Bologna, la Card diventa Supercard

La Carta nazionale dei servizi abbinata alle transazioni via BANKPASS viene attivata in queste ore per offrire accesso via Internet a servizi comunali e strumenti di pagamento

Bologna - A poche settimane dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del regolamento di utilizzo, è ufficialmente partito a Bologna il progettone che intende sperimentare la diffusione della Carta Nazionale dei Servizi (CNS) attraverso BANKPASS Web, il "portafoglio virtuale" per i pagamenti online con carte di credito e Pagobancomat.

Con l'avvio del progetto, il Comune può offrire alle categorie di imprese e cittadini che saranno via via inclusi, la possibilità di usare nuovi strumenti di pagamento via Internet per l'accesso ai servizi che il Comune stesso mette a disposizione.

Il progetto pilota che coniuga Carta servizi e pagamenti garantiti coinvolge numerosi soggetti: e-Committee (Comitato di Coordinamento delle Infrastrutture per l'e-banking costituito dall'ABI nel 2000), CNIPA, ACTALIS, SSB e UniCredit Banca.
L'idea è quella di portare i servizi CNS/BANKPASS a tutta Bologna e poi nelle altre città. Si inizia con i professionisti del comparto Edilizia, che sono oggi in grado di fruire dei servizi del Comune e dell'Amministrazione con il nuovo sistema.

I servizi vanno dalla possibilità di prenotare un appuntamento alla presentazione di una Denuncia di Inizio Attività (DIA) allo Sportello Edilizia ed Imprese, al pagamento di cartografie, documenti o visure. Il tutto, dicono i promotori dell'iniziativa, con "maggiore sicurezza" che in passato. "L'utente infatti - si legge in una nota - può selezionare carte di debito e PagoBancomat e, in futuro, altre modalità per effettuare i pagamenti in Internet senza dover digitare i propri dati. L'autenticazione del cittadino effettuata con la Carta Nazionale dei Servizi presso l'ufficio dell'amministrazione locale è riconosciuta dal sistema BANKPASS Web come valida e sostitutiva della normale autenticazione basata su identificativo e password".

L'iniziativa è stata proposta dal CNIPA nell'ambito delle attività programmate per favorire l'uso della Carta Nazionale dei Servizi. Il Comune di Bologna è il primo ente locale ad introdurre la CNS associata a un servizio di pagamento sicuro.

A questo proposito Livio Zoffoli, presidente CNIPA, ha sottolineato che "il sistema BANKPASS Web è al momento l'unico sistema di pagamento integrabile con la maggior parte degli strumenti di pagamento esistenti e non vincolante per l'utente, ossia cittadino o impresa, ad un rapporto con una determinata banca: la piattaforma tecnologica realizzata da e-Committee è infatti condivisa ed utilizzata dalla maggior parte delle banche presenti nelle aree interessate dai progetti di e-government e può essere gestito da più società".
11 Commenti alla Notizia Bologna, la Card diventa Supercard
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  • Tutto ciò di cui han parlato nell'articolo è in riferimento a BO.
    Il progetto di cui mi occupo io usa anche lui sia la CNS sia Bankpass.. ma sta su una RH enterprise con una bella spalmatura di java sopra (peanut butter java)
    Quindi, perchè Troll trollate Troll ?
    BO ha fatto una scelta, altri ne fanno altre.... vedemo in futuro chi avrà ragione.

    che palle che siete... noiosi, pedanti, non avete proprio un beato **** da fare se non spandere **** ovunque.

    inconcludenti.
    non+autenticato
  • mi associo in pieno: tecnologie che riguardano la collettività andrebbero PER LEGGE sviluppate su piattaforme e strumenti open, possibililmente che girino anche sotto windows (mySQL, php etc etc....) sia per non favorire una certa azienda che mi sembra non abbia certo bisogno di sussidi, sia perchè in tutti i casi di "bene pubblico" non è bene per una amministrazione statale legarsi ad un produttore, sia quello che sia
    E' una sorta di assicurazione: probabilmente non li guarderò mai quei sorgenti, ma per il solo fatto di esserci, se qualcosa andasse storto, ho una via di uscita.
    non+autenticato

  • - Scritto da: ishitawa
    > mi associo in pieno: tecnologie che
    > riguardano la collettività andrebbero
    > PER LEGGE sviluppate su piattaforme e
    > strumenti open, possibililmente che girino
    > anche sotto windows (mySQL, php etc etc....)
    > sia per non favorire una certa azienda che
    > mi sembra non abbia certo bisogno di
    > sussidi, sia perchè in tutti i casi
    > di "bene pubblico" non è bene per una
    > amministrazione statale legarsi ad un
    > produttore, sia quello che sia
    > E' una sorta di assicurazione:
    > probabilmente non li guarderò mai
    > quei sorgenti, ma per il solo fatto di
    > esserci, se qualcosa andasse storto, ho una
    > via di uscita.

