Non dimentichiamo il grande Adriano Olivetti

L'ingegner Adriano, come lo chiamavano tutti nella sua fabbrica, capitano d'industria, leader di un'impresa che seppe trasformare da metalmeccanica a elettromeccanica a elettronica con prodotti oggi esposti al Moma di New York

Roma - Caro Punto Informatico,

ho paura che sempre più si stia perdendo, in Italia, la memoria di chi sia stato e di cosa abbia fatto Adriano Olivetti, a 100 anni dalla sua nascita.

Certo quest'anno è uscito un bel libro di un suo collaboratore, Giorgio Soavi, e, da due anni, gira sulle scene dei teatri italiani, portata dalla Compagnia del Teatro di Settimo Torinese, un'opera teatrale dedicata ad Olivetti, con un ottimo successo di critica e di pubblico, cosa insolita per un uomo di industria.
Eppure, Olivetti, per le sue capacità visionarie e profetiche, per il suo gusto dell'Utopia, pur avendo vissuto il suo periodo più fecondo di risultati negli anni '50 e scomparso negli anni '60 prima del fatidico '68, è un nostro contemporaneo, un protagonista dell'Information Society.

Non mi riferisco solo ai temi del suo impegno politico e sociale che sono i temi oggi al centro del dibattito della cosiddetta Seconda Repubblica: la finalità sociale dell'impresa e del profitto, la partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili delle aziende, il federalismo e le autonomie locali, l'Europa, la tutela dell'ambiente e dei beni culturali. Non penso nemmeno, solo, a quanti da Luciano Gallino a Franco Ferrarotti sociologi, a Piol e tanti altri sono protagonisti o studiosi della Net Economy cresciuti a quella scuola.

Mi riferisco all'Adriano Olivetti, l'ingegner Adriano come lo chiamavano tutti nella sua fabbrica, capitano d'industria, leader di un'impresa che oggi è solo finanziaria ma che Olivetti seppe trasformare da metalmeccanica a elettromeccanica a elettronica, prima nel mondo nel settore delle macchine da scrivere e delle calcolatrici, con prodotti come la Lettera 22 o la Summa, ancora oggi esposti al Moma di New York, come capolavori del design moderno.

Dagli Usa, persino dall'Ibm, venivano in Italia per studiare i suoi stabilimenti, la loro architettura, l'organizzazione scientifica del lavoro, il sistema interno di "human relations", i laboratori di ricerca e sviluppo. Fu il primo ad affrontare i temi dell'ergonomia, dello "user friendly", il primo a comprendere gli sviluppi dell'automazione applicata al lavoro degli uffici, il primo a sostenere le ricerche di Ceccato sulla cibernetica e l'intelligenza artificiale.

La ricerca,l'innovazione, la formazione dei quadri, dei tecnici furono le chiavi del successo dell'Olivetti che aprì nuove vie, anche, nel campo del marketing, della pubblicità, della comunicazione come è oggi nelle imprese della net economy che conoscono il primato del capitale umano.

In questo, Olivetti è stato il capostipite degli attuali Jobs, Gates e altri, come anche nel suo mecenatismo. Dopo Olivetti, il nostro Paese ha perso sempre più terreno nel campo dell'elettronica, dell'informatica e dell'high tech. Possiamo chiederci, senza risposta, se il genio di Olivetti avrebbe saputo guidare l'aggiornamento e l'evoluzione dell'Azienda ma è un fatto che le sue priorità, la ricerca e la formazione, non sono state più, purtroppo, le priorità dell'impresa italiana.

Oggi le belle e avveniristiche torri di Ivrea ospitano i call center di Omnitel mentre Telecom Italia ha avviato ad Ivrea una scuola per "creativi" del Web che sappiano unire creatività, gusto e competenza tecnologica. Un buon modo per ricordare Olivetti, ma ancora troppo poco per dire che in Italia abbia avuto degli eredi.

Ringraziando per l'attenzione, cordialmente,

Pier Luigi Tolardo
TAG: italia
14 Commenti alla Notizia Non dimentichiamo il grande Adriano Olivetti
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  • A ME RISULTA CHE L' UNICA COSA BUONA CHE L' OLIVETTI ABBIA FATTO ERA LA "Lettera 32".
    MI SA CHE VOI VOLETE FARE QUELLO CHE IN TERMINI GIORNALISTICI CHIAMANO "COCCODRILLO".
    ESAGERATI.
    non+autenticato

  • > OLIVETTI ABBIA FATTO ERA LA "Lettera 32".

