per prevenire cause come quella di SCO, d'ora in avanti nel kernel di Linux potrÓ entrare solo codice la cui origine sia attestata da un apposito certificato digitale. Simile lo scopo di un nuovo progetto anti-brevetti di Groklaw

Beaverton (USA) - In accordo con il suo braccio destro, Andrew Morton, Linus Torvalds ha introdotto nel processo di sviluppo di Linux un meccanismo attraverso cui certificare l'origine di ogni contributo al codice del Pinguino. Lo scopo Ŕ quello di poter risalire con maggior facilitÓ e precisione agli autori di ogni singola porzione di codice che, d'ora in avanti, entrerÓ a far parte del cuore di Linux, incluse le patch.

Il sistema si basa su di un attestato digitale, chiamato Developer's Certificate of Origin (DCO), che ogni sviluppatore dovrÓ utilizzare per "firmare" ogni suo contributo e specificare se si tratta di un lavoro completamente originale o derivato: in quest'ultimo caso dovrÓ anche riportare il nome degli autori originari e la precedente licenza.

Torvalds ha ammesso che il nuovo processo di verifica del codice Ŕ stato adottato anche in risposta ai reclami di SCO Group, che come noto accusa IBM di aver riversato illegalmente in Linux ampie porzioni del codice di UNIX System V. Nonostante questo, il papÓ del Pinguino ha tenuto a sottolineare come, fino ad oggi, il team di sviluppo del kernel abbia sempre effettuato "attente revisioni" del codice e abbia agito con "trasparenza, orgoglio e responsabilitÓ personale".
"Il processo di sviluppo di Linux ha funzionato bene per pi¨ di 10 anni, ma con il crescente successo di questo sistema operativo si sono presentate nuove sfide", ha affermato Stuart Cohen, CEO dell'Open Source Development Labs (OSDL). "La misura appena annunciata Ŕ molto importante nel fugare ogni dubbio intorno alle origini del codice di Linux, e questo senza porre un eccessivo fardello sulle spalle della comunitÓ di sviluppo".

OSDL si Ŕ impegnata a fornire tutte le risorse necessarie a verificare che tutti i contributi al codice di Linux aderiscano al DCO. In aggiunta, il consorzio lancerÓ una campagna informativa attraverso cui spiegare a sviluppatori e utenti la funzione e l'utilitÓ del nuovo processo di verifica.

SCO non Ŕ l'unica a mettere in dubbio le origini del codice di Linux. Alcuni giorni fa la Alexis de Tocqueville Institution, una fondazione giÓ nota per aver duramente criticato, in passato, il modello open source, ha infatti pubblicato un documento di ben 92 pagine (a pagamento) in cui suggerisce che Torvalds, nello scrivere Linux, abbia attinto a piene mani al codice di Minix e di altri "cloni" di UNIX. Sia Torvalds che lo stesso autore di Minix, Andrew Tanenbaum, hanno immediatamente smentito le affermazioni della Alexis de Tocqueville ma, al di lÓ del merito di questo studio, rimane evidente come il vecchio processo di verifica del codice di Linux prestava troppo spesso il fianco a dubbi, critiche e illazioni.

Nel tentativo di contribuire a far piena luce sulle origini di UNIX, e dunque indirettamente anche su quelle di Linux, l'ideatrice di Groklaw.net, Pamela Jones, ha varato un progetto la cui finalitÓ Ŕ quella di "tracciare la proprietÓ di UNIX e del codice UNIX-like lungo la storia per ridurre, o eliminare, il numero di reclami contro Linux e il software open source che, pur se apparentemente plausibili, fanno leva su copyright, brevetti e segreti industriali non validi". Sul sito del progetto, Grokline.net, verranno raccolti e catalogati tutti gli studi, i documenti e le testimonianze che potranno aiutare a stilare una "mappa" dell'intricato universo UNIX.

"Sono personalmente convinta - ha scritto la Jones sul suo nuovo sito - che la prossima ondata di attacchi a GNU/Linux e alla GPL avrÓ a che fare con i brevetti (..). Se c'Ŕ il rischio di nuove cause, anche minori, vogliamo trovare questi pericoli, possibilmente prima che si verifichino, e tentare di mitigarli o risolverli".
46 Commenti alla Notizia Il codice di Linux sarÓ D.O.C.
Ordina
  • ...i salvatori del mondo, i benefattori e i comunisti.

