DRM, le armi del futuro medioevo?

Ne parla NewGlobal.it dopo la secca presa di posizione della BSA che ha chiesto all'Unione Europea di vedere il DRM come ponte per lo sviluppo. Un modello di business finito

Roma - In merito all'appello avanzato dalla BSA (Business Software Alliance, importante associazione dei produttori di software proprietario) all'Unione Europea, affinché rimuova i cosiddetti ostacoli normativi "che impediscono il pieno sviluppo delle tecnologie di Digital Rights Management" l'associazione NewGlobal.it ritiene importante che la UE mantenga una grande attenzione su questa tecnologia al fine di bloccare sul nascere tutte quelle distorsioni insite proprio in una entusiastica e acritica adesione verso questo strumento e alla conseguente rimozione o non introduzione dei necessari "ostacoli normativi".

Questo sistema fatto oggetto di tanta enfasi, secondo noi non avrà futuro proprio perché ha come semplice scopo il perpetuare di un modello di business non più adeguato all'evoluzione tecnologica, e che per questo, non risolve alcuno dei problemi posti dall'attuale sistema del copyright, anzi contribuisce ad aggravarli.

Storicamente, ad ogni evoluzione della tecnologia, è seguito un adeguamento del sistema di copyright, introducendo forme di licenze collettive per retribuire gli autori, ed infatti secondo noi la via corretta per salvaguardare i diritti degli autori e dei fruitori è quella di introdurre una licenza collettiva di tipo forfetario, (flat), per la fruizione delle opere tramite internet, esattamente come avvenne per la radio, la tv, ecc.
Il DRM (Digital Rights Management), è una tecnica di protezione di dati che tenta di impedire l'uso, qualora non se ne posseggano i diritti, di file musicali o film. Dal punto di vista pratico, ad esempio, nel caso della musica, il tutto si traduce nell'acquisto di una "licenza d'ascolto" che potrebbe comprendere diverse modalità quali "forfetaria" o "a tempo" o "a numero di ascolti" o un mix delle stesse; chi non fosse in possesso di questa licenza o di dispositivi di ascolto (hardware o software) abilitati dal produttore non potrebbe usufruire del brano.

Non può non preoccuparci il fatto che per poter funzionare i sistemi DRM hanno bisogno di "targare" in modo univoco i sistemi (PC, lettori, portatili, ecc.) in possesso dell'utente. Sfruttare questa "targa" significa poter scoprire i gusti dell'utente, accogliere o negare arbitrariamente autorizzazioni a poter fruire di determinati dati, si potrebbe diventare addirittura una sorta di "protestati della rete".
Bisogna mettere in conto che essendo le connessioni per l'acquisizione delle licenze protette (crittografate) non si sa quali dati (personali o sensibili) vengano inviati al server remoto.

Chiaramente il DRM non è altro che un mero mezzo tecnico e come tale non può essere condannato in sé ma per l'uso che se ne potrà fare se non opportunamente vincolato e supervisionato dai famosi "ostacoli normativi" di cui ristrettissime categorie di operatori vorrebbero fare a meno.

E' questo il motivo che spinge la nostra Associazione, pur convinta che il DRM sarà molto probabilmente un flop commerciale e fra evidenti dubbi circa l'opportunità dell'uso di queste tecniche in certi settori del commercio, a proporre una serie di regole allo scopo di arginare preventivamente pericolose derive e illeciti utilizzi di queste nuove tecnologie.

Innanzitutto il funzionamento degli algoritmi di DRM, di qualunque natura (hardware, firmware, software), dovrà essere noto e certificato affinché legalmente siano tutelati i diritti degli utenti, (es. privacy e copia privata).

I dati comunicati e ricevuti in qualunque modo dai sistemi DRM, dovranno preventivamente, tramite apposito avvertimento (disclaimer), essere comunicati agli utilizzatori, consentendo loro di accettare o meno, in toto o in parte, la ricezione di informazioni che potrebbero violare i loro diritti. Nessun algoritmo per il DRM dovrà poter interferire con altre entità (software, hardware, firmware), coesistenti nella macchina.

Il DRM non potrà essere utilizzato come backdoor di sorveglianza delle azioni degli utenti.