    Per legge un cavolo!!!!
    Sarebbe molto meglio che i vari sviluppatori linux proponessero davvero qualcosa di alternativo e non di piangere e pretendere di ottenere le cose per legge....
    Questo è il metodo dello zio bill, facciamo in modo di non disertare più gli incontri con le pubbliche amministrazioni che, spesso, si rivolgono allo zio bill per mancanza di alternative.
    M$ va sconfitta dimostrando la superiorità dell'Open Source e non con decreti legge......questi sono discorsi da Urbanizzati!!!
    non+autenticato
  • no, legge perchè uno Stato come si deve (ah aha ah) dovrebbe
    proteggere i suoi interessi appunto impedendo che i vari amministratori locali si inciucino e forzasse loro la mano verso l'open, non (solo) per superiorità tecnolgica ma per i motivi che ho detto (supporti liberi, multipiattaforma etc)
    invece ora c'è "libertà" e quello che avviene è che il comune fa il bando di concorso, anche lasciando perdere la malafede, al concorso si presentano un ragazzino e un tizio con i capelli lunghi grigi legati a coda di cavallo per il LUG locale, Microsoft sbarca con tizi patinati in doppiopetto e portatili powerpointizzati a 16 milioni di colori
    i primi ti dicono che si può fare, c'è da configurare, c'è da scaricare gli ISO etc, gli altri che "fanno tutto loro, non c'è problema"
    secondo voi chi viene scelto?

    Invece per legge( secondo me, poi ogniuno pensa quello che vuole) andrebbero posti dei paletti: ok, signora microsoft, bene, però i documenti si salvano in pdf, in xml (senza brevetti sotto...), mi consegna tutto il codice (anche chiuso in una cassaforte, ma lechiavi le tengo io), mi dimostri che funziona almeno su due sistemo operativi diversi etc....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Per legge un cavolo!!!!
    > Sarebbe molto meglio che i vari sviluppatori
    > linux proponessero davvero qualcosa di
    > alternativo

    che sarebbe stato proposto se lo avessero sviluppato per linux.


    > e non di piangere e pretendere
    > di ottenere le cose per legge....

    lo Stato e' un kernel. le aziende sono processi. Se un'azienda prende il posto dello stato, o monopolizza una risorsa, e' compito dello Stato intervenire per bilanciare. Queste sono le regole base del libero mercato, su cui dovrebbe essere basata la nostra economia.

    > Questo è il metodo dello zio bill,
    > facciamo in modo di non disertare più
    > gli incontri con le pubbliche
    > amministrazioni che, spesso, si rivolgono
    > allo zio bill per mancanza di alternative.

    le alternative ci sono. ma la gente vuole made in redmond, perche' e' conosciuto, perche' l'utente a cui bisogna rivolgersi ha al 90% windows+office e quindi per fare una cosa su linux hai tutti i problemi di compatibilita' causati dal closed source/closed protocol/closed format. Ergo chi sceglie microsoft spesso lo fa per lockin esterno, e situazioni in principio piu' economiche si rivelano antieconomiche non perche' di peggior qualita', ma perche' circondate da un mondo di peggior qualita' e di chiusura totale.

    > M$ va sconfitta dimostrando la
    > superiorità dell'Open Source

    l'open source si e' gia' dimostrato superiore. L'open source non puo' semplicemente combattere sempre alla cieca e con leggi che lo massacrano. Se la meta' dei soldi che viene buttata in licenze fosse data a progetti opensource, avremmo un prodotto decisamente piu' valido ottenendo qualcosa in cambio, non solo l'uso di quel qualcosa per un certo periodo di tempo.

    > e non
    > con decreti legge......questi sono discorsi
    > da Urbanizzati!!!

    questi sono discorsi da gente che si rende conto che combatte una battaglia commerciale con un modello diverso ma l'ambiente circostante fa di tutto per rifiutare tale modello. Piu' o meno come se tu facessi musica, la tua musica, la scrivessi e la suonassi tu, ma quando vai in un locale a suonarla devi pagare la SIAE per "tutelarti", tu che non sei iscritto e che non riceverai mai un centesimo, e che soprattutto se la gente suona in giro quello che hai composto ti fa piacere e anzi lo incoraggi.

    non+autenticato

  • - Scritto da: munehiro

    > > e non di piangere e pretendere
    > > di ottenere le cose per legge....
    >
    > lo Stato e' un kernel. le aziende sono
    > processi. Se un'azienda prende il posto
    > dello stato, o monopolizza una risorsa, e'
    > compito dello Stato intervenire per
    > bilanciare. Queste sono le regole base del
    > libero mercato, su cui dovrebbe essere
    > basata la nostra economia.