    A tutti i paladini di Stallman, un consiglio: limitatevi ad evangelizzare l'open source come principio astratto..., lasciate stare il pinguino... questo è solo un prodotto come tutti gli altri...

    Ma alcuni di voi evidentemente non vogliono accettare questo inevitabile destino...

    Si al software commerciale, no ai mistificatori
    ==================================
  • ...lo sviluppo e la diffusione di linux.
    Complimenti: non ci avevo pensato nemmeno io!

    ZioBill
    ***no linux and no open source software were used for writing this post***
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ...lo sviluppo e la diffusione di linux.
    > Complimenti: non ci avevo pensato nemmeno io!
    >
    > ZioBill
    > ***no linux and no open source software were
    > used for writing this post***

    Toh... chi si rivede... ZioTroll....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > ...lo sviluppo e la diffusione di
    > linux.
    > > Complimenti: non ci avevo pensato
    > nemmeno io!
    > >
    > > ZioBill
    > > ***no linux and no open source software
    > were
    > > used for writing this post***
    >
    > Toh... chi si rivede... ZioTroll....

    Arghhhh, e tornato zio BillDelusoA bocca aperta

    P.s. preferivo quando c'era il dragasaccoccie redmond.Occhiolino
  • non mi sogno minimamente di associare ZioBill (tempo fa ho visto in giro anche ZioBallmer, manca solo ZioAllen) ad Ekleptical, ma dov'è finito? Rinchiuso nel politecnico, si diceva, quindi starà per laurearsi...
    non+autenticato
  • vedo troppi movimenti in giro che non mi piaciono.

    Questa idea di certificare le patch al kernel mi puzza tanto di censura, mi puzza tanto di controllo, mi puzza tanto di 1984 di Orwell...

    Le multinazionali si stanno interessando a linux, i soldi stanno arrivando, mi sa che presto il nostro pinguino potrebbe soccombere sotto l'influenza dei poteri forti.

    Linux è nato libero, non voglio che muoia schiavo delle logiche di business delle multinazionali...

    Inoltre, un'ultima analisi: per favore, non accusatemi di razzismo o di antisemitismo, perchè non è vero. Faccio solo una considerazione: tutti sanno che molto del potere economico e politico del mondo occidentale è in mano ad ebrei.
    Come si spiega il fatto che il capo dell'OSDL si chiama Cohen, il cognome ebreo per eccellenza?
    Non è forse questa un'altra prova che i poteri forti, quelli che gestiscono davvero il mondo, stanno cercando di mettere le mani su linux?

    Penso che si debba fare qualcosa...

    ciao a tutti
    non+autenticato
  • > Questa idea di certificare le patch al
    > kernel mi puzza tanto di censura, mi puzza
    > tanto di controllo, mi puzza tanto di 1984
    > di Orwell...
    >

    chi è Orwell? se ne parla su pi ogni tanto ma io non so chi sia... è un altro linaro pinguinazzolo open sorcio che ha magari sviluppato un cazzillo che non serve ad un'emerita cippa?

    > Penso che si debba fare qualcosa...

    Hai ragione, bisogna fare qualcosa: DISTRUGGERE LINUX!

    Il modello open sorcio sta facendo del male al mercato del software in particolare e dell'industria in generale.
    Tra poco ci saranno fabbriche che chiuderanno, persone disoccupate e tensioni sociali.
    Tutto perchè dei linari pinguinazzoli open sorci stanno facendo delle attività CRIMINALI copiando del codice già esistente (prova ne sia la causa che SCO vincerà sicuramente) .

    Stop open sorcio
    Stop linux
    Stop free software

    Go Closed software
    Go Propertary software
    Go Microsoft

    PS= a proposito del tuo commendo sulla relazione tra ebrei economicamente e politicamente potenti e linux, mi hai tolto le parole di bocca. Ogni movimento eversivo è stato caratterizzato dalla presenza in "background" di lobbies ebraiche.

    E' la storia, baby...



  • - Scritto da: trollenstein

    > PS= a proposito del tuo commendo sulla
    > relazione tra ebrei economicamente e
    > politicamente potenti e linux, mi hai tolto
    > le parole di bocca. Ogni movimento eversivo
    > è stato caratterizzato dalla presenza
    > in "background" di lobbies ebraiche.

