Contrappunti/ Zaini più pesanti

di Massimo Mantellini - Da Internet si scarica tutto e quindi perché non scaricare anche i libri di scuola? Una nuova geniale iniziativa

Roma - Tutti i giornali ne hanno dato conto. Perche? l?idea del governo di ridurre il peso degli zaini scolastici dei nostri pargoli rendendo i libri di testo scaricabili dalla rete internet è una di quelle idee che non solo sottolineano un problema reale ma offrono anche una soluzione immediata ed intuitiva, di quelle che fanno sobbalzare l?ingenuo lettore di quotidiani e gli suggeriscono la domanda: ?come mai nessuno ci ha pensato prima??

Ma non e? tutto qui: la formidabile innovazione del ?Meno kg per tutti? (se e? vero che spesso i genitori trascinano affannati gli zaini dei loro figli da-e-per la scuola) di cui si sta discutendo nelle accaldate giornate romane nelle stanze del consiglio dei ministri, ha anche un?altra ragione per essere sottolineata. Essa descrive con la velocita? del fulmine la pochezza tecnologica e la faciloneria dei nostri governanti alla prese con la tecnologia. I libri pesano troppo o costano troppo? Allora scarichiamoli da Internet! Perche? da Internet, e? notorio, tutto in qualche maniera si scarica.

Insorgono le associazioni di categoria, i librai per esempio, furiosi per questa soluzione avveniristica che taglia di un botto il loro 20% sull?istruzione dei nostri figli e li relega nella posizione di margine nella quale l'atavica disaffezione italiana alla lettura li ha condannati da decenni. Dice al riguardo al Corriere della Sera il presidente dei librai italiani Rodrigo Dias: Trovo la notizia assurda e di difficile applicazione perchè ci vorrebbe un accordo fra editori e Ministero.
In realta? si tratta davvero di una notizia assurda e di difficile applicazione ma non tanto o non solo per le ragioni burocratiche riferite da Ros, quanto per ragioni squisitamente tecnologiche.

Cosa intende il governo quando afferma che scaricheremo i libri dalla rete Internet? Difficile dirlo, difficile capire se questa generica volonta? di innovazione abbia una concreta possibilita? di essere messa in pratica senza precipitare nel solito papocchio legislativo tecnologico al quale il nostro governo ci ha abitutati.

Il formato elettronico adatto agli studi dei nostri figli sarebbe, per intenderci, quello degli ebook lanciati qualche anno fa da Adobe e Microsoft. Il problema fondamentale e? che tale passaggio dalla carta al bit prevede l?utilizzo di lettori hardware assai costosi, discretamente fragili e oggi totalmente fuori mercato in tutto il mondo. Diversamente, la semplice stampa di testi scolastici in formato standard, anche eseguita dagli istituti scolastici come ha ipotizzato qualcuno in questi giorni, equivale di fatto al riempire gli zaini dei nostri figli di fotocopie mal assortite e ancor peggio rilegate, oltretutto dal peso analogo, quando non superiore a quello dei libri che si vorrebbe eliminare. Poiche? il governo intende occuparsi (anche) del numero di kg trasportabili a spalla nel tragitto verso la scuola, sara? probabilmente la Gazzetta Ufficiale a dichiarare quanti fogli A4 potranno essere inseriti all?interno degli zaini dei nostri figli. Certo una iniziativa del genere avrebbe come effetto positivo quello di ridurre di una percentuale vicina al 30% il costo dei libri per le famiglie ma significherebbe anche, come ha scritto Lorenza Boninu, una insegnante che sta coraggiosamente sperimentando l?uso dei blog (http://www.fuoridiclasse.splinder.com/) all?interno del proprio lavoro educativo, svalutare se possibile ulteriormente il tanto vituperato libro. Scrive Lorenza con una frase che sottoscrivo interamente e che utilizzo per concludere questo articolo:

Ma qui c'è di più: c'è la svalutazione del libro in quanto tale, il riduzionismo culturale (che si manifesta attualmente anche nelle Università e nelle bibliografie degli esami new style - un pezzetto qui, un frammento qua...), la logica del bignami versione tecnologica. Vero è che le Case Editrici hanno speculato abbondantemente sui sussulti di rinnovamento cosiddetto metodologico della scuola italiana e i professori non sempre scelgono oculatamente da tutti i punti di vista, compreso quello economico. È altrettanto vero che molte famiglie non battono ciglio davanti alle smanie consumistiche dei figli (cellulari, consolle, vestiti griffati e quant'altro) e poi si stracciano le vesti per il costo dei libri scolastici.

