Italia, trashware alla ribalta

Punto Informatico intervista un esperto dell'arte del riuso dei computer e dei componenti dismessi, affinché possano tornare a nuova vita e rivelarsi ancora utili per gruppi e associazioni

Roma - Il recupero dei computer dismessi è un vecchio pallino, persino necessità, di hacker e smanettoni che da sempre rinnovano, creano ed elaborano materiali informatici utilizzando anche vecchi componenti e parti funzionanti di sistemi ormai obsoleti. In tanti esercitano a vari livelli questa attività legata al trashware. Per capirne qualcosa di più, Punto Informatico ha intervistato Manuele Rampazzo, socio della Italian Linux Society, presidente dell'Associazione di promozione sociale Faber Libertatis e da pochissimo anche gestore del sito trashware.linux.it.

Punto Informatico: E' possibile determinare quanti in Italia si occupano di recuperare hardware dismesso per, diciamo, "rimetterlo in circolazione"?
Manuele Rampazzo: Il calcolo non è facile, perché solo pochi sono i gruppi noti, su tutti il GOLEM di Empoli che ha fatto da "apripista" a tutti gli altri.
Tanti altri gruppi - od anche singoli - fanno invece trashware nell'ombra, noti solo ad un ristretto circolo di persone: proprio di recente mi è capitato di scoprire che alcuni miei amici fanno trashware, ma a parte loro stessi nessuno lo sapeva!

L'idea recentissima di creare una lista di discussione ed un sito-vetrina per i gruppi e le associazioni che fanno trashware, l'ho avuta proprio in seguito a quest'ultimo incontro fortuito, perché ritengo sia sprecato lavorare gli uni all'insaputa degli altri, quando invece c'è tanto da condividere.
Ovviamente, qui sto parlando di chi fa trashware con intenti solidaristici: accanto a loro andrebbero conteggiati un gran numero di appassionati del "semplice" retrocomputing, con il quale spesso capitano sovrapposizioni.
PI: Se un computer viene, diciamo, "rimesso a nuovo" che fine fa? Va ad amici-parenti-conoscenti o vi sono iniziative per coinvolgere scuole, comunità, famiglie eccetera?
MR: Dipende ovviamente dal gruppo, ma penso che le donazioni siano a 360 gradi. Le iniziative di cui sono direttamente a conoscenza han coinvolto, in genere, parrocchie, associazioni od altri enti non profit, a volte arrivando a collaborazioni internazionali.

PI: La direttiva europea sullo smaltimento dei dispositivi elettronici è un invito ai produttori di fare di più per consentire riciclaggio, riutilizzo e, appunto, smaltimento intelligente. Come si colloca il trashware in questo quadro? Può dare una mano?
MR: Onestamente, non saprei: penso però che se, in qualche modo, il trashware potesse essere coinvolto in questo quadro gli effetti positivi, se ve ne saranno davvero, si sentiranno nel medio periodo.

PI: Ci sono produttori che sostengono chi si occupa di trashware? Se sì, in che modo?
MR: Non mi risulta, almeno stando alle iniziative a me note, che vi siano stati particolari contributi da parte dei produttori di materiale informatico alle iniziative di trashware, ma spero che vi sia un maggior contributo futuro.

PI: Chi dismette un computer perché non ne ha più bisogno a chi dovrebbe rivolgersi per cederlo affinché sia riutilizzato?
MR: Se il computer, in tutto o in parte, è ancora funzionante ed è di classe pentium o superiore può rivolgersi alla più vicina iniziativa: un elenco (attenzione! è ancora incompleto!) dei gruppi è visibile su http://trashware.linux.it/gruppi.html.

In alternativa, se il computer è troppo vetusto da poter essere riutilizzabile con profitto, oppure i suoi componenti non sono più funzionanti, il nostro consiglio è di avviarlo agli opportuni centri per lo smaltimento dei rifiuti speciali. Per gli indirizzi si deve contattare la locale azienda di smaltimento rifiuti.

PI: In un mercato dominato dall'aumento delle prestazioni e delle dimensioni di applicativi (parlo dei più diffusi) e dei file, che spazio c'è per i computer recuperati in questo modo?
MR: L'utilizzo del Software Libero in una gran quantità di progetti di trashware (e di tutti quelli che verranno elencati su trashware.linux.it) aiuta sicuramente ad allungare la vita ai PC recuperati, grazie alla sua flessibilità ed adattabilità.

Vi sono dei progetti interessanti per realizzare distribuzioni, ad esempio RULE, aggiornate, ma leggere e fruibili pertanto anche nei vecchi computer spesso a disposizione.

