Internet frontiera di libertà

di Marco Cappato - La pirateria non si combatte con un carabiniere davanti ad ogni computer ma attraverso una revisione del concetto di diritto d'autore. Urbani, GPL e Copyleft

Roma - La storia della legge sulla fecondazione assistita, criticata anche da chi la approvava, si ripete con il Decreto Urbani sulla pirateria informatica. Il Ministro Urbani ha, infatti, chiesto il 18 di maggio di approvare un piccolo mostro legislativo che criminalizza comportamenti abituali di milioni d'italiani preannunciando che "il legislatore interverrà per correggere eventuali errori, sia noti, sia futuri". Il fatto che un Ministro inviti ad approvare, senza alcuna fondata motivazione d'urgenza, misure che sono ritenute "errori noti" fa di nuovo sprofondare il Parlamento italiano nella tragicommedia.

La necessità di votare un testo che gli stessi presentatori considerano viziato da errori è spiegabile solo con una fretta tutta pre-elettorale imposta da attori esterni (il Vaticano nel caso della fecondazione assistita, i gruppi cinematografici nel caso del decreto Urbani) ai quali una maggioranza parlamentare, ancora una volta trasversale, ha inteso obbedire.

Il "decreto Urbani" non è che l'ultima goccia di uno stillicidio illiberale che sta caratterizzando la legislazione italiana, europea e americana in materia di nuove tecnologie, siano esse relative alla Rete sia che facciano riferimento al software.
Dopo l'accordo raggiunto con Washington il 17 maggio da parte della Commissione europea sul trasferimento dei dati dei passeggeri verso gli USA, il 18 i Ministri dell'Unione Europea hanno approvato la brevettabilità del software. Su entrambi i provvedimenti il Parlamento europeo si era espresso in direzione opposta con un voto sofferto uscito da mesi di dibattito. Non stupisce che la Commissione e il Consiglio abbiano scelto un momento di "vuoto" parlamentare per assumere decisioni che si scontrano frontalmente con la volontà dell'unica istituzione europea direttamente eletta. A Bruxelles come a Roma si è voluto forzare la mano in nome d'interessi altri rispetto a quelli dei cittadini.

Il progresso tecnologico degli ultimi quindici anni ha prodotto il più alto numero d'innovazioni della storia dell'umanità nel più breve lasso temporale. Il legislatore, invece di limitarsi alla definizione di poche regole generali, ha cercato di rincorrere il ritmo dell'innovazione opponendo una visione conservatrice e protezionista - sistematicamente proibizionista - alle possibilità offerte dalla creatività di ricercatori e programmatori. Tale comportamento è il risultato da una parte delle pressioni di chi sostiene siano a rischio i diritti d'autore e di riproduzione, oppure la possibilità di brevettare invenzioni, e dall'altra di chi - come le grandi multinazionali dell'intrattenimento e del software - teme il danno economico della riduzione di parte dei profitti legati a modelli produttivi "tradizionali".

Al di là delle paure di alcuni dei soggetti interessati, la possibilità di scambiare contenuti attraverso la Rete, la possibilità di scrittura "collettiva" di programmi, rappresentano novità da valorizzare e favorire. Alcuni suggerimenti già esistono e provengono dagli innovatori stessi, basterebbe pensare alle proposte del fondatore del movimento del Software libero Richard Stallman, la General Public License, intesa a garantire la libertà di condividere e modificare il software libero al fine di assicurare che i programmi siano liberi per tutti i loro utenti, ed suoi derivati più commerciali.

Per secoli si è ritenuto che la proprietà di un terreno si estendesse dal centro della terra fino allo spazio infinito. La scoperta di reperti archeologici da un lato e l'invenzione di nuovi mezzi di trasporto dall'altro hanno modificato l'estensione di quei diritti di proprietà. Internet pone lo stesso tipo di necessaria revisione.

La regolamentazione - o, più spesso, deregolamentazione - può certamente comportare in termini di profitto dei sacrifici iniziali per alcuni, dal restringimento temporale della validità dei diritti d'autore alla non brevettabilità di funzioni dei programmi software, ma il sacrificio di oggi va iscritto in un processo di cambiamenti che interesseranno sempre più le forme - e probabilmente anche i contenuti - della comunicazione umana e dello "stare insieme" di centinaia di milioni di persone. Già oggi ci sono comunità che, in particolare su questioni relative alla Rete o al software, si sono evolute fino a divenire veri e propri gruppi di pressione politica. Tuttavia, se nei Paesi democratici le eccessive limitazioni possono essere corrette attraverso riforme legislative o sentenze di Corti, nei Paesi autoritari esse vanno solo ad aumentare arsenali repressivi di per sé già molto potenti.