Massimo Mantellini
Manteblog


precedenti interventi di M.M.:
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Contrappunti/ Una serata mp3 senza SIAE
TAG: italia
331 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Zaini più pesanti
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  • Vi annuncio che io sono diventato adulto, in buona salute, e con un alto quoziente intellettivo:

    - Portando i libri nello zainetto (nella cartella, quando ero alle elementari)

    - Senza mangiare cibi (dagli omogeneizzati alle merendine) bilanciati, vitaminizzati, yogurth con fermenti "miracolosi", ecc.

    - Senza che si dovesse sterilizzare ogni cosa con cui venivo a contatto. Come lessi in un articolo di Luca Goldoni, una volta quando un biscotto cadeva a terra, bastava soffiarci sopra...

    - Senza un telefonino


    Stiamo tirando su una generazione di rammolliti e di ignoranti.

  • http://www.laureaonline.it/

    libri ? no solo appunti elettronici e tanti tanti "video" CD (non proprio formato vcd, ma per darvi un idea).
    Vi piacerebbe vero poter mettere in pausa e riascoltare quando non capite qualcosa ? la sola tecnologia di ora aiuta, io personalmente mi vedo le lezioni e prendo giu' appunti su carta e poi studio su quelli .. il sistema sembra funzionare e al limite ci sono le emailSorride Certo serve un computer in ogni casa o al limite servirebbero computer liberamente utilizzabili dagli studenti a scuola con le registrazioni delle lezioni scaricabili.. ma sai che pacchia.. avessi potuto farlo quando andavo alle superiori magari certe materie le avrei capite a forza di risentire la lezioni.

    Spero che "piccoli" esempi vincenti siano di esempio per tutti noi che dovremmo, idealmente, progettare una scuola del futuro piu' amica della tecnologia.
    non+autenticato
  • Da non trascurare la possibilita' che degli insegnanti e ricercatori creino un libro "libero", nel senso di libero da copyright, disponibile via copyleft.

    L'open source e' un modello vincente nel software, ma ci sono interessanti direzioni nell'adozione dello stesso modello anche in altri campi, purche' si tratti di campi ad alto contenuto informativo, come delle ricette (es. esiste una ricetta "open source" di una cola - cioe' un clone della coca cola), dei medicinali.

    Si potrebbero creare contenuti parziali, che poi e' una cosa che gia' fanno, per esempio con i classici appunti, e pubblicarli su un sistema tipo wiki (vedi wikipedia).

    Un lavoro cooperativo e coordinato di supervisori potrebbe occuparsi di fare le opportune limature per crearne un contenuto consistente, cioe' tale che quel mix di capitoli scritti separatamente da diverse persone abbia un senso, a partire dal tipo di approccio, fino ai banali riferimenti.

    (es. c'e' piu' di un modo di parlare di calcolo infinitesimale, e per chi ne preferisce uno di un tipo, e' necessario poi scegliere un "libro", che sia fatto da un mix di capitoli separati che seguano un approccio ben definito)

    Quindi vi potrebbero essere, a tendere, comunque "diversi libri" formati da diversi mix di appunti e capitoli ed ogni mix potrebbe essere scelto secondo la sensibilita' dell'insegnante, il tipo di istituto e quindi di sensibilita' e necessita' degli studenti.

    In uno stato intermedio questa situazione potrebbe essere solo parziale: i libri di testo "ufficiali" vengono comunque adottati (con copyright e pagamento dei diritti), tuttavia un testo libero, tipo wikipedia, potrebbe essere usato in affiancamento.