Nessuno dei dati utilizzati per la gestione del DRM (es. numeri univoci/identificativi dell'utente o affini), potrà essere utilizzato per fini diversi da quelli di autorizzare o negare l'utilizzo del file musicale o di altra natura. Dovranno essere espressamente esclusi, quindi, sistemi quali analisi statistiche user-oriented, sistemi di rilevamento di software o hardware o comunque altre azioni che non riguardino in via esclusiva la convalida al trattamento/esecuzione di una ben identificata e notificata all'utente entità DRM-enabled.

Qualora a seguito di specifiche inderogabili necessità, (es. interventi legislativi) si dovesse prevedere una revoca a quanto sopra, sarà cura dei gestori del DRM, (es. durante un handshake dei sistemi o all'avvio del sistema), fornire un adeguato avviso (warning), con le specifiche dei dati che saranno trattati, in base a quale autorizzazione lo saranno, da chi, con quali modalità e per quanto tempo saranno utilizzati/conservati e i recapiti del responsabile del trattamento dei dati. In questo caso all'utente dovrà essere sempre garantita la possibilità di non accettare le nuove condizioni di cui al warning senza alcuna conseguenza fatta eccezione per la temporanea disabilitazione all' utilizzo del file protetto.

In nessun modo l'introduzione di un sistema DRM potrà essere utilizzato al fine di selezionare il mercato o creare o peggio mantenere situazioni di monopolio.

In parole povere bisogna o individuare uno standard universale e non proprietario, situazione ottimale, o, in alternativa, l'opera deve essere obbligatoriamente acquistabile allo stesso prezzo anche in tutti i formati già standardizzati e accettati a livello internazionale. Viceversa Nessuna piattaforma hardware potrà far funzionare o trattare solo alcuni tipi di dati "DRM-enabled" a discapito di altri

E', secondo noi, compito irrinunciabile del potere politico nazionale ed europeo tutelare e difendere tutte le parti aventi causa nello sviluppo tecnologico e fare in modo che gli interessi di alcuni non vadano a bloccare o limitare la libertà degli altri e per questo motivo riteniamo necessario invitare i legislatori a non fermarsi alle suggestioni ma andare a fondo nello studio di una materia obiettivamente complessa ma che può avere implicazioni pesantissime in futuro, come dimostrato addirittura negli USA, dove il DMCA(Digital Millennium Copyright Act), legge da cui dipende l'impalcatura del diritto europeo, (EUCD), in tema di copyright, ha creato gravi problemi ed addirittura grandi nomi della tecnologia quali Intel, Sun Microsystems, Verizon ecc. ne richiedono una modifica.

NewGlobal.it
Documento redatto dal gruppo di studio sull'evoluzione del diritto d'autore dell'associazione NewGlobal.it
30 Commenti alla Notizia DRM, le armi del futuro medioevo?
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    non+autenticato
  • DAVVERO?!?!

    urka... lo dice Marco Montemagno... l'administrator (!!!!)...


    ASCOLTATE TUTTI... !!!

    mi ha detto marco che è un amico "carissimo" della sorella del compagno di banco di mio cuggino... che Microsoft deve lasciar perdere il DRM... altrimenti ci pensa Don Calogero... e lui non scherza...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > www.popolodellarete.it/showthread.php?t=117

    esiste una versione italiana, insieme ad una eccellente premessa, a questo indirizzo:
    http://www.hitparadeitalia.it/a_doctorow.htm
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > www.popolodellarete.it/showthread.php?t=117
    >
    > esiste una versione italiana, insieme ad una
    > eccellente premessa, a questo indirizzo:
    > www.hitparadeitalia.it/a_doctorow.htm

    Eccellente!!!! Ma è proprio per le cose riportate nell'articolo che il nostro sistema sta crollando.
    Peccato non se ne accorga nessuno.
    non+autenticato
  • > Eccellente!!!! Ma è proprio per le
    > cose riportate nell'articolo che il nostro
    > sistema sta crollando.
    > Peccato non se ne accorga nessuno.