Un'alternativa è quella di ricorrere a terminali grafici di limitata capacità che fanno capo per l'elaborazione (e quindi anche l'avvio dei programmi, compresi quelli molto pesanti) ad un server centrale di buona potenza, sfruttando in questo modo la flessibilità del server grafico X in un ambiente di rete. Quest'ultima soluzione dà veramente ottimi risultati e permette di utilizzare con soddisfazione computer molto scarsi, ma non è purtroppo sempre applicabile.

Intervista a cura di Alberigo Massucci
TAG: hw
21 Commenti alla Notizia Italia, trashware alla ribalta
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  • cerco pc portatile vecchio in regalo ma non so a chi rivolgermi kapskapsk55@gmail.com (bergamo) mandatemi una risposta grazie!
    non+autenticato
  • A proposito di un riuso dei PC dismessi,
    segnalo l' esistenza del Progetto Lazzaro,
    a cui e' dedicato il sito:
    www.ProgettoLazzaro.it
  • Veramente molto interessante...
    non+autenticato
  • e' uno slogan che applico anche ai PC di ultima generazione

    auto- Troll
    non+autenticato
  • cazpio, io il pentium me lo tengo! va ancora benissimo!
    ma in azienda ci sono almeno 2   486 che avrei dato via ... a questo punto li convertiamo in terminali se mi dici che si può fare facilmente ...

    mmh ...
    non+autenticato
  • > cazpio, io il pentium me lo tengo! va ancora
    > benissimo!

    Anche io, anche se l'idea di utilizzarli con Linux non mi passa proprio per l'anticamera del cervello.

    > ma in azienda ci sono almeno
    > 2   486 che avrei dato via
    > ... a questo punto li convertiamo in
    > terminali se mi dici che si può fare
    > facilmente ...

    Credo che l'uso come terminali sia davvero l'unico che ci si possa permettere; Linux ha tanti pregi, specie sulle macchine recenti che riescono a renderlo utilizzabile, nonostante non rappresenti certo lo stato dell'arte della programmazione, richiedendo risorse non trascurabili.

    Il vero problema è che se paradossalmente scegliessimo di usare i vecchi 486 con il loro software contemporaneo, ovvero al massimo Windows 95 e relative applicazioni, riusciremmo a farci ben poco.

    Ma se devo utilizzare la macchina come terminale tanto vale usare uno dei vari DOS, che non richiede tempi incredibilmente lunghi per il boot, come invece avviene per Linux.

    Se invece si cerca un sistema operativo capace di rendere il vero valore dell'hardware, specie delle macchine obsolete, non conosco nulla più adatto di BeOS; il problema è che non avreste molte applicazioni da farci girare sopra.

    Mi ha sempre stupito questo sistema operativo, dotato di caratteristiche tecniche di rilievo e veloce come nessun altro che abbia mai provato.
    non+autenticato
  • > Ma se devo utilizzare la macchina come
    > terminale tanto vale usare uno dei vari DOS,
    > che non richiede tempi incredibilmente
    > lunghi per il boot, come invece avviene per
    > Linux.
    Scusa, ma questa potevi proprio risparmiartela. Certo, il DOS e' veloce a caricarsi, ma non lo puoi proprio usare come terminale grafico remoto. Linux lento a partire? Se non fai pertire alcun serizvio e' veloce quanto il DOS.

    > Se invece si cerca un sistema operativo
    > capace di rendere il vero valore
    > dell'hardware, specie delle macchine
    > obsolete, non conosco nulla più
    > adatto di BeOS; il problema è che non
    > avreste molte applicazioni da farci girare
    > sopra.
    > Mi ha sempre stupito questo sistema
    > operativo, dotato di caratteristiche
    > tecniche di rilievo e veloce come nessun
    > altro che abbia mai provato.

    BeOS e' sicuramente molto accattivante dal punto di vista grafico, ma il suo problema e' la esasperante lentezza. Non so come fai a dire che e' veloce ...
    non+autenticato
  • > Scusa, ma questa potevi proprio
    > risparmiartela. Certo, il DOS e' veloce a
    > caricarsi, ma non lo puoi proprio usare come
    > terminale grafico remoto. Linux lento a
    > partire? Se non fai pertire alcun serizvio
    > e' veloce quanto il DOS.

    Infatti il consorzio di produttori che pensa di utilizzare Linux tra le proprie appliance ha proprio indicato come obiettivo la possibilità di attivare istantaneamente l'hardware, riducendo il tempo necessario al boot e prevedendo forme di congelamento in memoria dello stato corrente.
    Qundo si parla dei 486, occorre precisare che tali macchine erano (agli inizi) vendute anche con soli 4MB di memoria, il che significa poterci fare veramente poco con l'ultimo kernel di Linux (chi ne conosce il footprint sa' di cosa si parla).
    Con il DOS non occorre alcuna versione particolare, si prende il primo che capita e si utilizza la macchina, anche se client come VNC non sono forse quanto di meglio possa trovare, specie se serviti da macchine Windows.