    All'atto pratico (si spera) le stampe non dovrebbero essere un problema: ci sono le copisterie e le risorse messe a disposizione dalle scuole stesse, o almeno cosi' dovrebbe essere, ma c'e' da ragionarci un pochino.

    Le stampe a colori costano, e molti libri *devono* essere a colori almeno in parte, per cui bisognerebbe un po' fare qualche conto preciso.

    Tablet p.c., studio direttamente a monitor etc... sono da escludere per il momento per ovvi motivi.

    Se non si pensa a queste cose penso che per ora il reale vantaggio andra' solamente a chi acquistera' sia il libro cartaceo che quello digitale.


    Per quanto riguarda la qualita' dei contenuti occorre comunque riflettere, perche' i libri piu' diffusi sono probabilmente anche motivati dai guadagni che gli autori ne ottengono.

    E' probabile che si arrivera' ad una situazione in cui anche testi di qualita' saranno disponibili liberamente, e gli autori saranno gratificati in altri termini (carriera etc...), esattamente come avviene oggi con il software open source, oppure anche tramite fondi speciali assegnati.

    Vediamo come andra'.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    >
    > E' probabile che si arrivera' ad una
    > situazione in cui anche testi di qualita'
    > saranno disponibili liberamente, e gli
    > autori saranno gratificati in altri termini
    > (carriera etc...), esattamente come avviene
    > oggi con il software open source, oppure
    > anche tramite fondi speciali assegnati.
    >
    > Vediamo come andra'.

    saranno gratificati più che dalla carriera... dalla corriera... si, quella che li porterà a fallimentopoli...

    premetto che io non vedo bene il modello economico open source... tuttavia il programmatore open source vive (o sopravvive?) comunque di programmazione...
    ma lo scrittore "open source", visto che regala i suoi scritti... di cosa povrebbe vivere? Di carriera? Che tipo di carriera?

    Resterebbe il fatto che lui è uno scrittore open source e ogni cosa che scrive dovrà regalarla per la "gloria" e per dovere...

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Resterebbe il fatto che lui è uno
    > scrittore open source e ogni cosa che scrive
    > dovrà regalarla per la "gloria" e per
    > dovere...

    Il problema enorme è proprio quello. Per certuni l'opensource dovrebbe essere come le patatine della reclame: "once you pop, you cannot stop". Non concepiscono l'idea che un professionista, un ricercatore o chi altri, tra milioni di righe retribuite scritte per professione, decida di regalare qualcosina in opensource. Bontà sua, c'è solo da ringraziarlo, ma certo non è in alcun modo OBBLIGATO a farlo: nè una volta, nè sempre. Un bel paradosso per chi blatera tanto di "libertà" e poi vorrebbe obbligare (anche solo "moralmente") il prossimo a cedere in opensource sempre e comunque.
    non+autenticato
  • Penso di dover distinguere fra beni di consumo (dagli alimentari ai software) debbano essere remunerati, mentre l'arte dovrebbe essere resa disponibile a tutti gratuitamente come l'Amore. Molti penseranno che questa è un'utopia, ma l'utopia rimane tale solo se non c'è la volontà di realizzarla.
    non+autenticato

  • Un ministero italiano che va contro gli interessi economici degli editori italiani e a favore dei polli che venivano da questi spennati ogni hanno?

    E da quando? Da quando il Berlusca ha fatto il tonfo o e' tutta una propaganda "modernista"?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Un ministero italiano che va contro gli
    > interessi economici degli editori italiani e
    > a favore dei polli che venivano da questi
    > spennati ogni hanno?
    >
    > E da quando? Da quando il Berlusca ha fatto
    > il tonfo o e' tutta una propaganda
    > "modernista"?

    Da quando siamo alla canna del gas e non sanno più da dove pigliare i soldi. Comunque sono stufo di leggere critiche basati solo su preconcetti e non su fatti.