    Se il sistema deve essere così... CHE CROLLI ALLORA!!!
    non+autenticato
  • queste tecnologie distruggono l'eternità dei contenuti, invece che favorirla.

    ottime carte hanno permesso a scritti del 1400 o prima, di pervenire a noi intatti ed essere utilizzabili ancor oggi.

    carte di 50-80 anni fa sono oggi inutilizzabili, a causa dei variati processi produttivi, resi più economici, ma anche più scarsi qualitativamente, in termini di durata.

    documenti eventualmente registrati in alcuni dischetti anche solo 10, 20 anni fa, sono oggi inutilizzabili o per il deterioramento fisico del supporto, o per l'impossibilità di trovare sistemi operativi o software di lettura compatibili.

    il drm, oltre alla prepotenza e alla somma ingiustizia che esercita sull'utente/cliente/consumatore/pubblico stesso, che non pone invece dei DRM sui soldi che fornisce in cambo (mai li potrà ritirare, dire in che modo usarli, farli scadere nel tempo, dire di regalarli o prestarli o avere accesso al divieto di eventuale clonazione o trasferimento in qualsiasi forma, darli in un formato in cui valgano di meno, mettere dei segnalatori che ne traccino il percorso ... hai voglia le banche svizzere o i paradisi fiscali...) si inserisce tra i metodi di "de-perpetuazione" della cultura.

    Invece di mettere al servizio dei contenuti, dei contenitori e dei trasporti che li eternino, li proteggano, ne esaltino le qualità e le rendano utilizzabili a quante più persone (ora e per sempre) possibile, si mina alla base questa possibilità, in favore del mero profitto dell'imprenditore di turno.

    Vorrei prendere tutti gli autori degli ultimi 20 anni e chiedere loro, specie a chi non è salito alle luci della ribalta, se non concederebbe volentieri la diffusione GRATUITA delle loro opere, pur di lasciarle vivere in eterno, e che almeno poche persone interessate ne godano. Libri, musica, opere visive, invenzioni ... tutto di libero accesso, privo di catene di qualsiasi genere.
    non+autenticato

  • sono assolutamente d'accordo con quello che dici.
    in parte il problema e' pero' legato proprio alla digitalizzazione. drm o non drm i dati digitali sono piu' fragili e meno resistenti al tempo che non quelli analogici.e questo e' un problema gravissimo.
    che poi il drm non faccia che ingrandirlo, siamo d'accordo.

    non+autenticato
  • Ho notato che usate spesso il termine medioevo a sproposito.

    Il medioevo e' stata un 'eta' storica selvaggia ed economicamente povera ("day after" del crollo dell'impero romano), ma non certo di controllo di massa. Gli uomini medioevali erano infinitamente meno controllati di oggi...

    Del resto il libro di Orwell non si chiama "1984"? E le tecniche di controllo di massa non sono state appannaggio in primo luogo di nazifascismo e comunismo?

    Per favore meno luoghi comuni e piu' precisione, non solo tecnica!
    non+autenticato
  • Le tue osservazioni mi sembrano molto acute e corrette. Anch'io ho qualche dubbio sul titolo e gli autori hanno forse ceduto ad un facile titolo ad effetto.

    Tuttavia reputo che gli autori volevano forse porre l'accento su alcune delle caratteristiche che l'immaginario collettivo associa all Medioevo: l'oscurantismo, il totalitarismo dei poteri forti, l'intolleranza contro la conoscenza, tutti elementi che si intravedono nella vicenda dei DRM e delle questioni legate al diritto d'autore e dei brevetti in genere.

    Mi sembra un peccato veniale, e come diceva quel tale: un libro non si giudica dalla copertina...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ho notato che usate spesso il termine
    > medioevo a sproposito.
    >
    > Il medioevo e' stata un 'eta' storica
    > selvaggia ed economicamente povera ("day
    > after" del crollo dell'impero romano), ma
    > non certo di controllo di massa. Gli uomini
    > medioevali erano infinitamente meno
    > controllati di oggi...

    un'analogia potrebbe esserci d'altro tipo.
    Nel medioevo l'enorme tradizione letteraria dell'antichita' classicadivenne inaccessibile al 99,99 % della popolazione mondiale, solo il lavoro degli scrivani dei monasteri ha permesso che se ne salvasse una parte infima.
    Se nel 21o secolo si affermasse il DRM come standard per qualsiasi opera dell'ingegno, siamo sicuri che nei secoli a venire quest'ultime sarebbero ancora riproducibili?
    Non rischiamo per caso di diventare un nuovo Medioevo?