    Peccato, senza questo PS saresti stato un buon troll. Così sei solo un flamer.
    non+autenticato
  • Sarebbe giusto che oltre al nick fosse richiesta anche la foto messa pubblica sui messaggi cosi poi non avresti più il coraggio di andare in giro.
    Chi è che ha stabilito tassativamente che il closed source e i copyright sono la cosa giusta?
    Tu credi che funzioni meglio un sistema dove vengono avvantaggiate le multinazionali o le PMI?
    Ci terrei se rispondessi cosi giusto per cominciare un discorso, serio però!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Sarebbe giusto che oltre al nick fosse
    > richiesta anche la foto messa pubblica sui
    > messaggi cosi poi non avresti più il
    > coraggio di andare in giro.

    non sono cosi' brutto...Imbarazzato

    > Chi è che ha stabilito tassativamente
    > che il closed source e i copyright sono la
    > cosa giusta?

    io, dal sommo della mia esperienzaA bocca aperta

    caXXXate a parte, il modello di business open source è assolutamente fallimentare: la maggioranza delle piccole - medie aziende che lavoravano su linux hanno cambiato rotta o chiuso bottega. Le grosse aziende non stanno meglio, dato che Mandrake è sull'orlo del fallimento da diverso tempo, suse si è fatta comprare per non sparire e redhat non naviga in buone acque.

    > Tu credi che funzioni meglio un sistema dove
    > vengono avvantaggiate le multinazionali o le
    > PMI?

    certo, perchè una multinazionale lavora seriamente e puo' fornirmi un supporto adeguato, invece un'azienda ridicola di piccole dimensioni non puo' che darmi un supporto ridicolo.

    > Ci terrei se rispondessi cosi giusto per
    > cominciare un discorso, serio però!

    ecco come la penso, ecco perchè odio profondamente tutto cio' che è open sorcio. Ovviamente linux, che ne è il paladino, è il mio target preferito.

  • - Scritto da: trollenstein
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Sarebbe giusto che oltre al nick fosse
    > > richiesta anche la foto messa pubblica
    > sui
    > > messaggi cosi poi non avresti
    > più il
    > > coraggio di andare in giro.
    >
    > non sono cosi' brutto...Imbarazzato
    >
    > > Chi è che ha stabilito
    > tassativamente
    > > che il closed source e i copyright sono
    > la
    > > cosa giusta?
    >
    > io, dal sommo della mia esperienzaA bocca aperta
    >
    > caXXXate a parte, il modello di business
    > open source è assolutamente
    > fallimentare: la maggioranza delle piccole -
    > medie aziende che lavoravano su linux hanno
    > cambiato rotta o chiuso bottega. Le grosse
    > aziende non stanno meglio, dato che Mandrake
    > è sull'orlo del fallimento da diverso
    > tempo, suse si è fatta comprare per
    > non sparire e redhat non naviga in buone
    > acque.
    >
    > > Tu credi che funzioni meglio un sistema
    > dove
    > > vengono avvantaggiate le multinazionali
    > o le
    > > PMI?
    >
    > certo, perchè una multinazionale
    > lavora seriamente e puo' fornirmi un
    > supporto adeguato, invece un'azienda
    > ridicola di piccole dimensioni non puo' che
    > darmi un supporto ridicolo.

    ciao, se è veramente come dici, potresi citarmi i nomi delle multinazionali che hanno fatto avanzare la società negli ultimi 10'000 anni, dall'invenzione della ruota a oggi?
    Il fenomeno delle multinazionali è un fenomeno recentissimo, così come quello dei copyright e dei brevetti.
    Non sono quelli che hanno fatto avanzare la civiltà e non credo che saranno loro che la faranno avanzare nel prossimo futuro. Certo ne hanno forse dato una buona spinta nell'ultimo secolo, ma pensi veramente che tra 2 o 3 mila anni qualcuno si preoccuperà ancora di Microsoft e della guerra tra Windows e Linux? L'unica cosa che sopravviverà sarà quella parte della cultura che sarà stata liberamente disponibile.
    E credo che se i computers esisteranno ancora (sicuramente non come li conosciamo oggi), non credo proprio che funzioneranno con Microsoft Windows (e neppure con Linux se è per questo), ma penso che le conoscenze e le tecnologie necessarie saranno liberamente disponibili, esattamente come oggi lo sono le conoscenze di 2'000 anni fa. Senza brevetti, senza copyright o altre limitazioni.