    Quanto adoro sto ragazzo ....A bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta

    ;)Con la lingua fuori
  • > Sarebbe molto meglio che i vari sviluppatori
    > linux proponessero davvero qualcosa di
    > alternativo
    gli sviluppatori open source hanno sviluppato standard, protocolli, strumenti di sviluppo integrato piattaforme sw...
    che vuoi di più dalla vita, un lucano? la superiorità di molti di questi su alternative commerciali è stata sancita progressivamente dal loro utilizzo proprio al posto di controparti commerciali.

    > facciamo in modo di non disertare più
    > gli incontri con le pubbliche
    > amministrazioni che, spesso, si rivolgono
    > allo zio bill per mancanza di alternative.
    le alternative esistono. se le decisioni le prendono i "generali mènàgier" che sono in sostanza dei burocrati da PA entrati con i classici e ben noti concorsi e che non sanno trovarsi il c*l0 con le mani da soli è ovvio che avranno bisogno di andare a fare degli incontri con lo zio bill (mmm... c'è il coffe break, il buffet, magari lo metto in curriculum o mi da dei punti).
    i tecnici sanno esattamente quali sono le proposte sul mercato tramite mille strumenti che li informano (non pubblicità!) in tempo reale e con pluralismo e su dati reali e tramite relatori qualificati, non hanno bisogno di questi incontri a metà tra setta segreta e terapia motivazionale di gruppo.

    > e non con decreti legge......
    le leggi ci vogliono, è improponibile per una PA che si utilizzino protocolli e formati che sono propietà di terzi e la cui fruizione è subordinata alla loro volontà.
    Dato che hai il diritto di cambiare fonitore di servizio sarebbe assurdo vincolarsi tramite i formati proprietari che ti penalizzerebbero con costi esagerati di migrazione e dato che hai il dovere di fare queste valutazioni e cambiamenti di fornitore in base al costo/oppurtunità poichè la PA vive dei soldi dei cittadini, deve essere illegale per un fornitore legare in questo modo le scelte di una PA.
    Ma visto che di scelte stiamo parlando, a farle deve essere uno che sa di cosa si sta parlando e non un burocrate maf*os0, piduista ed incompetente.
    non+autenticato
  • Potrebbero almeno degnarsi di utilizzare tecnologie web, o python o java, per ALMENO partire da una base multiplatform - poi c'e` comunque ampio spazio per fare cazzate anche con questi linguaggi - ma almeno ci provano.

    Invece scrivono le app con quelle merde di linguaggi rad, risultato: e` gia` tanto se funzionano sulla versione di windows corrente.
    (nulla di personale contro quelli che vivono di delphi e vb, ma cazzo, per app da cui dipendono niente meno che TUTTI vanno considerati solo professori universitari per progettarle)

    E non c'e` bisogno di tirare giu` le solite diatribe uindous-linucs ne` quelle open-closed.
    Non oserei neanche pretendere che i programmi della PA siano open - basta che qualcuno lo abbia sto cazzo di codice quando serve...
    Ma sul multiplatform non si puo` transigere, a meno che i vari enti insieme al software e le smart card non ti regalino anche un bel barebone con windows.
    non+autenticato
  • > Non oserei neanche pretendere che i
    > programmi della PA siano open - basta che
    > qualcuno lo abbia sto cazzo di codice quando
    > serve...
    Be, dato che le PA hanno anche il dovere della trasparenza verso il cittadino dovrebbero porre come requisito essenziale che il codice che gira e le specifiche dei formati e protocolli che usano siano pubbliche.
    In sostanza, un accordo di non disclosure del codice/specifiche tra PA e $sofware_house che escludesse i cittadini sarebbe una brutale violazione di questo principio di civiltà.
    La PA è del cittadino, per il cittadino, pagata dal cittadino e deve dare al cittadino la possibilità di esaminare quello che fa, come lo fa e come spende.
    Poi se il codice e le specifiche fossero note alla PA con un agreement di non disclosure questo complicherebbe non poco la possibilità di cambiare fornitore e valutare alternative.
    non+autenticato
  • Invece di preoccuparsi per Windows, preoccupatevi per Bankpass !
    non+autenticato