Responsabilità web: condannato ISP

di Valentina Frediani (ConsulenteLegaleInformatico.it) - Importante e chiarificatrice sentenza quella del Tribunale di Catania sulle responsabilità di fornitori d'accesso e fornitori di servizi

Roma - È stata emessa dal Tribunale di Catania - Sezione Quarta Civile, in data 29 giugno, una interessante sentenza circa le distinzioni di responsabilità sussistenti tra provider e content provider. Con la sentenza il Tribunale ha condannato un content provider per omissione di controllo e verifica dei profili di lesività emergenti dai contenuti sussistenti nel sito, ed in specie con riferimento alla lesione del diritto d'autore laddove sul sito di un comune dal content provider gestito, era stato pubblicato uno scritto senza alcuna autorizzazione del titolare. Vediamo innanzi tutti i presupposti giuridici su cui si è basato il giudice.

Occorre premettere che la disciplina giuridica circa le responsabilità degli ISP è dettata dal recente decreto legislativo n. 70 emanato nel 2003, il quale reca la normativa relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico. Nel decreto - emanato in attuazione della direttiva 2000/31/CE, la cosiddetta direttiva sull'e-commerce - si distinguono puntualmente le responsabilità che emergono da attività di mere conduit, caching ed hosting. Vediamole sinteticamente.
L'attività di mere conduit consiste nel trasmettere su una rete di comunicazione informazioni come richieste dal destinatario del servizio, o nel fornire l'accesso alla rete. Un tale servizio - proprio dell'access provider - esonera totalmente da qualsiasi responsabilità il prestatore, non vigendo alcun obbligo di controllo proprio per l'oggettività della prestazione resa (salvo ovviamente che la figura del prestatore coincida con quella di colui che origina la trasmissione o seleziona o modifica le informazioni).

Altra attività è quella di caching. Il decreto stabilisce che qualora il servizio consista nel trasmettere su una rete di comunicazione informazioni fornite da un destinatario del servizio, della memorizzazione intermedia e temporanea nonché automatica delle informazioni effettuata al solo scopo di rendere più efficace il successivo inoltro ad altri destinatari a loro richiesta, non comporta responsabilità del prestatore.
Quest'ultimo però è in una posizione intermedia, laddove la norma prevede espressamente la sua responsabilità nel caso in cui modifichi le informazioni, non si conformi alle condizioni di accesso alle informazioni, non si conformi con l'uso lecito della tecnologia riconosciuta ed utilizzata nel settore per ottenere dati sull'impiego di informazioni o non agisca prontamente per rimuovere le informazioni che ha memorizzato o per disabilitare l'accesso, qualora venga a conoscenza del fatto che di tali informazioni l'autorità giudiziaria ne ha disposto la rimozione o la disabilitazione.

Infine, in materia di hosting, ovvero qualora il servizio consista in attività di memorizzazione di informazioni, è prevista l'assenza di responsabilità del prestatore in relazione alle informazioni memorizzate a richiesta di un destinatario del servizio salvo che il prestatore fosse a conoscenza del fatto che l'attività o l'informazione era illecita: in tal caso sarà riconducibile nei confronti dello stesso una responsabilità colposa nel caso in cui, consapevole della presenza sul sito di materiale non lecito e presuntivamente non lecito, ometta di accertarne l'illiceità, o una responsabilità dolosa laddove abbia completa consapevolezza della antigiuridicità della condotta dell'utente cui presta il servizio, omettendo volontariamente di intervenire o di segnalare opportunamente i fatti all'autorità competente. È esclusa la perseguibilità del prestatore qualora, venuto a conoscenza di fatti illeciti su comunicazione delle autorità competenti, si adoperi per rimuovere immediatamente le informazioni illecite.

Riassumendo: è irresponsabile il provider che fornisca esclusivamente la connessione alla rete, mentre è responsabile il provider che fornisca servizi di caching o hosting qualora sia a conoscenza dell'illiceità dei contenuti.

Su queste premesse legislative, il Tribunale, una volta accertata in sede dibattimentale la gestione autonoma di certo materiale altrui da parte del provider, lo ha ritenuto responsabile diretto della lesione del diritto di autore.

L'ennesima conferma che per i provider che non offrono esclusivamente connettività ed accesso appare doveroso controllare e verificare la provenienza e gli eventuali diritti dei terzi su immagini e scritti che pubblicano sui siti: ad oggi la legislazione non sembra più offrire margini interpretativi in sede giurisdizionale.

Avv. Valentina Frediani
www.consulentelegaleinformatico.it


dello stesso autore:
Gli editori paghino le copie
Il deposito legale e la comunità virtuale
Link a rischio, provider più tutelati
25 Commenti alla Notizia Responsabilità web: condannato ISP
Ordina
  • ...tra "palesemente illecito" e "probabilmente illecito"?

    mi sembra che i provider si trovino a questo punto in una scomodissima situazione: rischiare una denuncia per non aver rimosso un sito e rischiarne una per averlo fatto!

    spiego con qualche esempio:

    uno storico di destra mette su un sito su Mussolini con forse un po' troppo entusiasmo: che strumenti ha il provider per valutare se esiste apologia di fascismo o no?

    un appassionato di pittura mette su un sito dedicato a Van Gogh: come fa il provider a sapere se il quadro fa parte di una collezione privata o appartiene a un museo (nel qual caso a rigore valgono i diritti d'autore)?