L'affermarsi di innovazioni tecnologiche, o di possibilità di sviluppo scientifico, non può sempre e solo scontrarsi con la proibizione o la protezione come uniche misure di governo. Pensiamo a cosa sarebbe accaduto se il "decreto Urbani" fosse stato in vigore quando Stallman oppure Linus Torvalds iniziarono a sviluppare sistemi operativi alternativi a quelli esistenti e a diffondere i primi programmi di software free e open. La polizia postale di turno li avrebbe dovuti arrestare. Il movimento del Software libero (che non significa necessariamente gratuito), che si basa proprio su sistemi "Peer to Peer" per diffondere, elaborare e migliorare i programmi "open source" non sarebbe mai nato o si sarebbe sviluppato illegalmente.

La pirateria informatica non si combatte condannando gli utenti della Rete al carcere o mettendo un carabiniere davanti ad ogni computer, ma attraverso una revisione del concetto di diritto d'autore e di proprietà digitale. I pensatori del Software libero hanno molto da insegnarci: sostituire il "copyright" con il "copyleft", con il quale l'autore stesso delimita il campo della proprietà intellettuale per favorire la diffusione della sua opera; limitare la durata del diritto d'autore; favorire le innovazioni e non la brevettazione delle idee; introdurre un canone d'abbonamento ad Internet che copra, come succede per il canone televisivo, i diritti d'autore. Queste alcune delle idee che circolano nella Rete. Tra le nuove regole necessarie ci sono quelle che devono affermare il diritto di accessibilità ai contenuti digitali alle persone con disabilità.

Le prospettive politiche non sono certo le migliori. Il proibizionismo imposto alla ricerca scientifica e alle sostanze stupefacenti trova oggi un corrispettivo altrettanto forte e trasversale nel proibizionismo sulla Rete. Mentre la consociazione partitica italiana si sta sempre più caratterizzando come il partito unico della conservazione, l'unica possibilità di ribaltare l'attuale impostazione sta nella crescita, anche organizzata (che non deve significare, come spesso accade, parastatale e sussidiata) dei portatori di interessi più diffusi, quali quelli degli utenti di Internet.

Marco Cappato
Deputato europeo radicale "Lista Emma Bonino"
TAG: italia
199 Commenti alla Notizia Internet frontiera di libertà
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  • ... su Internet.

    Ciao.
    Facendo riferimento all'iniziativa di EFF (Electronic Frontier Foundation) sui brevetti inutili:

    http://www.apogeonline.com/webzine/2004/06/17/01/2...

    io proporrei un analogo "concorso" per stabilire le piu' stupide e inconcludenti normative (o presunte tali) sfornate dal ns. governo in campo web.
    Ogni riferimento alle leggi "ad hoc" riferite al suo primo ministro NON è pertinente, quello attiene al "concorso sulla mancanza di vergogna" o a quello sul Q.I. "di chi ce l'ha messo".

    Ciao.
    Tiz, UD.
    non+autenticato
  • io non li votero ma esistono ragioni per votarli e ragioni per non votarli

    SI
         Liberta digitali
         Antiproibizionismo
         Tortura e pena di Morte
         Aborto
         Divorzio
         Eutanasia
         Clonazione Terapeutica


    NO
         Cancellazione diritti lavoratori
         Sostegno alla Guerra
         Privatizzazioni
         Neoliberismo
         Distruzione Stato Sociale


  • Caro OpenCurcio, telegrafico come un paio di revolverate, non c'è che dire.

    A ben vedere però quella cancellazione dei diritti dei lavoratori propagandata dai radicali, per me che sono giovane e precario, significa solo tentare di bilanciare un pochino le cose tra quelli -pensionati o dipendenti anziani- che hanno tutte le tutele e tutte le garanzie (tra cui pensioni d'oro e contratti pieni di assurdi privilegi) e noi poveri sfigati che grazie ai loro diritti costosissimi non riusciamo neppure ad arrivare a fine mese e dobbiamo accontentarci di lavori 'flessibili' (e intanto meglio questi che morir di fame).

    Così come il 'neoliberismo' significa solo tentare di promuovere un sviluppo economico per poter permettere l'afflusso di risorse in un paese la cui competitività è praticamente nulla, grazie sempre a quei diritti sacrosanti o piuttosto odiosi privilegi dei vecchi lavoratori nel ventre della vacca. Perchè oggi, levati tutti i soldi che vanno per pagare quei privilegi, a noi non resta che suddividere la miseria di una economia praticamente assente. Io dico ben venga il neoliberismo se mi permette di guadagnare qualcosa anche a me.