    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Ho notato che usate spesso il termine
    > > medioevo a sproposito.
    > >
    > > Il medioevo e' stata un 'eta' storica
    > > selvaggia ed economicamente povera ("day
    > > after" del crollo dell'impero romano),
    > ma
    > > non certo di controllo di massa. Gli
    > uomini
    > > medioevali erano infinitamente meno
    > > controllati di oggi...
    >
    > un'analogia potrebbe esserci d'altro tipo.
    > Nel medioevo l'enorme tradizione letteraria
    > dell'antichita' classicadivenne
    > inaccessibile al 99,99 % della popolazione
    > mondiale, solo il lavoro degli scrivani dei
    > monasteri ha permesso che se ne salvasse una
    > parte infima.
    > Se nel 21o secolo si affermasse il DRM come
    > standard per qualsiasi opera dell'ingegno,
    > siamo sicuri che nei secoli a venire
    > quest'ultime sarebbero ancora riproducibili?
    > Non rischiamo per caso di diventare un nuovo
    > Medioevo?
    >

    hai colto nel segno.
    il formato digitale ha svantaggi e vantaggi.
    Uno degli svantaggi è il costante rischio di perdita dei dati. Uno dei vantaggi è la possibilità di copia perfetta infinite volte, cambiando anche supporto e formato se necessario.

    rendendo la copia difficoltosa e con esso il cambio di formato, si ostacola la possibilità di tramandare ciò che la nostra civiltà ha prodotto, rischiando di perdere tantissimo in termini di arte, scienza, civiltà, ecc.


    btw avete mai provato a trasferire una cassetta su cd? Ma fatta bene, filtrata due volte dal rumore, normalizzata al massimo senza alcuna distorsione, separate le traccie con cura, ecc.
    Ci si impiega più o meno 5 volte la durata della cassetta stessa.
    Coi drm la copia sarebbe egualmente difficoltosa, rendendo ogni evoluzione di supporto un'ecatombe artistica.. es: da dvd a bluedisk... se i bluedisk non leggessero i dvd, chi si prenderebbe la briga di spendere n volte il tempo di un dvd per metterlo su bluedisk? I film commerciabili sarebbero ripubblicati.... e gli altri?
    e quelli che tutt'ora esistono solo su vhs? e quelli che tutt'ora esistono solo sulla "pizza"?


    coi drm si rischia di perdere un macello, già ci sono i (c) a complicare la vita.

    ==================================
    Modificato dall'autore il 28/06/2004 7.20.46
  • > > siamo sicuri che nei secoli a venire
    > > quest'ultime sarebbero ancora
    > riproducibili?
    > > Non rischiamo per caso di diventare un
    > nuovo
    > > Medioevo?
    > >
    >
    > hai colto nel segno.

    infatti.

    > il formato digitale ha svantaggi e vantaggi.
    (cut sono d'accordissimo)

    >
    > btw avete mai provato a trasferire una
    > cassetta su cd? Ma fatta bene, filtrata due
    > volte dal rumore, normalizzata al massimo
    > senza alcuna distorsione, separate le
    > traccie con cura, ecc.
    > Ci si impiega più o meno 5 volte la
    > durata della cassetta stessa.
    > Coi drm la copia sarebbe egualmente
    > difficoltosa, rendendo ogni evoluzione di
    > supporto un'ecatombe artistica.. es: da dvd
    > a bluedisk.(...)

    ecc.

    pensate invece all'html ... nei vecchi manuali si dice chiaramente di separare struttura e formattazione PER FAVORIRE LA CONVERSIONE AUTOMATICA A NUOVE VERSIONI!

    oppure ancora, ricordate i vecchi BBS dove il "mantainer" ad ogni nuova versione di PKZIP prendeva e rifaceva tutti i pacchetti in modo che usassero una compressione migliore?
    esistevano batch abbastanza ben fatti oppure programmi apposta come "rezip" ... tutto era fatto in modo che si potesse rendere sempre utilizzabile anche un contenuto vecchio, apportando solo le modifiche POSITIVE.

    non+autenticato

  • > un'analogia potrebbe esserci d'altro tipo.

    a dire la verità QUESTA è l'unica interpretazione possibile e necessaria della parola "medioevo".
    l'hai capita solo tu, ma per fortuna, almeno uno c'era.