    PS Non sono di destra
    non+autenticato
  • qualche considerazione, premettendo che sono favorevole.


    1) libro digitale da stampare o da leggere solo a video?

    meglio che sia anche stampabile.
    Non e' pensabile avere un monitor a scuola, e la lettura a video per scopo di studio non e' probabilmente una buona idea.

    Deve essere stampabile per poter portare in classe i fogli relativi alla lezione del giorno.
    Ma la stapa a carico di chi e'?
    Non e' scontato che sia conveniente stampare per gli studenti.
    (es. cartucce di inchiostro, costo della stampante, banalmente tempo di stampa.
    Ci vorrebbe l'uso di una buona laser a carico della scuola. Dubito che si sia attrezzati per questo, o che semplicemente i soliti "regolamenti" interni lo consentiranno. Ci vorrebbe una direttiva ministeriale esplicita su questo punto, perche' i maggiori costi di gestione della stampante dovrebbero essere coperti. Pare una banalita' ma non e' cosi'. Per esempio ricordo che e' stato sempre molto difficile usare le fotocopiatrici degli uffici amministrativi a scopi didattici).

    2) modalita' di pagamento e di scaricamento?

    solito download di contenuto (eventualmente protetto, tipo un pdf, o un .lit) con transazione di carta di credito? Puo' andar bene, ma questa modalita' di pagamento non e' cosi' diffusa.

    Sono problemi relativi, ma sono comunque una discriminante tra chi puo' farlo e chi no.
    Il sistema potrebbe diventare una opzione in piu' per i piu' ricchi, che potranno contemporaneamente avere il bel libro stampato, ed in piu' il libro elettronico.

    La soluzione dobrebbe essere invece tale da consentire a tutti di poterne usufruire, perche' almeno a scuola bisognerebbe essere tutti uguali.

    Una possiblita' potrebbe essere di distribuire il tutto anche su cd rom e farlo condividere agli studenti stessi, sia con mezzi propri (pc) se ce li hanno, sia con mezzi messi a disposizione dell'istituto (p.c. e stampante).

    In questo caso il contenuto pero' non potrebbe essere piu' protetto da alcun sistema di tipo DRM (digital rights management), e questo rendera' allettante l'acquisto collettivo di una unica copia, cosa che gli editori non accetteranno invocando la legge sul diritto d'autore.

    Si potrebbe allora fare acquistare i testi elettronici direttamente dalle scuole pagando un prezzo basato sul numero di studenti iscritti ad una classe, indipendentemente dal numero di copie che poi verranno fatte.

    Il pagamento potrebbe essere una voce speciale della tassa di iscrizione.

    L'opzione di usufruire di libro di testo materiale cartaceo ordinario da chi lo voglia, dovrebbe essere consentita con una diminuzione della corrispettiva quota di costo inserita nella voce speciale della tassa di iscrizione suddetta, a fronte della presentazione del documento di acquisto (scontrino).

    Aver comprato il libro di testo ordinario non pregiudicherebbe il diritto a fruire della copia elettronica comunque.

    3) Problema volume, fogli volanti, fotocopie

    Per quanto riguarda il problema dei "fogli volanti", delle fotocopie, probabilmente una soluzione potrebbe essere fascicolare i fogli stampati in un raccoglitore in modo ordinato. Pero' di solito il volume di un raccoglitore intero e' comunque maggiore di un corrispondente libro (a maggior ragione se la stampa non dovesse essere in fronte retro). Non so che in che misura questo sia un problema, ma potenzialmente lo e', perche' si puo' rischiare di non avere mai materialmente l'intera copia del libro.
    Da un punto di vista didattico un libro probabilmente deve essere sempre sfogliabile manualmente e totalmente. I libri "a pezzi" non sono il massimo.

    Forse gireranno "fotocopie" rilegate come intero libro, e stampe singole come fogli per seguire la lezione e per scarabocchiare sopra.


    non+autenticato
  • ma possibile che solo la mia scuola abbia una copisteria?
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