    Quanto alle privatizzazione manco ne parlo. E sul sostegno alla guerra, se l'alternativa era sostenere il dittatore sanguinario o stare coi terroristi mi sembra che il minimo sindacale della dignità umana era sostenerla per non chiudere gli occhi di fronte agli orrori (noti purtroppo). Non che gli americani abbiano dato una grande prova di sé stessi (e non solo per le sciagurate foto), ma senza dubbio una persona 'onesta' intellettualmente poteva stare solo da una parte.

    Io li voterò. Perchè non ha alcun senso mandare un polista o un ulivista in più se poi eseguono solo gli ordini di scuderia (o come quell'imbecille di Cortiana ritirano gli emendamente perchè devono far piacere alle proprie stesse lobby). E invito tutti a votarli (o a votare Rifondazione o altri 'piccoli' partiti) perchè in nessun altro posto è più importante che ci siano voci libere da imposizioni di schieramento o di partito.


    - Scritto da: OpenCurcio
    > io non li votero ma esistono ragioni per
    > votarli e ragioni per non votarli
    >
    > SI
    >      Liberta digitali
    >      Antiproibizionismo
    >      Tortura e pena di
    > Morte
    >      Aborto
    >      Divorzio
    >      Eutanasia
    >      Clonazione
    > Terapeutica
    >
    >
    > NO
    >      Cancellazione
    > diritti lavoratori
    >      Sostegno alla Guerra
    >      Privatizzazioni
    >      Neoliberismo
    >      Distruzione Stato
    > Sociale
    >
    >
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Caro OpenCurcio, telegrafico come un paio di
    > revolverate, non c'è che dire.
    >
    > A ben vedere però quella
    > cancellazione dei diritti dei lavoratori
    > propagandata dai radicali, per me che sono
    > giovane e precario, significa solo tentare
    > di bilanciare un pochino le cose tra quelli
    > -pensionati o dipendenti anziani- che hanno
    > tutte le tutele e tutte le garanzie (tra cui
    > pensioni d'oro e contratti pieni di assurdi
    > privilegi) e noi poveri sfigati che grazie
    > ai loro diritti costosissimi non riusciamo
    > neppure ad arrivare a fine mese e dobbiamo
    > accontentarci di lavori 'flessibili' (e
    > intanto meglio questi che morir di fame).
    ma anziche tagliare i diritti agli altri basta abolire i contratti precari e anziche detassare chi investe detassare chi assume a tepo indeterminato.. possibilmente aumentare le tasse a chi licenzia

    >
    > Così come il 'neoliberismo' significa
    > solo tentare di promuovere un sviluppo
    > economico per poter permettere l'afflusso di
    > risorse in un paese la cui
    > competitività è praticamente
    > nulla, grazie sempre a quei diritti
    > sacrosanti o piuttosto odiosi privilegi dei
    > vecchi lavoratori nel ventre della vacca.
    > Perchè oggi, levati tutti i soldi che
    > vanno per pagare quei privilegi, a noi non
    > resta che suddividere la miseria di una
    > economia praticamente assente. Io dico ben
    > venga il neoliberismo se mi permette di
    > guadagnare qualcosa anche a me.
    intanto i padroni aumentano i profitti anziche intaccare le miserie di altri proletari perche non intaccare i profitti che salgono mentre i salari crollano



    > E sul sostegno alla guerra, se l'alternativa
    > era sostenere il dittatore sanguinario o
    > stare coi terroristi mi sembra che il minimo
    > sindacale della dignità umana era
    > sostenerla per non chiudere gli occhi di
    > fronte agli orrori (noti purtroppo). Non che
    > gli americani abbiano dato una grande prova
    > di sé stessi (e non solo per le
    > sciagurate foto), ma senza dubbio una
    > persona 'onesta' intellettualmente poteva
    > stare solo da una parte.