    > Nel medioevo l'enorme tradizione letteraria
    > dell'antichita' classicadivenne
    > inaccessibile al 99,99 % della popolazione
    > mondiale, solo il lavoro degli scrivani dei
    > monasteri ha permesso che se ne salvasse una
    > parte infima.
    > Se nel 21o secolo si affermasse il DRM come
    > standard per qualsiasi opera dell'ingegno,
    > siamo sicuri che nei secoli a venire
    > quest'ultime sarebbero ancora riproducibili?
    > Non rischiamo per caso di diventare un nuovo
    > Medioevo?

    chiaro che si!
    se domani non ho un codec, non ho un sistema operativo, non ho i dettagli di un formato, non ho un player, non ho la licenza perchè non esiste nemmeno più la ditta che produceva quel dato bene, non esiste più internet o che ne so ...

    quel bene NON E' PIU' UTILIZZABILE!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Ho notato che usate spesso il termine
    > > medioevo a sproposito.
    > >
    > > Il medioevo e' stata un 'eta' storica
    > > selvaggia ed economicamente povera ("day
    > > after" del crollo dell'impero romano),
    > ma
    > > non certo di controllo di massa. Gli
    > uomini
    > > medioevali erano infinitamente meno
    > > controllati di oggi...
    >
    > un'analogia potrebbe esserci d'altro tipo.
    > Nel medioevo l'enorme tradizione letteraria
    > dell'antichita' classicadivenne
    > inaccessibile al 99,99 % della popolazione
    > mondiale, solo il lavoro degli scrivani dei
    > monasteri ha permesso che se ne salvasse una
    > parte infima.

    Si è l'analogia a cui il gruppo di lavoro sull'evoluzione del diritto d'autore ha associato al drm, secondo me a proposito.

    saluti
    Ettore Panella
    NewGlobal.it



    > Se nel 21o secolo si affermasse il DRM come
    > standard per qualsiasi opera dell'ingegno,
    > siamo sicuri che nei secoli a venire
    > quest'ultime sarebbero ancora riproducibili?
    > Non rischiamo per caso di diventare un nuovo
    > Medioevo?
    >
    non+autenticato
  • Lo jus primae noctis lo sai cos'era ? Prima di trombare la moglie che avevi prima sposato la dovevi fare assaggiare al feudatario del tuo paesino, e dato che di autorità ne esistevano una marea era un disastro, insomma "la tu moglie" arrivava già collaudata...
    Ma lasciamo da parte questo aspetto folkloristico, lo sai che le popolazioni in quel periodo, almeno in certi momenti si stringono attorno all'autorità per avere in cambio sicurezza, ma sono controllati in tutto e per tutto in maniera "totale" !!!
    Ragazzi non avete idea di cosa fosse il Medioevo, anche se verso l'alto Medioevo, tutto rifiorisce, e se in alcune nicchie l'abruttimento della società non fu così pesante.
    Più storia ragazzi, l'informatica è un valore relativo e che livella tutti, ormai qui c'è troppo fumo. Il DRM va boicottato in maniera totale e completa, o torneremo a questi livelli, senza che ve lo dicano in faccia. Il libro che comperate lo potete aprire quando e come volete, lo potete prestare, leggere alla luce della luna e farci quello che più vi piace.
    Megli i libri che queste merdacce informatiche.
    non+autenticato

  • > Megli i libri che queste merdacce
    > informatiche.

    come disse grillo in quello spettacolino ... "io STAMPO TUTTOOooooooooooooooo"   


    ^__^
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Lo jus primae noctis lo sai cos'era ? Prima
    > di trombare la moglie che avevi prima
    > sposato la dovevi fare assaggiare al
    > feudatario del tuo paesino, e dato che di
    > autorità ne esistevano una marea era
    > un disastro, insomma "la tu moglie" arrivava
    > già collaudata...