    Spiacente alieno, ma leggiti il post predecedente e chiediti quanti industriali spendano ancora del denaro per far studiare i propri operai.
    Non solo, la Olivetti costruiva anche le case per i propri dipendenti.
    Quindi non stiamo facendo un coccodrillo con questi post, ma semplicemente ricordando, senza intenti retorici, qualcuno che ha DAVVERO migliorato le condizioni di vita di una zona, creando dal nulla una fiorente industria. Che poi questa industria sia andata a meretrici a causa dell'inettitudine o ingordigia di certi suoi dirigenti successivi (leggere Ing Debenedetti) e' un'altra storia.

    Il Conte
    non+autenticato
  • Operaio a 17 anni,nel 1958, poi tecnico macchine calcolatrici, poi venditore speciale.
    Fuori da Olivetti sono diventato Dirigente a 40 anni, oggi ho una mia modesta società di consulenza.

    L'Olivetti dell'Ingegner Adriano è stata la mia base.

    Onoriamo i Grandi Uomini che oggi ci mancano.


    non+autenticato
  • Non discuto la grandezza e l'importanza del personaggio (troppo spesso gli italiani più grandi e geniali finiscono dimenticati o peggio ancora a lavorare all'estero...) tuttavia forse è meglio che se ne sia andato prima degli anni '80... da appassionato di pc non posso fare a meno di pensare che i personal Olivetti siamo sempre stati scarsini rispetto alla concorrenza
    (uso un eufemismo... questa non vuol certo essere uan mail polemica) Comunque questo grande personaggio in fondo non c'entra con tutto ciò!
    non+autenticato

  • > personal Olivetti siamo sempre stati
    > scarsini rispetto alla concorrenza

    Salvo il mitico M24 che ha spaccato le ossa (e non solo) ai grandi, se non erro era anche esportato neli USA

    > (uso un eufemismo... questa non vuol certo
    > essere uan mail polemica) Comunque questo
    > grande personaggio in fondo non c'entra con
    > tutto ciò!

    Quello che ha fatto per Ivrea (e non parlo solo di posti di lavoro) lo rende un Grande

    Il Conte
    non+autenticato
  • - Scritto da: Count Zero
    >
    > > personal Olivetti siamo sempre stati
    > > scarsini rispetto alla concorrenza
    >
    > Salvo il mitico M24 che ha spaccato le ossa
    > (e non solo) ai grandi, se non erro era
    > anche esportato neli USA

    Aaaaaa .... Che ricordi ......
    Io ho imparato ad usare il PC e a programmare (prima in Basic e poi in Turbo Pascal)sugli M24 del laboratorio di informatica della mia facolta'...

    La cosa che apprezzavo di piu' era la scheda grafica 640*400 quando la CGA degli XT arrivava a 320*200 in grafica e a 640*400 ma solo in modalita' testo. E anche in modalita' testo la definizione dei caratteri era ben diversa.

    La qualita' degli HD invece non era il massimo ..

    Comunque tutto sommato un buon PC. L'Olivetti si e' sputtanata dopo ...

    In ogni caso non so se era esportato negli USA o se era derivato da un altro computer ma mi ricordo che il Pctools identificava l'M24 come un ATT 6300 (almeno mi sembra), mentre per le routine grafiche Borland la scheda video era una ATT 400 !!
    non+autenticato
  • > La cosa che apprezzavo di piu' era la scheda
    > grafica 640*400 quando la CGA degli XT
    > arrivava a 320*200 in grafica e a 640*400 ma
    > solo in modalita' testo. E anche in
    > modalita' testo la definizione dei caratteri
    > era ben diversa.

    Miii Yomo!!! Come diavolo si chiamava la scheda??
    Ricordo che mi faceva impallare lo Scanner uan volta su 3

    In vena di ricordi, quanti hanno usato il mitico PE2 come editor?

    Il Conte
    non+autenticato


  • - Scritto da: Count Zero
    > > La cosa che apprezzavo di piu' era la
    > scheda
    > > grafica 640*400 quando la CGA degli XT
    > > arrivava a 320*200 in grafica e a 640*400
    > ma
    > > solo in modalita' testo. E anche in
    > > modalita' testo la definizione dei
    > caratteri
    > > era ben diversa.
    >
    > Miii Yomo!!! Come diavolo si chiamava la
    > scheda??

    La scheda grafica ? Non era la ATT400 ?

    > Ricordo che mi faceva impallare lo Scanner
    > uan volta su 3
    >
    > In vena di ricordi, quanti hanno usato il
    > mitico PE2 come editor?

    IO IO IO !!!!