    > BeOS e' sicuramente molto accattivante dal
    > punto di vista grafico, ma il suo problema
    > e' la esasperante lentezza. Non so come fai
    > a dire che e' veloce ...

    Di cosa parli?
    BeOS è tutto fuorché accattivante dal punto di vista grafico; ha una interfaccia minimale ma semplice ed efficace.
    Infine non funziona sui 486.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Scusa, ma questa potevi proprio
    > risparmiartela. Certo, il DOS e' veloce a
    > caricarsi, ma non lo puoi proprio usare come
    > terminale grafico remoto. Linux lento a
    > partire? Se non fai pertire alcun serizvio
    > e' veloce quanto il DOS.

    Peccato però che prima di capire come configurare il tutto devi passare un mese a leggerti decine di howto.

    > BeOS e' sicuramente molto accattivante dal
    > punto di vista grafico, ma il suo problema
    > e' la esasperante lentezza. Non so come fai
    > a dire che e' veloce ...

    ?????????????????????

    Di BeOS si può dire tutto, ma che sia lento proprio no. A meno che non vada in modalità VGA, è il sistema con la grafica più veloce dai tempi di Windows 3.1... chiedilo al mio P2 350 su cui ho appena visto un DVD senza perdere un frame.
    E adesso ho proprio voglia di provare il nuovo bus manager AGP che, per la prima volta su BeOS, abilita il fast write... sul mio Athlon 1.4 non ero mai riuscito a vedere più di 6 DivX contemporaneamente, maledizione! Ah, questi sistemi operativi lenti...
    (e per la cronaca: non ho mai configurato un fico secco. installazione - 20 minuti bastano e avanzano - e via. A meno che non contiamo l'installazione del driver della scheda video, che consiste nella copia di ben tre file, totale 200k, e un reboot).

    Comunque con il BeOS ottenete anche un simpaticissimo file system journaled a 64 bit con metadata. Per avere lo stesso con Windows dovete aspettare Longhorn.

    E non parliamo dello spaventoso tempo di boot del BeOS, può arrivare a metterci la bellezza di 20 secondi. Lento, decisamente troppo lento.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    uso una coppia di PC con 486DX riadattati come terminali di un "server" (un normale computer acquistato di recente) e ci uso Linux con soddisfazione (una Debian)

    Riesco così a far usare il mio computer anche ai miei figli, pure quando lavoro



    non+autenticato
  • > Credo che l'uso come terminali sia davvero
    > l'unico che ci si possa permettere; Linux ha
    > tanti pregi, specie sulle macchine recenti
    > che riescono a renderlo utilizzabile,
    > nonostante non rappresenti certo lo stato
    > dell'arte della programmazione, richiedendo
    > risorse non trascurabili.

    Credo che la gente non dovrebbe sprecare risorse a dire fesserie su tecnologie che non sa usare. Credo che la gente invece di studiare per avere i diplomini da appendere dietro la scrivania dovrebbe studiare per apprendere come fare le cose fatte bene. Credo che se nel piano per il controllo delle nascite prevedessero la sterilizzazione di gente come te, vivremmo tutti in un mondo migliore.

    Anonimo N.8
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Credo che la gente non dovrebbe sprecare
    > risorse a dire fesserie su tecnologie che
    > non sa usare. Credo che la gente invece di
    > studiare per avere i diplomini da appendere
    > dietro la scrivania dovrebbe studiare per
    > apprendere come fare le cose fatte bene.

    Ma ti fa tanto schifo l'idea che ci siano persone che non hanno voglia o tempo di leggersi decine di howto?

    > Credo che se nel piano per il controllo
    > delle nascite prevedessero la
    > sterilizzazione di gente come te, vivremmo
    > tutti in un mondo migliore.

    Se invece sterilizzasero tutti quelli con un'apertura mentale come la tua, ci sarebbero molte meno guerre.


    non+autenticato
  • 486
    http://mulinux.sunsite.dk/

    386-486
    www.freedos.org
    http://www.drdos.net/
    http://www.wown.com/j_helmig/Dosservr.htm