    No è una leggenda urbana, nella stragrande maggioranza dei casi lo jus primae noctis era una tassa in denaro che il servo della gleba doveva pagare per avere il permesso di sposarsi al feudatario. Non si esclude che non avendo denaro il servo della gleba potesse optare per un pagamento in natura, ma il senso della norma era semplicemente l'ennesimo balzello, tipo attraversamento di ponti o le famose angherie che erano lavori obbligatori gratis nei campi del feudatario.


    > Ma lasciamo da parte questo aspetto
    > folkloristico, lo sai che le popolazioni in
    > quel periodo, almeno in certi momenti si
    > stringono attorno all'autorità per
    > avere in cambio sicurezza, ma sono
    > controllati in tutto e per tutto in maniera
    > "totale" !!!

    In realtà non avevano neppure quella, in caso di assedio al castello la prima regola degli assediati era buttare fuori i civili e lasciarli al loro destino per evitare che consumassero il cibo e diminuissero la loro capacità di resistere.

    Ettore Panella
    Newglobal.it


    > Ragazzi non avete idea di cosa fosse il
    > Medioevo, anche se verso l'alto Medioevo,
    > tutto rifiorisce, e se in alcune nicchie
    > l'abruttimento della società non fu
    > così pesante.
    > Più storia ragazzi, l'informatica
    > è un valore relativo e che livella
    > tutti, ormai qui c'è troppo fumo. Il
    > DRM va boicottato in maniera totale e
    > completa, o torneremo a questi livelli,
    > senza che ve lo dicano in faccia. Il libro
    > che comperate lo potete aprire quando e come
    > volete, lo potete prestare, leggere alla
    > luce della luna e farci quello che
    > più vi piace.
    > Megli i libri che queste merdacce
    > informatiche.
    non+autenticato
  • ecco uno che si documenta, e che risponde, usando il mezzo informatico in modo appropriato!

    grazie amico.

    torna! A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > sta arrivando.......:(
    >
    > Fan Linux

    non è esatto, si può invece dire che

    l'elemento {Palladium} Є all'insieme dei DRM
  • Non esattamente...
    ...l'elemento Palladium rappresenta (nell'idea di Intel che sta per lanciare la prima serie di processori Palladium-oriented, ovvero quelli con le funzionalità LaGrande) il mattone base sul cui una piattaforma superiore può lavorare in maniera SICURA anche rispetto al proprietario della macchina stessa.
    Palladium rappresenta una piattaforma ideale per il palladium semplicemente perchè assicura che un programma DRM può essere eseguito senza che un utente malevolo, aiutandosi con cose brutte come crack e hack vari, riesca a interferire.
    In questo Palladium non è un DRM, è un qualcosa che può permettere ai DRM di funzionare in modo sicuro.
    Va anche detto che Microsoft ha rinunciato alla sua idea di introdurre il supporto NGSCP (mi pare sia questa la criptica sigla dietro il quale abbiano nascosto il caro Palladium) nel service pack 2 di XP per provare a introdurlo in Longhorn.
    L'ambito del DRM comunque non avrà, a mio avviso, vita lunga... la sua capacità di sopravvivenza si basa sull'adozione in massa, cosa che vedo molto lontana dai lettori DVD da tavolo che leggono mp3 e divx al di sotto dei cento euro nei supermercati (e vanno a ruba).
    Dubito che la gente, abituata a usare mp3 e compagnia bella senza problemi si decida ad abbandonare la PRATICITA'di questi formati per passare a un sistema di licensing che, tra parentesi, richiede l'acquisto di hardware DRM-enabled.
    Dubito anche che le società riescano a buttare fuori dal mercato gli standard attualmente in voga; i lettori mp3 da tavolo, da dvd, da pen drive, ci hanno messo qualche anno ad arrivare al largo pubblico e non credo che da oggi a domani la creazione di un DRM completo farà sparire mp3 e divx, così come non credo che tonnellate di produttori Taiwanesi accorrano ai banchi di questi inventori di DRM acquistando licenze per i loro PROPRIETARISSIMI formati.
    Nella mia visione delle cose è invece probabilissimo che alcune grosse ditte decidano di salire sul treno del DRM (Creative in testa) e scendano alla prima curva.
    Voglio dire, tutte le società vogliono che non ci sia pirateria o uso illegale di contenuti multimediali ma il budget è il budget ed in genere non è con le buone intenzioni che si fanno i soldi, se si rischia di perderli bisogna cambiar strada: Microsoft ha visto diventare l'Xbox un player multimediale favoloso (con software free) ma non ha voluto adottare o fare il proprio software perchè i contenuti multimediali sono sacri per Microsoft; risultato? siamo invasi da lettori DivX di tutti i tipi e marche prodotti in Cina (Made in P.R.C. quasi dovunque), la gente continua a usare l'Xbox ed a modificarsela per poterci vedere DivX, MKV ed OGM e la casa di Redmond ha perso una gallina dalle uova d'oro in un mercato dove poteva essere pioniera.
    non+autenticato