    cioe dalla parte delle vittime ovvero i civili prima vittime di un dittatore ora di una brutale occupazione.. secondo te se il novo governo decidesse : NESSUNA CONCESSIONE PETROLIFERA O APPALTO ai Gringos accetterebbero..? no la guerra non porta mai i diritti umani ne cancella e basta...
    >
    > Io li voterò. Perchè non ha
    > alcun senso mandare un polista o un ulivista
    > in più se poi eseguono solo gli
    > ordini di scuderia (o come quell'imbecille
    > di Cortiana ritirano gli emendamente
    > perchè devono far piacere alle
    > proprie stesse lobby). E invito tutti a
    > votarli (o a votare Rifondazione o altri
    > 'piccoli' partiti) perchè in nessun
    > altro posto è più importante
    > che ci siano voci libere da imposizioni di
    > schieramento o di partito.

    io non votero i filopadronali radicali nemmeno polo o ulivo ma il PRC puntando sui candidati della sinistra interna

    >
    > - Scritto da: OpenCurcio
    > > io non li votero ma esistono ragioni per
    > > votarli e ragioni per non votarli
    > >
    > > SI
    > >      Liberta digitali
    > >      Antiproibizionismo
    > >      Tortura e pena di
    > > Morte
    > >      Aborto
    > >      Divorzio
    > >      Eutanasia
    > >      Clonazione
    > > Terapeutica
    > >
    > >
    > > NO
    > >      Cancellazione
    > > diritti lavoratori
    > >      Sostegno alla Guerra
    > >      Privatizzazioni
    > >      Neoliberismo
    > >      Distruzione Stato
    > > Sociale
    > >
    > >
  • OpenCurcio, è molto interessante quello che dici, ma se magari usassi punteggiatura e accenti sarebbe molto più facile leggerlo.OcchiolinoSorride
    non+autenticato
  • caro OpenCurcio

    da radicale fammiti rispondere punto per punto non tanto per guadagnare il tuo voto (magari!), ma per sfatare un paio di leggende su di noi.

    Cancellazione diritti lavoratori

    come ti e' gia stato fatto notare, l'eventuale abolizione dell'articolo 18, come del resto una cancellazione dei privilegi sindacali, andrebbe a favore degli italiani. nel primo caso favorirebbero quelli in cerca di impiego, nel secondo quelli che gia' lavorano. dare la possibilita' di cont(r)atto diretto tra lavoratore e datore di lavoro sicuramente facilita entrambi. certo questo non puo' avvenire senza riforme radicali di tutto il mercato del lavoro... non si tratta quindi di cancellare i diritti di nessuno, piuttosto di porre fine alle corporazioni che altro non tutelano se non se stesse (o la carriera dei propri capi, visto e considerato che tutti, da lama, benvenuto e bertinotti, passando per cofferati e d'antoni, vanno a finire in politica...)

    Sostegno alla Guerra

    il 10 gennaio 2003, pannella, e dico pannella, lanciava l'appello "iraq libero" che si proponeva come alternativo all'intervento e al pacifismo. la maggioranza dei parlamentari italiani (quindi destri, siniscri e centri) lo faceva proprio. si proponeva un'azione politico-diplomatica per consentire il trasferimendo incolume, ma non immuned, di saddam verso un paese terzo sostituendo il suo regime con un'amministrazione transitoria sotto l'ediga dell'onu composta dai piu' alti, capaci e impegnati rappresentanti della cosiddetta "comunita' internazionale".

    Privatizzazioni

    in un contesto di liberalizzazione (che non vuol dire far west). oggi, grazie in particolare al govenro prodi, anche quando sostenuto da quelli per cui voterai dopodomani, si e' passati a svendere o regalare fior fiore di baracconi agli amici o agli amici degli amici... privatizzando, come al solito, il profitto, e continuando a mantenere pubbliche le perdite. ti invito a fare una ricerca nell'archivio di radio radicale matchando pannella e agnelli... ne resterai meravigliato (e affascinato, ne son sicuro).
        
    Neoliberismo

    qui non ho mai capito che cosa voglia dire 'neoliberismo' perche' il 'liberismo' in quanto tale, e cioe' una serie di misure politiche guidate dalla volonta' di garantire accesso, concorrenza e profitto contro monopoli, oligopoli e abusi di posizioni dominanti, non s'e' - purtroppo - mai visto. i radicali sono tanto antiproibizionisti quanto antiprotezionisti. di quell'antiproteziosmo promosso dal brasile e dall'india al WTO...
        