    La cultura ha bisogno di essere libera, altrimenti andiamo verso un nuovo medioevo, dove l'oscurantismo non è più retto dalla chiesa (che preferiva avere pochi conoscitori e un mare di ignoranti da controllare) ma dalle grandi aziende (che per ragioni di profitto desiderano la stessa situazione voluta dal clero quasi 1'000 anni fa).

    Ma se mi permetti di flamare un po' anch'io, direi che probabilmente tu in fatto di cultura non te ne intendi molto (dal commento fatto su 1984 di Orwell). Ti consiglio di informarti un pochettino sulle opere della letteratura, forse allora capirai perchè l'open source e il free software hanno un'avvenire mentre il closed source è destinato a morire (non subito. Forse tra 100 anni, ma morirà).

    > > Ci terrei se rispondessi cosi giusto per
    > > cominciare un discorso, serio
    > però!
    >
    > ecco come la penso, ecco perchè odio
    > profondamente tutto cio' che è open
    > sorcio. Ovviamente linux, che ne è il
    > paladino, è il mio target preferito.
    non+autenticato
  • > ciao, se è veramente come dici,
    > potresi citarmi i nomi delle multinazionali
    > che hanno fatto avanzare la società
    > negli ultimi 10'000 anni, dall'invenzione
    > della ruota a oggi?

    quante ne vuoi.

    Senza ford e daimler, noi oggi andremmo a piedi.
    Senza ibm le cassiere farebbero i conti a mano e non con una calcolatrice.
    Senza bayern non ci sarebbe un rimedio paliativo contro il mal di testa.

    Potremmo continuare all'infinito.


    > Il fenomeno delle multinazionali è un
    > fenomeno recentissimo, così come
    > quello dei copyright e dei brevetti.

    Cosa cosa cosa?
    Scusa, ma il diritto latino lo conosci? Vi erano principi "simili nello spirito" ai brevetti, senza contare che le multinazionali sono sempre esistite, a partire dall'impero macedone.

    > Non sono quelli che hanno fatto avanzare la
    > civiltà e non credo che saranno loro
    > che la faranno avanzare nel prossimo futuro.
    > Certo ne hanno forse dato una buona spinta
    > nell'ultimo secolo, ma pensi veramente che
    > tra 2 o 3 mila anni qualcuno si
    > preoccuperà ancora di Microsoft e
    > della guerra tra Windows e Linux? L'unica
    > cosa che sopravviverà sarà
    > quella parte della cultura che sarà
    > stata liberamente disponibile.

    magari tra 3000 anni ci saremo già autdistrutti da un pezzo, quindi chi se ne frega di tutti questi bei paroloni?
    Io penso alla mia vita, oggi, non al domani.

    > E credo che se i computers esisteranno
    > ancora (sicuramente non come li conosciamo
    > oggi), non credo proprio che funzioneranno
    > con Microsoft Windows (e neppure con Linux
    > se è per questo), ma penso che le
    > conoscenze e le tecnologie necessarie
    > saranno liberamente disponibili, esattamente
    > come oggi lo sono le conoscenze di 2'000
    > anni fa. Senza brevetti, senza copyright o
    > altre limitazioni.
    >

    Spesso per accedere a queste conoscenze bisogna comunque pagare, quindi che differenza c'è?

    > La cultura ha bisogno di essere libera,
    > altrimenti andiamo verso un nuovo medioevo,
    > dove l'oscurantismo non è più
    > retto dalla chiesa (che preferiva avere
    > pochi conoscitori e un mare di ignoranti da
    > controllare) ma dalle grandi aziende (che
    > per ragioni di profitto desiderano la stessa
    > situazione voluta dal clero quasi 1'000 anni
    > fa).
    >

    Non parlarmi della chiesa, che la odio (senza offesa per nessuno)

    > Ma se mi permetti di flamare un po' anch'io,
    > direi che probabilmente tu in fatto di
    > cultura non te ne intendi molto (dal
    > commento fatto su 1984 di Orwell). Ti
    > consiglio di informarti un pochettino sulle
    > opere della letteratura, forse allora
    > capirai perchè l'open source e il
    > free software hanno un'avvenire mentre il
    > closed source è destinato a morire
    > (non subito. Forse tra 100 anni, ma
    > morirà).
    >

    io non conosco Orwell e sinceramente non me ne frega niente di chi sia o che cosa abbia scritto, l'unica cosa che so è che linux è un cancro per il mercato. Non sono io a dirlo, ma la microsoft stessa lo ammette candidamente.
    non+autenticato
  • > io non conosco Orwell e sinceramente non me
    > ne frega niente di chi sia o che cosa abbia
    > scritto,

    Quindi quando guardi il "Grande Fratello" pensi che il titolo sia scelto a caso?