    - Scritto da: Anonimo
    > > cazpio, io il pentium me lo tengo! va
    > ancora
    > > benissimo!
    >
    > Anche io, anche se l'idea di utilizzarli con
    > Linux non mi passa proprio per l'anticamera
    > del cervello.
    >
    > > ma in azienda ci sono almeno
    > > 2   486 che avrei dato
    > via
    > > ... a questo punto li convertiamo in
    > > terminali se mi dici che si può
    > fare
    > > facilmente ...
    >
    > Credo che l'uso come terminali sia davvero
    > l'unico che ci si possa permettere; Linux ha
    > tanti pregi, specie sulle macchine recenti
    > che riescono a renderlo utilizzabile,
    > nonostante non rappresenti certo lo stato
    > dell'arte della programmazione, richiedendo
    > risorse non trascurabili.
    >
    > Il vero problema è che se
    > paradossalmente scegliessimo di usare i
    > vecchi 486 con il loro software
    > contemporaneo, ovvero al massimo Windows 95
    > e relative applicazioni, riusciremmo a farci
    > ben poco.
    >
    > Ma se devo utilizzare la macchina come
    > terminale tanto vale usare uno dei vari DOS,
    > che non richiede tempi incredibilmente
    > lunghi per il boot, come invece avviene per
    > Linux.
    >
    > Se invece si cerca un sistema operativo
    > capace di rendere il vero valore
    > dell'hardware, specie delle macchine
    > obsolete, non conosco nulla più
    > adatto di BeOS; il problema è che non
    > avreste molte applicazioni da farci girare
    > sopra.
    >
    > Mi ha sempre stupito questo sistema
    > operativo, dotato di caratteristiche
    > tecniche di rilievo e veloce come nessun
    > altro che abbia mai provato.
  • > Credo che l'uso come terminali sia davvero
    > l'unico che ci si possa permettere; Linux ha
    > tanti pregi, specie sulle macchine recenti
    > che riescono a renderlo utilizzabile,
    > nonostante non rappresenti certo lo stato
    > dell'arte della programmazione, richiedendo
    > risorse non trascurabili.

    Tu si che sei un espertone! Oppure tu pensi che "utilizzabile" significa "interfaccia grafica" come il tuo windows o mac?
    Vuoi venire a vedere il mio server? Debian su un Pentium 2, che ha sostituito, con soddisfazione e performances moolto migliori, un P4 con 2003, passato a fare il client, come peraltro si merita. Certo, devi imparare ad usare i comandi, ma sai, usare il computer significa andare un po' più in la di cliccare sulle iconette.

    > Il vero problema è che se
    > paradossalmente scegliessimo di usare i
    > vecchi 486 con il loro software
    > contemporaneo, ovvero al massimo Windows 95
    > e relative applicazioni, riusciremmo a farci
    > ben poco.

    Già, ringrazia il tuo Sire, Bill.


    > Ma se devo utilizzare la macchina come
    > terminale tanto vale usare uno dei vari DOS,
    > che non richiede tempi incredibilmente
    > lunghi per il boot, come invece avviene per
    > Linux.

    Altra perla ... il boot dipende dai servizi che decidi di avviare.

    Beh, che dire?
    Sarebbe meglio conoscere prima di criticare.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Tu si che sei un espertone! Oppure tu pensi
    > che "utilizzabile" significa "interfaccia
    > grafica" come il tuo windows o mac?

    Se l'"interfaccia grafica" che ti fa tanto schifo è così inutile, spiegami perché ha avuto così tanto successo.
    Lascia stare, te lo spiego io: impartire comandi semplici con un click del mouse è enormente più comodo di scrivere mp3player --stop -abcd '~/music/pinco pallino/best of pinco pallino/track 01 - introduction.mp3'

    > Vuoi venire a vedere il mio server? Debian
    > su un Pentium 2, che ha sostituito, con
    > soddisfazione e performances moolto
    > migliori, un P4 con 2003, passato a fare il
    > client, come peraltro si merita. Certo, devi

    E tu vieni a vedere il mio desktop P2 350: ci guardo DVD e DivX a tutto spiano, navigo in rete e in sostanza ci faccio tutto quello che mi pare. Basta usare un OS per desktop, in questo caso il BeOS.

    > imparare ad usare i comandi, ma sai, usare
    > il computer significa andare un po'
    > più in la di cliccare sulle iconette.

    Hai ragione: bisogna essere produttivi. E come dicevo, fare click su stop è dannatamente veloce.

    > > Il vero problema è che se
    > > paradossalmente scegliessimo di usare i
    > > vecchi 486 con il loro software
    > > contemporaneo, ovvero al massimo
    > Windows 95
    > > e relative applicazioni, riusciremmo a
    > farci
    > > ben poco.
    >
    > Già, ringrazia il tuo Sire, Bill.

    Ecco l'ennesima uscita degna di un premio Nobel. I 486 si vendevano tra il 1990 ed il 1995, spiegami cosa ci facciamo con il Linux che c'era allora.

    > > Ma se devo utilizzare la macchina come
    > > terminale tanto vale usare uno dei vari
    > DOS,
    > > che non richiede tempi incredibilmente
    > > lunghi per il boot, come invece avviene
    > per
    > > Linux.
    >
    > Altra perla ... il boot dipende dai servizi
    > che decidi di avviare.

    Altra perla... sono pochi quelli che vogliono/hanno tempo di leggersi duecento pagine di howto.

    > Beh, che dire?
    > Sarebbe meglio conoscere prima di criticare.

    Beh, che dire?
    Sarebbe meglio conoscere (gli altri) prima di criticare.
    non+autenticato