    Distruzione Stato Sociale

    forse ti sei (o sei stato) distratto, ma i radicali (e non i sindacati) sono quelli che oltre 20 anni fa hanno fatto raddoppiare la pensione sociale, che hanno legalizzato la possibilita' di interrompere una gravidanza (misura in un certo senso da stato sociale/liberale) e che hanno fatto si che migliaia di giovani potessero scegliere di fare un servizio civile invece che militare (andando a fornire manodopera specializzata a costo zero a vari settori dello stato sociale).

    sono anche quelli pero' che quando vedono che qualcosa non va nell'immediato, ma, forse ancora di piu', nel medio-lungo termine lottano per riformare il "sistema. in quest'ottica pensioni e sanita' non possono essere esclusi dai colpi di una riforma radicale, che, anche sulla base di successi ottenuti altrove, non puo', al momento, che essere liberale.

    just some food for thought...

    - Scritto da: OpenCurcio
    > io non li votero ma esistono ragioni per
    > votarli e ragioni per non votarli
    >
    > SI
    >       Liberta digitali
    >       Antiproibizionismo
    >       Tortura e pena di
    > Morte
    >       Aborto
    >       Divorzio
    >       Eutanasia
    >       Clonazione
    > Terapeutica
    >
    >
    > NO
    >     Cancellazione
    > diritti lavoratori
    >     Sostegno alla Guerra
    >     Privatizzazioni
    >     Neoliberismo
    >     Distruzione Stato
    > Sociale
    >
    >
    ;)
    non+autenticato
  • Oggi mentre navigavo e nel contempo ascoltavo degli mp3 scaricati quando si poteva, mi è apparso un messaggio simile a quelli di errore di sistema, scritto in inglese, ma il senso di quello che c'era scritto "attenzione sul tuo pc sono presenti tracce di musica non consentita dalla legge e mi intimava di rimuoverle immediatamente" inoltre al centro era presente un tasto di download, che io non ho premuto, ma sono uscito cliccando sulla x .
    Qualcuno mi sa spiegare questa cosa? forse non ho capito bene il testo del DL, pensavo che è vietato scaricare mp3, avi, ecc. , ma detenere mp3 scaricati i mesi precedenti nel proprio pc ,fosse consentito.
    Premetto ho fastweb con l'abbonamento internet senza limiti.
    grazie a chi mi può chiarire questa cosa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Oggi mentre navigavo e nel contempo
    > ascoltavo degli mp3 scaricati quando si
    > poteva, mi è apparso un messaggio
    > simile a quelli di errore di sistema,
    > scritto in inglese, ma il senso di quello
    > che c'era scritto "attenzione sul tuo pc
    > sono presenti tracce di musica non
    > consentita dalla legge e mi intimava di
    > rimuoverle immediatamente" inoltre al centro
    > era presente un tasto di download, che io
    > non ho premuto, ma sono uscito cliccando
    > sulla x .
    > Qualcuno mi sa spiegare questa cosa? forse
    > non ho capito bene il testo del DL, pensavo
    > che è vietato scaricare mp3, avi,
    > ecc. , ma detenere mp3 scaricati i mesi
    > precedenti nel proprio pc ,fosse consentito.
    > Premetto ho fastweb con l'abbonamento
    > internet senza limiti.
    > grazie a chi mi può chiarire questa
    > cosa.

    A parte l'evidente off-topic (e probabillmente e' per questo che non ti sta rispondendo nessuno.... Sorride
    dai un'occchiata qui:

    http://www.raulken.it/article1156.html

    ...remember comunque che, se vuoi delle risposte adeguate, devi postare messaggi che abbiano una qualche attinenza con l'argomento in questione.... questo c'entra come i cavoli a merenda....

    Hasta nueva!OcchiolinoOcchiolinoOcchiolino
  • Traduzione di quel messaggio :

    "Sei un pollo con la coscienza sporca,scarica questo virus o dialer e fammi infettare il tuo computer"



    8)8)8)8)8)8)8)
    non+autenticato
  • tratto dal testo di Cappato: "introdurre un canone d'abbonamento ad Internet che copra, come succede per il canone televisivo, i diritti d'autore".

    Francamente è sconcertante che possa venire anche solo in mente una idea del genere.

    La stragrande maggioranza dei siti non ha interesse ad esercitare il diritto di autore per i contenuti pubblicati, e quelli che hanno tale interesse già chiedono semplicemente una registrazione a pagamento, riscuotendo direttamente un compenso senza intermediari e "protettori".

    Mette i brividi verificare che anche chi dovrebbe stare dall'altra parte della barricata propone soluzioni che toccano il mezzo.

    E' come la tassa sui cd; io che li uso per archiviare files da me creati devo pagare ad altri degli ipotetici diritti di autore.
    Il bello che questo fantomatico autore sono prioprio io.

    Mah, siamo in tante buone mani, quelle della dea Kalì.

    Sigh
    non+autenticato
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