    Quello che mi sfugge è se e come avvenga la "informazione" del provider: se è stato informato da qualcuno tramite una email anonima e magari vaga, tipo "sul sito tal dei tali è pubblicato un testo protetto da diritti d'autore" può ignorare la segnalazione, deve rigirarla alla polizia postale, deve chiudere il sito, deve trasformarsi in esperto di letteratura per scoprire se quanto segnalato è vero?

    A MENO CHE la segnalazione provenga ufficialmente dalle forze dell'ordine, allora in tal caso la cosa avrebbe un senso, anche se suona comunque strana: una specie di custodia cautelare dei siti web in attesa di giudizio, specie se si tratta di reati di opinione.

    Secondo me dovrebbe essere sanzionabile esclusivamente il rifiuto di chiudere un sito di fronte ad un ordine di un Magistrato.

    Si potrebbe infatti trattare di un atto lesivo della libertà di espressione, magari frutto di un eccesso di zelo di un agente della Polizia Postale che, per quanto onesto e coscenzioso, potrebbe non avere la preparazione di un Magistrato nel valutare l'effettiva esistenza di un reato.

    Voi cosa ne pensate?
  • Allora i provider che offrono spazio a migliaia di smanettoni senza scrupoli e dialers o altro come fanno a controllare che qualche truffaldino non violi il diritto d'autore?

    Si mettono a leggersi ogni giorno il contenuto dei siti e verificano il tutto.

    Assurdo ed inattuabile.
    non+autenticato
  • e' come condannare la telecom perche' qualcuno usa il telefono per cose illegali (oranizzare attentati, ecc...)
    non+autenticato
  • I nostri politici sono assurdi il numero di leggi che ci propinano e' assurdo.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > I nostri politici sono assurdi il numero di
    > leggi che ci propinano e' assurdo.

    dimentichi anche i loro "miseri" stipendi ....Sorpresa
  • Consiglio ai provider di denunciare tutti i propri clienti al momento della registrazione. Questo li solleverebbe da tutte le responsabilità e non darebbe problemi ai clienti perché già da tempo tutti gli utilizzatori della rete sono automaticamente cosiderati sospetti pedofili, truffatori, pirati, ecc.
    non+autenticato
  • Non mi sembra che la considerazione finale

    "L'ennesima conferma che per i provider che non offrono esclusivamente connettività ed accesso appare doveroso controllare e verificare la provenienza e gli eventuali diritti dei terzi su immagini e scritti che pubblicano sui siti: ad oggi la legislazione non sembra più offrire margini interpretativi in sede giurisdizionale."

    Sia conciliabile con quanto affermato appena sopra:

    "Riassumendo: è irresponsabile il provider che fornisca esclusivamente la connessione alla rete, mentre è responsabile il provider che fornisca servizi di caching o hosting qualora sia a conoscenza dell'illiceità dei contenuti."

    Anche perchè vorrei vedere un provider con 50...100 mila siti in hosting come possa ottemperare.

  • - Scritto da: HotEngine
    > Non mi sembra che la considerazione finale
    >
    > "L'ennesima conferma che per i provider che
    > non offrono esclusivamente
    > connettività ed accesso appare
    > doveroso controllare e verificare la
    > provenienza e gli eventuali diritti dei
    > terzi su immagini e scritti che pubblicano
    > sui siti: ad oggi la legislazione non sembra
    > più offrire margini interpretativi in
    > sede giurisdizionale."
    >
    > Sia conciliabile con quanto affermato appena
    > sopra:
    >
    > "Riassumendo: è irresponsabile il
    > provider che fornisca esclusivamente la
    > connessione alla rete, mentre è
    > responsabile il provider che fornisca
    > servizi di caching o hosting qualora sia a
    > conoscenza dell'illiceità dei
    > contenuti."
    >
    > Anche perchè vorrei vedere un
    > provider con 50...100 mila siti in hosting
    > come possa ottemperare.

    Ma se ho capito bene la responsabilità del provider è non per nona ver controllato tutti i siti ma per aver egliestesso inserito le informazioni sul sito senza controllare la provenienza e leicità dell'operzione. Probabilmente il provider era anche il gestore del sito e in quanto tale avrà messo delle info protette da diritto d'autore passate probabilmente dal comune stesso in maniera illecità, questo non controllo lo ha reso colpevole. anche se credo che non sia compito di chi inserisce i testi ma di chi li produce controllare che siano leciti oppure no e qui quindi colpa del comune.
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 10 discussioni)