    Anche se per poco perche' poi sono passato al QEDIT, un'altra pietra miliare (c'e' l'ho ancora installato !!!).
    non+autenticato

  • > La scheda grafica ? Non era la ATT400 ?

    Nah, nah aveva un suo nome qualcosa del tipo EDG o roba simile, non importa, penso che dormiro sonni tranquilli anche se non lo ricordo


    > Anche se per poco perche' poi sono passato
    > al QEDIT, un'altra pietra miliare (c'e' l'ho
    > ancora installato !!!).

    Blasfemo!!! Il PE2 non si puo' e non si deve tradire!!

    Il Conte
    non+autenticato
  • ...ricordiamocelo quando facciamo interventi, siamo uomini, nel senso piu' nobile del termine...

    http://www.lasentinella.kataweb.it/sentinella/nonq...

    - Scritto da: IBM FRIEND
    > Non discuto la grandezza e l'importanza del
    > personaggio (troppo spesso gli italiani più
    > grandi e geniali finiscono dimenticati o
    > peggio ancora a lavorare all'estero...)
    > tuttavia forse è meglio che se ne sia andato
    > prima degli anni '80... da appassionato di
    > pc non posso fare a meno di pensare che i
    > personal Olivetti siamo sempre stati
    > scarsini rispetto alla concorrenza
    > (uso un eufemismo... questa non vuol certo
    > essere uan mail polemica) Comunque questo
    > grande personaggio in fondo non c'entra con
    > tutto ciò!
    non+autenticato
  • > tuttavia forse è meglio che se ne sia andato
    > prima degli anni '80...

    Se se ne è andato prima degli anni 80 cosa c'entra con i PC Olivetti.

    Forse sarebbe meglio dire "Peccato che se ne sia andato troppo presto".

    In ogni caso la vita di un uomo non vale la qualità di un ammasso di ferraglia che tra 6 mesi è già troppo vecchia.

    Per quanto riguarda il tuo giudizio sui PC, ognuno ha i suoi gusti. E tu sei molto giovane...
    non+autenticato

  • HAAAAAAAAAAARRRRGGGG Cosa dici?

    M24 dell'olivetti era un ottimo computer, peccato che hanno continuato a riproporlo anche quando la concorrenza lo aveva sorpassato. Da allora e' iniziata la decadenza. Ma M24 era ottimo.

    P.S. avevo iniziato a programmarci sopra in GWBASIC... che ricordi.


    - Scritto da: IBM FRIEND
    > Non discuto la grandezza e l'importanza del
    > personaggio (troppo spesso gli italiani più
    > grandi e geniali finiscono dimenticati o
    > peggio ancora a lavorare all'estero...)
    > tuttavia forse è meglio che se ne sia andato
    > prima degli anni '80... da appassionato di
    > pc non posso fare a meno di pensare che i
    > personal Olivetti siamo sempre stati
    > scarsini rispetto alla concorrenza
    > (uso un eufemismo... questa non vuol certo
    > essere uan mail polemica) Comunque questo
    > grande personaggio in fondo non c'entra con
    > tutto ciò!
    non+autenticato


  • L'M24 era un grande PC. Il migliore al suo tempo, quando un PC durava anch e6 mesi ...
    Certo non si può pensare al fondatore che è morto prima. Allora pensiamo al De Benedetti, che:
    Ha rifornito banche con i 286 quando i 386 erano già un dato di fatto
    Ha sfruttato le conoscenze (leggi agganci) politici per la battaglia dello scontrino fiscale. Dopo il primo anno erano TUTTI da buttare perchè le EPROM si modificavano benissimo!!!
    Allora ... Menomale che è morto prima, adesso si ROTOLA nella tomba.
    ... Perchè non ricordare il PC ONE Olivetti, altra pecora nera ? Ancora mi ricordo la Pubblicità: una spina che si infilava nella presa ed una voce "cercavate qualcosa di completo? Mi presento: sono ..."
    Quanti sprovvedutici sono cascati. Ed adesso Olivetti che fa? non aveva venduto il settore informatico? E dire che avevo anche comprato un PC Olivetti M10, portatile ...
    Grandi uomini che hanno lasciato il segno, poi dimenticati in nome del Dio denaro.
    Il problema vero? Penso che adesso tocchi alla Ferrari. Il drake non avremme mai permesso di vendere i motori ad una concorrente, il Shumi (da 75 miliardi/ anno) che non sa ancora (dopo 4 anni) parlare italiano non avrebbe potuto correre così:
    " non glielo avrebbe permesso: sono auto guidate da principi e regnanti, ci vuole ripetto dell'avversario" Parole di Michele Alboreto. che riposi in pace.
    non+autenticato