    > l'unica cosa che so è che
    > linux è un cancro per il mercato. Non
    > sono io a dirlo, ma la microsoft stessa lo
    > ammette candidamente.

    ...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > io non conosco Orwell e sinceramente
    > non me
    > > ne frega niente di chi sia o che cosa
    > abbia
    > > scritto,
    >
    > Quindi quando guardi il "Grande Fratello"
    > pensi che il titolo sia scelto a caso?
    >

    si, perchè non è cosi'?



    > > l'unica cosa che so è che
    > > linux è un cancro per il
    > mercato. Non
    > > sono io a dirlo, ma la microsoft stessa
    > lo
    > > ammette candidamente.
    >
    > ...
    non+autenticato
  • > si, perchè non è cosi'?

    sob...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    ......
    > io non conosco Orwell e sinceramente non me
    > ne frega niente di chi sia o che cosa abbia
    > scritto, l'unica cosa che so è che
    > linux è un cancro per il mercato. Non
    > sono io a dirlo, ma la microsoft stessa lo
    > ammette candidamente.

    Ah... beh....

    Comunque ti consiglierei di lasciar perdere l'informatica, che tanto non è il tuo campo, e farti una cultura generale, così eviterai in futuro queste figure barbine....
    non+autenticato
  • Semplicemente fantastico! questo dialogo poi la dice mooolto lunga:

    AST: "Che cosa è la Alexis de Tocqueville Institution?"
    KB: Facciamo del lavoro politico pubblico.
    AST: Una specie di "think tank", come la Rand Corporation?
    KB: Qualcosa del genere.
    AST: Che cosa fa?
    KB: Pubblica rapporti e libri.
    AST: Chi la finanzia?
    KB: Abbiamo molteplici fonti di finanziamento.
    AST: SCO è una di quelle? E' correlato alla causa (contro Linux ndt) di SCO?
    KB: Abbiamo molteplici fonti di finanziamento.
    AST: Microsoft è una di quelle?
    KB: Abbiamo molteplici fonti di finanziamento.

    chi vuole intendere, intenda...
  • Se vai avanti nella traduzione noti anche che questo Brown e' piu' ignorante di un mattone.

    E' comunque confortante vedere che a fare questi sporchi lavori siano disponibili solo le mezze calzette: significa che sono solo dei poveracci che per alzare un po' di grano venderebbero anche la propria madre.
    non+autenticato
  • La cosa è ampiamente risaputa da anni, quando la matricola torvalds osò rispondere a Tanenbaum che "il suo sistema non era gratuito" (basta comprare il libro, babbeo: ma si vede che lui non l'ha mai neppure letto).

    Da allora torvalds è totalmente bruciato nella comunità accademica dei SO realtime e affini. Amen.
    non+autenticato
  • > osò rispondere a Tanenbaum che "il
    > suo sistema non era gratuito" (basta
    > comprare il libro, babbeo: ma si vede che
    > lui non l'ha mai neppure letto).

    Se leggi la biografia di Linus, dice che ha passato mesi sul
    libro di Tanenbaum , ed è diventato il suo libro da comodinoOcchiolino

  • - Scritto da: Anonimo

    > La cosa è ampiamente risaputa da
    > anni, quando la matricola torvalds
    > osò rispondere a Tanenbaum che "il
    > suo sistema non era gratuito"

    uff..

    ecco un altro fesso che scambia free con gratuito quando il contesto tratta di libertà..

    non+autenticato
  • "Attinto a piene mani da minix..."
    A parte la smentita del creatore, ma pensiamoci bene. Se anche fosse così l'unico che avrebbe diritto di lagnarsene è Tanenbaun... E pare che non si lagni. Occhiolino

  • - Scritto da: HotEngine
    > "Attinto a piene mani da minix..."
    > A parte la smentita del creatore, ma
    > pensiamoci bene. Se anche fosse così
    > l'unico che avrebbe diritto di lagnarsene
    > è Tanenbaun... E pare che non si
    > lagni.Occhiolino

    Anzi, si è lagnato del contrario contestando la struttura monolitica di Linux....
    non+autenticato
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