  • > L'ambito del DRM comunque non avrà, a
    > mio avviso, vita lunga... la sua
    > capacità di sopravvivenza si basa
    > sull'adozione in massa, cosa che vedo molto
    > lontana dai lettori DVD da tavolo che
    > leggono mp3 e divx al di sotto dei cento
    > euro nei supermercati (e vanno a ruba).


    si, come no ... e la gente che usa il winprot media prayer ? tutti a lamentarsi "ma perchè non vi piacciono i wma?"

    idioti.


    > Dubito che la gente, abituata a usare mp3 e
    > compagnia bella senza problemi si decida ad
    > abbandonare la PRATICITA'di questi formati
    > per passare a un sistema di licensing che,
    > tra parentesi, richiede l'acquisto di
    > hardware DRM-enabled.

    perchè sono ignoranti e se non gli sbatti in faccia un COME SI FA e PERCHE' EVITARE l'altro sistema loro non si informano di certo.



    > Voglio dire, tutte le società
    > vogliono che non ci sia pirateria o uso
    > illegale di contenuti multimediali ma il
    > budget è il budget ed in genere non
    > è con le buone intenzioni che si
    > fanno i soldi, se si rischia di perderli
    > bisogna cambiar strada: Microsoft ha visto
    > diventare l'Xbox un player multimediale
    > favoloso (con software free) ma non ha
    > voluto adottare o fare il proprio software
    > perchè i contenuti multimediali sono
    > sacri per Microsoft; risultato? siamo invasi
    > da lettori DivX di tutti i tipi e marche
    > prodotti in Cina (Made in P.R.C. quasi
    > dovunque), la gente continua a usare l'Xbox
    > ed a modificarsela per poterci vedere DivX,

    ^_______^


    > MKV ed OGM e la casa di Redmond ha perso una
    > gallina dalle uova d'oro in un mercato dove
    > poteva essere pioniera.


    ^__________________^
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > ...l'elemento Palladium rappresenta
    > (nell'idea di Intel che sta per lanciare la
    > prima serie di processori
    > Palladium-oriented, ovvero quelli con le
    > funzionalità LaGrande) il mattone
    > base sul cui una piattaforma superiore
    > può lavorare in maniera SICURA anche
    > rispetto al proprietario della macchina
    > stessa.

    E' quest'ultima frase ad essere preoccupante...

    > Palladium rappresenta una piattaforma ideale
    > per il palladium

    Eh beh mi pare logicoA bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta

    > malevolo, aiutandosi con cose brutte come
    > crack e hack vari, riesca a interferire.
    > In questo Palladium non è un DRM,
    > è un qualcosa che può
    > permettere ai DRM di funzionare in modo
    > sicuro.

    Il punto è: chi mi garantisce che questo sistema mi permetterà sempre di poter utilizzare i programmi che voglio usare?

    Chi mi garantisce che il computer andrà ancora come voglio io? E se domani zio bill si alza e decide che OO non è certificato? Per adesso non dovrebbe essere così, ma in futuro...

    Sarò ancora libero di scegliere?
    non+autenticato
  • > Sarò ancora libero di scegliere?


    Ma certo!   http://www.apple.com/it/switch/

    ;)